Il rito non cambia da decenni. Capodanno, Pasqua, Ferragosto, Natale. Le riviere fanno il pieno di turisti. Come andrà la stagione estiva? Meglio sorvolare che fino ai primi anni ’80, prima di ‘tutti al mare’, prima del trionfo delle seconde case e del tonfo di strutture alberghiere (meglio ricordarlo il meno possibile come insegnano molti sindaci e alleati), l’alta stagione iniziava a giugno e terminava con settembre.
E ora? Siamo in ‘alta stagione’ (vedi listino prezzi hotel) a luglio e agosto. Senza dimenticare che molte località di mare, nel ponente – ben diversa la situazione nel Levante, grazie alle Cinque Terre– anche gli alberghi stagionali aprivano i battenti a Pasqua e chiudevano a fine ottobre. Non abbiamo notizie, almeno rese pubbliche, in quali località le amministrazioni comunali, impegnate al massimo in manifestazioni e eventi per grandi e piccini, si praticano riduzioni sostanziose di IMU e Tari (oltre a altri possibili gabelli) per chi tiene aperto almeno 8 mesi all’anno. Non si può pretendere di più. Un pilastro della politica turistica non è più quello delle ‘città fiorite’, dei giardini e delle aiuole, delle piazze ricche di fiori ben curati. Oggi la priorità di spesa e siamo a milioni e milione di euro si può sommare in ‘manifestazioni ed eventi nel settore cultura e turismo’ del bilancio comunale. Si assiste quasi ad una gara malcelata tra città in uno stesso comprensorio.
Anche i media social locali sempre molto attendi ad informare i loro sempre più numerosi lettori hanno tralasciato di dare conto di come sia finita con l’ingaggio di ‘manager’ venuti da fuori, anche da lontano, per rilanciare il prodotto turistico. C’è chi aveva pure coniato il ‘digital coach’, alla stregua di un commissario tecnico del turismo, un Roberto Mancini della nazionale. C’è chi aveva dato consulenze ad esperti di formazione ed innovazione e marketing, o ancora un ‘tecnico del turismo’ per la definizione della business strategy. Ad altri sono stati affidati “piani di destinazione e ricerca sui mercati europei e mondiali”. E ancora star up per creare nuovi prodotti turistici, piani di sviluppo con supporto a società specializzate.
Chissà chi ricorderà quel saggio imprenditore designato a presidente della Camera di Commercio, Andrea De Filippi, in carica dal 1984 al febbraio 1992, deceduto nel 2009 a 88 anni, figura chiave per la nascita del Polo Universitario di Savona e del Centro Sperimentale Agricolo di Albenga, che intervistato da Luciano Corrado per Il Secolo XIX consigliava: “Bene tutte le spese per la promozione, per le opere pubbliche a favore del turismo, bene tener d’occhio arrivi e presenze, ancora meglio se partiamo dal basso. Se all’ingresso delle nostre città costiere accogliamo i turistici con il biglietto da visita di spazi fioriti, di stazione ferroviarie fiorite, di passeggiata a mare e borghi fioriti, località in fiore, città giardino. E facciamo in modo che i bagnanti durante le loro vacanza possano trascorrere una giornata per far apprezzare le bellezze uniche dell’entroterra anche se purtroppo non sarà più popolato come nei tempi migliori e molte tradizioni si stanno perdendo…..”.
Altre generazioni, altri imprenditori, altro modo di comunicare e ammettere le cose come stanno con il loro nome. Chi si allinea ai ‘padroni del vapore di variegata estrazione partitica (la vera politica e per chi l’ha vissuta, si è persa per strada) potrà sempre contare su ‘porte aperte’. E’ consigliato adeguarsi. Protestare contro ‘il turismo lento’ quello che si vive sulle nostre autostrade e sull’Aurelia, meglio allinearsi al progetto di allontanare stazioni, altre sopprimerle, dalla comodità del centro città. Meglio realizzare un sottopasso milionario quà e la, ma non dove si trovano i dannati passaggi a livello. Meglio non far sapere ai cittadini quale è la media di spesa giornaliera del turista. Meglio non dare conto di giudizi, non sempre preconcetti, di turisti italiani e stranieri sulle loro vacanze in Riviera. Sul fatto che famiglie si trovano a pagare per la spiaggia, spesso pigiati, quasi metà del costo della permanenza in una struttura ricettiva. E fanno un confronto di spesa su vacanze da bagnanti all’estero, in Sud Europa senza andare più lontani.
Facciamoci coraggio, forza all’ottimismo, di maniera o meno, si sono più che dimezzati i posti letto in strutture ricettive (e quelle rimaste se di proprietà hanno investito in ristrutturazioni e adeguamenti) ma ci troviamo senza personale di ‘qualità’. La bassa forza è rappresentata dalla manovalanza del terzo mondo. Il patrimonio di personale dei nostri istituti alberghieri si è via via disperso. In assenza di posti di lavoro a tempo indeterminato o determinato, ma risicato, sono andati fuori regione, fuori Italia oppure hanno scelto altre strade che diano loro un sostegno di stipendio che non può essere vincolate ai tempi di apertura delle aziende. Neppure più la disoccupazione e gli extra in nero offrono garanzie. Se chiedi un mutuo per la casa, per l’acquisto di un’auto, per immobiliare l’alloggio da neo sposi. E se uno della coppia vuole magari dedicarsi ad un’attività ed ha bisogno dell’aiuto finanziario che tassi civili.
Turismo di Pasqua in Riviera, Stefania Piccardo e Carlo Scrivano (UPASV): «Verso il tutto esaurito, test importante in vista dell’estate»

«La Liguria Riviera si conferma regina del turismo nazionale in vista delle festività pasquali». Lo affermano Stefania Piccardo e Carlo Scrivano, rispettivamente presidente e direttore dell’Upasv, l’Unione provinciale albergatori di Savona. «A trainare le prenotazioni degli ultimi giorni – dicono Piccardo e Scrivano – è un mix di fattori sia meteorologici che geopolitici. L’attuale instabilità in Medio Oriente e l’aumento dei costi dei voli internazionali hanno spinto molti viaggiatori a rinunciare alle mete esotiche a favore della sicurezza e della bellezza del territorio ligure. Tra Varazze e Andora assistiamo ad un marcato ritorno del turismo domestico: le famiglie italiane che decidono di trascorrere questo periodo di vacanza in Riviera è in aumento. Lombardia e Piemonte, come sempre, sono in testa, ma non manca la componente straniera». Per gli albergatori della Riviera Savonese dunque «i segnali sono incoraggianti. Nonostante una Pasqua anticipata rispetto al 2025 si registrano flussi importanti e il fenomeno del last-minute, legato alle previsioni meteo, promette di portarci vicini al sold-out». Viaggia a pieno ritmo anche il settore extra-alberghiero. «Si conferma pilastro dell’accoglienza – confermano Piccardo e Scrivano – In tutta la Riviera si sta vivendo una fase di particolare dinamismo con prenotazioni “a raffica” registrate negli ultimi giorni, consolidando un trend che vede la costa ma anche l’entroterra con gli agriturismi non più solo come meta estiva, ma come destinazione sicura e attrattiva durante tutto l’anno. La sfida per il futuro resta la penetrazione nei mercati emergenti, ma il “sentiment” attuale conferma la regione come scalo prioritario nel Mediterraneo».
2/ASSEMBLEA REGIONALE DELL’UNIONE NAZIONALE DELLE PRO LOCO D’ITALIA. ASSESSORI SCAJOLA E LOMBARDI: “REALTÀ FONDAMENTALI PER LA VALORIZZAZIONE DELL’ENTROTERRA”

COMUNICATO STAMPA – IMPERIA. L’assessore regionale alla Rigenerazione urbana Marco Scajola è intervenuto oggi all’Assemblea regionale dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia (U.N.P.L.I.) Liguria, ospitata al Museo Navale di Imperia, portando il proprio contributo sul valore strategico delle Pro Loco per la valorizzazione dell’entroterra e dei piccoli Comuni.

“Le Pro Loco rappresentano un presidio essenziale soprattutto per l’entroterra, dove identità, socialità e promozione del territorio si intrecciano con il lavoro che stiamo portando avanti sulla rigenerazione urbana – dichiara l’assessore regionale Marco Scajola –. Recuperare spazi pubblici, borghi, piazze e percorsi storici significa creare luoghi vivi che le Pro Loco possono animare e valorizzare, rafforzando il senso di comunità e l’attrattività turistica. Dal 2021 ad oggi abbiamo finanziato 182 progetti per oltre 46 milioni di euro, di cui 125 nei comuni dell’entroterra, pari al 69% del totale. Rigenerazione urbana e rete delle Pro Loco sono due leve complementari per far crescere i piccoli territori e renderli sempre più protagonisti. Solo nel 2025, sul Programma regionale di Rigenerazione urbana, sono stati finanziati 47 interventi per oltre 10,4 milioni di euro, prevalentemente in Comuni medio-piccoli, confermando la forte attenzione verso i territori interni. Un ringraziamento va alla presidente regionale Daniela Segale e a Marlene Grosso per il lavoro che stanno portando avanti con grande impegno e passione sul territorio”.
“La collaborazione tra Regione Liguria e Unpli è forte e concreta e in questi anni abbiamo costruito insieme progetti importanti – ha detto nel videomessaggio l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi – Uno su tutti: il calendario degli ‘Eventi Autentici Liguri’ che sono cresciuti in modo davvero significativo con 102 eventi quest’anno che aiutano a far vivere la Liguria durante tutto l’anno, non solo nei mesi estivi. Abbiamo inoltre digitalizzato il bando dedicato e stiamo aggiornando l’Albo delle Pro Loco, per rendere tutto più veloce e accessibile. Un passaggio importante riguarda anche il Registro Unico Nazionale Terzo Settore (Runts): è fondamentale iscriversi per continuare ad avere opportunità e benefici. Le Pro Loco sono il cuore dei nostri borghi e della nostra identità e Regione Liguria continuerà a essere al loro fianco”.
Nel corso dell’assemblea è stato evidenziato il ruolo di U.N.P.L.I., nata nel 1962 per tutelare e rappresentare le Pro Loco italiane e oggi forte di oltre 6mila associazioni aderenti e circa 600mila soci a livello nazionale. In Liguria, la rete conta 140 Pro Loco e oltre 7mila soci, una presenza fondamentale per la promozione delle identità locali, delle tradizioni e dell’attrattività turistica dei territori.
3/TURISMO, ONLINE IL BANDO 2026 DA 250 MILA EURO PER I COMUNI ORGANIZZATORI DI MANIFESTAZIONI STORICHE O TRADIZIONALI. ASSESSORE LOMBARDI: “LIGURIA DA VIVERE OVUNQUE E PER TUTTO L’ANNO”
COMUNICATO STAMPA –
GENOVA. È online da oggi sul sito della Regione Liguria (al link https://www.regione.liguria.it/homepage-turismo/cosa-cerchi/prodotti-turistici.html) tutta la documentazione relativa al bando 2026 per la concessione di contributi fino a 250 mila euro a favore di Comuni organizzatori o coorganizzatori di manifestazioni storiche e tradizionali realizzate da almeno 15 anni, anche non consecutivi, dal 1° maggio al 30 novembre di quest’anno. Il termine per la presentazione delle domande di contributo da parte dei Comuni liguri decorre dalla data di pubblicazione del provvedimento e scade decorsi 15 giorni.
Contestualmente alla pubblicazione del bando, verrà nominata una commissione di valutazione delle proposte composta da esperti all’interno del settore regionale del Servizio Prodotti Turistici. Con il medesimo criterio nel 2025 la Regione ha finanziato 57 eventi organizzati da Comuni distribuiti su tutto il territorio ligure.
“Questo contributo, da abbinare a quello erogato a favore delle Pro Loco per ben 102 eventi tradizionali liguri certificati, è concesso con l’obiettivo di valorizzare e contribuire a qualificare ulteriormente le manifestazioni storiche e tradizionali in termini di durata, accessibilità, servizi e esperienze turistiche, al fine di arricchire l’offerta regionale, migliorare la gestione dei flussi, allungare la stagione offrendo occasioni di visita ed esperienze nei diversi mesi dell’anno – afferma l’assessore al Turismo Luca Lombardi – In questa ottica assumeranno maggiore rilevanza nel riconoscimento del contributo le manifestazioni che si svolgono nei piccoli borghi dell’entroterra. Sara un 2026 da vivere in Liguria ovunque e per tutto l’anno”.
La partecipazione alla procedura in oggetto è riservata ai Comuni della Liguria, ciascun Comune può presentare una sola domanda di contributo per una sola manifestazione storica e tradizionale. La manifestazione per cui si richiede il contributo non dovrà essere a scopo di lucro e dovrà essere o di caratttere culturale (musica, teatro, cinema, danza, letteratura, fotografia, pittura, ecc.), sportivo e naturalistico (visite guidate, escursioni, attività ludico-ricreative-didattiche, eventi sportivi, ecc), enogastronomico (manifestazioni e show cooking, degustazioni di prodotti tipici, esperienze enogastronomiche e laboratori, approfondimenti sulla storia delle tipicità locali, esposizioni e iniziative mirate ad accrescere la conoscenza dei prodotti agro-alimentari del territorio, ecc.), storico o tradizionale (percorsi storici o identitari di una comunità attraverso la riscoperta delle tradizioni, del folclore, delle tecniche che identificano una particolare produzione artistica e/o artigianale, rievocazioni storiche, manifestazioni popolari, tradizionali, religiose, ecc.).
Nei limiti delle risorse disponibili e del numero delle domande pervenute, il contributo a fondo perduto viene concesso fino alla misura massima del 50% della spesa ammissibile preventivata e poi rendicontata dal Comune fino ad un massimo di 5 mila euro.
