Cena stellata a Palazzo Serbelloni: compleanno in semilibertà per Alberto Genovese.

è stato condannato nel 2023 a 6 anni e 11 mesi per violenze sessuali durante festini base di droga. È in semilibertà da qualche mese e vicino a fine pena. Ha festeggiato il suo 49esimo compleanno in una serata organizzata dalla moglie a Palazzo Serbelloni, tra uno chef stellato e un concerto di arpa.
Da una cella del carcere di Bollate a una cena di lusso. Sono passati quasi tre anni da quando Alberto Genovese è stato condannato a 6 anni e 11 mesi per violenze sessuali, la cui storia è stata raccontata nella docu-serie di Netflix “Terrazza Sentimento“. L’ex re delle startup, come veniva chiamato, ha festeggiato il 28 maggio il suo compleanno con una cena di lusso sfruttando il tempo concesso in semilibertà. Lo rivela il Corriere della Sera che ha raccontato i dettagli della serata passata in un ristorante stellato con la moglie-
La festa sì è tenuta in una delle sale più belle di Palazzo Serbelloni: decine di migliaia di euro, sostiene il Corriere, per la location al primo piano. Non c’erano altri invitati oltre all’imprenditore e la moglie, sposata nel 2022 quando l’uomo era ai domiciliari. La coppia è arrivata al palazzo storico milanese, in Corso Venezia, verso le 19.30: la cena di due ore e mezza ha alternato momenti di degustazione del menù a firma dello chef stellato Tommaso Arrigoni, ad attimi più romantici con un concerto di arpa e pianoforte a coda.
Non si conosce l’entità del conto finale ma d’altra parte, nonostante le vicende giudiziarie, a Genovese le finanze non mancano. L’imprenditore ha venduto per circa 100 milioni Facile.it, di cui era il fondatore, mentre con le quote azionarie di Prima assicurazioni ha ottenuto un assegno di quasi 90 milioni. A pianificare la serata tra l’altro è stata la moglie, che si è affidata a un’agenzia di organizzazione eventi chiedendo il massimo riserbo: la segretezza è stata tale che nemmeno i dipendenti del palazzo sapevano chi stesse arrivando.
Che qualcuno fosse atteso però era chiaro, considerando che dal pomeriggio di quel giorno, a Palazzo Serbelloni sono arrivati una decina di veicoli, tra furgoni e camion, portando l’impianto luci, il catering, gli strumenti musicali, lussuosi addobbi floreali e un intero guardaroba di abiti da donna. Per ulteriore sicurezza degli ospiti, l’edificio è rimasto aperto ma delle guardie impedivano di accedere al primo piano.
Genovese, che negli ultimi tempi si è impegnato in attività di volontariato e del sociale, è in semilibertà da qualche settimana e tra pochi mesi sarà arrivato a fine pena.
2/“Alberto Genovese? Giorni senza dormire e senza mangiare, le feste erano senza limiti. Si viveva tra droghe, promiscuità sessuale e after interminabili. Il suo matrimonio con un’altra? Doloroso”: così Sarah Borruso- L’ex fidanzata di Genovese parla di feste senza limiti, del matrimonio di lui e del suo nuovo percorso dopo la condanna.

Dopo aver scelto per anni il silenzio, Sarah Borruso, l’ex fidanzata di Alberto Genovese, ha deciso di uscire allo scoperto. E dopo l’intervista concessa a Silvia Toffanin nel salotto di Verissimo, ha pubblicato il libro Anatomia di un sentimento. Storia privata di un fatto pubblico, che per lei ha un significato preciso: “Non per dire soltanto ‘guardate cosa è successo’, ma per dare un significato a quell’esperienza”, spiega in una lunga intervista a Vanity Fair. Insomma, un modo per andare oltre la vicenda mediatica – quella di Terrazza Sentimento -, culminata con una condanna ad oltre sei anni per Genovese (per detenzione e cessione di stupefacenti e per i due episodi di violenza sessuale) e di un anno per la Borruso, accusata di avere collaborato a una tentata violenza sessuale, riconvertita poi a un anno di lavoro di pubblica utilità.
TERRAZZA SENTIMENTO, IL LIBRO VERITÀ DI SARAH BORRUSO-
Cosa resta degli anni passati al fianco di Alberto Genovese? Sarah Borruso parla del “peso complessivo di un’esperienza che ha lasciato conseguenze profonde nella mia vita” ma precisa sin da subito di aver compreso solo dopo in maniera lucida ciò che era accaduto. “A un certo punto guardavo il mio volto, deformato dalle sostanze e dalla sofferenza, il mio corpo segnato, e non riuscivo più a riconoscere nemmeno esteriormente ciò che stavo diventando”, confessa. Così il libro diventa lo strumento per raccontare di ciò che ha compreso solo dopo: “Come si entra in un legame che lentamente ti deforma, come si resta quando sarebbe più sano andare via, come si può essere insieme responsabili e vulnerabili, lucidi e ciechi, presenti e perduti”.
LE FESTE TRA SESSO E DROGA, PROMISCUITÀ E AFTER INTERMINABILI
Da Terrazza Sentimento a Villa Lolita a Ibiza (dove secondo i giudici è avvenuto un caso di violenza sessuale), le feste erano senza limiti e “il confine tra ciò che è accettabile e ciò che non lo è si sposta progressivamente”, ammette la Borruso. Che ricorda e descrive “un ambiente fatto di eccessi, incoscienza collettiva, assenza di limiti e progressiva alterazione della percezione”. Cosa accadeva in quei party è emerso chiaramente nelle testimonianze ai processi e nelle cronache, ma ora l’ex fidanzata di Genovese lo racconta con precisione chirurgica: “Si viveva dentro una cultura estrema, dove droghe, promiscuità sessuale, after interminabili e perdita totale dei ritmi normali diventavano la normalità per tutti. Potevano esserci giorni senza dormire, senza mangiare, completamente immersi in uno stato alterato”. Insomma, un “contesto disfunzionale e destabilizzante”, che durante il lockdown la fa precipitare nella paura: “Avevo paura per la persona che avevo accanto e per il progressivo deterioramento che stavo osservando, ma avevo anche paura per me stessa”, ammette.
Ma perché in quel momento non ha lasciato Genovese? “In sintesi, perché in quel momento ero profondamente convinta che fosse amore. E perché Alberto portava in sé luci e ombre. Come tutte le persone, aveva una complessità umana che non coincide soltanto con gli aspetti emersi dalla cronaca. Era una persona affascinante, carismatica, con una mente visionaria. Detto questo, la nostra relazione era tutt’altro che stabile o lineare. Era caratterizzata da estremi: momenti di grande fusione emotiva alternati a conflitti, allontanamenti, ritorni e dinamiche distruttive”.
COME VIVE OGGI, TRA I GIUDIZI SOCIAL E LA LAUREA IN PSICOLOGIA
Dopo la condanna a un anno per avere collaborato a una tentata violenza sessuale, riconvertita a un anno di lavoro di pubblica utilità al Comune di Roma, come vive oggi la Boruso? Ha provato a ricostruire il suo presente e il suo futuro, partendo dalla laurea con lode in Psicologia. Svela di essere ad un passo dall’abilitazione e che per lei la laurea non rappresenta solo un titolo accademico: “Rappresenta la ricostruzione di un’identità. La prova che, anche dopo essersi persi, ci si può ritrovare e costruire qualcosa di nuovo”. Nonostante il pregiudizio incomba su di lei, con tanto di immancabili commenti feroci sui social. E come reagisce di fronte a quei giudizi? “Credo che il giudizio e il pregiudizio siano meccanismi profondamente umani. Tutti giudichiamo. Il problema nasce quando il giudizio diventa una scorciatoia che ci impedisce di comprendere. “Il giudizio chiude; il pregiudizio decide chi è una persona prima ancora di ascoltarla. Spero che le persone possano provare a vedere cosa si cela dietro i personaggi che spesso osservano, etichettano o giudicano”.
