Caro presidente Bucci, converrai che una delle caratteristiche degli italiani è quella di entusiasmarsi per i nuovi eventi qualunque essi siano, ma poi, passata l’iniziale euforia, tutto rientra nell’alveo della mediocre quotidianità. Non più notizie sui giornali e progressivo oblio interrotto da periodiche novità di ingannevole ottimismo.

Ci auguriamo che il “radicale” cambiamento deciso dalla Regione Liguria possa avere ricadute utili alla popolazione, ma i dubbi e le perplessità restano, come nuvole nere all’orizzonte. Per chi lavora nell’ambito della sanità e che subisce da sempre disillusioni, la diffidenza è diventata cronica.
Sempre i soliti noti che passano da un incarico all’altro. I politici promettono molte cose e sembra che anche gli amministratori ospedalieri seguano questo esempio. Il popolo è ormai abituato a credere a queste promesse che lo aiutano a sperare ed a tirare avanti.
Ma cosi non è mai stato. Promesse di rinnovamento, di ristrutturazioni di reparti, di migliorie varie, che mai si verificheranno. Basta guardare quello che è stato fatto a La Spezia, a Taggia, a Santa Corona e cosi via. Però quando tra pochi anni i politici verranno a chiederci nuovamente il voto per proseguire la loro dorata carriera con stipendi da privilegiati, noi non valuteremo quante delle loro promesse sono state mantenute. Tutto si ripeterà come sempre. Si devono biasimare i medici che non fanno più ritorno in Italia?
La prima causa della frustrazione degli operatori sanitari è quella di vedere all’interno degli ospedali una situazione immutata da decenni. Strutture inadeguate, stipendi insufficienti, burocrazia eccessiva, progressioni di carriera troppo spesso legate a raccomandazioni di vario tipo.
Inoltre gli amministratori che per la maggior parte non sono medici, non comprendono in che cosa consiste il lavoro che ogni giorno viene svolto in corsia e nelle sale operatorie.
I “manager” (o amministrativi) dovrebbero occuparsi della gestione burocratica, ma per farlo occorre conoscere ciò di cui si parla. L’analisi di conteggi senza conoscere la sostanza delle cose e lo svolgimento dell’attività giornaliera non consente una visione integrale. Qualcuno potrebbe obiettare che i medici non si preoccupano dell’economia di un ospedale in quanto non avrebbero le nozioni per capire i problemi gestionali. Ma questa è una visione miope che svilisce i medici che, nel tempo, hanno sviluppato competenze che molti amministrativi non hanno.
La centralità del paziente è tutt’ora un’utopia. Si vogliono abbattere le liste d’attesa ma non ci si preoccupa di rilevare nei vari ospedali la qualità che viene attualmente erogata (clinical outcomes). In altre parole l’attività dei vari reparti ospedalieri viene valutata analizzando i numeri: quanti ricoveri, quanti interventi/procedure, quante visite. Ma la valutazione dell’efficacia di un trattamento dovrebbe considerare altri parametri, peraltro facilmente oggettivabili. Per evitare le fughe verso altre regioni i politici/amministratori dovrebbero avere la certezza che quel determinato reparto fornisce garanzie di successo e sicurezza.
Ricorre quindi il concetto di ospedali ad alto e basso volume che però non trova applicazione. Bisogna fermare le fughe ad ogni costo per “risparmiare”. La buona sanità non è per tutti, con buona pace degli amministratori e dei medici che operano in ospedali di provincia ma non solo. I pazienti ed i loro familiari non sono in grado di effettuare una scelta ponderata. La mancanza di informazioni veritiere può avere effetti deleteri sulla salute del cittadino.
La cultura ed il reddito hanno una grande influenza sull’esito delle cure. È noto che la mortalità dei meno abbienti è tripla rispetto a quella dei laureati e chi vive in montagna ha il 15% di possibilità di morire per patologie perfettamente prevedibili.
È inoltre da sottolineare il fatto che gli anziani sono una categoria ad alto rischio di mortalità, ma anche di morbidità. Senza un adeguato supporto familiare sono spesso abbandonati a loro stessi, incapaci di decidere e di scegliere in modo ragionato il da farsi. Subiscono quello che gli viene loro detto e spesso da parte di medici che non hanno il dono dell’empatia.
Però esistono medici ed infermieri di elevata qualità con una sensibilità ammirevole. Conoscenza perfetta del reparto, della situazione clinica dei pazienti. Chi ha trascorso qualche notte in ospedale può rendersi conto di come si svolgono le cose. Medici, infermieri e pazienti formano un unicum, dove i privilegi non contano perché si è tutti sullo stesso piano.
Ma questa realtà è lontana dall’ottica dei politici e degli amministrativi. Conoscere significa capire che i titoli, i privilegi sono lontani anni luce dalla vera medicina.
La malattia inevitabilmente non risparmierà nessuno di noi ed i politici una volta anziani e privi di quel potere chi li aveva fatti sentire vivi, rimpiangeranno di non avere realizzato parte delle loro promesse. Diventeranno le vittime della loro stessa insipienza. (R.T.)
2/SANITÀ LIGURE: PRESENTATI I NUOVI DIRETTORI GENERALI NELL’AMBITO DELLA RIORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA REGIONALE LIGURE
Comunicato stampa -. Sono stati presentati oggi i nuovi Direttori Generali nominati dalla Giunta regionale nella seduta di mercoledì 24 dicembre, nell’ambito del processo di riorganizzazione della Sanità ligure.
Monica Calamai è il nuovo direttore dell’IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana di Genova, mentre Marco Damonte Prioli è stato nominato direttore generale dell’Azienda Tutela Salute Liguria. Le nomine si inseriscono nel percorso di riforma che ridisegna l’assetto del Sistema sanitario regionale con l’obiettivo di renderlo più moderno, flessibile e vicino ai cittadini, superando la frammentazione gestionale e garantendo una risposta uniforme ai bisogni di salute su tutto il territorio.
La Giunta ha inoltre approvato la nomina di Francesco Quaglia a Commissario dell’E.O. Ospedali Galliera per 12 mesi, su proposta del Consiglio di amministrazione dell’ospedale presieduto dall’arcivescovo Marco Tasca.
“Ho molta fiducia in questi direttori generali, chiamati a realizzare la riforma della sanità che abbiamo varato – dichiara il presidente Marco Bucci – Lavoreremo all’evoluzione di una sanità che non abbia attenzione solo per il malato, ma per tutti i cittadini, puntando anche molto sulla prevenzione. Saremo, per molti, un punto di riferimento: il nuovo IRCCS dell’Azienda Ospedaliera Metropolitana sarà il più grande d’Italia. Abbiamo inoltre un’età media molto elevata e questo farà di noi un modello per la civiltà occidentale dei prossimi vent’anni. Ci siamo posti quattro obiettivi principali: migliorare la percezione dei cittadini e ottenere un riscontro reale del miglioramento del servizio; riportare in Liguria, oltre ai pazienti, anche le migliori eccellenze tra i professionisti che oggi lavorano fuori dai nostri confini; realizzare cinque nuovi ospedali; adottare una gestione della spesa secondo criteri moderni”.
Nel corso della presentazione è stato ribadito come la riorganizzazione punti a rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio, a valorizzare le competenze professionali e a migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi offerti ai cittadini liguri.
“Le nomine dei nuovi Direttori Generali rappresentano un passaggio fondamentale nel percorso di riorganizzazione della sanità ligure – afferma l’assessore Massimo Nicolò -. Abbiamo scelto professionisti di alto profilo, con competenze ed esperienza adeguate ad affrontare una fase di cambiamento così importante. L’obiettivo della riforma è chiaro: superare la frammentazione del sistema, rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio e garantire ai cittadini liguri servizi più efficienti, omogenei e di qualità su tutto il territorio regionale. Con la nuova ATS Liguria e con il ruolo strategico dell’AOM di Genova mettiamo le basi per una sanità più moderna, sostenibile e realmente centrata sui bisogni delle persone”.
“Ringrazio il presidente Bucci, l’assessore Nicolò e la Giunta per questa straordinaria opportunità – dichiara la direttrice dell’AOM Calamai -. Trovo entusiasmante far parte di una squadra che si appresta ad affrontare una riforma significativa per la Liguria e che può essere volano per il Paese, in un momento in cui la sanità è centrale per la popolazione. In questo periodo storico di grandi trasformazioni, una riforma di questa natura può portare benefici reali e concreti ai cittadini perché tiene conto di elementi fondamentali, mettendo al centro il cittadino nell’ambito di percorsi assistenziali. Questa riforma tiene conto anche della prossimità delle cure, dentro una logica unica tra ospedale e territorio, che sempre più devono essere integrati, seppur con diverse vocazioni. C’è senz’altro un grande lavoro da fare che sono certa darà grandi frutti”.
“Ringrazio il Presidente Bucci e l’assessore Nicolò per la fiducia accordatami – spiega il direttore dell’ATSL Marco Damonte Prioli -, sono felice e orgoglioso di ricoprire una carica così prestigiosa e strategica per il nostro sistema sanitario regionale, che ho sempre servito con il massimo impegno e dedizione. Lascio dopo quasi tre anni la Direzione del Policlinico San Martino, che a tutti gli effetti è non solo un grande Ospedale ma anche e soprattutto una grande famiglia allargata. È stato un viaggio affascinante, sfidante e complesso, in una struttura sempre più di riferimento per la sanità nazionale. A tutti i professionisti del Policlinico che mi hanno accompagnato in questo percorso voglio dire un grazie dal più profondo del mio cuore. Oggi inizia una nuova sfida che consiste nel mettere a terra la nuova riforma del sistema sanitario regionale: la nuova ATS Liguria sarà lo strumento che permetterà di garantire più risorse per la cura dei cittadini liguri e un’uniformità di prestazioni e percorsi assistenziali su tutto il territorio regionale. Sono convinto che con la collaborazione di Regione Liguria e della nuova AOM riusciremo a raggiungere gli obiettivi sfidanti delineati nella riforma”.
3/I CURRICULUM DEI NUOVI DIRETTORI GENERALI

MONICA CALAMAI- Medico specialista in Igiene e Medicina Preventiva, ⁰vanta un’esperienza consolidata nella direzione di grandi aziende sanitarie e ospedaliero-universitarie: è diventata direttrice sanitaria a 37 anni e direttrice generale a 42 anni e, la più giovane, ad oggi, in Italia. È stata direttrice generale, tra le altre, dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi e dell’Azienda USL di Ferrara, oltre ad aver ricoperto incarichi di vertice in Regione Toscana. È professore a contratto all’Università di Ferrara (Corso di laurea in Medicina e Chirurgia) e docente al master di Comunicazione a Parma e al master in management all’Università di Palermo. Fondatrice e coordinatrice della Community Donne Protagoniste in Sanità, è esperta di organizzazione dei sistemi sanitari e di reti ospedaliere complesse.
MARCO DAMONTE PRIOLI- Manager con una lunga esperienza nella direzione strategica delle aziende sanitarie, Marco Damonte Prioli ha ricoperto numerosi incarichi apicali nel Servizio sanitario pubblico: è stato direttore generale di ASL 1 e successivamente di ASL 2, ricoprendo infine l’incarico di direttore generale dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino. Nel corso della sua carriera ha maturato consolidate competenze nella programmazione dei servizi territoriali, nell’integrazione ospedale–territorio e nel governo delle risorse umane e finanziarie.
AREE SOCIOSANITARIE LIGURI, NOMINATI I DIRETTORI- Al centro del nuovo modello di governance, si configura la nascita dell’Azienda Tutela Salute Liguria, che coordinerà l’assistenza territoriale articolata in cinque aree, oltre all’area Liguria Salute. Nasce anche il nuovo IRCSS Azienda Ospedaliera Metropolitana di Genova, che integrerà il Policlinico San Martino, il Galliera e l’ospedale Villa Scassi, per rafforzare l’alta specializzazione, ottimizzare l’attività chirurgica e ridurre le liste d’attesa. È stata inoltre raggiunta intensa con Monsignor Marco Tasca per la direzione dell’ospedale Galliera, che rientrerà nell’IRCSS Azienda Ospedaliera Metropolitana di Genova.
Ecco i nomi dei nuovi direttori di area:
• Asl 1: Marino Anfosso
• Asl 2: Monica Cirone
• Asl 3: Ivan Mazzoleni
• Asl 4: Maria Elena Secchi
• Asl 5: Paolo Cavagnaro
• Liguria Salute: Giancarlo Bizzarri
Il direttore di plesso dell’Ospedale Policlinico San Martino è Bruna Rebagliati, il direttore di plesso dell’Ospedale Villa Scassi è Paolo Petralia.
4/ARTICOLO DEL SECOLO XIX

