Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Il Secolo XIX Savona e La Stampa Liguria Capi, vice e organici tra curiosità e disparità si va verso la fusione delle redazioni rimaste


Le redazioni periferiche ? Piccoli bunker dove è ‘vietato’ raccontarsi come accadeva (vedi archivio stampa) un paio di decenni fa ? I lettori abitualmente leggono i titoli, se interessati gli articoli e magari anche chi firma. Il grosso del lavoro avviene dietro le quinte e i più ignorano. Ad esempio la regia, coordinamento, idee e proposte dei capi redazione, i  loro vice che sono redattori, la riunione mattutina e pomeridiana dove si fa il punto delle notizie e l’impaginazione. Una macchina che produce informazione, la trasmette, si avvale di professionisti, tutti scrivono al desk, collaboratori e corrispondenti solitamente lavorano da casa. In redazione si fanno i titoli, si decide lo spazio a seconda dell’importanza dell’argomento. I capi riescono a leggere i ‘pezzi’ più delicati, rischiosi e ci si affida anche alla capacità di  scrive.

 

La sede unificata delle redazioni ma è cambiata la concessionaria di pubblicità che ora è la Manzoni Spa

A Savona, con ottobre, è andato in pensione Bruno Lugaro, 59 anni, iscritto all’albo dei pubblici dal novembre ’89, gavetta nella redazione savonese, dal ’92 professionista, un periodo vice caposervizio e poi caposervizio della ‘politica’ nella redazione centrale (2007 – 2012), tornato a Savona vice dei capiservizio che si sono avvicendati: Claudio Caviglia, Graziano Cetara, Maurizio Pellissone.

Bruno Lugaro giornalista pensionato da ottobre

Lugaro ha lasciato a malincuore per motivi di salute. E finora non è stato sostituito.  Una delle firme di punta, sferzante, mai edulcorato o genuflesso.  Autore del volumetto, specchio dei tempi: ‘Fallimento perfetto’ storia di politica, sindacato, affari ed affaristi, business, fallimenti, trasversalità, tra inchieste ed impunità, misteri mai chiariti, con protagonisti spesso in carriera (vedi sorte aree ex Italsider). Il Secolo XIX Savona alle prese con un costante de-potenziamento. Con le cronache locali in gran parte scritte da collaboratori pagati a notizie, corrispondenti o figure ibride utilizzate di fatto a tempo pieno e senza la possibilità di dedicarsi ad altra fonte di reddito.

Non bisogna essere veggenti per immaginare la difficoltà, per chi ‘passa’ (sovrintende) tutte le pagine provinciali. Non bisogna essere maghi ad immaginare il ruolo di chi finisce per trovarsi  abbandonato al tuo destino. Rendersi conto che ti chiedono l’impossibile, uno sforzo, un impegno, una dedizione difficile da spiegare. Importante per far si che il giornale esca ogni giorno e per fortuna non c’è più la mannaia, l’angoscia, di bucare una notizia a svantaggio della concorrenza, non si fa più la corsa a chi arriva primo,  al cronista che da più particolari, che ha più entrature nelle fonti di informazione.

Nulla di nuovo per chi segue la carta stampata. Semmai è una condizione di lavoro giornalistico che si è aggravata con i primi passi della fusione prima con La Stampa, poi con  il gruppo l’Espresso, ora Gedi News Network Spa. Il risultato di questo raggruppamento editoriale si ripercuote, inevitabilmente, anche sulla diffusione in edicola, già aggredita dall’esplosione dei social e dalla concorrenza, in qualche caso ai limiti della slealtà. Vedi i quotidiani on line con redazioni e collaboratori dove il contratto di lavoro giornalistico è un optional, i controlli senza la collaborazione degli ‘sfruttati’ non hanno quasi mai successo. Ognuno ‘tace’, subisce, nella speranza di una sistemazione futura. Così c’è chi attende anni, decenni e se alla fine si rivolge al giudice del lavoro rischia pure di perdere la causa ed essere condannato a risarcire le spese legali della parte avversa. Oltre al benservito: “Non ci serve più la tua collaborazione”. Come è già accaduto pure in provincia di Savona.

Ci vuole insomma tanta passione, amore per un lavoro che comunque affascina, coinvolge, dai l’anima ed il corpo per reggere e resistere, sperare e sognare. Spesso trascinando nei sacrifici i genitori o più avanti negli anni la nuova famiglia. Una realtà che se nel lontano passato interessava in particolare i maschi, ora c’è una preponderanza di quote rosa. E non è un’eccezione che molte siano brave, preparate professionalmente e culturalmente più dei colleghi. Chi può aspetta, una minoranza finisce per arrendersi, gettare la spugna.

Maurizio Pellissone giornalista a capo della redazione del Secolo XIX di Savona

LA FORZA REDAZIONALE AL SECOLO XIX SAVONA – Caposervizio Maurizio Pellissone, primi passi nel giornalismo fatti nella redazione di Savona che ha ‘forgiato’  diversi talenti ed hanno raggiunto ruoli di primo piano nel giornale. Pellissone ‘emigrato’ anche nell’imperiese, caposervizio a Sanremo considerata una delle redazioni più ‘insidiose’, terra del casinò, di poteri massonici,  bucce di banana e ‘tentazioni’ per mano politica. Pellissone dalla Riviera dei Fiori alla sede centrale di Genova. Infine ritorno nella ‘sua’ Savona. Suo vice e vice caposervizio Giovanni Ciolina, classe 1960, in redazione da neo laureato e via via lungo il percorso che l’ha visto occuparsi di tutti i settori della cronaca di provincia. Un punto fermo nella ‘delicata’ giudiziaria, scrive nelle pagine sportive di cui è coordinatore. Altro professionista, ultimo arrivato dalla cronaca di Genova, Alessandro Palmesino.

Giovanni Ciolina neo vice caposervizio alla redazione del Secolo XIX – Savona

C’è il cronista – mastino, savonese doc, Alberto Parodi, in lista d’attesa per un contratto definitivo da redattore e non solo da sostituto. Parodi cronista che scava, approfondisce, buona conoscenza e memoria storica del territorio, non si accontenta della mezza notizia. Altra professionista Stefania Mordeglia, classe 1964, cellese, part time per scelta famigliare; coordina le pagine spettacoli ed appuntamenti.

Collaboratrice, pagata a notizia, che scrive anche due pagine in una sola edizione, Silvia Campese. Una situazione che potremmo definire clamorosa e non è un’eccezione. Stesso trattamento per Federica Pelosi apprezzata, stimata, per capacità e impegno, si divide tra la zona di Albenga e la redazione di Savona. Per motivi coniugali (il marito è ufficiale dell’Arma) dovrà trasferirsi a Roma. Ci sono i più ‘fortunati’ per modo di dire, con contratto da corrispondenti. Tre ‘giovani’ decani dello storico quotidiano ligure: Silvia Andreetto, (comprensorio finalese), Luca Rebagliati (comprensorio di Albenga, tra Ceriale ed Andora con entroterra) e Giovanni Vaccaro in origine Vado Ligure e le Albissole, ora si occupa anche di Savona e dintorni. In Valbormida Luisa Barberis. Da Varazze e Celle Ligure Silvia Simocelli.  Tra i ‘gregari’ che svolgono altra attività e producono più pezzi, dallo sport, agli eventi: Mario Schenone, Martin Cervelli  e Riccardo Fabri, Raffaele Di Noia (sport) tra i giovani ‘veterani’ del giornale. Scrive e compito di fotografo nel ponente Stefano Franchi, mentre il collega Pugno lavora per la redazione.

Il Secolo XIX che negli anni ’90 e 2000 aveva un organico di 10 professionisti, 1 par-time, 7 corrispondenti. In edicola vendeva mediamente 130 – 140 mila copie, in provincia di Savona una media di 15- 20 mila. La pubblicità locale  e nazionale non risentiva dei primi anni di crisi economica e che, seppure in misura minore, non ha ancora preso la volata.

Paride Pasquino capo servizio La Stampa (foto d’archivio)

LA STAMPA EDIZIONE LIGURE – Per  quasi tre decenni feudo incontrastato del giornalista, da corrispondente a capo redattore dell’edizione savonese e ligure, Sandro Chiaramonti.  Da pensionato  non ha staccato del tutto la spina. Si occupa ancora di alcuni eventi editoriali a Savona e Sanremo. Chiaramonti che ha lasciato prima della unificazione con il Secolo XIX e la redazione in un unica sede, pur con giornalisti diversi, ma l’avvio di quello che appare un finale da redazione unica. Quantomeno in tempi piuttosto brevi iniziando da Sanremo e Imperia: qui non c’è più la sede, chi scrive opera da casa o da un ufficio. In buona misura succede già ora, stesso articolo da copia e incolla  per i due giornali. Spingendo di fatto il lettore a scegliere l’uno o l’altro, anzichè due, come accadeva in passato. E a prevalere, a quanto pare dai numeri della diffusione, è La Stampa. Ha uno staff di redazione, nel complesso, da Savona e Ventimiglia, più robusto, più forze in campo. A Savona capo servizio è Paride Pasquino, vice Ermanno Branca, redattori ‘anziani’ Claudio

Ermanno Branca vice capo servizio redazione La Stampa edizione Savona

Vimercati e Massimo Boero. Mentre Roberto Baglietto ha maturato la pensione. In redazione anche Cristina Benenati e Ennio Fornasieri che firma gran parte dello sport. Tra i collaboratori e corrispondenti Giò Barbera: arriva a firmare e ‘produrre’ due pagine di notizie nel ponente savonese, da Finale ad Andora, forte della ‘longeva’ esperienza in redazione e corrispondente per varie testate e l’agenzia Ansa. Massimo Picone, quasi un veterano, copre parte del levante.  Tra le nuove leve Valeria Pretari che si occupa della zona tra Ceriale e Spotorno. A Savona e dintorni firmano le collaboratrici  Elena Romanato e Denise GiustoMichele Costantini, Roberto Pizzorno, Marina Beltrame (spettacoli ed appuntamenti comprensorio di Loano e Finale), Antonio Amodio (Vado Ligure), Mauro Camoirano e Luca Maragliano dalla Valbormida. Infine Alessandra Pieracci da Genova e Levante Ligure con Danilo Sanguineti.

Avviso ai ‘naviganti colleghi’, se abbiamo dimenticato qualche nome, provvediamo tempestivamente. Sul prossimo numero  la forza in campo dei due quotidiani in provincia di Imperia.

 

 

 


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