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Liguria e Basso Piemonte

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Albenga, l’azienda agricola Vincenzo Enrico brilla all’Euroflora. 2/Valorizzazione del Museo Civico. 3/Le prime 5 De.Co. tra tradizione e storia

Euroflora 2022: una particolare menzione  all’azienda agricola Vincenzo Enrico di Albenga, impresa nata nel 1952 e dal 1967 votata alla produzione di orchidee. Altra notizia: nuovi percorsi per la valorizzazione del Civico Museo Ingauno. E ancora: Albenga e le prime 5 De.Co. Asparago violetto, carciofo spinoso, i baxin, il coniglio alla saleasca e il polpettone di Albenga.

EUROFLORA: IL PREMIO ROBIGLIO ALLA REGIONE LIGURIA E MENZIONE PARTICOLARE” ALL’AZIENDA AGRICOLA VINCENZO ENRICO DI ALBENGA

GENOVA. Pioggia di premi per la Regione Liguria ad Euroflora 2022, l’esposizione internazionale presso i Parchi e i Musei di Nervi. “L’ottenimento del maggior numero di riconoscimenti – spiega il vice presidente della Regione Liguria con delega all’Agricoltura Alessandro Piana – alla nostra regione premia l’alacre lavoro di ricerca e di allestimento svolto dagli Uffici, dal Sistema Camerale, dal Distretto Florovivaistico e dai Floricoltori Liguri. Ottima la partenza di Euroflora, in più da quest’anno, alla figura che consegue il primo posto nel medagliere, viene consegnato il premio Giovanni Robiglio, per ricordare uno dei padri della floricoltura italiana. Importante il suo impegno associativo e nelle relazioni: è stato, tra gli altri, alla presidenza del Comitato organizzatore di Euroflora, presidente di Confagricoltura Genova e vicepresidente di Confagricoltura Liguria oltre che vicepresidente dell’AIPH (Association International des Producteurs Horticoles).

Una particolare menzione va all’azienda agricola Vincenzo Enrico che espone presso la Cappelletta della Regione Liguria, impresa nata nel 1952 e dal 1967 votata alla produzione di orchidee, presente ad Euroflora sin dalla prima edizione. L’orgoglio del made in Liguria presentato ad Euroflora mostra con grande forza evocativa le eccellenze e la tradizione del territorio, e ci sprona a fare sempre di più sistema per superare la crisi dei costi delle materie prime e dell’energia derivante dal difficile quadro internazionale accelerando, al contempo, sull’ecosostenibilità”.

“Le orchidee… la nostra passione – Dalla fine degli anni ’70, con il matrimonio di Vincenzo e Marisa, l’azienda si è definitivamente specializzata nella produzione di orchidee, esclusivamente italiane. Il nostro motto è diventato: Enrico, le Orchidee Made in Italy dal 1977.”

COMUNICATO STAMPA – Grazie alla sinergia tra Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Liguria, Comune di Albenga, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Rotary Club Albenga e Fondazione Oddi, il Civico Museo Ingauno viene restituito alla cittadinanza in una veste rinnovata.

Istituito nel 1933 nel Palazzo Vecchio, antica sede del Comune, esso ospita importanti reperti databili all’età romana, medievale e rinascimentale. Nel 2019 un’importante azione di riallestimento aveva permesso di installare la sede dello IAT nel lapidario, così da offrire all’utente la possibilità di visitare un Museo in modo continuativo e gratuito.

A partire dal 2021 poi, grazie all’interessamento e finanziamento del Rotary Club Albenga, si è intrapreso un progetto di riqualificazione della Loggia con la sostituzione della rete antipiccioni, l’affissione di pannelli informativi collocati all’esterno della stessa e la sostituzione dell’illuminazione con lampadine a basso consumo. Di recente si è deciso di inserire nel lapidario l’epigrafe sepolcrale di Leoninus messa in luce nel corso dei recenti scavi presso il sito di San Clemente. Restaurata dalla Soprintendenza e già presentata alla cittadinanza in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, ora l’iscrizione troverà degna

Il complesso archeologico di San Clemente nel fiume Centa

collocazione nel percorso museale, rappresentando un felice esempio di “rapida restituzione” alla comunità di un frammento della propria storia.

Non solo, per agevolare il visitatore curioso a conoscere gli importanti manufatti conservati nel Museo, si è ideata una piccola guida, agile e di facile comprensione, che rappresenta un ulteriore importante obiettivo nell’ottica della valorizzazione del patrimonio culturale ingauno. Il nuovo allestimento e la guida “fresca di stampa” verranno presentati venerdì 29 aprile alle ore 17:30, in tale occasione saranno condotte delle specifiche visite guidate per illustrare le novità di un Museo sempre più in evoluzione.

Albenga: approvate le prime 5 De.Co.- Asparago violetto, carciofo spinoso, i baxin, il coniglio alla saleasca e il polpettone di Albenga.

COMUNICATO STAMPA – Asparago violetto, carciofo spinoso, i baxin, il coniglio alla saleasca e il polpettone di Albenga. Ecco le prime De.Co. approvare a seguito di un percorso accurato che ha visto una commissione di esperti effettuare una ricerca e uno studio approfondito sui primi prodotti proposti. Ricordiamo che la denominazione comunale di Origine (De.Co) è un riconoscimento che gli enti locali, i comuni, attribuiscono a quei prodotti agroalimentari e artigianali particolarmente caratteristici del proprio territorio, ritenuti in qualche modo “tipici” e legati storicamente al luogo . La De.Co., quindi, dimostra l’origine locale del prodotto, ne racconta e fissa la sua composizione e ne garantisce gli ingredienti ai produttori del territorio e ai consumatori, dona quindi un’identità riconosciuta a un prodotto territoriale locale promuovendolo e valorizzandolo.

Il sindaco Riccardo Tomatis e la consiegliera Ilaria Calleri

Afferma Ilaria Calleri consigliere delegato alla valorizzazione dei prodotti del territorio: “Sono molto contenta dell’approvazione delle prime 5 De.Co del Comune di Albenga. Questi prodotti, che sono stati individuati e che per primi hanno ottenuto questo riconoscimento, meglio di tutti rappresentano la tradizione e la storia della nostra città, del suo passato e ancora oggi costituiscono una risorsa per il loro valore e un’attrazione turistica .

La De.Co può e deve essere uno strumento di promozione della nostra città nell’ambito del turismo enogastronomico e di quello di tipo esperienziale in forte crescita. Questo tipo di turismo unisce alla qualità dei nostri paesaggi e all’offerta diffusa sul territorio, la qualità dei nostri prodotti tipici e dei nostri sapori. L’obiettivo della nostra Amministrazione, va proprio in questa direzione ed  è quello di puntare sempre di più ad incrementare il turismo enogastronomico che costituisce una vera e propria opportunità per lo sviluppo dell’economia locale. Ringrazio il Sindaco e la Giunta comunale per aver attribuito questo riconoscimento e la commissione rappresentata da Luisa Elena, Lara Ravera, Roberto Pirino e Stefano Pezzini”. 

Afferma il sindaco Riccardo Tomatis: “Grazie a Ilaria Calleri è stato creato un percorso che fin a oggi non c’era e che porterà alla valorizzazione dei prodotti del territorio grazie all’attribuzione di questo importante riconoscimento. Se da oggi in poi ci saranno nuove De.Co. sarà per merito del lavoro svolto dalla consigliera.Le eccellenze del nostro territorio saranno valorizzate sempre più e questo va proprio nella direzione volta a sviluppare anche ad Albenga il turismo enogastronomico”.

Ecco le nuove De.Co. ASPARAGO VIOLETTO DI ALBENGA- L’Asparago Violetto di Albenga, è una varietà particolarmente pregiata dell’Asparagus officinalis e le sue qualità sono legate al favorevole microclima e in particolare al terreno sabbioso della piana di Albenga, il territorio più vocato per la sua coltivazione. La sua origine si deve una selezione attenta e meticolosa da parte degli agricoltori albenganesi, che eliminarono le caratteristiche meno nobili come il gusto amaro e il diametro piccolo dei turioni, esaltando invece il colore viola intenso, il gusto delicato, la grande dimensione dei turioni.

L’asparago Violetto d’Albenga è una varietà unica al mondo. Le sue caratteristiche difatti sono profondamente legate al suo patrimonio genetico che ne preserva la purezza e ne garantisce inimitabilità: possedendo 40 cromosomi anziché 20 come tutti gli altri asparagi, il Violetto non può difatti, incrociarsi con altre varietà. E’ soprattutto in tavola che questa varietà porta doti esclusive. L’asparago Violetto di Albenga è particolarmente pregiato per la sua consistenza morbida e burrosa, per il suo il gusto deciso, ma delicato ed un po’ dolce e per lo scarso contenuto in fibra che permette di utilizzare anche la parte basale bianca del turione.

CARCIOFO SPINOSO DI ALBENGA- E’ La varietà, coltivata e condizionata nella nostra città e in tutta la sua piana, sul litorale savonese e imperiese, conosciuta anche con il nome di “Violetto Spinoso di Albenga” o “Violetto grosso di Albenga” e come uno de” i 4 di Albenga”; assieme alla zucchina Trombetta, al pomodoro Cuore di Bue e l’asparago Violetto, infatti , è diventato  una produzione tipica della zona e uno dei principali simboli della città Ingauna. Il carciofo Spinoso di Albenga è caratteristico per la consistenza delle brattee (foglie) interne, che sono eccezionalmente tenere, croccanti e dolci e tale caratteristica lo rende un importante ingrediente per diverse ricette.  Il riferimento al colore viola non è casuale: è infatti impossibile confonderlo con altre specie del centro e sud Italia, oltre che per la forma conica del capolino, per le foglie esterne acquerellate di verde scuro con sfumature violacee e le spine giallastre che lo rendono facilmente individuabile rispetto ad altre varietà di carciofo.

Si può mangiare sia crudo che cotto. Meno fibroso e dal sapore più delicato rispetto al cugino sardo, si apprezza particolarmente da crudo in pinzimonio o in insalata, mentre da cotto si può impiegare per la preparazione di ottimi sughi e risotti, oppure per i ripieni di torte verdi e frittate.

BAXIN- Nella Riviera ligure di Ponente è facile trovare un tipico dolce comunemente chiamato “bacio”, ma ad Albenga ne troviamo uno speciale che nulla a che vedere con tutti gli altri: il “baxin”, un biscotto secco dal sapore inconfondibile che ad oggi è considerato il dolce simbolo della città delle torri. È un dolce molto antico, già in epoca settecentesca veniva prodotto e venduto dai monaci benedettini liguri. L’origine dei baxin si perde nel passato ed è interessante che siano frutto di una casualità, pare infatti siano nati da un errore di ricetta di un altro dolce simile, attorno appunto alla fine del Settecento e per questo difficilissima da imitare. La ricetta è stata poi tramandata e venduta varie volte. I baxin sono preparati con pochi ingredienti: non contengono né burro nè uova o conservanti ed è proprio la loro semplicità che li ha resi famosi.

CONIGLIO ALLA SALEASCA- Il coniglio è diventato uno dei piatti simbolo della tradizione gastronomica della Liguria. Le origini della ricetta sono strettamente legate alla cultura contadina di collina dell’entroterra ligure di Ponente, a cavallo soprattutto tra le province di Imperia e Savona. I profumi e i gusti della Liguria si fondono armonicamente in una ricetta antica, ma visto il grande successo che continua a riscuotere anche nei ristoranti più rinomati, verrebbe da dire che siamo di fronte ad una ricetta senza tempo. Ed è proprio nell’entroterra albenganese, precisamente nella frazione di Salea , che questa ricetta si perfeziona diventando una vera e propria tradizione tramandata di generazione in generazione e diventando il piatto del pranzo della Domenica. Gli elementi caratteristici della ricetta del coniglio alla Saleasca sono il Pigato di Salea d’Albenga, vino caratteristico della zona, usato per sfumare la carne, l’utilizzo del Cognac, l’utilizzo soltanto di tre erbe aromatiche, del peperoncino, l’esclusione della cipolla ma, certamente , a fare la differenza è  il metodo di cottura e la pentola che viene utilizzata che deve essere rigorosamente una casseruola di terracotta che veniva usata esclusivamente per il coniglio e veniva lavata , dopo l’uso ,sciacquandola soltanto con dell’acqua.

POLPETTONE DI ALBENGA- In quasi tutte le regioni d’Italia quando si dice “polpettone” si parla solitamente di un piatto a base di carne trita dalla forma cilindrica che viene servito caldo affettandolo al momento. In Liguria invece si è fatta strada una variante che ha ben poco a che fare con la versione classica a base di carne, una ricetta rustica, leggera e genuina a base di pochi, semplici ma sostanziosi ingredienti, frutto dell’ingegnosità dei contadini liguri che lo farcivano con quel poco che avevano in dispensa. Ad Albenga la variante della classica ricetta è con la Zucchina Trombetta, un ortaggio tipico che viene coltivato esclusivamente nella nostra piana, che sostituisce i fagiolini. Oltre ad essere molto facile da preparare è ottimo come secondo piatto o contorno ed è molto buono a temperatura ambiente.  Il polpettone Albenganese è un piatto della nostra tradizione contadina, un piatto povero, che gli stessi agricoltori albenganesi consumavano come ristoro durante il lavoro nei campi nelle giornate estive, dove coltivavano quelle stesse verdure che venivano poi utilizzate per cucinare il loro pranzo.

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