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Noli, lettera aperta al sindaco: ‘…non facciamo polemica’. Il Comitato per la difesa di Salute e Ambiente


Come membri del Comitato nolese, siamo venute all’incontro con lei, martedì 14  marzo c.a. in pace, per chiedere spiegazioni su due problemi di interesse pubblico che non avevano, nel tempo, trovato risposta alle nostre ripetute domande. Abbiamo sollecitato questo incontro illudendoci ancora una volta  che il Comune fosse il nostro più diretto e naturale interlocutore. Ma siamo uscite deluse e con le sue urla nelle orecchie.

di Antonella Marotta e Maria Vincenti

In relazione al primo problema, dopo tanta attesa per una domanda estremamente semplice riguardante natura e funzione delle antenne sulla vasca dell’acquedotto comunale, dopo la risposta rivelatasi poi non corrispondente al vero della Vice Sindaco in assemblea pubblica, dopo la non-risposta liquidatoria dell’architetto  Palermo per cui nulla risulta agli Atti del Comune finalmente abbiamo saputo da lei (solo quando l’abbiamo direttamente interpellata) che l’ufficio dell’architetto  Palermo non ha la competenza sulla questione: lei, con tono di sfida, ci ha apostrofato: ma che cosa vogliamo? Ce la sta dando la risposta, no?!

Quale altro ufficio abbia la competenza non ce lo ha mai detto in tanti mesi, né l’arch. Palermo, né lei, Sindaco, visto che la nostra istanza è sempre stata diretta ad entrambi.

Le ricordiamo che i termini di legge per una risposta prevedono 30 giorni, non 300 e che noi la richiedevamo scritta.

Quanto al secondo problema, riguardante il nuovo impianto in loc. S.Michele, chiariamo bene che non siamo venute a ripetere quello che diciamo da vent’anni (e di cose da dire ce ne sarebbero tante..), come lei ha sostenuto, ma ad aggiornare una situazione che sta aggravandosi sempre più, situazione della quale in primis dovreste rendervi conto voi Amministratori e che è un problema attuale e del futuro se non si cambia orientamento, applicando le norme di legge, a partire dal vigente Decreto Regionale 2274/16, che vieta l’uso dei crinali espressamente alle infrastrutture di telefonia mobile (e il sito di S.Michele è crinale) e il rispetto dei molteplici vincoli paesaggistico-ambientali inseriti nelle leggi e nei  Regolamenti comunali, regionali e ministeriali.

La recente implementazione dell’impatto paesaggistico è in assoluto contrasto con la finalità del Decreto 2274/16 che mira a tutelare un paesaggio di pregio.

Lei difende le posizioni prese  giustificandole con il fatto che Regione e Soprintendenza non si sono pronunciate sul divieto di  cui sopra. Con tali Enti ce la vedremo, ma riteniamo che il Comune sia il primo attore nella gestione del suo territorio e nel rispetto delle prescrizioni regionali; se, nonostante i numerosi vincoli enumerati nella sua Autorizzazione Paesaggistica, dà l’ok, è probabile che gli Enti citati accettino senza verifiche, fidandosi del parere comunale.

Stupisce comunque che nell’Autorizzazione Paesaggistica Semplificata rilasciata dal Comune, non ci sia un minimo cenno al suddetto Decreto che avrebbe ricordato a Regione e a Soprintendenza le loro stesse prescrizioni sulla salvaguardia dei crinali.

Riguardo ai vincoli che lei durante l’incontro ha sottovalutato con aria di sufficienza, per inciso le ricordiamo che una delle difformità  riscontrate e documentate nel 2014 dal Comitato presso il sito di S.Michele, già avallate nel 2013 dall’Autorizzazione Paesaggistica comunale, riguardava proprio un vincolo del PTCP ed è stata oggetto, con altre, di revoca dell’intera autorizzazione nel 2015 da parte della Commissaria ad Acta, Dott.a Caviglia. Purtroppo, il ricorso promosso dal gestore contro tale revoca è stato perso dal Comune sia per un errore di forma, che per la parzialità della documentazione presentata dallo stesso rispetto a quella a  disposizione. Peccato che fossero ben 100 i metri di differenza propri di tale difformità, ma, come recita la sentenza,“il Comune non ha quantificato con un grado minimo di precisione tale discrasia” e quindi la differenza è stata ritenuta  irrilevante Come vede, l’impostazione prioritaria del Comune  conta e può determinare le relative conseguenze, facendo  registrare un vero e proprio demerito per il Comune.

Così, sulla base di errori (questo e altri) passati e sull’inosservanza del PRG comunale che già all’inizio  di questo travagliato iter vietava i crinali alle infrastrutture, si continua a perseverare nelle stesse posizioni, senza mettersi  un po’in discussione; ma, cosa vuole, l’impatto paesaggistico  è “ soggettivo”…, come più di uno di voi  presenti all’incontro ha affermato.

Ma allora, quanti gestori ancora dovranno allungare il palo con relative scale di risalita, creare nuove aree apparati aggiungendo cemento a cemento, pannelli a pannelli, prima che anche voi ammettiate che sì, l’impatto c’è?

Prima che la chiesa di San Michele e il “sentiero amico” siano definitivamente inaccessibili e perduti?

Prima che tutta  la Scuola sia frontalmente esposta ad una specie di centrale emissiva, visto che è già al centro di  tre impianti, due dei quali in v. Defferrari potenziati e uno a soli 28 metri dall’edificio scolastico principale?

Quanto nuovo impatto i nostri occhi dovranno vedere  se ancora affidate quello presente alla “soggettività”e non  ne vedete  l’aggravamento dopo i lavori  cosiddetti  “di lieve entità” del recente gestore?

Eppure,  ci sono altri siti, individuati come idonei dal Piano-antenne (POST) vigente: questo siamo venute a chiederle, di non continuare a caricare un sito plurivincolato e vietato come il crinale di San Michele, invitante per i gestori attirati dalla convenienza di un palo preesistente.

I siti presenti nel POST sono stati approvati dalla Regione e non è compito del Comitato proporre un sito, come lei ci ha invitato a fare.

Tra l’altro, la legge prevede sì installazioni sull’intero territorio comunale, come ribadisce l’arch Palermo, ma non se c’è un Piano che va rispettato  non solo perché richiesto dalla stessa, legge, ma anche perché pianifica e regolamenta i siti del territorio: e allora, a che serve averlo? E ancora, non impianti dappertutto, non se ci sono aree vincolate e tutelate che sono prescritte.

Dopo 14 anni dalla prima bozza ( 2004), le successive adozioni (2008-2013-2015), nel 2018 il POST è diventato vigente e offre parecchi siti tra cui  Buongiardino, come lei sa, e Acquaviva che lei si è accanito a negare. Vede Sindaco, abbiamo fatto i compiti come da lei suggerito, verificando presso l’architetto Palermo se dal 2018 ci siano state modifiche e constatando che da allora il POST è rimasto immutato, nessuna modifica, nessun aggiornamento riguardante i nuovi impianti. Quindi, Acquaviva era nel POST del 2018 e c’è tuttora. Perché insistere che non c’è?

Ci aspettavamo che con un po’ più di umiltà affermasse di non ricordare e che avrebbe controllato, così come in un’altra occasione ci aspettavamo che, anziché caparbiamente negare che il sito di S.Michele sia in ambito di crinale, andasse a verificare il PRG comunale e si ricredesse, senza che fossimo noi a passarle lo stralcio del PRG riportante il  relativo mappale.

La invitiamo a non ripeterci più che “facciamo polemica”quando portiamo alla sua attenzione problemi riguardanti ambiente e salute, appellandoci ai vincoli e ai divieti ufficiali che, tra l’altro, costituiscono freni più oggettivi e consistenti di quelli relativi alle esposizioni, certo più importanti, ma non perseguibili se entro i limiti di legge.

Lei si è chiesto quale legge impedisce di rifiutare nuove installazioni su San Michele: ci sono le norme sui vincoli paesaggistico-ambientale e i divieti! Non bastano o si devono  baypassare o minimizzare per timore del ricorso dei gestori?

Non ci sono solo i ricorsi dei gestori, ma anche quelli dei cittadini che, esasperati, troverebbero i soldi per pagare le spese.

All’incontro di cui sopra, lei ci ha ripetuto più volte che non ci fidiamo delle sue risposte. Anche in questo caso le facciamo gentilmente notare che le sue risposte non corrispondono alla realtà dei fatti; di cosa ci dobbiamo fidare?

Lo spirito di collaborazione da lei evocato non consiste nel proporre, noi, un sito che non è di nostra competenza e che è già a disposizione nel POST comunale, non è di subire la difesa delle sue posizioni sempre e comunque, senza un confronto con l’oggettività delle regole vigenti: le urla  e l’animosità nei confronti di un Comitato cittadino che ha portato alla luce verità  “scomode”, non si conciliano con le funzioni della sua figura istituzionale e generano nel cittadino sconcerto, alterazione d’animo e perdita proprio di quella fiducia a cui lei fa riferimento. Distinti saluti. Antonella Marotta e Maria Vincenti

Membri del Comitato nolese per la difesa di Salute e Ambiente

Noli, 22 marzo 2023

 


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