Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Imperia: il procuratore capo e il sindaco querelano La Stampa per diffamazione aggravata. ‘Lari amico di Scajola per un favore avuto da Nordio’? I ‘veleni’ dell’ex dirigente della Provincia Russo


Nella tormentata storia politico-amministrativa-giudiziaria di Imperia e della provincia è una prima volta. Non ero mai accaduto che il Procuratore capo della Repubblica e il sindaco-presidente – con notorietà nazionale- annunciassero querela per diffamazione aggravata nei confronti di un prestigioso quotidiano nazionale (La Stampa) che nelle pagine di cronaca locale ha rivelato il contenuto di un appunto manoscritto dell’interrogatorio di un ex dirigente della Provincia. Titolo: “Lari amico di Scajola per Nordio”.

I giorni del referendum  Giustizia a Imperia, Claudio Scajola con Francesco Paolo Sisto dal 13 ottobre 2022 senatore della Repubblica per Forza Italia e dal 2 novembre 2022 viceministro e sottosegretario della giustizia nel governo Meloni

Si tratta dell’inchiesta sul Biodigestore. Claudio Scajola: “Io ho grande rispetto per la stampa libera, e la ritengo presidio essenziale di una democrazia, ma la libertà di stampa non può diventare mai licenza di deformare la VERITÀ e il mio silenzio sarebbe una complicità. C’è un clima avvelenato dall’odio personale.”E ancora: Chi ha delineato questo fantomatico sistema di pressioni sui dirigenti è lo stesso soggetto che ha redatto un documento, apparso su alcuni organi di stampa, o meglio su un organo di stampa, secondo il quale il Procuratore Capo di Imperia sarebbe mio amico in virtù di un fantomatico favore che avrebbe coinvolto il Ministro della Giustizia Nordio. È un’accusa falsa. Totalmente falsa”.

Riceviamo: “In riferimento alle illazioni uscite oggi su alcuni giornali, come Libera Liguria e Libera Imperia esprimiamo il nostro pieno sostegno e solidarietà al lavoro svolto in questi anni dal procuratore Alberto Lari ad Imperia. La sua autonomia ed indipendenza è dimostrata dalle numerose inchieste condotte e da una postura istituzionale improntata all’ascolto e all’apertura nei confronti della cittadinanza”.

Andrea Macario referente Libera Liguria
Maura Orengo referente Libera Imperia

ULTIMA ORADopo il Procuratore Lari anche il sindaco Scajola querela il quotidiano “La Stampa” e avverte il Consiglio: “Porterò ulteriori elementi che faranno preoccupare qualcuno di voi”.

Mi vedo costretto a parlare mio malgrado – ha esordito Scajola a riprendere nuovamente la parola in questa Sala alla luce di quanto pubblicato nei giorni scorsi riguardo l’inchiesta sul Biodigestore. Mi conoscete, i cittadini di Imperia mi conoscono. Preferirei di gran lunga parlare delle pratiche, delle scelte strategiche, del cambiamento che Imperia sta vivendo dopo anni di immobilismo e di mancate scelte. Ma questa sarebbe la normalità.  E invece da troppo tempo viviamo una città con un clima politico che nulla ha a che fare con la normalità. Un clima avvelenato dall’odio personale. E quindi non posso tacere. Il silenzio sarebbe una complicità. Vi parlo non per difendere me stesso. Non ne ho bisogno. L’ho già fatto nelle sedi opportune, lo farò quando e se sarà necessario, certo dall’assoluta correttezza del mio comportamento. Prendo la parola, invece, per difendere il diritto dei cittadini a essere governati nella VERITÀ, contro la cultura del sospetto, della delazione e della distorsione dei fatti e delle parole

Due considerazioni, una sul metodo e una sul merito. Sul metodo. Ciò che è stato offerto all’opinione pubblica fino ad oggi è un’ombra della verità. Frammenti di atti giudiziari, scelti con cura, presentati senza il necessario contraddittorio, senza la voce della difesa, senza il contesto che solo può dare senso alle parole. Ora, io ho grande rispetto per la stampa libera e la ritengo presidio essenziale di una democrazia. Credo, in tutta la mia vita, di aver dimostrato di non fuggire mai, anche quando il confronto è rude e aspro. Ma la libertà di stampa non può diventare mai licenza di deformare la VERITÀ. 

Alcuni consiglieri comunali non hanno perso occasione per chiedere le mie dimissioni. Lo fanno con la regolarità delle previsioni mattutine dell’oroscopo e, devo dire, con altrettanta utilità pratica. Ma evidentemente non hanno di meglio da proporre alla città. Sul merito. Si parla di un presunto sistema, c’è stata anche una locandina, che avrei costruito per condizionare le scelte dei dirigenti, i quali non potrebbero agire senza un mio via libera. Lo chiamano col nome pittoresco del “baffo”. 

Ebbene, la realtà è molto più semplice, è molto più banale di come viene raccontata. Ciò che qualcuno chiama “ingerenza opaca”, io lo chiamo col suo vero nome: supervisione. necessaria, doverosa, legittima. Un sindaco, un presidente della Provincia, un qualsiasi amministratore pubblico che non vige e non vigila sul funzionamento dei propri uffici tradisce il mandato ricevuto dai propri cittadini e rivendico questa funzione di supervisione necessaria, doverosa e legittima con assoluto orgoglio. Chi guida una comunità deve rispondere, davanti alla propria comunità, di ciò che accade sotto la sua guida. Chiamare “ingerenza” questo senso del dovere è un rovesciamento della realtà che mi addolora, perché rivela quanto si sia perduto il senso autentico del servizio pubblico. Chi ha paura che il sindaco legga le determine dei dirigenti e perché deve averne paura o timore? Secondo questa logica, chi controlla sarebbe da guardare con sospetto. Chi lascia fare, chi se ne lava le mani, sarebbe un esempio di buona amministrazione. Questa – mi sia consentito – è la vera l’anticamera del disastro di chi parla non guarda e non fa. 

Questa logica non mi appartiene e non appartiene a nessun membro della mia squadra con cui governiamo questa città. Un passo indietro voglio fare, perché questo punto merita chiarezza. Chi ha delineato questo fantomatico sistema di pressioni sui dirigenti è lo stesso soggetto che ha redatto un documento, apparso su alcuni organi di stampa, o meglio su un organo di stampa, secondo il quale il Procuratore Capo di Imperia sarebbe mio amico in virtù di un fantomatico favore che avrebbe coinvolto il Ministro della Giustizia Nordio. È un’accusa falsa. Totalmente falsa. Non a caso il Procuratore Lari, stando a quanto ho appreso, stavo per dire dai mezzi di comunicazione, no, da nessuno salvo da un mezzo di comunicazione che ne ha dato notizia, si vede che per gli altri informatori della mia comunità non era una notizia che il Procuratore della Repubblica querelasse un giornale o chissà perché. 

Lui ha già sporto querela per diffamazione aggravata nei confronti del giornale e del giornalista che l’ha pubblicata. Ecco perché sono qua perché anch’io farò altrettanto. Lo annuncio in questa sede, il mio Comune con chiarezza. Perché – lo ripeto – il silenzio, a questo punto di fronte a certe false accuse, sarebbe complicità. Non sporgerò querela perché amo i tribunali. È una passione che ho sempre lasciato volentieri ad altri, fare esposti, fare denunce, ancora mezz’ora fa ho ricevuto un’ulteriore richiesta di atti da un’autorità nazionale perché un membro di questo consesso ha fatto un ulteriore esposto e denuncia ad altra autorità nazionale, non è la mia passione. 

Lo faccio perché da sindaco sento il dovere di dare un segnale alla mia comunità, di alzare la voce contro chi costruisce castelli di fango sperando e illudendosi che almeno un po’ di fango rimanga attaccato alla vittima predestinata che mi pare di cogliere abbia sempre un unico destinatario: Claudio Scajola. Tanti, troppi hanno sofferto e soffrono nella propria vita l’ingiusto peso di questo modo di fare. Ma la mia azione andrà oltre questo caso specifico. Ho chiesto ai legali, a questo punto, di riesaminare anche i tanti, troppi episodi precedenti che si sono verificati in passato in questa città, a danno di questa città e non solo del suo sindaco.

Siccome mi pare di cogliere, da tempo, uno schema ricorrente, voglio capire, meglio, se dietro tutto questo via sia qualcosa di più. Non lo so ancora ma lo scopriremo. La vita mi ha insegnato che la verità, prima o poi, viene sempre a galla. Ma più di tutto confido, spero che questa mia azione possa essere utile a tutti noi, a prescindere dal ruolo che oggi ricopriamo in questo Consiglio. Confido, spero lo ripeto, utile per poter tornare a dibattere dei temi che interessano ai cittadini di Imperia. E di farlo lontano, il più lontano possibile dalle logiche del fango. Di farlo con serenità, nella differenza delle idee, nella più profonda differenza delle idee. Confido che si possa tornare a confrontarci su come contribuire al bene comune di questo territorio che amiamo.  Questo è – dovrebbe essere per tutti – lo spirito che ci muove nell’impegno pubblico. 

Quanto all’inchiesta sul Biodigestore non ho paura del giudizio. Anzi, a questo punto lo auspico. Sono convinto che davanti a un giudice terzo indipendente si potrà separare la verità dalle ricostruzioni false, indotto aimè dalle solite manine. A tempo debito porterò ulteriori elementi di questa vicenda all’attenzione vostra e della città, di questo consigli comunale. Elementi che, ne sono certo, cambieranno la prospettiva e faranno molto riflettere e preoccupare qualcuno di voi. Lo ripeto: la verità non ha fretta. Ma arriva sempre. 

IL CAPOGRUPPO DEL PD IN CONSIGLIO COMUNALE:“Penso che sia un fatto gravissimo, perché la libertà di stampa è alla base della democrazia e questi discorsi che hanno comunque un pizzico di contenuti intimidatori, non fanno bene alla democrazia, non fanno bene soprattutto all’Amministrazione Comunale di Imperia. Ritengo che i giornali e l’informazione debbano dare la notizia“. Parole del consigliere di minoranza Ivan Bracco, a cui non è andato giù il discorso tenuto dal sindaco Claudio Scajola in apertura del Consiglio Comunale.

Ci sono i modi per smentirle, ma non ci sono questi modi così plateali utilizzando un consenso pubblico che è dato per amministrare e non per difendersi da situazioni che nulla hanno a che vedere con il Consiglio Comunale – prosegue Bracco -. Poi voglio dare una risposta al Sindacochi amministra deve controllare. Chi amministra deve controllare in base alle norme. Il testo unico del TUEL prevede che gli amministratori diano le linee guida e i dirigenti degli uffici provvedano ad ottemperare. Quello che emerge dagli atti di indagine che abbiamo letto sui giornali pare che fosse un po’ il contrario, cioè che il Presidente della provincia in qualche modo interagisse con i dirigenti. Dunque i cittadini devono sapere che il pubblico amministratore fa il pubblico amministratore, il dirigente dell’ente fa il dirigente, si assume lui la responsabilità delle scelte e degli atti che deve assumere. Pertanto se è vero che gli atti venivano sbaffati, cioè l’ok per andare avanti o meno, questo è un fatto che andrà di nuovo valutato perché in base al TUEL non è assolutamente previsto questa modalità di amministrare”.

2/Imperia, il procuratore Lari querela La Stampa: «Accuse infamanti e prive di fondamento».

RIVIERA 24.IT A FIRMA DEL DIRETTORE RESPONSABILE ALICE SPAGNOLO-

Imperia don Gabriel parroco di Diano Marina e il procuratore capo Lari durante un evento per il referendum sulla Giustizia a favore del Comitato ‘No’
“Imperia, colpo di scena in Provincia: il “mega dirigente” Michele Russo lascia e va in pensione. Salta la riorganizzazione disposta dal presidente Scajola”. La notizia dei media  diffusa il 13 giugno 2025

Imperia. Il procuratore della Repubblica di Imperia, Alberto Lari, ha presentato questa mattina una querela per diffamazione aggravata nei confronti del quotidiano La Stampa e del giornalista autore di un articolo pubblicato oggi, nel quale si allude a una sua presunta vicinanza politica al sindaco e presidente della Provincia di Imperia, Claudio Scajola, in cambio di aiuti  ricevuti dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Favori la cui natura non viene meglio precisata: e se questo, da una parte sottolinea l’infondatezza stessa dell’accusa, dall’altra dà adito a possibili illazioni nei confronti del magistrato. Anche perché il titolo stesso dell’articolo “Lari amico di Scajola per Nordio” non lascia dubbi su una possibile interpretazione che metta in cattiva luce la figura del procuratore.

Secondo quanto riportato nell’articolo, un appunto manoscritto attribuito all’ex dirigente della Provincia Michele Russo, infatti, farebbe riferimento a un presunto intervento di Scajola presso il ministro Nordio al fine di ottenere un fantomatico favore nei confronti del procuratore. Un’accusa gravissima, che ha spinto Lari – per la prima volta nei suoi otto anni alla guida della Procura di Imperia – a rivolgersi all’autorità giudiziaria per tutelare la propria reputazione. Il procuratore si è recato personalmente questa mattina alla caserma dei carabinieri di Imperia per formalizzare la denuncia. Una scelta dettata dalla volontà di difendersi da insinuazioni ritenute infamanti e lesive della sua immagine professionale, costruita in anni di attività sempre improntata alla correttezza e all’indipendenza.

Contattato telefonicamente, Lari ha scelto di non entrare nel merito della vicenda, limitandosi a dichiarare: «Valuterà il giudice se è fondata o meno». Un commento asciutto, che però conferma la volontà di affidare alla magistratura ogni valutazione sulle affermazioni contenute nell’articolo. Secondo ambienti vicini al procuratore, quanto pubblicato sarebbe il tentativo di alimentare un gossip locale costruito sulla nota inimicizia tra Lari e Scajola, lasciando intendere l’esistenza di un presunto “patto” tra i due. Una ricostruzione considerata del tutto priva di logica e di riscontri.

A rendere ancora più inverosimile la tesi riportata dal quotidiano vi sarebbe inoltre il rapporto tra Lari e il ministro Carlo Nordio. Il procuratore, infatti, negli ultimi mesi ha espresso pubblicamente, a più riprese, critiche nei confronti della Riforma della giustizia voluta e sostenuta dal Guardasigilli: fervido sostenitore del “No”, iscritto al comitato dell’ANM, Lari è stato anche moderatore, a Imperia, nella giornata conclusiva della campagna elettorale referendaria. Un elemento che, secondo chi conosce la vicenda, renderebbe palesemente insensata l’ipotesi di un favore ottenuto tramite l’intercessione politica.

La querela presentata oggi assume quindi anche il significato di una presa di distanza netta da qualsiasi tentativo di associare il nome del procuratore a dinamiche politiche o a  relazioni privilegiate con esponenti istituzionali. Un gesto forte, con cui Lari intende ribadire la propria autonomia e difendere un operato che chi ha avuto modo di conoscerlo ha sempre considerato trasparente e specchiato.

3/ARTICOLO DE LA STAMPA-IMPERIA – L’INCHIESTA- Biodigestore, Scajola e il giallo del “pizzino”. Agli atti anche un documento sequestrato all’ex dirigente Russo durante l’interrogatorio. All’interno vari appunti sparsi e una frase che ha colpito gli inquirenti: “Lari amico di Scajola per favore avuto da Nordio”.

Il 16 aprile del 2024 l’allora dirigente del settore ambiente della Provincia Michele Russo compare, in procura a Imperia, davanti al procuratore capo Alberto Lari e all’aggiunto Lorenzo Fornace, affiancati dal responsabile dell’aliquota carabinieri della polizia giudiziaria. Russo è stato da poco iscritto nel registro degli indagati nell’ambito di un’inchiesta sulla compravendita, da parte della Provincia, dell’ex bocciofila di Corso Roosevelt. Agli inquirenti racconta del controllo esercitato dal presidente Claudio Scajola sugli affidamenti diretti a professionisti e imprese, del biodigestore, della società Avalon, del demansionamento della collega dirigente Patrizia Migliorini.

Mentre parla consulta insistentemente un foglietto che ha in mano. All’ennesima “occhiata” gli inquirenti gli chiedono contezza di quel documento. Il dirigente provinciale resta interdetto, tentenna. Troppo secondo la procura. Tanto che a Russo viene richiesto di consegnare il documento che viene così acquisito agli atti dell’inchiesta. All’interno, una lunga serie di appunti, uno dei quali colpisce particolarmente gli inquirenti. «Lari amico Scajola per favore avuto da Nordio da lui. Attenzione, io firmo, ma Lari mi sputtana». Frase dai contorni pesantissimi, della quale certamente gli inquirenti hanno chiesto spiegazioni a Russo. Nel verbale, però, non c’è traccia dell’eventuale risposta del dirigente. Ma perché Russo l’ha scritta su un documento che si è portato in procura? E chi gli ha riferito di questo presunto rapporto di vicinanza tra un procuratore capo e un ex ministro degli Interni (anche presidente dei servizi segreti) per un favore dell’attuale ministro della Giustizia? E di quale favore si parlerebbe?

Scajola, avvicinato da La Stampa sull’argomento ha tagliato corto: «Quella frase qualifica Russo per il personaggio che è. Ovviamente non c’è nulla di vero». «Abbiamo acquisito il documento perché Russo continuava a consultarlo durante l’interrogatorio – spiega Lari – Sulla frase non ho niente da dire». Dando uno sguardo al “pizzino” sequestrato a Russo compaiono molti appunti che meriterebbero certamente un approfondimento. Come questo, relativo al progetto di realizzazione di un parcheggio nell’ex bocciofila di Corso Roosevelt (già oggetto di un’inchiesta della procura): «Colloquio Seg-Salvo davanti a Gandolfo “Scajola mi ha promesso 180-200”».

DICHIARAZIONE DI CLAUDIO SCAJOLA NELLA SUA PAGINA FACEBOOK DEL 23 APRILE 2026-
Stamattina al convegno Sanità Regionale, alla domanda dei giornalisti sulla notizia uscita oggi, ho risposto così:
Sebbene la riforma sanitaria regionale sia la priorità assoluta per i cittadini, l’attenzione sembra oggi sbilanciarsi su altre cronache.
Eppure, la salute pubblica resta un tema ben più rilevante rispetto al fatto che all’ingegner Russo, per qualche ragione che non so, desse fastidio che leggessi le sue determine.
Chissà cosa sarà successo, visto che l’Ing. Russo mi chiese di rimanere in servizio e di non andare in pensione, ma solo a condizione che io rimanessi Presidete della Provincia, perché si trovava bene a lavorare con me.
Riguardo al biodigestore: gli atti investigativi vanno valutati nella loro completezza e non estrapolando singoli pezzetti come fossero monadi isolate. E proprio da una visione d’insieme emerge la linearità della mia azione: non appena gli uffici tecnici della Provincia mi spiegarono le problematiche nel merito — parliamo dell’agosto 2024 — io ne condivisi immediatamente il contenuto e provvedetti a inviare quella stessa nota, esattamente come predisposta, al Ministero. Un passaggio confermato a chiare lettere anche dal Dott. Grosso che, riferendosi all’incontro con il Geom. Minasso, ha ribadito la mia piena condivisione e la tempestività della mia azione in quell’occasione.
Ho già depositato una memoria esaustiva, ma non finisce qui: nelle sedi competenti aggiungerò dettagli destinati a meravigliare molti”.
 

Avatar

Trucioli

Torna in alto