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Pietra Ligure: la vergogna delle code che bloccano il traffico sull’Aurelia. A chi dire grazie e perché succede


La vergogna delle code che bloccano il traffico automobilistico sulla via Aurelia: come si può continuare a subire uno stato di cose che ha sfacciatamente peggiorato la qualità della vita per chi è costretto ad usufruire dell’unica strada di collegamento rivierasca tra Borgio Verezzi ed Albenga, se si esclude l’Autostrada, sconvolgendo la viabilità di Pietra Ligure e dei paesi vicini.

Polo di Centrodestra per Pietra – Lista Civica dei Pietresi

Gruppo Consiliare Centrodestra

Consigliere Mario Carrara


Da Gennaio 2020, anzi, per la precisione, dal 21 Gennaio 2020, data di entrata in vigore del senso unico sul lungomare di Pietra Ligure, la vita e la “qualità della vita” di molte persone sono cambiate. Per la maggior parte di quelle sulle quali una tale decisione ha avuto delle conseguenze, le cose sono cambiate in peggio.

Ci riferiamo, in modo particolare, a tutti coloro che per lavoro sono costretti a percorrere l’unica
strada carrozzabile (esclusa l’autostrada) che attraversi ed unisca Borghetto S.Spirito, Loano, Pietra Ligure, la Valmaremola, Borgio Verezzi, Finale Ligure. A tutte queste persone che per un motivo serio, il lavoro, sono costrette a percorrere questa strada, più volte al giorno, come, pure, a chi, anche per un motivo banale, deve “spostarsi” da una all’altra di queste località, il dover utilizzare questa unica strada è diventato …un’impresa, un’avventura. Non si sa mai a che ora e quanto tempo occorra per arrivare a destinazione, incolonnati, bloccati in coda nel traffico.

In certe fasce orarie, quelle mattiniere e pomeridiane delle ore di “punta”, ora occorrono ORE per percorrere una manciata di chilometri. Questo, pressoché ogni giorno e, al di là delle “ore di punta” in cui gli incolonnamenti sono diventati pressoché certi e scontati, è possibile che si verifichi a qualsiasi ora del giorno.

Da Dove” le code degli incolonnamenti di automobili partano è una variante “variabile“: provenendo sempre da ponente in direzione levante, possono partire da Loano, da Borghetto o anche da Ceriale. “Dove” le stesse code terminino, invece, la località è sempre una, la stessa: la rotonda dopo il torrente Maremola a Pietra Ligure. Dopo questo punto, infatti, le code si “dissolvono” e si può procedere più o meno spediti nel proprio senso di marcia. Questa situazione va avanti, ormai, da oltre tre anni e, man mano, è andata in un progressivo crescendo peggiorativo, tanto che ora l’Aurelia NON C’È GIORNO che non presenti una coda di automobili, più o meno lunga, in qualsiasi orario.

Il 21 Gennaio 2020, rappresenta, quindi, la “cesura“, lo spartiacque tra un “prima” ed un “dopo”. Un “prima” rappresentato da una strada che si poteva percorrere senza intoppi da una località all’altra in poche decine di minuti; un “dopo” rappresentato dalla situazione odierna, nella quale i tempi di percorrenza della via Aurelia sono diventati indefiniti: un incubo. Un incubo che coinvolge e sconvolge ormai quotidianamente tanta, troppa gente.

Il 21 Gennaio 2020 è veramente una data “spartiacque” perché prima di essa code ed incolonnamenti di veicoli sull’Aurelia non se ne erano MAI verificati. Chi sostiene il contrario, cioè che le code c’erano anche prima e che, in definitiva, non è cambiato niente rispetto al “primamente per interesse e per “scaricarsi” di responsabilità e di colpe. Questa “tesi” originale e unica perché non c’è nessuno, con un po’ di onestà intellettuale o, almeno, di memoria, che ne affermi la veridicità, l’abbiamo, invece, ascoltata essendo stata pronunciata con forza in occasione di diversi consigli comunali durante i quali abbiamo sollevato, con varie Mozioni consiliari, la questione dell’insostenibilità
delle conseguenze sulla viabilità generale del provvedimento di imposizione del senso unico sul lungomare. Una tesi sostenuta e propugnata dal Sindaco De Vincenzi e dai suoi otto seguaci, assessori e consiglieri di maggioranza, unita e “condita” anche da affermazioni sfacciatamente azzardate tanto sono inverosimili come quelle… “le code sull’Aurelia non esistono…“,…quando si formano le code è solo per eventi eccezionali, come i lavori sull’Autostrada o condizioni meteorologiche avverse o i “ponti” vacanzieri con eccezionali afflussi di turisti…. Sennò le code non esistono e se può capitare che si formino, sono fisiologiche: sono quelle che si sono sempre formate nelle ore di punta…“. Inoltre..: “che chi dice e sostiene che le code, invece, ci siano, oltreché dire una cosa non vera, lo fa solo per malanimo e per seminare zizzania…“.

Quindi, queste cose sono state sostenute nei Consigli comunali e sono state registrate e restano agli atti dei verbali degli stessi.

Per quanto azzardate e sfacciate nella loro spudoratezza sono state sostenute nella sede istituzionale del Comune perché NON si è voluto vedere e prendere atto della realtà della situazione causata dai provvedimenti scriteriati di chi azzardava quelle frasi, di una viabilità diventata, in modo progressivo, da difficile a “paradossale“, con conseguenze devastanti sugli automobilisti specie se lavoratori pendolari, inoltre, sulla complessiva mobilità intercomunale del comprensorio, e, per quanto riguarda strettamente Pietra Ligure, con pesanti conseguenze economiche sulle attività commerciali del centro storico e sulla sua stessa frequentazione.

Non scriviamo questo nostro nuovo intervento in considerazione del caos generale viabilistico che si è verificato martedì 16 Maggio, con tutto il traffico paralizzato sulla via Aurelia, perché, in questo caso, ci sentiremmo rispondere che causa ne è stato un incidente sull’Autostrada, portando, così “acqua al mulino” di chi vuole ricondurre ed “assorbire” tutto quello che succede sull’Aurelia ad un caso “fortuito”, conseguenza di quel che accade sull’Autostrada. No, il nostro discorso si riferisce a quello che accade ormai ogni santo giorno, ad ogni ora diurna, perché adesso, praticamente tutti i giorni, la via Aurelia, specialmente nel tratto retrostante il centro storico di Pietra Ligure è costantemente bloccata o rallentata dall’incolonnamento delle automobili, divenuto una cosa cronica. Certo, se sull’autostrada avviene qualcosa e le automobili da là ne fuoriescono, Pietra Ligure “ne
soffre” di più e certamente molto più delle altre città
perché ha un’unica strada su cui si “rovescia” e si concentra tutto il traffico, intasandola e bloccandola. Una strada, l’Aurelia, costruita nel
1941, in piena ll guerra mondiale, che, a oltre 80 anni, ora si ritrova a dover reggere e sostenere, DA SOLA, tutto il traffico automobilistico del 2023. E, come abbiamo già avuto modo di scrivere, era INEVITABILE che in una città come Pietra Ligure con due sole strade carrozzabili, cioè l’Aurelia ed il lungomare, “bloccare” o “limitare” il traffico su una delle due avrebbe comportato il “rovesciarsi” di tutto il traffico sull’altra, con le conseguenze che ora sono tutti i giorni sotto gli occhi di tutti. Se la situazione oggi è evidentemente molto peggiorata, tanto da diventare “invivibile” ed “ingestibile” è perché quando il Sindaco De Vincenzi impose quel provvedimento eravamo all’inizio del 2020 proprio in concomitanza dell’inizio della pandemia e dei provvedimenti che ne conseguirono, come quelli restrittivi ai “movimenti” dei cittadini. In pratica, sulle strade circolavano solo le auto di chi doveva andare a lavorare, di chi ne aveva necessità e dei soli residenti. Ma oggi che queste restrizioni non esistono più, si vedono bene quali sono i veri e reali effetti e le conseguenze dei provvedimenti “imposti” da De Vincenzi. E continuiamo a ripetere di ….De Vincenzi perché è lui che aveva già il “chiodo fisso” del senso unico sul lungomare, preso dalla smania di “imitare” i paesi vicini che già l’avevano da tempo. Tuttavia, soltanto Pietra Ligure, rispetto agli altri, aveva un’aggravante in più, tale da scoraggiare l’adozione di qualsiasi provvedimento in merito: quella di un passaggio a livello ferroviario in pieno centro, al limitare dello stesso lungomare. Per questi motivi, nel 2009, quando De Vincenzi tentò per la prima volta di imporre il senso unico, quegli assessori che non soffrivano certo di sudditanza o cortigianeria nei suoi confronti, in poche parole: che non si facevano condizionare dalle sue intemperanze e dai suoi “capricci”, dopo un serrato confronto in Giunta, glielo impedirono e l’unica “riforma” che si fece sul lungomare consistette solo nel rimodulare i parcheggi nel senso parallelo alla strada, riducendoli nel numero ma consentendo di ottenere in via don Giovanni Bado una carreggiata ampia e spaziosa, tale da sostenere agevolmente il traffico nei due sensi di marcia.

Cosa che fino al 2020 è andata avanti benissimo senza che mai ci sia stato alcun problema viabilistico: né sul lungomare, né, tantomeno, sulla via Aurelia.

È dal 2020 che i problemi alla viabilità di Pietra Ligure hanno inizio; prima di tale data per ritrovare delle code ed incolonnamenti di automobili dobbiamo risalire all’epoca in cui c’erano i semafori; poi con l’istituzione delle rotonde, il traffico scorse sempre rapido, senza più intoppi, fino al 21 Gennaio 2020.

È il Sindaco Luigi De Vincenzi il responsabile di questo stato di cose: delle ore perse dai pendolari fermi in macchina; dello sconvolgimento di tutta la viabilità di contorno alla città che, gravitando per forza di cose sulla via Aurelia bloccata, quando ci sono le code vede gli automobilisti cercare “vie di scampo” alternative, cercando percorsi nelle impervie strade collinari, più lunghe e più strette; dello sconvolgimento del commercio e della frequentazione del centro storico, oggi pressoché “desertificato”; basta vedere un pomeriggio qualsiasi infrasettimanale chi e quanti frequentano piazze e vie del centro: per lo più sparuti anziani e residenti dello stesso centro. Nulla di più. E dire che fino a 3 anni fa il centro storico era “l’anima viva”, il centro d’attrazione di tutta la città. Com’è in tutte le città. E non solo in quelle vicine a noi, i cui centri storici sono, per fortuna loro, ancora “vivissimi“, tutti i giorni. Tirare fuori i sabati e le domeniche mattina o Luglio e Agosto come esempi di alta frequentazione non serve a niente, perché la “vita” va avanti anche e soprattutto negli altri giorni della settimana e negli altri mesi dell’anno, che non siano Luglio e Agosto, “altri” mesi nei quali (Maggio compreso) ora regna per lo più un aspetto simile ad un “mortorio”.

De Vincenzi a chi gli abbia detto dell’insostenibilità della situazione e della necessità di “cambiare” e di tornare alla situazione precedente, risulta che abbia risposto di farsene una ragione perché lui credeva nella validità di questa soluzione e non avrebbe cambiato…. (ci sono persone pronte a testimoniarlo).
Una risposta in linea con il suo “chiodo fisso“, che aveva già dal 2009, di imporre il senso unico sul lungomare: bloccato dalla Giunta di allora, ma liberalizzato dalla presente.

Una Giunta coinvolta in questa decisione quando si trattò di rispondere alla petizione pubblica che chiedeva nel settembre 2021 di ripristinare il doppio senso sul lungomare per far cessare le code sull’Aurelia. Il Sindaco De Vincenzi e la Giunta ebbero in quella circostanza, per di più, la vera impudenza di scrivere di fronte a cittadini che ci avevano messo “faccia e nome” firmando con la carta d’identità la stessa petizione, che ce n’erano “altri” che, invece, erano tutti ben contenti e felici di quel provvedimento; riportiamo testualmente quanto c’è scritto, tra l’altro, nella delibera n⁰145, di risposta alla petizione pubblica del 26 Ottobre 2021, con la quale veniva respinta la stessa petizione: pag.3:

“abbiamo avuto sia da cittadini pietresi, che da turisti, grandi manifestazioni di condivisione e apprezzamento per l’intervento, che ha riqualificato l’intero centro storico e, soprattutto, la passeggiata a mare”.

Ma, al di là di tale affermazione, gratuita e non provabile, la situazione è, invece, quella che è sotto gli occhi di tutti, tutti i giorni.

Questa è la realtà.

Che il Sindaco Luigi De Vincenzi ne sia il vero responsabile è cosa comprovata, oltre che per il riferimento “storico” del 2009 che abbiamo narrato, anche per i fatti oggettivi attuali che lo “inchiodano” alle sue responsabilità.

Egli, infatti è “Sindaco“, competente ed “abilitato” ad emanare “ordinanze” come anche quelle sul traffico (il fatto di avere coinvolto la Giunta nelle decisioni in proposito è stata una sua scelta politica per “spalmare” anche sui suoi componenti, e non solo su di lui, “i meriti” o “le colpe” o, comunque, “le responsabilità” di un tale provvedimento, ma avrebbe potuto anche farne a meno). Ha voluto tenere per sé, di cui ne è pieno titolare, la gestione della delega dei vigili urbani, ora POLIZIA LOCALE, che amministra i provvedimenti sul traffico e la circolazione; ha voluto tenere per sé la delega proprio….alla VIABILITÀ, della quale ne è, quindi, pieno titolare.

Quindi, “CHIpiù responsabile per l’attuale situazione della viabilità di Pietra Ligure, che noi giudichiamo catastrofica, del Sindaco Luigi De Vincenzi, pure delegato alla Polizia Locale e proprio alla VIABILITÀ?

Fatta tutta questa esposizione approfondiremo “che fare”, vista l’insostenibilità della situazione, nella prossima puntata: tempo e idee non mancano. Se De Vincenzi non cambia e non cede, faremo noi cittadini qualcosa di nuovo.

Mario Carrara, consigliere comunale

17 Maggio 2023

 


M.Carrara

M.Carrara

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