Partendo da una vicenda complessa e travagliata, scandita da obiettivi fissati e successivamente rinviati, il primo termine individuato per il completamento dell’operazione era stato il 31 dicembre 2021, una data che, col senno di poi, appariva forse eccessivamente ravvicinata, considerata la nascita di APS nel 2019.
di Fabio Lucchini*
Successivamente furono individuate nuove scadenze: prima il 31 dicembre 2023, poi il 30 giugno 2025 e, in seguito, grazie all’intesa raggiunta tra i sindaci dei Comuni coinvolti e il Presidente della Provincia di Savona, il 31 dicembre 2025.

A tale termine seguirono ulteriori proroghe fino al 30 giugno 2026 e, infine, si auspica definitivamente, al 31 dicembre 2026.
Del resto, dinamiche di questo tipo rientrano nelle logiche perverse e inconcludenti della politica (con primati europei) e negli equilibri degli schieramenti coinvolti. In questa vicenda, peraltro, emerge una singolare “trasversalità” tra le parti in causa. Emblematico, in tal senso, l’appello lanciato il 9 maggio 2026 dal sindaco di Albenga, dott. Riccardo Tomatis, Pd, preoccupato per quanto accaduto durante il Consiglio comunale tenutosi due giorni prima ad Alassio, nel corso del quale l’approvazione della Delibera consiliare era saltata tra tensioni, perplessità e timori di varia natura. Perché? “Non è successo niente – si ascolta nel corridoio- tutti d’accordo, rinvio solo per questioni di tempo”. Che dire, il tam tam continua ad annunciare crisi di giunta e maggioranza imminente, mentre Melgrati resta in sella, un direttore d’orchestra che conosce bene gli alunni, le loro aspirazioni.
Oggi, almeno apparentemente, tutte le parti sembrano orientate a procedere nella medesima direzione, seppur da posizioni differenti e con molti punti interrogativi, dichiarando di agire nell’interesse della “cosa comune”, della “res pubblica” e, in questo caso specifico, della tutela di un bene essenziale quale l’acqua pubblica, che tale deve continuare a rimanere.
Una nota curiosa, ma certamente non l’unica degna di attenzione, riguarda uno dei tre professionisti componenti il collegio incaricato della Perizia di Valutazione del Valore Economico delle società dele rispettive società coinvolte nel processo di fusione:
- l’ing. Raffaello Tortora di BEN Advisory, per quanto concerne l’analisi di CDASS – Consorzio Depurazione Acque Savonesi S.p.A. di Savona, società che eroga i propri servizi nei Comuni di Albisola Superiore, Albissola Marina, Bergeggi, Calice Ligure, Celle Ligure, Finale Ligure, Noli, Orco Feglino, Quiliano, Rialto, Savona, Spotorno, Stella, Vado Ligure, Varazze e Vezzi Portio;
- il dott. Paolo Cerruti, consulente di SA – Servizi Ambientali S.p.A. di Borghetto Santo Spirito, operante nei Comuni di Balestrino, Boissano, Borghetto Santo Spirito, Borgio Verezzi, Ceriale, Giustenice, Loano, Magliolo, Pietra Ligure, Toirano e Tovo San Giacomo;
- il dott. Marco Rossi, consulente di SCA – Servizi Comunali Associati S.r.l. di Alassio, società che eroga i propri servizi nei Comuni di Alassio, Albenga, Laigueglia e Villanova d’Albenga, mentre il Comune di Garlenda, pur non essendo socio della società, usufruisce esclusivamente dei servizi erogati.
Proprio in relazione a SCA, Servizi Comunali Associati S.r.l., nel 2021, si verificò un curioso scontro istituzionale/amministrativo che trovò ampio spazio sulle cronache giornalistiche, in particolare sulle pagine dell’edizione savonese de “Il Secolo XIX“, tra l’allora e attuale sindaco di Albenga, Riccardo Tomatis, e la stessa SCA.
La vicenda ruotava attorno a una singolare situazione emersa all’epoca, nella quale, salvo omonimie, l’attuale consulente e perito dott. Marco Rossi divenne protagonista involontario di una peculiare controversia amministrativa. Infatti Il Secolo XIX ed. Savonese il 6 aprile 2021 titolava: «Albenga rinnega il commissario e invia una lettera a SCA: “Correggete l’errore negli atti”».
Nel sottotitolo veniva precisato che il dott. Marco Rossi risultava indicato quale componente della Commissione incaricata della nomina del Direttore Generale. La presidente del Consiglio di Amministrazione di SCA, avvocata Emanuela Preve, chiarì tuttavia: «L’abbiamo scelto noi, Tomatis non lo aveva segnalato». Cosa perlomeno alquanto curiosa che in un Cda non sia un socio, in questo caso il Comune di Albenga a decretare il proprio rappresentate, ma si provveda alla nomina, in maniera “familistica” per così dire … .
Negli atti ufficiali, infatti, Rossi compariva quale rappresentante del Comune di Albenga. «Nessuna nomina» si affrettò a ribadire allora il sindaco Riccardo Tomatis che, alla luce dell’accaduto, decise di inviare una lettera al Cda di SCA chiedendo una rettifica formale. «Riteniamo si sia trattato di un mero errore materiale, spiegò, un refuso che deve pertanto essere corretto anche negli atti ufficiali».
Oggi il nome del dott. Marco Rossi ricompare nuovamente nella vicenda, questa volta nelle vesti di perito di parte, all’interno del Collegio incaricato dell’analisi aziendale per portare in porto in APS Acque pubbliche Savonesi della tanto attesa “fusione per incorporazione inversa”, nell’ambito del processo di valorizzazione di SCA – Servizi Comunali Associati S.r.l.
Ultimo, ma certamente non per importanza, si profila ora il prossimo Consiglio comunale di Alassio, convocato per oggi, 4 giugno 2026, alle ore 21.00.
Nell’ambito della complessa vicenda APS, il nodo centrale resta il vecchio punto 4 dell’ordine del giorno del precedente Consiglio comunale, successivamente retrocesso alla ventunesima posizione e mai realmente affrontato, a causa delle forti perplessità, delle tensioni e delle profonde divisioni interne che aveva generato, soprattutto della stessa maggioranza consiliare, tra malumori diffusi, visi scuri e rapporti evidentemente incrinati.
Quella che già allora appariva come una deliberazione particolarmente delicata e controversa, oggi ricompare come punto 7 dell’ordine del giorno. Nulla, tuttavia, risulta mutato né sotto il profilo sostanziale né rispetto agli obiettivi perseguiti, così come immutata resta la responsabilità politica e amministrativa di coloro che sceglieranno di esprimere voto favorevole, assumendosi un onere tutt’altro che marginale.

Il successivo punto 8 rappresenta, di fatto, la presa d’atto da parte del management di APS dell’estrema ristrettezza dei tempi residui da qui al prossimo 30 giugno, termine entro il quale appare ormai difficilmente ipotizzabile il completamento di tutti gli adempimenti necessari.
A ciò si aggiunge la necessità di ottenere l’unanime approvazione della deliberazione da parte di tutti i Comuni coinvolti — ben trentuno realtà del territorio savonese — nonché il rispetto dei tempi tecnici previsti per la pubblicazione all’ Albo pretorio dei vari Enti, condizione indispensabile affinché la detta Deliberazione di Consiglio comunale divenga pienamente valida ed esecutiva. Restano inoltre da completare tutte le ulteriori procedure notarili e amministrative annesse e connesse all’operazione.
Da qui la richiesta, che appare improntata al buon senso e al realismo amministrativo, di una nuova proroga del termine, questa volta fissata al 31 dicembre 2026.
Come dire …”Chi vivrà, vedrà !”
Quindi … a questa sera …
Fabio Lucchini
– già consigliere dell’ANCI Liguria
– già consigliere del Popolo della Liberta / Forza Italia
– già capogruppo del PdL / FI nel Consiglio Comunale di Alassio
