Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Garlenda, sono il marchese, che ho fatto di male? Due milioni di € spesi nel Castello regno degli ultimi pipistrelli. Buona fortuna!


Belfagor, gran signore dell’inferno, sincero amico dei garlendesi, è tifoso della simpaticissima sindaca che gran parte degli elettori hanno meritato. Sono profeta e indiavolato. Vincerà ancora Silvia, come lei non c’è nessuno, pardon nessuna ! Il castello ? Un futuro da gran reggia per innamorati. Dopo aver letto il dissacrante tazebao della banda ‘meglio perderli che trovarli (‘Uniti per Garlenda)’, ho deciso di scendere in piazza. Bussare casa per casa, raccontare quel che non tutti nascondono. Ho scoperto dove si annidano nemici veri dei pipistrelli. Qualche male intenzionato voleva sfrattarli. Ho risuscitato il buonanima marchese Del Carretto, benemerito nei secoli.  E rivelare che….

Leggete le bestialità che i (dis)Uniti per Garlenda  si sono permessi di scrivere con esemplare pignoleria. Un affronto inacettabile al Pittolismo. Uno sfregio a Silvia, avvocato Pittoli, dipingendo un capolavoro a cui dedico il Magnificat anima mea Dominum…cantico del primo capitolo del Vangelo secondo Luca, esteso al fedele e pio vice sindaco Alessandro Navone.

Il sacro Magnificat  rivolto al profano “avviso esplorativo di manifestazione di interesse per l’affidamento in concessione della gestione del Castello dei Marchesi Costa Del Carretto e aree pertinenziali. Destinazione, come da bando che recita: ” Destinare all’accoglienza, informazioni e servizi vari per il pubblico, tra cui bar e ristorazione, ostello/ foresteria…la concessione  avrà durata di anni cinque – di cui il primo sperimentale – , con eventuale opzione di rinnovo per iulteriori quattro anni….importo a base di gara – canone concessorio € 6.000 (seimila) annue , complessivamente € 30.000 (trentamila) a rialzo, oltre a Iva se dovuta -. L’importo complessivo di eventuale opzione di rinnovo per pari durata è pari a € 54.000,00 al rialzo, tenuto conto e dell’inflazione calcolata dall’Ista, oltre a Iva se dovuta”.  

Cari lettori di Belfagor, ora aprite bene gli occhi, davanti a ogni riga scritta dai farisei del bene comune e anteponete sempre:

E’ vero o non è vero che….

Il lavoro ben fatto non è soltanto un modo etico, cooperativo, sociale di pensare e di fare le cose.

Il lavoro ben fatto è prima di tutto un modo razionale, utile, conveniente di pensare e fare le cose.

La ristrutturazione del Castello di Garlenda é stato un lavoro ben fatto?

Sono stati investiti più di 2 milioni di euro ( di cui il 20% a carico della comunitá garlendina ) ed oggi che cosa abbiamo?

Un castello chiuso e con tanti lavori da mettere a posto:

– le porte degli ascensori non sono a norma antincendio ( nonostante l’impianto sia nuovo ed installato nel 2016!)

– riscaldamento non funzionante nel piano nobile ( impianto nuovo del 2009)

– una cucina non utilizzabile perché la vecchia canna fumaria non é stata ripristinata ( cucina nuova nel 2016 )

Una seconda minuscola cucinotta non utilizzabile perché priva di requisiti tecnici di base e posta all’ultimo piano del Castello, con finestra sulla facciata d’entrata ( di solito i locali cucina sono sistemati nel retro e a piano terra ).

– bagno a fianco di detta cucina, con doccia e wc con fossa biologica imhoff non collegato alla restante rete fognaria (?!)

– pipistrelli che svolazzano all’interno, entrando da fessure e passaggi con l’esterno in ogni dove!

– bagno esterno con wc installato sul palco destinato a spettacolo (?!?)

– macchine per condizionatori a vista sistemate a fianco della gradinata per gli spettatori ( il rumore e l’estetica?!)

– gradinata per gli spettatori intramezzate da vasche in terra da adibire ad aiuole (l’umiditá e la fruibilitá ?!)

– giardino senza impianti di irrigazione (!)

– area verde da sistemare con muretto a secco distrutto

– scale di accesso alla porta principale del Castello rotte e scheggiate, quindi pericolosamente utilizzabili ( erano da sistemare solo una decina di gradini larghi 2mt)

In tutto il trambusto, la bella e imponente opera in marmo del grande scultore Rainer Kristner giace rotta all’ingresso, come simbolo della bellezza e dell’arte dimenticata.

Troviamo difficoltá a capire le ragioni dell’amministrazione Pittoli-Navone che hanno pensato tutto ció, oltre che a sistemare uno spazio cucina nel sottotetto, raggiungibile con le derrate alimentari dopo un lungo tragitto ad ostacoli, con gradini, sbalzi di livello ed ascensore, ed a farsi installare ascensori non a norma!

Il Castello di Garlenda, per il suo valore storico e per l’enorme importo pubblico speso, meritava una valorizzazione differente.

Il bando andato deserto – nonostante la bassa ed indecente offerta di affitto per €euro 500 mensili per 5 anni proposta dal Sindaco Pittoli – racconta il fallimento di questo progetto così come é stato da lei pensato e realizzato, e l’incompetenza sua e di questa giunta nell’amministrazione dei beni pubblici.

Il capolavoro del sottotetto nel Castello

E 1 solitario commento:

Schiuma poliuretanica a vista – neppure rasata – per chiudere le fessure sul tetto del Castello! Impegno di spesa per ristrutturare il piano sottotetto e le aree esterne: oltre 850.000 euro!

Fine, letto, firmato, autenticato Uniti per Garlenda 

Montagna di fango, roba da non credere ai nostri occhi! ?

Silvia Pittoli sindaco

I dannati sottoscrittori, come da testo riportato sul sito Uniti per Garlenda, che si credono muniti di passaporto dell’onestà, del pane al pane e vino al vino, non avranno più accesso all’inferno. Si godano tutte bugie e tutte falsità che i pittoliani garlendesi non meritano mentre il marchese si rivolta nell’eterno sarcofago.

A nome e per conto delle anime pie che popolano il Palazzo del Comune, nuntio vobis gaudium magnum  una bellissima querela per diffamazione pluriaggravata perchè qui si vuole denigrare e sfrattare dal Castello un volatile protetto – i pipistrelli – che non si ciba di sangue umano, da vampiro, bensì di dannosissimi moscerini che inquinano l’atmosfera e mettono a repentaglio il sublime traguardo vero e autentico del quarto posto in Liguria. Garlenda tra i Comuni ricicloni. Il buon nome di Garlenda da fastidio ai soliti invidiosoni ? Cosa vogliono di più e di meglio !

Domenico Romano ex sindaco

Carissimi seguaci Pittoliani, Zininiani – Segrani, sappiate che i due milioni e passa di soldini spesi negli ultimi 14 anni da una trina di amministrazioni comunali di cui 850 mila euro per ristrutturare il piano sottotetto e le aree esterne (mi pare 20 % con denaro fresco dei contribuenti nostrani), sono stati spesi in economia come suole fare un buon padre di famiglia. E’ vero o non è vero ? illustrissimo  dr. Domenico Romano, unico sindaco bancario, dal 1985 al ’95, di cui ci si poteva fidare.

E’ vero o non è vero che il rigore e l’oculatezza hanno fatto si che l’impresa esecutore dell’ultimo progetto (leggi ufficio tecnico del Comune) non scappasse con i soldi, ma fallisse ? Belfagor non c’era, ma controllava dal suo regno infernale. La ristrutturazione delle cantine a se stanti per 400 milioni ? Ecco il meticoloso sindaco 1999- 2004, Dario

Dario Braggio ex sindaco
Giuliano Miele ex sindaco e vice presidente Associazione transfontaliera Alcotrà

Braggio (unico scampato ai disastri di Ceriale quando era impaurito capo della giunta di centro sinistra).  Ecco il sapiente e colto sindaco 2004- 2014, Giuliano Miele, con un miliardino di lire e passa ha investito negli intonaci e nei tetti.

La sapete l’ultima ? Nei sottotetti qualcuno ha tirato fuori dal cilindro del capello che è indispensabile, per rendere funzionale la struttura, la perlinatura. Motivo, allontanare i più antichi e silenziosi abitanti del Castello, ovvero i pipistrelli. Ignorando pure che sono un’attrazione. E che i progettisti del Comune si sono fatti in quattro per non sfrattarli. Lasciatemelo urlare ai quattro venti: non si può dimenticare quelle immagini sapienti che mostravano la vera Silvia Pittoli all’opera nell’arte di seminare il prato che deve essere innaffiato alla vecchia maniera, senza i miei diabolici impianti di irrigazione. Era o non era lei che pitturava la ringhiera ?

Suvvia non demoralizzatevi se il primo bando è andato in fumo. Credete quanto ha dichiarato la sindachessa al giudice di gara Federica Pelosi, capace di scrivere in punta di penna: ” Bando deserto, neppure una piccola offerta ? Non mi do per vinta. Una decina di soggetti (non oggetti ndr) interessati ha comunque preso visione del bando, richiedendo le planimetrie. Se le acque (non del Centa o del Leverone, o dell’Arroscia ndr ) non dovessero smuoversi procederemmo comunque a trattativa privata. La base d’asta è davvero vantaggiosa, di più non si poteva proprio fare.”   Il sigillo della straordinaria occasione l’ha sottoscritto il 15 novembre 2016 l’architetto Raffaella Bonfiglio ovvero la professionista del Bingo.

Lo conoscete il mitico Giancarlo Alfano, delegato dei sommelier  della provincia di Savona, cittadino di Garlenda ? Ebbene  uno che potrebbe organizzare tanti eventi nell’era che vede il gran dinamismo dei viticoltori savonesi. A Ortovero c’è una struttura moderna, a Garlenda si può mettere a disposizione un vero Castello.  C’è una bella differenza. E come non pensare ai benemeriti ‘Amici dell’Arte‘ che di manifestazioni promozionali s’intendono, professionisti delle pinacoteche. Senza dimenticare la potenzialità dei corsi di cucina. E’ pur comprensibile, non c’è una gran bella sala da pompa magna, bisogna valorizzare al meglio le salette.

Vogliamo renderci conto, amici del Diavolo, che in tutta la Provincia di Savona solo Garlenda può esibire, sfruttare, la bellissima realtà coreografica del Castello Del Carretto ! Prima bisogna risolvere in fretta la matassa rompicapo: Un castello chiuso e con tanti lavori da mettere a posto.

Ho incaricato due diavoline di cui mi fido cecamente, la Federica Pelosi (Il Secolo XIX – La Stampa) e  Mara Cacace ( Savona News) di farsi ambasciatrici di buone novelle. Un’idea originale l’ha già insinuata proprio Silvia Pittoli in persona: “Il nostro meraviglioso castello potrebbe essere ideale – per cortesia senza condizionale ndr – per matrimoni, per eventi, potrebbe (ripetizione ndr) diventare un ostello e molto altro. Il bando di gara era stato predisposto con termini molto ampi proprio per questo. Adesso vedremo cosa succederà”.

Scusate lettori, l’ultima parola spetta di diritto al diavolo. Fate quel che volete amici castellani, basta non si continui a suon di Bordello, con la B maiuscola. E per aggiunta impunito.  E purchè non succeda come è andata a finire la graziosa villetta dei genitori del sindaco. Ripulita dal fango.

Belfagor

 

 

 


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