Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Porti di Savona-Vado e Genova, elettrificazione urge. Ma sono esclusi dal PNRR?

Per i porti di Savona e Genova non sono accettabili ulteriori ritardi nel realizzare i sistemi di “elettrificazione”. Le navi del futuro per una transizione ecologica.

di Europa Verde Verdi provincia di Savona, Loredana Gallo, Roberto Delfino

L’idrogeno “verde” è il carburante ideale. Nei giorni scorsi, in una dichiarazione di “Confitarma” (Confederazione Italiana Armatori), si legge come l’organizzazione stia predisponendo un documento con proposte per uno sviluppo del “cold ironing” (alimentazione con corrente elettrica da terra delle navi ormeggiate) il più possibile aderente alle esigenze dell’armamento, ma elencando contemporaneamente una serie di gravi criticità.
Ricapitolando i termini del problema:
Il PNRR avrebbe già stanziato 700 milioni di Euro per l’elettrificazione dei più importanti porti italiani, ma Genova e Savona sarebbero escluse perchè 20 milioni finalizzati a questo scopo
(banchine, terminal traghetti e terminal crocere) con 7 accosti per Genova e 10 milioni per Savona
con 2 accosti crocere, erano già stati autorizzati dalla Conferenza dei Servizi nel 2020.
Confitarma” sostiene comunque che se le somme vienissero divise per tutti gli scali portuali, la
cifra a disposizione delle singole città non sarebbe sufficiente e ritiene doveroso un coinvolgimento a livello centrale di tutti gli “stakeholders” (portatori di interesse) per decidere dove e quanto investire, denunciando inoltre “confusioni operative”.
Dopo questa presa di posizione non si sa quali potranno essere gli sviluppi futuri, ma un
dato è certo: non sono ammissibili ulteriori ritardi. Per una politica di decarbonizzazione dei sistemi infrastrutturali, nel rispetto degli “Accordi di Parigi”, è necessaria e urgente l’elettrificazione dei porti liguri.
Gli studi effettuati fino ad ora
hanno fornito risultati drammatici: le navi ormeggiate emettono ogni giorno inquinanti dieci volte superiori a quelli dei veicoli circolanti in città. La situazione grave riscontrata in Genova è stata evidenziata anche a Savona con lo studio pubblicato da “Italia Nostra”, nel quale sono dimostrati i danni per la salute dei cittadini che risiedono in area portuale.
L’ “Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale” in passato aveva già chiesto 35
milioni di Euro per l’elettrificazione del porto di Genova con la realizzazione di un grande sistema fotovoltaico. La somma rientrava nella dotazione complessiva dei finanziamenti denominati “Green Ports” che il “Ministero per la Transizione Ecologica” aveva messo in campo con l’obiettivo di incentivare l’uso delle energie rinnovabili negli “hub portuali”.
L’elettrificazione delle banchine commerciali (passeggeri e merci), nei bacini di Genova e Savona
Vado, dovrebbe in futuro migliorare la qualità dell’aria e ridurre l’inquinamento acustico, mentre vasti impianti fotovoltaici sulle strutture portuali (magazzini e hangar) potrebbero far raggiungere l’autosufficienza energetica.
Ulteriori ritardi non si possono imputare a difficoltà di progettazione in quanto aziende
internazionali già da tempo propongono sistemi di elettrificazione collaudati nei porti del NordEuropa e degli Stati Uniti.
Nello scalo di Rotterdam, oltre ai sistemi citati per le banchine di attracco, lo spostamento dei
carichi pesanti sui moli viene addirittura effettuato da nuovi trattori a “impatto zero” con motori a idrogeno. L’uso dell’ “idrogeno verde” come combustibile diventa ormai necessario in quanto, secondo l’ “Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite”, le navi sono responsabili del 3% delle emissioni globali di CO2.

Il Giappone ha già varato la “SUISO FRONTIER”(attualmente in viaggio verso l’Australia), una nave capace di trasportare 1250 mc. di idrogeno liquido (un carburante ecologico perfetto perchè produce solo vapore d’acqua).
In Norvegia nel 2023 entrerà in navigazione la prima nave passeggeri completamente alimentata
con lo stesso combustibile (l’energia di prossima generazione che diventerà di uso comune quanto oggi il petrolio). In definitiva è realistico puntare su nuovi investimenti in una industria ecosostenibile che guardi seriamente al futuro.
La “transizione ecologica” richiede scelte coraggiose e se gli investimenti nei porti del nord Europa
non hanno trovato ostacoli insuperabili, anche l’Italia e “Confitarma” possono e devono ottenere gli stessi risultati.
Europa Verde
Verdi della provincia di Savona- Loredana Gallo- Roberto Delfino

Avatar

Trucioli

Torna in alto