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Da Savona a Cairo M. per analisi di routine: il malgoverno della sanità e non solo

Un incontro di tutte la autorità cittadine per affermare la volontà cittadina di “autonomia”, autonomia di una provincia martoriata da decisioni penalizzanti. Era ora! Finalmente! Che dire del trasferimento di uffici nevralgici per la vita di un territorio quali Banca D’Italia, Autorità Portuale, Prefettura, Questura, Vigili del Fuoco! La riforma delle province è stata quantomeno assurda, in quanto le funzioni sono state spalmate ed il personale anche. Risparmi? Modesti. Domani che ci attende? Tribunale, Agenzia delle Entrate, INPS? Un aspetto importantissimo da valutare è anche la sanità. Nota di redazione: l’autore, la firma e prese di posizione controcorrente, a volte trancianti, è il marito di Valeria Cavallo, già coordinatore dei 4 distretti sanitari dell’Asl 2, in particolare direttore dell’Ambito 4 savonese. E’ stata consigliere regionale e provinciale dei Ds. Una ‘voce’ ascoltata, un esperto di sanità, caduta in disgrazia ?

 

L’archivio di trucioli, tre anni fa, nel reparto di riabilitazione, sala self service per degenti e parenti. Una sedia, un bidone rifiuti per tavolino. Senza parole e tutti zitti. Perfetto

L’ospedale di Cairo Montenotte è stato fortemente ridimensionato, anche con sprechi inutili tipo la realizzazione di due camere operatorie giusto prima della loro chiusura. Malagestione questo sì bisogna dirlo, assolutamente. Non una razionale redistribuzione di funzioni ma una azione tecnicamente poco logica. Ma andando nel dettaglio spesso per delle semplici analisi si viene indirizzati da Savona a Carcare, a Cairo, a Pietra Ligure! Incredibile!

Come è possibile che i savonesi vadano a Cairo per semplicissime analisi di routine? Da anni assistiamo all’idea di spostare il centro di attenzione della sanità savonese verso Pietra Ligure o verso Albenga. Anche questo incredibile! In che modo si ragiona? In che modo la politica savonese prende posizione? Savona, l’entroterra savonese compresa tutta la Valbormida, Vado Ligure, Quiliano, Albissola Marina, Albisola Superiore, Celle Ligure e Varazze e relativi entroterra costituiscono, la stragrande maggioranza della popolazione della provincia di Savona: ed allora perchè il San Paolo non dev’essere “naturalmente” il fulcro della sanità dell’area? Perchè non deve essere il naturale baricentro dell’area?

Perchè i savonesi devono fare chilometri avanti ed indietro quando dovrebbero avere i servizi sotto casa?

Imperia e La Spezia hanno avuto ed hanno politici di ben altra rilevanza rispetto a quanto ha espresso Savona: è questa la ragione per cui ci scippano da tutte le parti funzioni cruciali per il nostro territorio? Purtroppo siamo zone non adeguatamente rappresentate politicamente. Oggi c’è un risveglio della politica savonese, direi un po’ in ritardo: è meglio giocare di iniziativa invece che di rimessa in qualunque sport. Speriamo che meglio tardi che mai i savonesi si facciano valere!

Paolo Forzano

al Direttore Generale ASL2 Savona

A seguito di una mia richiesta, in data 3 settembre 2015, di migliorare il funzionamento degli ascensori per il pubblico dell’ospedale S.Paolo ho ricevuto una risposta dal Direttore delle Relazioni Esterne.

Tale risposta sostanzialmente mi trasferisce una relazione tecnica sull’oggetto della mia richiesta da parte del Direttore dell’Ingegneria Clinica. In tale relazione, a proposito di malfunzionamenti nella chiusura porte, si afferma che a seguito di verifica non si è riscontrato nessun problema, e che quanto da me riscontrato poteva essere dovuto a qualche elemento estraneo occasionalmente inseritosi nelle guide. Certamente può essere.

Vorrei puntualizzare che il problema più importante per gli ascensori non è tanto l’aspetto manutentivo, quanto l’aspetto automazione.

Devo dire che le porte dell’ascensore 14 sono piuttosto traballanti, e l’evento da me descritto, nella mia lettera del 3 settembre, era piuttosto ripetitivo: le porte hanno tentato una chiusura almeno 6/7 volte, sia al piano terra che al piano -1 dove l’ascensore è andato senza che ci fosse nessuna persona. Ecco questo è un’altro punto cruciale: andare al piano -1 senza evidenti richieste. E’ vero che può essere che un eventuale richiedente al -1 ha preso un altro ascensore, ma una buona programmazione dovrebbe inviare un solo ascensore e non entrambi gli ascensori.

Questo punto della programmazione degli ascensori 12, 13 e 14 per me è fondamentale. Infatti una corretta programmazione, tramite una centralina a controllore logico programmabile PLC consentirebbe una migliore gestione dei tre impianti, smaltendo meglio le code di attesa dei pazienti, dei visitatori e del personale dell’ospedale.

Attualmente, per mia esperienza diretta in molte occasioni purtroppo, gli utenti attendono troppo a lungo l’arrivo di un ascensore, gli utenti brancolano tra un ascensore e l’altro premendo tutti i bottoni, l’ascensore carico al massimo si ferma ai piani intermedi per chiamate dal piano quando la richiesta non può essere evasa per troppo pieno.

Capita anche che un ascensore carichi tutte le persone e ne arrivi un altro inutilmente. Non parliamo poi delle gite al piano -1, le chiamo gite perchè ci siamo andati spesso, io ed i miei occasionali di viaggio in modo totalmente inutile perchè non c’era nessuno. E’ questo il miglioramento che una centralina unica di prenotazione consentirebbe: utilizzare “bene” nel miglior modo possibile gi attuali ascensori, che come numero potrebbero essere sufficienti se gestiti al meglio della tecnologia di automazione attuale. Per esempio un sensore infrarossi potrebbe anche rilevare “assenza” di persone al piano, e quindi sopprimere una richiesta senza senso. Ascensori vecchi, automazione nuova per buoni risultati. Vale anche e specialmente per gli aerei militari che con nuova elettronica hanno nuova vita.

L’ing. Franco Traverso, il Direttore della S:C: Ingegneria Clinica ha osservato che occorrerebbe una analisi del traffico, ed anche un oneroso investimento economico. Su questo osservo che “conoscere” meglio il problema è sempre necessario per fare le scelte giuste, sull’oneroso rispondo che chiaramente l’automazione efficace dei tre impianti avrebbe un “costo” ma per contro si ha un servizio migliore a parità di impianti in uso, ed anche una loro minor usura e necessità di manutenzione. Quanto “oneroso” non saprei, me vantaggioso sicuramente.

Mi permetto un addendum a questo scambio di idee che abbiamo avuto sugli ascensori: vorrei segnalare un problema agli ascensori 7 ed 8, quelli riservati al personale per trasporto lettighe. Ero al piano dove un infermiere con molta difficoltà faceva entrare un letto nell’ascensore: il letto urtava contro il telaio della porta dell’ascensore. Ho scambiato con l’infermiere e con un Primario lì presente alcune osservazioni. Il Primario diceva che sarebbe forse stato necessario realizzare due ascensori più comodi per quel servizio. Io ho ribadito che forse il problema poteva nettamente migliorare se si facilitava l’imbocco sostituendo solo le porte con porte con un telaio più largo anche di pochi centimetri, ed inoltre realizzare all’esterno un invito laterale in modo tale che il letto sia automaticamente diretto verso l’apertura piuttosto che andare a sbattere contro il telaio della porta.

Ringrazio per l’attenzione che mi avete riservato e porgo cordiali saluti

Paolo Forzano

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