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Carrara accusa: “Res Publica” non è più un organo d’informazione istituzionale, ma giornale di parte politica ideologica e di propaganda


“Res Publica”, il foglio informativo del Comune di Pietra Ligure: da gazzetta istituzionale “dell’istituzione” Comune, a giornale di parte politica ideologica e di propaganda.

di Mario Carrara*

Chiariamo subito cosa sia “Res Publica“: è l’organo informativo comunale di carattere “istituzionale“; esso è nato il 2 Agosto
1994, essendo stato registrato presso il Tribunale di Savona in quella data. Chi ha voluto che questo giornale esistesse e ne è stato proprio “padrino” in quanto l’ha “battezzato” con questo nome, è stato il Sindaco dell’epoca, Daniele Negro, oggi Consigliere comunale di opposizione.

Res Publica“, tradotto in italiano, può significare: “Cosa Pubblica” o “Interesse comune“, ma, in un contesto più stringente può significare proprio: “lo Stato“, entità superiore ai singoli individui che in esso si riconoscono e che, degli stessi singoli individui, ne organizza, regola e disciplina la vita e la convivenza.

Quindi, “Res Publica” fu concepito come organo d’informazione che dava conto dell’attività amministrativa comunale ai cittadini di Pietra Ligure. A conferma, infatti, ecco la definizione pubblicata su Internet circa le finalità di “Res
Publica“:

Le finalità principali del giornale includono:

●Aggiornare i cittadini sull’attività amministrativa: le delibere della giunta, i bilanci e le opere pubbliche.

●Trasparenza: avvicinare l’amministrazione comunale alla cittadinanza rendendo accessibili le notizie di pubblico interesse.

●Valorizzazione del territorio: raccontare la vita cittadina, la storia, gli eventi locali, le tradizioni e le novità culturali del borgo ligure“.

Di “politica“, ovviamente, non si parla.

Quindi, come si vede, “Res Publica“, essendo edito dal Comune, quindi, pagato da tutti noi (di ogni orientamento politico) e con queste finalità, dovrebbe dare delle notizie “neutre”, fini a se stesse, che riguardano il Comune come “istituzione“, delle quali prendere atto. Ma sempre nell’ambito delle finalità enunciate prima.

Invece…, invece, stiamo assistendo ad una deriva
progressiva di “Res Publica” che, da organo d’informazione istituzionale dell’attività del Comune, sembra stia diventando un organo d’opinione di parte politica e di propaganda; quest’ultima non per l’istituzione “Comune“, quanto per l’Amministrazione comunale attualmente in carica. E siccome la cosa sta diventando sempre più eclatante ed inarrestabile, è venuta l’ora di denunciarla pubblicamente.

Già in prossimità delle ultime elezioni comunali si potevano leggervi articoli che, seppur teoricamente di carattere informativo, avevano contenuti insulsi, come quello che dava notizia della piantumazione dei fiori nelle aiuole della città, dandone anche il nome, o della potatura degli alberi; oppure, di quella coppia che regala al Comune una pianta di strelitzie, che sono sempre solo dei fiori! Tutte “non notizie“, di cose di gestione ordinaria, fatte assurgere al ruolo di “notizia“, probabilmente al solo scopo di pubblicare le foto del Sindaco sul giornale o, nel caso dei fiori nelle aiuole, per dare la sensazione che l’Amministrazione comunale stesse facendo di tutto e di più, come dicono a Napoli: “facimme ammuina”, cioè: muoviamoci continuamente, di qui e di là, per dare a chi ci guarda la sensazione che siamo molto indaffarati a fare qualcosa. Infatti, “non notizie” del genere sarebbero state equivalenti ad altre come: oggi le strade sono state spazzate bene, oppure: ieri l’anagrafe ha rilasciato ben 8 carte d’identità! Oppure ancora: l’altro ieri i vigili hanno fatto ben 12 contravvenzioni per divieto di sosta… Cose del tutto normali e banali, no? Perché rientrano in quelli che sono i compiti normali per i quali il Comune esiste. Come quella di piantare i fiori nelle aiuole…

Ma sono avvenimenti degli ultimi tempi che hanno ulteriormente indignato l’opinione di molti.

Io stesso che scrivo, ad esempio. Questo è il caso: con una mia propria scelta personale, decido di costituire a Pietra Ligure il gruppo politico di “Futuro Nazionale” del generale Vannacci. Di questa mia stessa decisione redigo un comunicato stampa che invio a cinque organi d’informazione, su carta ed on line, da cui, espressamente, escludoRes Publica” perché, viste le sue finalità, è un gazzettino comunale che pubblica le notizie “istituzionali” del Comune. E questa è una notizia politica di carattere personale, non istituzionale, che non coinvolge il Comune in nessun modo. Infatti, non intendo ingenerare confusione
o dubbi sul fatto che sia mutato qualcosa nel gruppo consiliare di cui sono capogruppo, dato che la mia scelta di aderire a “Futuro Nazionale” non ha su di esso alcuna conseguenza ufficiale, restando tale e quale com’è scaturito dalle ultime elezioni, con stessa denominazione e inalterati impegni programmatici. Era questa una mia libera scelta personale o no? Tuttavia, noto che “Res Publica“, probabilmente col “copia/incolla“, pubblica ugualmente il comunicato stampa che NON le avevo volutamente mandato, come se lo avessi inviato io stesso. Chi l’ha autorizzata a fare una cosa del genere? Visto che è stata violata una mia scelta ben precisa? Cosa che poi ha conseguito un vomito di commenti sul sito Facebook della stessa “Res Publica”, per lo più (ne ho fatto lo screenshot) da parte di persone di opposta ideologia, che hanno fatto considerazioni di carattere politico e pubblicato foto “a testa in giù” inequivoche di odio e istigazione all’odio sulla pagina del giornale istituzionale del Comune, che il Direttore ed il suo editore, il Sindaco, hanno considerato accettabili o hanno fatto finta di non vedere. Una pubblicazione arbitraria col “copia/incolla” di un comunicato politico, che sembra fatta a bell’apposta per scatenare commenti di carattere politico su un giornale istituzionale che la politica non la deve per niente contenere, ospitare e, peggio, istigare.

Non parliamo del fatto, poi, che il giornale istituzionale del Comune, mentre pubblica le “non notizie”, delle margherite nelle aiuole, non fa mai neanche un accenno alle mozioni consiliari, che sono “atti ufficiali“, che l’opposizione propone su temi rilevanti.

Sulle questioni che solleva l’opposizione “Res Publica” notizie non ne dà. Nemmeno quando si tratta di atti ufficiali e formali.

Res Publica” dà l’impressione di pubblicare le notizie che pongano in risalto solo Sindaco e Giunta, specie fotografandoli. “Res Publica” sembra che sia solo cosa loro.

Ma il “salto di qualità” “Res Publica” l’ha fatto pubblicando la foto del Sindaco che conferisce l’atto di cittadinanza italiana ad una signora velata con lo hijab islamico.

Non entriamo qui nel merito sul fatto in sé che, comunque, è un argomento profondamente divisivo nella società contemporanea: non solo italiana, ma che attraversa tutta l’Europa.

Resta il fatto che la signora, presentandosi così abbigliata di fronte all’autorità dello Stato, abbia dato l’impressione come se dicesse: “prendo la cittadinanza italiana ma alle mie condizioni..: così è, se vi pare.”

Non è stato un segnale positivo di volontà di integrazione nella nostra società e di accettazione dei nostri valori occidentali.

Le successive “SCUSE” nei confronti della stessa signora neoitaliana e la presa di posizione tutta politica del direttore contro le posizioni di quanti su Facebook hanno criticato l’abbigliamento della medesima signora, rappresentano l’opinione politica di una persona e di una parte che potevano essere scritte su un qualsiasi organo di stampa, ma NON sul giornale istituzionale del Comune. È il classico “editoriale” del direttore che esprime la linea politica del giornale. Una linea politica che ritiene di intervenire subito, perché scandalizzata, con un lungo articolo contro i cittadini che sul sito Facebook comunale di “Res Publica” hanno criticato la signora velata con lo hijab, ma che, invece, non spende una parola per prendere le distanze dai commenti politici di chi mi ha attaccato sullo stesso sito Facebook di Res Publica per la mia scelta personale di aderire al Partito di Vannacci, di cui “Res Publica” ha, peraltro, arbitrariamente pubblicato il mio comunicato stampa.

Due pesi e due misure per scelta politica di parte.

Questa è diventata “Res Publica” oggi.

Res Publica” non è un giornale politico, ma è un gazzettino ufficiale. Pagato dal Comune con i soldi di tutti: anche di quelli che non la pensano come il suo direttore. Non solo: è lo stesso direttore, ad essere pagato. Infatti, per il gravoso compito di pubblicare “Res Publica” su Facebook, pur essendo dipendente comunale, leggiamo che per il 2025 ha ricevuto il compenso extra di €. 2.400. Quindi, il direttore è pagato dall’editore e, come tutti i direttori, presumiamo che ne ottemperi la linea politica.

I casi sono due: se pubblichi qualcosa su Facebook, poi: o non consenti i commenti, oppure, se invece li consenti, lasci che ci sia la sfrenata espressione di ogni opinione e nefandezza: dell’una e dell’altra opinione. Successivamente, però, il direttore non si deve permettere di intervenire per prendere posizione a favore di una delle due, come invece è successo. O, al contrario, a seconda che gli piaccia e gli stia bene, di non intervenire per niente.

Ma al peggio non c’è limite.

Ed il peggio l’ha pubblicato non solo esprimendo sostegno all’opinione di una sola parte, ma, ancor più, pubblicando in questo contesto, l’immagine dipinta della Madonna. Quella dipinta da Antonello da Messina. Ciò, presumiamo, per dare l’impressione che la stessa Madonna si vestiva “all’islamica”! Quasi a far sembrare, confondendo le menti delle persone, che la Madonna mefesima giustifichi e sostenga le donne islamiche che si vestono così.

A parte il fatto che questa sarebbe una vera farneticazione perché la Madonna è nata circa 585 anni prima dell’Islam e che Lei non è nè contigua, né nemmeno “avvicinabile” con l’Islam, fatta questa premessa, in nome di che cosa è stato compiuto l’abuso della pubblicazione della figura di Maria in questo contesto?

Forse, tanto per citare fatti reali, in nome dei cristiani sgozzati dall’Isis in Medio Oriente? O di tutti gli attentati anticristiani in Europa? O in nome di quello che sta succedendo in Africa? In particolare, tanto per citare ad esempio uno Stato, in Nigeria?

Dove oltre 7.000 cristiani sono stati uccisi
nei primi 220 giorni del 2025, con parallelamente più di 7.800 rapimenti nello stesso periodo. Dove tra la fine del 2019 e la fine del 2023, il bilancio complessivo ha superato le 16.000 vittime cristiane.

Alcuni dati:

Come avvengono le persecuzioni anticristiane dei gruppi fanatici islamisti? Assalti ai villaggi e mercati: Interi insediamenti cristiani vengono circondati e dati alle fiamme.

Stragi nelle chiese: Attacchi mirati durante le celebrazioni domenicali o le festività religiose. Rapimenti di massa nelle scuole: Sequestri organizzati di studenti (come i circa 300 ragazzi prelevati alla fine del 2025) a scopo di riscatto e sottomissione
ideologica. Uccisioni mirate del clero: Sacerdoti e pastori vengono frequentemente rapiti, torturati o bruciati vivi E persecuzioni islamiste anticristiane ci sono in Somalia, Eritrea, Mozambico, Sudan, Repubblica democratica del Congo, ecc.

Quindi: l’accostamento, il “frammischiamento” o la sola pubblicazione dell’immagine della Madonna nel contesto di un articolo tutto teso a giustificare il velo islamico, appare, più che fuori luogo, un vero atto di insolenza e violenza nei confronti della nostra Religione e della realtà dei fatti.

Res Publica” non è più un organo d’informazione istituzionale, ma è diventato come un giornale politico di schieramento, che esprime la linea politica di una sola parte. Per di più sotto le mascherate spoglie della “gazzetta
istituzionale“.

Al di là dell’interesse che possono destare le vecchie fotografie che pubblica, chi lo legge ora si sappia regolare.

L’autorevolezza di un organo di informazione “super partes” l’ha persa: non ce l’ha più. Ce l’ha solo per quelli di una parte politica.

Mario Carrara, consigliere comunale della Lista Indipendente per Pietra

Pietra Ligure, Carrara con Vannacci: sarà referente di “Futuro Nazionale”


 


M.Carrara

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