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Liguria e Basso Piemonte

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Boissano, assemblea popolare alla ricerca di trasparenza nella gestione comunale


Nella sala consiliare del comune di Boissano, si è svolto (martedì 27 giugno 2023) un incontro/dibattito con gli abitanti del paese che sono stati convocati dalla lista civica Boissano Unita per esporre l’operato del primo anno di gestione.

Il sindaco Paola Devincenzi eletta nel giugno 2022 con il 73,05% dei voti contro il 26,95% dell’avversario Massimo Zarrillo (geometra) consigliere di maggioranza uscente del sindaco Rita Olivari centro sinistra. L’agente immobiliare Zarrillo presidente del circolo di Fratelli d’Italia. Se non avesse presentato in corner la sua lista c’era il rischio di non raggiungere il quorum del 40% e da qui l’arrivo di un commissario e nuove elezioni.

Sono stati discussi sia alcuni meriti che alcune criticità che stanno caratterizzando l’amministrazione di Paola Devincenzi: viabilità, manutenzione del territorio, sicurezza, riqualificazione.

Tra queste ultime non poteva mancare la vicenda legata all’installazione del ripetitore telefonico di via Zurmagli, con dettagli che si aggiungono a tutti quelli procedurali relativi all’iter di approvazione basata sul silenzio assenso e che saranno ora giudicati dal Consiglio di Stato in seguito a ricorso di cittadini.. In particolare, è stata esposta la vicenda relativa all’accesso agli atti comunali chiedendo una serie di chiarimenti in proposito.

È stato chiesto perché al consiglio comunale del 6/9/22, dedicato in gran parte alla richiesta/petizione per lo spostamento dell’antenna nella zona collinare ex cava di inerti subito retrostante ai Zurmagli, ed alla richiesta di introduzione di opportune regole di pianificazione, non sia stato riferito dell’esistenza di un piano antenne voluto ed approvato anni addietro anche ex consiglieri familiari di Sindaco e Vicesindaco.

È stato chiesto perché, quando successivamente a tale consiglio si è saputo da altri ex consiglieri dell’esistenza di un piano antenne che già prevedeva aree destinate alla loro installazione e se ne è quindi fatta richiesta per poterlo utilizzare nella ricorso davanti al  TAR della Liguria, si siano ricevute regole di accesso alle delibere quantomeno inusuali e defatiganti, in ogni caso non volte a un confortevole e immediato accesso e registrazione dei dati, con poca attenzione a importanti tematiche di accessibilità (per esempio età, affaticamento, eventuali problemi di vista, eventuale necessità di accompagnamento).

In particolare, quasi allo scadere dei termini previsti per legge, l’accesso è stato consentito alla sola persona richiedente, senza quindi il supporto di un tecnico. Non è stata immediatamente concessa la possibilità di visionare le delibere stesse ma solo gli elenchi dei titoli, con l’ovvia estrema difficoltà derivante dal dover immaginare dal solo titolo se queste fossero attinenti o meno per poi eventualmente fare una successiva richiesta che sarebbe stata evasa dopo ulteriori trenta giorni.

È stato chiesto perché fosse stato proibito di fare fotocopie o fotografie obbligando una persona a copiare manualmente, per ore, elenchi di titoli di delibere. Questo quando possibile, dato che gli elenchi relativi a molti anni mancavano del tutto e sotto sorveglianza di impiegati che in caso di altri impegni si davano il cambio per assicurarsi che le delibere non fossero visionate.

Pare ovvio che questo atteggiamento corra il rischio di generare un affaticamento non necessario né auspicabile in futuro in nessun caso simile. Durante l’assemblea è stato chiesto perché, quando grazie all’ingiunzione di un avvocato che ha evidenziato l’inconsistenza della procedura di accesso si è potuto infine visionare l’archivio, nel volume rilegato e relativo all’anno in cui era stato introdotto il piano antenna mancava una e solo una delibera che successivamente si è compreso essere quella relativa all’introduzione del piano antenne e che è stata reperita dopo ulteriori solleciti da parte del legale. A chi giovava l’ostruzionismo malcelato?

È stato chiesto perché, quando si sono finalmente ottenute le delibere, queste erano incomplete in quanto prive dei documenti allegati ed in particolare del piano antenne stesso con relative planimetrie e norme di attuazione. È stato chiesto perché quando sono state espressamente richieste è stato risposto che non erano reperibili presso la casa comunale e si dovevano cercare altrove.

Non è stato possibile avere risposte a queste domande, in quanto nessuno avrebbe elementi per fornirle tranne la Commissione di inchiesta comunale di cui si parla da nove mesi ma le cui attività pare non riescano a partire a causa di difficoltà nel concordare tempi e modalità di accesso alla documentazione. Difficoltà sull’inchiesta che, unitamente all’iter approvazione ed a quanto appena riportato, lasciano tante domande senza risposta. E ancora a chi giova?  Nessuno sa niente ed eventuali risposte le deve dare il presidente Zarillo (che non riesce ad avere i documenti per partire ?)
Il dettagli è che il sindaco ha dichiarato che se emergeranno irregolarità da parte degli uffici sarà inflessibile come era pronta ad esserlo nel caso il TAR avesse accolto il ricorso o nel caso il consiglio di stato certifichi errori. E ancora una volta di aver saputo del ripetitore i primi giorni di agosto come tutti gli altri abitanti, quando è arrivato elicottero.

Si sono anche chieste informazioni sulla trattativa stragiudiziale per lo spostamento dell’installazione, di cui da mesi si legge anche sui giornali. Trattativa che risulta essere coperta da riservatezza e pertanto non è possibile conoscere.

Si è anche marginalmente accennato alla redazione del nuovo PUC con particolare interesse alla riqualificazione della succitata ex area cava di inerti nella zona collinare retrostante al paese e nella quale sarebbero previste sia opere per la messa in sicurezza degli aspetti geotecnici che valorizzeranno l’area, sia opere di natura urbanistica con la realizzazione di un certo numero di residenze sparse.


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