Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano, il Rocco alassino presenta, sul lungomare, in tenuta estiva, la squadra vincente di Fratelli d’Italia. 2 / C’è il binario unico per Albenga. Chi lo ripete


Si salvi chi può! Loano si prepara alle prossime elezioni comunali della primavera 2027. Si è fatto avanti, con la location del lungomare estivo, Rocco Invernizzi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, autorevole consigliere comunale (capogruppo) in quel di Alassio.

Fratelli d’Italia ha voluto presentarsi agli elettori loanesi con la sua prima squadra. Una foto di gruppo. Volti sorridenti e fiduciosi. L’obiettivo, per ora non dichiarato, è mettere sul piatto della bilancia la forza del partito della Meloni a livello nazionale e regionale. Poi si parlerà di competenze e di esperienza. Le solite malelingue ritengono di sapere che quando il potente Angelo Vaccarezza ha visto la foto e letto il posto del suo collega di viaggio in Israele e Terra Santa abbia esclamato: “Con questa squadra mi sa che vincano il campionato, speriamo che facciano giocare le seconde file”.  E gli invernizziani puntare sulla candidatura di un volto nuovo? Senza scheletri negli armadi e promettesse dopo i due mandati di Pignocca e quello di Lettieri che è venuto il momento di mantenere le promesse, varare il nuovo Puc? Sempre rinviato per accrescere il benessere della comunità, la qualità del turismo e la qualità della vita.  L’elettorato loanese  è preparato alla svolta ambientale senza dover ricorrere ai ‘Verdi’ talebani.

Rocco Invernizzi capogruppo in Regione di Fratelli d’Italia: Dopo la pausa estiva, il Circolo di Fratelli d’Italia torna a riunirsi. Un momento di confronto e programmazione per affrontare i prossimi mesi con ancora più impegno e attenzione al nostro territorio. Tante idee, tanti progetti e soprattutto la voglia di continuare a esserci. Avanti, insieme.

Loano il Circolo di Fratelli d’Italia. Mai così forti grazie al ‘migliore‘ (non il mitico personaggio del Pci) condottiero che si possa trovare. Dopo il brillante ingresso nel partito e nel consiglio comunale di Pietra Ligure ( Ajet Talka eletto nella lista di Mario Carrara sindaco). L’annuncio lo diede ad inizio giugno Rocco Invernizzi). Il geom. Talka, professione Guardaspiaggia nella stagione estiva) finora si è distinto per le sue assenze ai consigli comunali. A Loano, dallo scorso anno, ha abbracciato la squadra loanese del partito della Meloni,  un galantuomo di nome Giovanni Tognini, imprenditore edile, famiglia di ex albergatori. Tenendo conto della forza elettorale di Fratelli d’Italia nella città dei decani in politica, il Rocco di razza alassina, potrebbe scommettere che alle prossime comunali avrà il vice sindaco e due assessori se manterrà i 687 voti (18,42%). Ma dovrà fare i conti con i vaccarezziani che di voti, alle regionali, ne hanno preso 755 (20,24), distanziata la Lega 668 (17,91%) con la quasi certa ricandidatura di Luca Lettieri per il secondo mandato. Difficile non credere che anche questa volta il candidato primo cittadino del centro destra non faccia parte del tavolo regionale. Ovvero un patteggiamento. Io do una cosa a te, tu dai una cosa a me. Leggi poltrone.

PER MOTIVI DI SPAZIO E DI TEMPO rinviamo al prossimo numero la seconda punta del ‘viaggio tra il dolce cemento di Loano’ e i suoi protagonisti.

LOANO SETTEMBRE MUSICALE CON LE CAPPE TURCHINE


SARA’ VERO CHE TRA LOANO ED ALBENGA NON C’E’ IL DOPPIO BINARIO?

IL TG REGIONALE RAI DELLA LIGURIA insiste. Per la quarta volta negli ultimi due anni dando notizie sul progetto del trasferimento a monte dei binari ripete la favola del ‘binario unico’ con il beneplacito del presidente Bucci e ora anche dell’alto rappresentante dell’Unione Europea. Ci sarà un motivo? L’abbiamo chiesto a I.A. ci ha risposto che gli asini volano. 

 

COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO TERRITORIALE

“La strada più corta per Kiev non passa da Albenga”

Abbiamo scoperto nei giorni scorsi che il ponente savonese ha assunto un ruolo fondamentale nelle strategie belliche della Nato. Dalle parole di Mathieu Grosch, coordinatore europeo del Corridoio Mediterraneo, apprendiamo che la linea ferroviaria Genova-Ventimiglia è considerata strategica nei trasporti militari di armamenti verso l’Ucraina. Questo stratagemma consentirebbe al governo italiano di ottenere un prestito da 2,7 miliardi per spostare a monte la ferrovia tra Andora e Finale Ligure.

Innanzitutto ci permettiamo di ricordare che l’articolo 11 della Costituzione “ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Dal punto di vista geografico, la distanza tra il porto spagnolo di Algeciras e Kiev, passando per il ponente ligure, è superiore ai 4000 chilometri, secondo il percorso indicato per il passaggio delle armi verso l’Ucraina. Una scelta irrazionale sul piano logistico, perché il porto tedesco di Amburgo dista meno di 1700 chilometri da Kiev. Il passaggio dalla Liguria comporterebbe quindi un percorso lungo più del doppio.

Questa scelta è molto rischiosa perché trasformerebbe il ponente ligure in un obiettivo militare, con conseguenze incalcolabili per la popolazione.

La motivazione del “collo di bottiglia” ferroviario di 35 chilometri, indicata come giustificazione dai sostenitori dello spostamento a monte della ferrovia, era e resta falsa. Gli attuali 29,8 chilometri di ferrovia tra Andora e Finale Ligure sono in parte già a doppio binario e in particolare nel tratto di 10 chilometri tra Albenga e Loano.

In provincia di Imperia, lo spostamento della ferrovia ha comportato la riduzione delle stazioni, il decentramento di quelle rimanenti, il crollo delle presenze turistiche, il record nazionale degli incidenti stradali, quasi il doppio della media italiana, e il più alto tasso di abbandono scolastico del Centro-Nord Italia. In provincia di Savona, in caso di realizzazione del tracciato a monte, ci sarà anche un danno enorme per l’ambiente e per l’agricoltura.

Il progetto di spostamento a monte rappresenta un pericolo per il territorio savonese. Adesso i promotori di quest’opera giocano l’ultima carta, quella della disperazione, per ottenere i soldi necessari alla realizzazione: trascinare il nostro Paese in una guerra che nessuno vuole.

Il direttivo

 

 


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