Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Bruno Marengo: i suoi 80 anni. Auguri! Ultimo scrittore di Spotorno. Una vita impegnata, raccontata fra amici al bar


Bruno Marengo ed io. Seduti ad un tavolino all’aperto di un bar di Spotorno, i nostri sguardi sono rivolti verso il lungomare e il lato posteriore di Villa Albini, che è stata sede degli uffici comunali di Spotorno fino a poco tempo fa.

di Ezio Marinoni

Bruno Marengo

È una tiepida giornata di fine gennaio (verrebbe in mente una famosa lettera di D. H. Lawrence…); sono qui, come ogni anno, a festeggiare l’arrivo del mio compleanno, e mi ritrovo a parlare di libri e di storia del Novecento con Bruno Marengo, lo scrittore vivente di Spotorno, ultima di una schiera illustre. Una vita lunga e impegnata, la sua. Nato il 23 marzo 1943, ed è subito chiaro che, quest’anno, il compleanno più importante sarà il suo!

Figlio di un tecnico della Piaggio, di cui rimangono gli scheletri a cielo aperto a Finale Ligure, è un giovane impiegato alle poste. Nel clima di cambiamento degli Anni Sessanta e Settanta sente la vocazione alla giustizia e all’impegno sociale, che pratica prima nel sindacato, poi nel Partito Comunista.

Da un piccolo paese di provincia, fa la gavetta (come si diceva ai suoi tempi) e percorre tutte le tappe. Si dimostra un giovane promettente e il P.C.I. lo manda a studiare alla scuola di partito delle Frattocchie (1).

Terminati gli studi, inizia la sua lunga militanza politica. Consigliere comunale a Savona, ne diventa Sindaco dal 1987 al 1990. Alle elezioni regionali del 1990 è eletto al Consiglio Regionale per la V legislatura, ricoprendo anche la carica di Vicepresidente del Consiglio fino al 24 aprile 1995. In seguito allo scioglimento del P.C.I, si iscrive a Rifondazione Comunista, partito con il quale è eletto consigliere della Provincia di Savona per due legislature nel 1995 e nel 1999. Ricopre l’ultimo incarico pubblico in veste di Sindaco di Spotorno, dal giugno 2004 al giugno 2009.

Quasi un ritorno alle origini, dove è nato, dove tutti lo salutano con amicizia e rispetto, anche gli antichi avversari politici, perché la correttezza e la lealtà si leggono dentro i suoi occhi, prima ancora che nei suoi gesti.

La sua produzione letteraria è vasta, anche nei generi praticati.

A Spotornooo…. (1993, Sabatelli Editore)

La Cattedrale di Apenac, romanzo del 1994 (Microart’s, Recco)

I racconti di Liguronia, opera satirica del 1996 (Edizioni Ciuni, Albenga)

I figli di madame Revêrie, il suo secondo romanzo (1998, L’Autore Libri, Firenze)

I nuovi racconti di Liguronia e una fiaba (1998 Coedit Genova)

Rinite allergica, una raccolta di testi, racconti e ballate degli Anni Sessanta (1999, Edizione l’Inchiostro fresco, Novi Ligure)

I racconti Verso l’acqua profonda (2000 Edizioni Delfino Moro, Albenga)

Il romanzo Il mare che viene e che va (2003 Coedit, Genova)

Esperando Sevilla un romanzo di formazione politica del 2009 (De Ferrari Editore, Genova)

Il tempo non ritorna, romanzo di ambientazione torinese (2010 De Ferrari Editore, Genova)

Elvezia è un romanzo del 2013 (Coedit Genova), con prefazione di Giorgio Bàrberi Squarotti

Cöse da Zena” e dintorni è il suo ultimo lavoro letterario (2019, seconda edizione nel 2022). Il sottotitolo (comprensibile a tutti, anche se in dialetto ligure) A semmo zà genoani… ti vo anche vinçe? racconta di un orgoglio intellettuale privo di saccenza, che ha attraversando tutta la vita di Bruno Marengo.

La sua generosità lo ha portato a rendere disponibili on line, sul sito spesturno.it i testi in pdf di molti suoi libri (2).

Mi ero ripromesso di intervistarlo, non ci sono riuscito. Mentre parliamo, il tempo vola (in fin dei conti, è lui che ha scritto Il tempo non ritorna) e i discorsi prendono nuove direzioni. Ci vorrebbe un altro libro per raccontare le sue tante esperienze: sindacali, politiche, umane, sempre vissute con l’anelito della giustizia, del cambiamento sociale, del miglioramento dei rapporti umani. Ha speso tanto, ne è soddisfatto, anche delle battaglie perse o non andate a buon fine, con l’orgoglio di averle combattute (ancor di più in questi in cui l’unico verbo planetario è un liberismo senza regole, vorace e sfrontato, che sembra voler utilizzare le risorse fin che ci saranno, senza porsi problemi per il futuro, al di là del guadagno immediato di oggi).

Bruno Marengo è davvero un uomo del secolo scorso, in senso positivo: ha avuto il privilegio di studiare in una scuola di partito, quando si formavano i quadri ad un incarico, con una visione che doveva concretizzarsi in obiettivi da raggiungere. Senza spot o tweet, attraverso lo studio e la preparazione, con lavoro e proposte concrete da preparare giorno per giorno. Un altro mondo e un’altra politica!

Una nota di malinconia c’è, in fondo ai suoi occhi, forse confronta un grande passato con un presente che è difficile da decifrare e un futuro che non riusciamo ad immaginare, sempre più liquido.

Un attimo dopo ho la risposta. Mi regala il suo primo libro, sottolineato come piace a me (e se ne scusa, con il suo garbo signorile), lo apro a caso e leggo, come in un gioco del destino, un brano rivelatore. Il primo capitolo si intitola “Un comunista malinconico e triste” e ricorda un suo incontro con una classe di studenti, al termine del quale una ragazza gli dice: “Signor Sindaco lei è una brava persona; mi sembra un comunista malinconico e triste perché le cose non vanno come vorrebbe, forse un poeta prestato alla politica. Ma le sue non sono utopie?” (A Spotornooo…, pag. 20).

Quella ragazza aveva ragione. Bruno Marengo è stato un poeta prestato alla politica. Con una vena di malinconia che fa scorgere una ispirazione crepuscolare, quasi gozzaniana, nelle sue pagine, mai enfatiche, nemmeno negli anni in cui il successo sembrava premiare la sua compagine politica.

Riesco a porgli una sola domanda, in una mancata intervista che mi ha soddisfatto come nessun’altra.

Il tuo cognome può essere piemontese?”.

L’ho pensato anch’io, ma non ho trovato riferimenti storici, ho solo un vago racconto di mia nonna “Leta”, che era convinta della nostra origine piemontese e raccontava di una provenienza, prima del 1834, per motivi di lavoro, dei Marengo dal Piemonte (forse da Torino), ma era un racconto di quando non si scriveva e non c’erano ancora le anagrafi, tramandato a voce. Non so quanto ci sia di vero, non vale la pena di parlarne”.

E invece sì. Perché la ferrovia non passa più nel centro di Spotorno, spostata a monte negli Anni Settanta del Novecento; per costruirla, prima fino a Savona e poi da Savona a Ventimiglia, molta mano d’opera si è spostata dal Piemonte alla Liguria. Il 25 gennaio 1872 il primo treno partito da Savona è passato per Spotorno, proveniente da Genova. La linea ottocentesca da Savona a Torino, invece, viene inaugurata nel 1874, con un percorso via Ferrania, San Giuseppe, Ceva, Bastia Mondovì, Cherasco, Bra, Cavallermaggiore, Carmagnola, Trofarello. Un altro grande lavoro e tanta mano d’opera, locale e “forestiera”.

Sotto la galleria del treno, a Spotorno, oggi transitano le automobili, regolate da un semaforo a senso alternato per la strettezza del passaggio. Chi ama i treni si ferma per una foto, con un senso di nostalgia o di malinconia, simile a quello che aleggia nell’animo di Bruno Marengo, uomo politico e scrittore del Novecento spotornese, ultimo rimasto a raccontare le memorie del suo paese.

Ezio Marinoni

Note

(1) L’Istituto di Studi Comunisti, conosciuto come “Scuola delle Frattocchie”, è stata la scuola centrale del Partito Comunista Italiano. Fondata nell’ottobre del 1944, trova sede (dopo una brevissima permanenza a Roma) presso una villa donata al Partito a Frattocchie (frazione del comune di Marino, in provincia di Roma). Denominata inizialmente “Scuola centrale quadri Andrej Aleksandrovič Ždanov”, dal 1950 si chiama “Istituto Togliatti”, nel 1955 diventa “Istituto di studi comunisti” e, dal gennaio 1973, “Istituto di studi comunisti Palmiro Togliatti”. Tra il 1955 e il 1956 pubblica Scuola Comunista, periodico dell’Istituto. La scuola cessa le attività nel 1993, dopo lo scioglimento del PCI del 1991 e la sua trasformazione in Partito Democratico della Sinistra.

(2) Il sito web spesturno.it è soltanto una delle attività del Circolo Socio-Culturale “Pontorno” ODV, che mantiene la memoria storica di Spotorno e ha allestito on line un grande archivio storico e fotografico spotornese, oltre a curare pubblicazioni ed eventi collegati al territorio e alla sua storia.


Avatar

Ezio Marinoni

Torna in alto