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Borghetto alle urne, il sogno della candidata

Non è la scena di un film del regista Roland Emmerich. Siamo a Borghetto S. Spirito, 5 mila residenti multietnici, affetti da disintegrazione sociale che non meritano di restare sulla graticola. Borghetto che ha l’occasione, irripetibile, di creare una squadra di volenterosi, che abbracci le varie anime della comunità, oltranzisti esclusi perché inguaribili. Un’utopia convincere una maggioranza ? Con buona volontà e coscienza no. C’è chi sogna una lista ‘trasversale’, in gergo politichese. Noi preferiremmo dire: una lista che veda ‘Borghetto finalmente unita’!  Che ne pensa Maria Grazia Oliva, la non politica con esperienza nell’ultima giunta del disarcionato sindaco di centro sinistra Gianni Gandolfo ?

Maria Grazia Oliva era vice sindaco con la giunta Gandolfo, da indipendente vorrebbe trovare consensi per una lista unitaria trasversale a partiti e schieramenti. Un tempo si diceva lista di salute pubblica. Ragioniera, sposata, mamma di tre figli tra 18 e 9 anni. Il compianto papà era contitolare di un avviata attività commerciale ed è stato assessore e consigliere comunale. La figlia è una persona semplice, sa ascoltare, da assessore ha retto la Cultura ed i Servizi Sociali

Abbiamo iniziato questo tour di racconti tra le fila della società civile di Borghetto, tra chi è più impegnato ed interessato alle sorti del futuro governo della città; alla valorizzazione di quel tessuto socio economico che deve pensare al presente, ma seguire l’esempio dei nostri antenati che, nella loro saggezza secolare, ci hanno tramandato un territorio che ha offerto alle nuove generazioni possibilità di crescita, di benessere, di sviluppo. Dove non tutto è perduto, nonostante tutto.  Oggi, più di ieri, Borghetto è chiamata a recuperare ritardi, guasti, miopia, incapacità. Il primo dovere, non più procrastinabile, è lasciare un’eredità da paese  prospero e fiducioso, ai figli, ai nipoti, alle generazioni a venire. La storia sarà testimone per essere ricordati come cittadini con la lettera maiuscola. Da qui il ‘tu per tu’ con Maria Grazia Oliva, borghettina puro sangue, tre figli, tra 18 e 9 anni, un ruolo di vice sindaco, assessore alla Cultura e ai Servizi Sociali.

Maria Grazia Oliva che Silvestro Pampolini con trucioli.it non ha risparmiato da dure critiche.  Come quando ha scritto: “Arrivato a questo punto il signore seduto al bar pensa che sia finita lì. E no! Parla anche l’ex vicesindaca, rag. Maria Grazia OLIVA che afferma spavalda: “Il dissesto finanziario ha preso alla sprovvista noi, ma anche la minoranza: nessuno se ne è accorto, per cui le accuse di incompetenza devono andare in entrambe le direzioni….” Molto probabilmente l’ex vicesindaca dimentica che l’opposizione ha il compito istituzionale di contrastare e stimolare la maggioranza, non di approvare assieme ad essa i bilanci. Basterebbe che si rileggesse qualche verbale dei Consigli Comunali….Dimentica inoltre che i Consiglieri di minoranza, da giugno 2012 a luglio 2017, non hanno mai, ripeto mai, approvato un bilancio presentato dalla ex giunta Gandolfo. Non solo, ma la minoranza ha sempre avvertito e fatto notare alla maggioranza gli errori in essi contenuti. Errori che , alla fine, si sono fatalmente verificati. Se l’ex vicesindaca voleva giocare di anticipo, poteva scegliersi un altro argomento….”. O ancora in merito alla gestione della Azienda speciale della farmacia comunale ha rinfacciato: “Alla faccia della comunità “civile” e del vicesindaco Rag. Maria Grazia OLIVA, in spregio non solo al rispetto delle norme e delle istituzioni, ma anche della più banale buona educazione, pare che il Presidente della SAEL, Rag. Ottavio ROVERARO, continui a convocare il Consiglio di Amministrazione almeno ogni dieci giorni (tre sedute al mese anziché una; e vai con i gettoni di presenza). In parole povere fa quello che vuole, fregandosene del Sindaco, del Vicesindaco, dei Consiglieri e soprattutto dei cittadini…”.

 Per questo la signora Oliva fa ‘fucilata’, condannata all’inferno a vita ? Chi è senza peccato scagli la prima pietra !

Sono ormai tra i vecchi cronisti che contano i giorni che ancora mancano su quel viale del tramonto che ci accomuna tutti. Ho avuto la fortuna, o meglio l’opportunità, di essere tra i testimoni dei tempi che nella vita e soprattutto nella professione ha cercato di raccontare, con limiti umani, ciò che accadeva e accade nella realtà quotidiana. Nel gergo giornalistico viene definita cronaca bianca (politica, finanza, turismo, cultura, sport), cronaca rosa (eventi, spettacoli, cinema, gossip), cronaca nera (giudiziaria, fatti di sangue, furti, rapine, incendi). Era il 1967 quando ho iniziato ad entrare, in punta di piedi, in questo mondo. A conoscere personaggi pubblici e non, frequentare Municipi, Aziende di soggiorno e Pro Loco, Provincia;  luoghi di aggregazione, ospedali, caserme militari, della polizia, carabinieri,  Finanza, Prefettura, Questura, vigili del Fuoco, e soprattutto la cittadella giudiziaria: lo scranno di osservazione più completo di una provincia, di una regione, della società nelle sue articolazioni.

E’ in questo ruolo che ho conosciuto il papà di Maria Grazia Oliva. Un borghettino verace, come lo era la mamma, della famiglia Bellando. Un uomo d’affari, come lo erano altri borghettini che hanno messo a frutto le loro capacità, intraprendenza, oculatezza, orgoglio famigliare. Mettere all’onore del mondo i figli.  Papà Oliva ha perso il primogenito in un tragico incidente stradale a Bardineto, prima che venisse al mondo la secondogenita; è stato un personaggio pubblico, assessore, tra quelli che non si sono arricchiti grazie al ruolo ricoperto, nel gergo popolare si dice con la politica. Forse ci ha rimesso.

Signora Oliva, ha letto che con trucioli.it ci siamo permessi un mini sondaggio (una settantina di telefonate) e 42 hanno risposto di condividere l’obiettivo di una lista unitaria ?

“Si ‘ho letto, ma ad oggi (lunedi 27 marzo, ore 10 ndr) regna grande incertezza. Personalmente ho incontrato persone che stimo, apprezzate per il loro impegno nella vita pubblica e civile, si è parlato di una lista trasversale in cui è necessario far emergere un punto di incontro, un programma condiviso all’insegna della trasparenza, reciproca correttezza, reciproca buona volontà, senza voli pindarici. Ebbene non ho trovato uno in disaccordo”

Scusi, allora siamo sulla strada maestra, la pietra miliare è in vista. Fare dei nomi non c’è nulla di male. Anzi, si fa chiarezza di cui c’è bisogno, quanto competenza, onestà.

Oliva: “Utile una premessa. Io non sono iscritta a partiti, non parlo per questa o quella formazione politica. Non sono l’unica cittadina che guarda alla cosa pubblica. Ho trovato, ad esempio, la disponibilità di Moreno, Angelucci, Villa, Ricotta, Figini, il dr. Maritano.  Concordi che una lista trasversale, lista civica, spoglia di ogni simbolo di partito non per spirito antipartitico, ma per affrontare uniti l’emergenza Borghetto sia una saggia soluzione. Un compromesso non al ribasso, semmai in ossequio allo spirito di servizio ad una causa giusta: il parlamentino di Borghetto è stato teatro di tante lotte, battaglie, contrapposizioni, si sono affrontati chi rappresentava i vincitori e i vinti. Dove siamo arrivati penso non sia il caso di farne altro motivo di scontro. E’ antipatico dire, mettiamoci una pietra sopra e guardiamo oltre. Mi limito a: sforziamoci di darci un obiettivo che unisce piuttosto ciò che divide”.

Stando così le cose ci dovrà essere qualcuno che prende l’iniziativa, fa da catalizzatore. I nomi lei li ha fatti, seppure parzialmente. Non è questo il momento per parlare di candidature, candidati, semmai di ispiratori. Come abbiamo scritto anche a Borghetto S. Spirito non mancano persone valide e meritevoli di governare la città. Senza dimenticare qualche giovane risorsa. 

Oliva: “Non è questo il problema centrale, temo che dall’alto della politica, da Genova ovvero Regione, facciano capolino, soprattutto per il centro destra, gli input, ovvero mettere la bandierina su questa o quella coalizione. Io sommessamente ho preso atto, almeno fino ad ora, che il Pd con il suo rappresentante locale Emanuele Parrinello che era assessore ai Lavori Pubblici, non si è mosso. L’altro assessore Gabriele Cagnino credo si sia estraniato. Ci sono io e con me il dr. Ivano Cambiano (51 anni, borghettino,coniugato, laurea in giurisprudenza, già responsabile dell’Area Lavori Pubblici e Finanziaria del Comune di Ceriale, presidente di seggio elettorale, un’esperienza amministrativa nel consiglio comunale di Balestrino ndr) impegnati nello sforzo di una condivisione programmatica e senza la velleità di imporre, dettare veti a destra e a manca, preclusioni personali.”

Qui non si tratta di lesa maestà, evidentemente in assenza di un cosiddetto ‘uomo forte’ finisce che  prevalgano le divisioni, non diciamo per bande, ma per meri interessi, vuoi di leadership, vuoi di ‘bandierine’ sulla torta e alla fine le persone di buona volontà, di buon senso restano con il cerino in mano.

Oliva: ” Io direi che intanto bisogna rispettare l’identità di ogni gruppo, in particolare chi fa militanza attiva. Detto questo qui si tratta di metterci attorno ad un tavolo non per ritrovarci con un pugno di mosche in mano o aria fritta. Borghetto, non è un luogo Comune, sta vivendo due occasioni eccezionali. Il consiglio comunale è stato sciolto, siamo ad un bivio, mi ripeto. Continuare con la vecchia politica a farci la guerra e non arriveremo da nessuna parte c’è da scommetterci,  oppure facciamo tesoro delle risorse umane e di competenze per un governo del fare, non parlo di strafare. Io personalmente ho grande stima  nelle capacità di persone come Moreno, Villa, Angelucci, ognuno per la sua parte. “

E i conflitti di interesse ? 

Oliva: “Quanto a terreni posseggo un orto di 600 metri. Angelucci fa il costruttore, non direi che ha interessi inconfessabili da proteggere e mi permetto di aggiungere che semmai è persona di capacità e conoscenza non comune del nostro territorio, dei suoi bisogni. Se il Puc non è ancora operativo non è credo sia colpa del costruttori, ad un certo punto in Regione si sono accorti che mancava il Vas. Il Puc credo sia stato ponderato e condiviso, in particolare dagli agricoltori”.

Tutti bravi, tutti capaci….imbarchiamo tutti… 

Oliva: ” In quattro anni di amministrazione anch’io ho avuto la possibilità di conoscere e valutare. Ebbene non devo dire che ho rivalutato Angelucci, persona che dice pane al pane e vino al vino ? Non devo dire che Villa e Moreno sono risorse su cui contare ? Che sarebbe un peccato, un danno per la comunità restare disintegrati soltanto per sbandierare ai quattro venti ha vinto il centro sinistra o il centro destra. Viviamo e operiamo tutti in una cittadina dove non c’è un’associazione che abbia una propria struttura associativa, con un tessuto sociale di fatto disgregato. Penso agli anziani, ma anche ai giovani. Dove vanno ? Dove si ritrovano ? Quali interessi comuni ed aggreganti hanno sul territorio ?  Per tanti cittadini Borghetto non è il loro paese, prevale il disinteresse. Ho apprezzato lo sforzo di Gian Luigi Taboga, anche dall’alto della sua esperienza nella Assoutenti sta cercando di unire e non disperdere quello che chiamiamo il patrimonio dei volenterosi.  Con Cambiano che è cresciuto a Borghetto, che ha vissuto tutte le stagioni più o meno belle del nostro paese, aspettiamo di sapere, posso dirlo, di che morte morire. “

Prima di morire, un po’ di humor non guasta. Possiamo sempre chiedere soccorso e consigli a due personaggi diversi e popolari di Borghetto: Piero Guido, stacanovista del lavoro in campagna, la moglie è ‘piega’ dalla fatica, il laborioso figlio non ha neppure il tempo di sposarsi; Piero la volta scorsa aveva tifato per Picasso e ha sostenuto, si dice, per un certo periodo Gandolfo. Questa volta per chi correrà ? Lui intanto quest’anno ha messo a dimora altre 200 piante di pesche. E’ fiducioso.

Oliva: “Se ho capito bene anche il mitico Batan, benemerito per tenere alta la tradizione della Madonna del 2 luglio, sarebbe felice se si arrivasse a Borghetto unita”. Diciamolo, una lista di salute pubblica, senza inciucio, sarebbe benedetta da un altro mitico ex mattatore,  Gianni Pesce.

Oliva: ” Giannino credo sia diventato il più convinto grillino di Borghetto “.

E’ vero, a Borghetto S. Spirito il movimento M5S è stato il secondo partito più votato. Pesce si è dato da fare contattando i dirigenti di Savona. Invano perchè i responsabili regionali e provinciali si muovono ovunque con i piedi di piombo. Per il resto Giannino ha già fatto conoscere la sua scelta: “Sono contrario alla lista unica e se finirà così io non andrò a votare. Più di uno mi ha chiesto la disponibilità a candidarmi, lo farei solo con il Movimento di Beppe Grillo”. Lui una candidata in pectore l’aveva. Abita a Savona, è stata funzionaria comunale a Borghetto ed ha dimostrato ottime capacità. Gianni Pesce: “Le ho già chiesto se è disposta…, mi ha cordialmente detto che non se la sente. Peccato! A Borghetto tanti la voterebbero e sento tanta gente che vede nello schieramento di Grillo l’unica vera svolta in Italia”. 

Luciano Corrado

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