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Savona, l’ex carcere Sant’Agostino: Milazzo, studioso, a caccia della cella di Pertini


Il 6 ottobre, Storia Patria organizzerà una tavola rotonda sul convento di Sant’Agostino in cui alcuni specialisti approfondiranno aspetti storico-artistici del poco conosciuto monumento savonese, fino al 2016 sede del carcere. Come anticipazione di tale evento, proponiamo una sintesi della relazione di Giuseppe Milazzo relativa alla detenzione in Sant’Agostino di Sandro Pertini, futuro presidente della Repubblica.

Il convento di Sant’Agostino, stampa di Orazio Grassi (intorno al 1624)

In questi mesi il convento di Sant’Agostino di Savona, già sede del carcere fino al 2016, sta di nuovo entrando nel “circuito” dei beni culturali fruibili. In tale ottica va letta anche una iniziativa della Società Savonese di Storia Patria che, il prossimo 6 ottobre, ne indagherà alcuni aspetti salienti nel corso di un pubblico incontro di studio e divulgazione curato da esperti.

Giuseppe Milazzo, coinvolto nella nostra iniziativa autunnale, ci anticipa di seguito alcuni appunti, dedicati alla permanenza nel carcere di uno dei più illustri savonesi, Sandro Pertini. Lo studioso sta preparando una biografia del presidente, dove ne illustrerà la vita utilizzando anche fonti inedite.

Sandro Pertini nel 1924, anno precedente la sua prima incarcerazione

Sandro Pertini nacque a Stella San Giovanni Battista, sulle alture di Albissola, il 25 settembre del 1896, figlio della nobildonna savonese Maria Muzio e di Alberto Pertini, proprietario terriero anch’egli originario di Savona.

A Savona, colui che sarebbe divenuto il settimo presidente della Repubblica trascorse tutto il periodo della sua giovinezza, tra i 16 e i 30 anni, con la sola interruzione del periodo passato al fronte, durante la Grande Guerra. Qui egli visse l’epoca delle grandi amicizie e dei primi amori, studiò ed iniziò ad esercitare l’attività di avvocato, accostandosi piano piano agli ideali del socialismo e dell’antifascismo, che avrebbe avuto forti e radicati in lui per tutta la sua esistenza.

Tra i luoghi cittadini che, simbolicamente, furono tra i più significativi nell’esistenza del giovane Pertini, in negativo, spicca il carcere di Sant’Agostino: qui, infatti, egli si ritrovò per due volte rinchiuso, seppure per brevi periodi: una prima volta tra il 22 ed il 27 maggio del 1925, prima del processo che dovette subire per la stampa e la diffusione del foglio Sotto il barbaro dominio fascista, circostanza per la quale, il 3 giugno successivo, dovette subire la prima condanna delle sei che avrebbe ricevuto nel corso della sua esistenza, a causa della sua attività politica.

Una seconda detenzione durò la notte tra l’11 ed il 12 settembre del 1941, essendo rientrato nella sua Savona in stato di arresto, proveniente dall’isola di Ventotene, al largo delle coste meridionali del Lazio, dove si trovava al confino, avendo ottenuto di potersi recare nella sua città per poter rivedere ed incontrare l’anziana madre.

Se, come attestano i documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Savona, è certo e provato che Pertini fu detenuto nel carcere di Sant’Agostino, non è però assolutamente possibile, al momento, individuare la cella (o le celle) in cui egli si ritrovò rinchiuso nei periodi sopra indicati. Eventuali atti che possano chiarire questa circostanza, indicandone con precisione l’ubicazione, se esistenti, finora non sono mai stati ritrovati. Non si può tuttavia escludere che questi possano un giorno essere reperiti, a seguito di opportune ricerche, presso gli archivi storici del Ministero degli Interni, dove i registri del carcere di Sant’Agostino di Savona sono stati inviati e depositati, subito dopo la chiusura della struttura penitenziaria.

(Giuseppe Milazzo)

 


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