Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Mendatica: è rimasto un ‘alimentari’ che paga una bolletta Enel di 1.643 € per 2 mesi. Luigi arriva da Sanremo e vive da single. Non c’è bar o ristorante. Ha chiuso anche Terzilia nello storico agriturismo


C’è un caso unico certamente in Liguria e con ogni probabilità rarissimo nei confini del Bel Paese. E’ un personaggio di cui i mass media non si sono mai occupati. Ma a Mendatica c’è chi lo onora: lo chiama ‘San’ Luigi. Nel paesino dell’alta Valle Arroscia con le sue sei frazioni, che ha nel turismo e seconde case la principale risorsa, è rimasto a gestire, da single, l’ultimo negozio di alimentari.

di Luciano Corrado

Nel corso degli anni hanno chiuso i battenti altre attività: macellerie, panetteria, tabacchi e giornalaio, alberghi e ristoranti, bar e pizzeria; da ultimo (ma merita da Trucioli.it un ampio servizio a parte col prossimo numero), il ristorante dello storico agriturismo Il Castagno precursore della categoria nella nostra regione. La mitica Terzilia, suo malgrado, si è ‘arresa’ a malincuore già ad inizio estate. L’età pesa anche se lo spirito e la volontà sono d’acciaio. In famiglia Pelassa resta attivo il moderno e piccolo caseificio condotto con passione, amore e competenza  dalla figlia e mamma Simona.

La ‘mia Mendatica’ capace di attrarre l’interesse e video, notizie e servizi Tv (una volta c’era l’amica Imperia TV, è rimasto il TGR di Rai 3 Liguria). Il paese ha una buona nomea tra chi ‘naviga’, commenta, ricorre a Facebook, ai social.

Eppure cronisti e ‘navigatori internet’ non si sono mai chiesti: chi è questo ‘solitario’ eroe-commerciante che taciturno e scrupoloso, riflessivo, educato e professionale, attento ad andare incontro ai bisogni di chi fa acquisti, resiste nonostante tutto. Proprio così. Nonostante tutto. Non è loquace così come le sue lapidarie risposte.

Se commenta lascia il segno si direbbe. “Resto a Mendatica perchè il paese mi piace, ci sono affezionato, mi trovo bene, un pò meno con la gente del posto.” Pare evidente non siamo di fronte ad una generalizzazione, vale a dire tutti uguali. Pensiamo, ad esempio, a chi ha l’abitudine di fare la spesa raggiungendo un supermercato in città. Ci sono gli affezionati che invece apprezzano e si complimento con il loro affezionato ‘San’ Luigi.

Luigi Micillo, 60 anni, alla cassa del banco di vendita del negozio in centro paese

Luigi Micillo è un cittadino di Sanremo che dal 2007  compie gli anni a Mendatica dopo l’acquisizione della licenza commerciale. Fino al 2019 poteva contare sulla collaborazione di una compagna che si è trasferita altrove.

L’esperienza lavorativa di Luigi, prima di diventare benemerito commerciante di Mendatica, è stata in ristoranti ed alberghi, cameriere ed aiuto cucina. Ora è pure tuttofare quando varca l’uscio di casa.

Chi legge abitualmente i media locali, ascolta i notiziari TV della Liguria, riceve informazioni su un entroterra verso il quale si riservano tutte le attenzioni e le iniziative possibili per il rilancio economico, il benessere, frenare un costante spopolamento, con molti anziani e pochi giovani a presidiare le aree montane ponentine. Insomma tutti impegnati, quando sono al governo, a non dimenticare i meno fortunati. Parliamo di sviluppo sostenibile e delle future generazioni. La necessità di creare servizi ed infrastrutture. Ridurre il gap tra fascia costiera ed entroterra. L’economia di un tempo era basata sulla pastorizia e agricoltura (patate, grano, raccolta delle castagne e per anni non mancavano i carbunin, da ultimo il legname dei boschi). Mendatica che aveva beneficiato del boom edilizio (pure eccessivo) di Monesi, della novità seggiovia più lunga d’Italia, delle frequenti nevicate e dell’assalto di sciatori. In pratica 10 mesi di lavoro.

La bolletta Enel relativa ai consumi di luglio e agosto

Mendatica il paese dei 162 residenti (al 31-7-2023), erano 182 dai dati Istat del 2017. Nella stagione invernale decrescono ancora. Nell’alta Valle Arroscia è il solo paese che non può più offrire ai suoi cittadini, ospiti, gitanti, un servizio bar e ristorante. Abituali punti di riferimento. In estate, per fortuna, c’è il chiosco delle Canalette e il suo parco giochi ‘rimesso a nuovo’ che attrae giovani e famiglie nell’alta stagione e nei fine settimana.

Una domanda sorge spontanea: perchè le confinanti Montegrosso e Cosio d’Arroscia possono fregiarsi di ristoranti e bar, negozio, anche attraverso l’impulso di iniziative promozionali che di anno in anno si rinnovano, coinvolgono, suscitando interesse e visitatori. Viene in mente un commento dell’ex sindaco di Pieve di Teco, geom. Alessandro Alessandri, tre volte primo cittadino come il suo attuale collega di Mendatica, Piero Pelassa, eletto per la prima volta nel 2009 e sul quale si sono abbattuti l’alluvione e la disastrosa frana di Monesi, la lunga paralisi della seggiovia, l’assenza di neve e sciatori. Alessandri che a Stampa e Secolo XIX ha dichiarato: “Ci vuole più iniziativa privata, l’imprenditoria deve di fare di più per i nostri paesi….”. Se lo dice lui abituato alle ‘passerelle’ (con i ras della politica al potere), ai convegni, alle promesse, agli immancabili annunci stampa e social, di finanziamenti e opere pubbliche, sempre per rilanciare i paesi montani imperiesi e Valle Arroscia.

E’ assai probabile che il ‘navigato’ Alessandri non abbia avuto l’occasione di scoprire quanto paga l’ultimo piccolo commerciante alimentarista di Mendatica di bolletta Enel in un locale di 45 mq, poco più o poco meno, con banchi frigo. Per 2 mesi un ‘salasso’ di 1.643 € e non ci sono conguagli. Si aggiungano spese dell’affitto, l’Inps (azzardiamo 7-8 mila € l’anno), tasse dello Stato, regionali (Irpef) e comunali (Tari). Quanta disparità resiste nella nostra sgovernata Repubblica! Chi ricorda lo slogan ‘stato ladrone’. E’ risuonato per anni, contro Roma, ai comizi di Umberto Bossi fondatore (1984) della Lega Nord. Partito che ha pure governato l’Italia (anche con gli uomini di Berlusconi, Grillo, Conte) e oggi affidato al super combattente e ‘ministeriale’ Matteo Salvini.

Ma a Mendatica non sembra né il caso, né opportuno occuparci di politica o di sociatria che non sono il nostro pane. Siamo umili veterani cronisti e testimoni dei tempi. Semmai c’è da chiedersi come sia possibile che non ci siano norme di tassazione (anche dei servizi essenziali come luce e gas) diverse rispetto ad aree del paese da ‘bengodi’ almeno per molte fasce di contribuenti. Per un negozio, un bar, un ristorante, un albergo. Servono detassazione e incentivi ad investire. Per dare un’idea abbiamo fatto un confronto con una rinomata pasticceria-bar del centro storico di Alassio. La bolletta Enel si aggira sulle 1200-1300 euro al mese. 500 € in più di quanto paga il nostro Luigi in quel di Mendatica. E se confrontiamo gli incassi giornalieri c’è da mettersi le mani nei capelli.

Luigi Micillo, origini famigliari nel napoletano, emigrato a Sanremo, una sorella e una mamma ancora in vita, a domanda risponde. Quanti contributi ha finora ricevuto dallo Stato, dalla Regione ? Risposta: “Una sola volta sono stato aiutato, ai tempi del Covid”. Gestire un ‘alimentari’ non è già di per se facile. Ci sono i prodotti con scadenza, quelli che si deperiscono come frutta e verdura, solo per citarne alcuni.

“Io spero di resistere – conclude Luigi che di fronte all’obiettivo fotografico sbotta “la foto proprio no…altrimenti  me ne vado…”. Modestia. E ancora: “Ho solo due fornitori su cui posso contare come servizio in loco: il panettiere di Ormea e ‘Latte Frascheri’ di Bardineto. Per il resto vado a fare provvista all’ingrosso ad Albenga di lunedì, giorno di chiusura”. Avremmo voluto terminare l’incontro tra un mendaticese acquisito e un mendaighino di nascita all’insegna di un sorriso di reale speranza. “Grazie Luigi, il destino sia riconoscente”.

Luciano Corrado

TRASPARENZA: LISTINO PREZZI DI ALCUNI PRODOTTI IN VENDITA

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

10 NOVEMBRE ORE 15 / CONFCOOPERATIVE LIGURIA: INCONTRO DELLE COOPERATIVE DI COMUNITÀ’ IMPEGNATE NEL RECUPERO DELLE AREE INTERNE.

Il vescovo della diocesi di Ventimiglia, mons. Suetta, loanese, con l’assessore regionale Piana ad un recente evento a Loano

Il Vice Presidente della Regione Liguria con delega all’Agricoltura, allo Sviluppo dell’Entroterra e al Marketing Territoriale Alessandro Piana, operiamo con case history che vanno dalla Valle Arroscia a Beverino, quindi da Ponente a Levante.  

Le cooperative di comunità si stanno affermando nelle aree interne e nelle periferie con l’intento di promuovere e valorizzare quel patrimonio di risorse naturali, artistiche, gastronomiche, presente in quei luoghi sempre più marginali, dove il profit non investe e le amministrazioni pubbliche affrontano con difficoltà il presidio del territorio, contrastando lo spopolamento che si combina spesso con il dissesto idrogeologico.

“Venerdì 10 novembre al Castello di San Cipriano a Serra Riccò, – afferma il Presidente di Confcooperative Liguria, Stefano Marastoni -illustreremo le esperienze delle nostre associate che dalla Valle Arroscia sino a La Spezia  sono state capaci di ridare vita a iniziative economiche che portano con sé anche un grande valore sociale: rimessa a coltura di prodotti tipici in terreni incolti e abbandonati, riapertura di negozi e trattorie che costituiscono l’unico presidio sociale di frazioni collinari e montane, la promozione culturale di beni artistici e religiosi, l’erogazione di servizi alla persona qualificati e sartoriali laddove i numeri non consentono l’ottimizzazione propria delle grandi città.”

“Ringrazio Confcooperative Liguria per questo incontro che pone l’accento sullo sviluppo e sulle esperienze del territorio – dice il Vice Presidente della Regione Liguria con delega all’Agricoltura, allo Sviluppo dell’Entroterra e al Marketing Territoriale Alessandro Piana – con case history che vanno dalla Valle Arroscia a Beverino, quindi da Ponente a Levante. Sviluppare e ottimizzare le risorse naturali, culturali e sociali significa rilanciare i territori e le realtà che tutelano il paesaggio e la qualità di vita delle nostre aree interne. Non a caso la Liguria, conscia delle potenzialità del suo entroterra e dell’agroalimentare, è stata una delle prime regioni italiane a dotarsi di una legge per promuovere le cooperative di comunità. I GAL, finanziati dal nostro Programma di Sviluppo Rurale, dedicano infatti una parte delle proprie risorse a queste tematiche”.

“E’un grande onore per l’Amministrazione Comunale ospitare questo evento di grande rilievo capace di attirare sul territorio le migliori buone pratiche di cooperative di comunità che a cominciare da Borghi Sparsi sul nostro territorio hanno ridato vita ad attività economiche che rappresentano anche presidio sociale. – Dice Angela Negri Sindaca di Serra Riccò dove si svolge la manifestazione – La Bottega di Prelo e il Rifugio a Serra infatti non solo hanno ridato vita a due esercizi economici ma creato occupazione (oltre dieci nuovi assunti principalmente donne e giovani) e valorizzato i prodotti delle aziende agricole del posto.”


L.Corrado

L.Corrado

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