Preghiamo per chi ha ignorato Willy anche nelle esequie funebri.
Il proverbio popolare: “Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io“. Significa che è facile aspettarsi cattiverie e colpi bassi da chi si dichiara apertamente nostro avversario. Il vero pericolo, però, arriva dalle persone care o di fiducia, dalle quali non ci si aspetta tradimenti.


Il giornalista pubblicista, laureato in Giurisprudenza, figlio di un ex funzionario di banca, Guglielmo “Willy” Olivero aveva raccontato su Trucioli le vicende legate al suo licenziamento nel 2014, dopo oltre 20 anni di collaborazione con La Stampa-Savona. Gli articoli pubblicati dal blog ripercorrono le delusioni professionali e le battaglie legali che hanno caratterizzato l’ultima fase della sua carriera.
Siamo testimoni delle sofferenze umane e morali del collega Willy. Siamo testimoni che nel giorno del funerale, nella chiesa dei Cappuccini di Alassio, eravamo 23 persone, compresi i famigliari, 2 giornalisti professionisti, 3 giornalisti pubblicisti, il veterano reporter del ponente ligure Silvio Fasano. Assenti, forse per impegni inderogabili, gli alassini giornalisti Giò Barbera e Daniele La Corte. Unico amministratore comunale (ex) presente Caviglia, già assessore allo sport (durante il suo mandato è stato realizzato il Palazzetto dello Sport; zio di Claudio Caviglia, giornalista, già redattore e capo della redazione a Savona, capocronaca a Genova, pensionato. Ha fatto una fugace presenza all’esterno della chiesa e all’arrivo della salma l’ex sindaco e senatore Roberto Avogadro.
Non è questa l’occasione per dare conto delle poco edificanti testimonianze di Willy inviate al collega. Ricordiamo che nell’ultimo anno di vita aveva venduto l’alloggio di famiglia nel grattacielo di Albenga e si era trasferito in un’abitazione vicina. Collaborava, come ‘esperto’ sportivo, ad una rubrica de LOKKIO. “Ma per guadagnare qualcosa di più provvedo a cercare clienti pubblicitari, non è il massimo….questa è la mia sorte”.
29 maggio 2026/ALASSIO-IVG.IT – FUNERALI- Alassio, questa mattina l’ultimo saluto al giornalista Guglielmo “Willy” Olivero.Amici, colleghi e istituzioni uniti nel ricordo del giornalista sportivo, scomparso a 65 anni
DI Mary Caridi – Alassio-Albenga. Per l’ultimo saluto a Guglielmo “Willy” Olivero non sono mancati gli amici di una vita, i vecchi colleghi giornalisti, della carta stampata e online, rappresentanti della politica, i v
Una cerimonia, nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Immacolata, raccolta e intima, profondamente segnata dalla commozione e dallo sgomento per una scomparsa arrivata in modo del tutto inatteso.
A celebrare la messa funebre è stato il viceparroco, Padre Alberto Minuzzo, che durante l’omelia ha voluto ricordare la bontà d’animo, la generosità e la grande passione di Willy per gli animali, in particolare per il suo amato gatto. Il sacerdote ha anche accennato al profondo dolore che il giornalista aveva affrontato per la perdita dei genitori.
Parole di conforto sono state rivolte alla zia novantottenne, unica parente stretta del giornalista, presente alla cerimonia insieme alla figlia, al marito e al nipote. Willy, firma storica che per tanti anni ha legato il suo nome a La Stampa, aveva successivamente collaborato con la testata Trucioli.it, più di recente con Lokkio, i cui editori erano presenti al funerale per rendergli omaggio.
Per i tanti giornalisti intervenuti, il momento del dolore si è trasformato anche in un’occasione di ritrovo dopo molto tempo; un modo per stringersi coralmente nel ricordo di un collega stimato e benvoluto da tutti.
2/IL SECOLO XIX DEL 30 MAGGIO 2026

2/ Quando “Willy” e suo padre scrissero insieme per il Giro d’Italia del 2015

Nasce così un piccolo team per creare una brochure in cui si intrecciassero testimonianze, attese e promozione delle località rivierasche affezionate alla Milano-Sanremo.
Il ciclismo è di casa nella famiglia Olivero. Guglielmo scrive di sport a 360 gradi, ama il ciclismo, è cronista attento, puntuale, documentato, sempre disponibile. Il papà, Mario, bancario di lungo corso e formidabile organizzatore del Velo Club Alassio, era stato l’artefice con il vice presidente Polacco della mitica Montecarlo-Alassio, ma soprattutto il fine diplomatico che era riuscito a convincere la principessa Grace a fare da madrina alla prima edizione della corsa (vinse Perletto, futuro professionista).
Proponemmo a Guglielmo e a suo padre, che adorava, di collaborare con testimonianze tra passato (i misteri della Montecarlo-Alassio) e presente (le perle di Albenga e la febbre per il Giro). La risposta fu entusiastica. Risultato. Una bellissima sinergia che ha arricchito la brochure e che va ricordata per aver affiancato padre e figlio come in un ideale passaggio di testimone.
Grazie “Willy”
