Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Il ‘clima di Monesi’? Indietro tutta. La mia testimonianza, i miei ricordi


Ringrazio il direttore di Trucioli.it per aver  pubblicato oltre dieci articoli, a mia firma, sulle lentezze che hanno caratterizzato il post frana, a Monesi, dal fatidico novembre 2016 ad oggi. Chiedo all’amico mendaighino, giornalista professionista, Luciano Corrado di voler ospitare ancora il mio modestissimo punto di vista e preciso che quelle riflessioni, a volte cronache, sono sempre, ripeto sempre, state mosse dal desiderio di contribuire a sensibilizzare e sollecitare le competenti autorità a realizzare, nel più breve tempo possibile, la messa in sicurezza della frazione di Monesi di Mendatica, oltrechè il collegamento della s.p. 1 di Monesi in corrispondenza del tratto franato.

ULTIMA ORA –La Regione Liguria ha previsto un intervento strutturale di miglioramento sismico nella Caserma dei Carabinieri di Pieve di Teco per 172.300 €. E interventi di verifica tecnica del palazzo comunale di Aquila D’Arroscia.

di Rinaldo Sartore

Monesi di Mendatica sono trascorsi 5 anni dopo l’alluvione

La maggior parte dei citati articoli non nascondevano le inevitabili e oggettive critiche ai tempi biblici che hanno caratterizzato il recupero di Monesi. Recupero che, a parte i poco più di 600 m. di deviazione, spacciati per 1200 m., è ancora di là da venire; dopo cinque anni!

Non sono mancati gli interventi di chi era, ed è, di parere opposto; e ciò è normale. Però faccio fatica a considerare normale il travisare completamente i fatti e confondere i sogni con la realtà. Pensate che in uno degli ultimi interventi su un noto giornale sabaudo, con pagine dell’imperiese, il 14 luglio scorso a pag.35, a proposito del recupero della seggiovia biposto si legge:” Struttura che era stata gravemente danneggiata dall’alluvione del novembre 2016 e ulteriormente disastrata da quella dell’ottobre 2020. In passato era attiva soprattutto in estate, utilizzata anche da molti ciclisti che portavano le loro bici in quota.”

Marco Corradi giornalista a La Stampa – Imperia dal 1996

Soprattutto in estate? Caro Sig. Marco Corradi devo farle notare che l’attuale seggiovia di Monesi non ha mai funzionato nei mesi estivi… Fu il precedente impianto costruito nel 1953 dalla ditta Marchisio di Cuneo a funzionare fino a inizio anni ‘80 anche d’estate quando a Monesi, dal 15 giugno al 15 settembre di quegli anni salivano 8-10 pulman al giorno (Agenzia Galleani di Alassio e non solo)

Lo stesso quotidiano il 30 u.s. a pag. 43 titolava”Rilancio di Monesi. Un accordo fra enti” L’ennesimo annuncio mieloso che dipinge una situazione immaginaria. Intanto la seggiovia, insensibile alle intenzioni e agli annunci, è ancora in stato di abbandono e non sarà funzionante  neppure nel prossimo 2022, purtroppo. Questo va detto! Bisogna che qualcuno avvisi la “cabina di regia” che gli atteggiamenti che hanno causato il dissolvimento della Piccola Svizzera, gli stessi metodi e gli stessi errori non potranno mai far risorgere Monesi. Le risorse fiscali generate dalle seconde case delle due Monesi dovrebbero, ad esempio, confluire in un’unica cassa ed essere investite nelle rispettive frazioni; frazioni che dovrebbero dipendere da un solo Comune. Comune che per ragioni logistiche, oltrechè logiche, dovrà essere quello di Mendatica. Non è questione di campanilismo becero, ma di puro buon senso e tanto altro.

A mio modesto avviso quella delle due Monesi è una situazione anacronistica e sconcertante che periodicamente viene ignorata, ridipinta e mascherata dai molti, troppi, cortigiani, con gli stessi annunci modificati o con pezzi di cronaca romanzata. Se guardiamo alla storia di Monesi ci accorgiamo che la modalità “indietro tutta” ha radici profonde e antiche. Alla inaugurazione della stazione sciistica, correva l’anno 1953, seguirono circa venticinque anni di splendore tanto che fu definita La Piccola Svizzera.

Poi fra gli anni ’75 e ’80 le prime chiusure, il pronto soccorso, la tavola calda da 500 coperti a giro, la piscina riscaldata, la pista illuminata x lo sci notturno denominata Baby (che tanto baby non era) Tra gli anni ’80 e ’85 chiusero il pattinaggio sul ghiaccio –anche estivo- la tavernetta/Nigt Club, e la sciovia Ubaghetto, la sciovia Tre Pini, l’Albergo Ristorante La Gran Baita a San Bernardo di Mendatica,. Albergo-Ristorante e Bar La Capanna, Monesi di Mendatica, servizi igienici a Monesi di Triora, e amarum in fundo, la seggiovia con prima, seconda e terza fermata!

Nel 1988 chiuse il glorioso Albergo Ristorante Redentore magistralmente gestito dai coniugi Guido e Lisa Lanteri. E chi può dimenticare le due opere zie di Piaggia.

Nel ’90 fu la volta dell’Albergo Ristorante Mongioje a Case di Nava, nel 2000 il Bar del Plateau, nel 2005 l’alimentari con forno a Monesi di Triora, 2015 Alimentari, Trattoria e Bar “Un post ar suu” a Piaggia. Gli ottimi alberghi, ristoranti Lorenzina a Forti di Nava e San Carlo in frazione Cantarana di Ormea resistono stoicamente anche se dal 2017 sono aperti solo d’estate.

Sento già gli alibi dei seguaci di Tafazzi, o tafazziani: il riscaldamento globale, le scarse nevicate. Negli anni 70?‘… Non nego che recentemente le precipitazioni  nevose siano diminuite, ma gli stessi fenomeni non hanno risparmiato le altre stazioni sciistiche, vedi Limone, Prato Nevoso, Frabosa Soprana ecc. Sarà forse che i colleghi piemontesi si sono gradualmente adeguati alle mutanti condizioni climatiche con la neve programmata? Vuoi vedere che i turisti hanno seguito e premiato le località che si sono dotate anche di altri impianti sportivi oltre alle piste da discesa come lo sci di fondo, piuttosto che campi da tennis, parchi giochi, escursioni guidate, parchi divertimenti per le famiglie, eventi ricreativo-culturali di ogni genere e parcheggi?

Non sarà anche che i concorrenti hanno anzitutto voluto dimostrare, con i fatti, la loro gratitudine a chi ha costruito o ristrutturato le seconde case? Il comune di Triora che di fatto è una sorta di feudatario della sua frazione; incassa oltre 50mila euri di IMU sulle seconde case di Monesi di Triora, tutte, nel suo feudo. Lo stesso feudatario non ha mai organizzato alcunchè per lo svago dei suoi sudditi, non ha mai provveduto a realizzare decorosi servizi igienici; o meglio, ne ha realizzati più d’uno, ma nel capoluogo!

Quella di Monesi è una storia di un mesto e orgoglioso cupio dissolvi in atto da oltre quarant’anni che nessuna delle varie amministrazioni pubbliche, comunali, provinciali e regionali ha mai voluto contrastare. Mentre un inchino e un plauso sento di doverlo ai titolari delle attività turistiche sopravvissute al clima peggiore; quello da indietrotutta, alle frane e alle recenti chiusure per Covid 19: Bar Vittoria, La Vecchia Partenza, Hotel Ristorante San Bernardo e Rifugio la Terza sul monte Saccarello.

Monica e Giuliano

Un plauso speciale lo riservo a Monica Arnaldi per il suo coraggio di risalire la corrente con il suo nuovo B&B DolceMente a Piaggia sperando che sia di buon auspicio!  

Ringrazio per la collaborazione gli amici Bruno e Giuliana Bottero, Elisio Pastorelli.

Rinaldo Sartore

 

 

 

 

 

SUL PIAZZALE NON C’ERA PIU’ PARCHEGGIO NEPPURE PER I PULLMAN TURISTICI DI SCIATORI

ULTIMA ORA  DALLA REGIONE LIGURIA –

Nell’imperiese è previsto un intervento strutturale di miglioramento sismico nella Caserma dei Carabinieri di Pieve di Teco nell’imperiese (172.300 euro) e ulteriori interventi di verifica tecnica del palazzo comunale di Aquila D’Arroscia e, a Ventimiglia, alla scuola primaria di Latte.


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R. Sartore

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