Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Liguri e l’Università. Ignorata la salute mentale. La vergogna tra affitti folli, stage gratis, psicologi introvabili. L’ascensore sociale? Un club per figli benestanti


Il post di Eraldo Ciangherotti, medico-dentista ad Albenga- Negli ultimi giorni ho partecipato a una videocall con alcuni studenti universitari genovesi. Li ho ascoltati a lungo. Nessuna lamentela ideologica, nessun capriccio generazionale: solo problemi concreti, quotidiani, spesso ignorati da chi governa l’università italiana stando chiuso nei ministeri o nei salotti televisivi.

“Mi hanno raccontato di stanze in affitto che costano come un mutuo, di ragazzi costretti a dividere appartamenti fatiscenti pur di poter frequentare un corso. A Genova va ancora meglio che a Milano o Bologna, ma il problema sta diventando serio anche qui: chi non ha una famiglia che può permetterselo rischia di rinunciare a studiare lontano da casa.
Poi ci sono le borse di studio. O meglio: le borse promesse e mai arrivate. Studenti idonei che restano esclusi, graduatorie incerte, differenze assurde tra una regione e l’altra. Il diritto allo studio in Italia assomiglia sempre di più a una riffa: se sei fortunato passi, se sei povero aspetti.
E c’è un tema di cui si parla ancora troppo poco: la salute mentale. Ansia, depressione, attacchi di panico, senso di solitudine. Ragazzi di vent’anni che vivono schiacciati da esami, precarietà e paura del futuro. Gli sportelli psicologici degli atenei sono pieni, le liste d’attesa lunghe, e troppo spesso chi chiede aiuto si sente dire di aspettare settimane. Ma il disagio non aspetta.
Infine il lavoro. O meglio: il lavoro gratuito mascherato da formazione. Stage non pagati, tirocini obbligatori senza un euro, aziende che usano gli studenti come manodopera a costo zero. È una vergogna che si continui a chiamare “opportunità” quello che in molti casi è soltanto sfruttamento.
L’università dovrebbe essere un ascensore sociale. Invece rischia di diventare un club per figli di famiglie benestanti, dove chi parte svantaggiato resta indietro e chi non ha soldi, contatti o sostegno familiare è costretto a mollare.
Servono più alloggi accessibili, borse di studio garantite a tutti gli idonei, supporto psicologico vero e stop agli stage gratuiti. Altrimenti continueremo a riempirci la bocca di giovani e merito, mentre i ragazzi migliori se ne vanno o rinunciano.
E poi ci stupiamo se l’Italia ha pochi laureati e tanti giovani senza speranza.
Eraldo Ciangherotti

Avatar

Trucioli

Torna in alto