Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Quel rischio ‘Seveso’ nel porto di Savona. Applausi: 20 autobotti al giorno e convoglio ferroviario. Solo in 4 contestano ?


A Savona nel porto è in fase terminale l’iter di approvazione per la costruzione di un grande deposito per il trattamento e lo stoccaggio del bitume liquido a 170°C. Finora nessun ente preposto alla pubblica tutela dai rischi, ha obiettato alcunchè e non risulta siano stati effettuati accertamenti rispetto alla pericolosità della gestione dell’impianto, peraltro già approvato dalla Regione, costituito da 9 serbatoi di cui 3 alti 19 metri per 38400 metri cubi,dagli edifici di servizio e uffici , oltre ad un’area di di carico e scarico del bitume, il tutto distante 700 metri dal Duomo, mentre all’estero installazioni del genere sono situate a oltre 1000 metri dai centri abitati. LEGGI anche l’intervento a seguire di Tiziana Saccone sul ‘caso bitume liquido’.  

 

 

Il porto di Savona e la nuova passatoia che ha dato l’addio Ponte Capasso, in arrivo nell’area portuale un moderno impianto di bitume

Eppure un impianto analogo situato lungo la costa adriatica, nel 2004 è esploso ed ha causato un morto e tre feriti, oltre a danni ambientali gravi e pesanti costi di ripristino di oltre 30 milioni, e un blocco dell’attività per un anno. Mentre è noto che anche senza incidenti, l’attività normale è impattante per 3 chilometri ( fin oltre il Letimbro e ad Albisola ), quel disastro è classificato a livello 3 rispetto al massimo 6 del disastro di SevesoInfatti il bitume caldo, mistura di idrocarburi prevalentemente solidi e infiammabili, emette composti aeriformi considerati come sostanze che “possono provocare cancro”( R45 classif. U.E.), come policlici aromatici, benzopirene, naftalene, idrogeno solforato ed altri.

L’impianto è esploso, secondo la perizia, per la presenza di idrocarburi leggeri in fase di carico delle autocisterne. Ma si è ipotizzato anche che il serbatoio del bitume ad elevata temperatura, sia deflagrato per la fortuita immissione di acqua, che vaporizzando ha istantaneamente aumentato la pressione di uno dei serbatoi, riscaldati da una serpentina percorsa da olio a 200°C.

Nel caso di Savona, che sarà attraversata da 20 autobotti e un convoglio ferroviario al giorno, il pericolo incomberebbe sulle altre attigue attività portuali, sulle vicine navi da crociera e sulle rilevanti parti storiche della città adiacente, mentre in caso di incidente non si può escludere il blocco del porto e del turismo, con danni facilmente immaginabili.

Probabilmente un rischio da non correre, forse letale per il porto e non solo. Comunque pare indispensabile accertare se il trattamento a caldo del bitume, sia compatibile con l’attività turistica oltre che con la salute dei cittadini.

Il tutto senza dimenticare i benefici dell’iniziativa, consistenti in una decina di posti di lavoro, nei canoni per il porto e la città, accanto agli interessi privati, peraltro legittimi, della società BIT s.r.l.

Dunque l’ultima parola in merito spetta al Sindaco, il quale dovrà fornire una risposta scritta all’interrogazione presentata dai consiglieri comunali Daniela Pongiglione, Milena Debenedetti, Giampiero Aschiero e Carlo Frumento.

Infatti il Sindaco, quale responsabile della tutela della salute pubblica, è legalmente tenuto ad attuare tutte le azioni di tutela, (secondo la normativa Seveso 3, se del caso), di controllo e di accertamento senza omissione o negligenza alcuna, relative a tutto l’iter di autorizzazione per l’installazione dell’impianto e per le successive eventuali conseguenze; dovrà infine decidere se acconsentire all’espletamento della perizia richiesta dagli interroganti ed eventualmente alla moratoria della realizzazione dell’impianto.

 Giovanni Maina

Invio questa mia posizione sulla questione della previsione di stoccare del bitume in porto a Savona.
La mia formazione politica, nata proprio occupandomi di ambiente, mi impedisce di tacere: un serbatoio maleodorante?

Il progetto di realizzare a trecento metri dal Priamar, nel porto di Savona, di uno stoccaggio di bitume”liquido”, rischierebbe di provocare un danno irreversibile per la salute delle persone e per tutta la città.

Sconcerta, come l’amministrazione comunale possa agire in maniera così contraddittoria.

Realizzò un progetto di risistemazione del fronte mare, rendendola una zona di ritrovo, per l’aperitivo, la cena e il passeggio fruito gradevolmente dai cittadini e dai turisti.

L’amministrazione aveva puntato, quindi, sul decoro tutto e sulla vocazione turistica della città, anche con l’avvento delle navi da crociera.

Ora, incomprensibilmente, spunta questo progetto, che se realizzato, sarebbe così devastante e ambientalmente, assolutamente insostenibile!

Mi auguro, che l’amministrazione rifletta sull’assurdità di un progetto che non porta benessere e vantaggi alla città, ma solo danno e blocchi quest’operazione.

Non riesco a comprendere come si possa aver pensato di realizzare un progetto di questo tipo, ormai SAVONA è una cittadina che deve puntare sul turismo e sulle sue peculiarità storiche culturali.

Come si può ridurre la nostra cittadina in un serbatoio maleodorante?

Non si può e non si deve fare!

Savona, 30.6.15. Dott. Tiziana Saccone

 


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G.Maina

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