Chissà se la notte di San Lorenzo, delle stelle cadenti che la tradizione popolare cristiana collega le scie luminose nel cielo al martirio del santo, ha portato buoni consigli a due avvocatessa: una sindaco, ‘benedetta’ dall’ex presidente Toti e dalla sua corte. La collega vice sindaco che forse ritiene sia interesse della collettività aver concesso di installare un’antenna della telefonia, non gratis, sul terreno della mamma.
di Luciano Corrado


Nessuno può mettere in dubbio che Paola Devincenzi e Ramona Siri abbiano condiviso l‘antenna di Iliad esclusivamente perchè serve a garantire e migliorare la copertura del segnale di telefonia mobile e a offrire servizi di connessione a internet in tecnologia 4G e 5G per i clienti della zona.
La ‘verità’ della sindaca, della sua vice, è che tutte le procedure si siano svolte all’insegna della trasparenza e della regolarità, nel rispetto delle norme vigenti. Siamo in una botte di ferro e pare che la stessa Procura della Repubblica abbia condiviso (?) l’opera cristallina al servizio della comunità.
E che risposta dare a chi fa osservare: quattro anni fa è stata istituita una ‘commissione d’inchiesta‘ sull’antenna story, anche per spazzare via dubbi, intrecci, interessi, insinuazioni, confermare che siamo in in buone mani, ma i nominati non si sono mai riuniti. Colpa delle streghe? Neppure una volta. Abbiamo, purtroppo e sono tanti, 60 anni di esperienza giornalistica sulle spalle, ma di una ‘commissione fantasma‘ mai si è avuto notizia, sicuramente in Liguria dove abbiamo svolto il nostro umile mestiere, ormai lontano mille miglia dal ‘quarto potere‘.
Oggi contano gli amici, almeno ad un certo livello. I corrispondenti e i collaboratori sono, a loro volta, vittime di un ‘sistema perverso‘. Paghe miserabili, nessuna tutela legale, se perdi la notizia peggio per te, non farti dei ‘nemici’ anche se fai il tuo dovere. Neppure un colpo al cerchio e l’altro alla botte. Non è il caso di scavare, di approfondire. Senza dimenticare che con la Grecia, l’Italia è il paese che legge meno in Europa. Così la disinformazione galoppa. Fanno quattrini i piccoli editori (vedi IVG.it) che allargano le ‘braccia’ a tutti, ma stanno alla larga da chi ‘tocca muore’. Nel senso che: meglio essere sempre dalla parte del potere. Nero o rosso che sia. Meglio ancora se gli uni e gli altri sono riconoscenti con la pubblicità e privilegiandoti nella tempistica delle notizie.

Trucioli.it, al suo quattordicesimo anno di vita, ha già rimarcato che la partecipazione dei cittadini di Boissano al dibattito, al confronto, alla sensibilizzazione delle problematiche comuni e non, è un esempio unico in Liguria. Come è un esempio solitario quello di Triora (IM). Un piccolo paese di montagna, nonostante la buona nomea delle streghe, colpito dalla desertificazione, dove da decenni si pubblica un periodico cartaceo con notizie d’attualità, storiche, di contenuto culturale, religioso e si onorano i cittadini meritevoli, che lasciano un buon ricordo.
Lungo il nostro percorso professionale ricordiamo, a Boissano, i sindaci Paolo Polla, Nicolò Polla, Franco Berruti, Giuseppe Colombo. Non accadeva di frequente ricevere una telefonata di rimprovero. Ma come usano dire i nostri vecchi “erano dei signori”. Amministravano per il paese e non per conto di qualcuno. Mai più avrebbero convissuto nel ginepraio, come emerge da tutti gli atti e carta canta, di una pubblica vergogna che di nome fa ‘antenna’. Non solo per l’onore del paese che rappresentavano, ma per il rispetto delle regole democratiche e civili, del buon senso. Che significa, prima di tutto, il buon esempio.
Una domanda sorge spontanea e l’abbiamo fatta nel corso di un incontro con il sindaco: perchè arroccarsi nell’indifendibile sul piano dell’opportunità, anzichè rassegnare le dimissioni (la vice sindaca) che non significa automaticamente riconoscere almeno un errore (non sono colpevole e non pentita), semmai dimostrare di essere prima di tutto al servizio del paese, dei residenti, dei proprietari di seconde case che non sono degli intrusi.
Un politico direbbe. Perchè la sindaca deve togliere le castagne dal fuoco alla sua vice. Invece si è accomunato l’operato dell’intera amministrazione e quello che dovrebbe essere il Municipio di vetro. Finora la maggioranza ha fatto quadrato, incoraggiata dalle visite dei potentati locali, Marco Scajola e Angelo Vaccarezza, più in disparte Sara Foscolo. Una ‘scuola’ che prima partiva e parte tutt’ora dall’alto e negli anni ha corroso lo spirito di servizio e le coscienze anche dal basso. Sappiamo di essere una minoranza, magari silenziosa, ma non ci rassegniamo al detto “tanto peggio, tanto meglio”. Chi vive di politica e la cavalca non ha nulla da temere? A lungo andare la gente dimentica? E’ assai probabile e ci sono le prove. Sappiamo di non essere soli e anche se lo fossimo, come qualche volta è successo, continueremo a dare voce, a dare importanza, ascolto, a chi deve subire senza protezioni, agli ultimi.
L’antenna di Boissano fino a quando sarà subita da chi non si rassegna? Fino a quando una sindaca, una vice sindaco, una giunta non proveranno un pò di rossore di fronte ad una ‘commissione d’inchiesta‘ che in quattro anni non si è mai riunita? Siamo franchi, anche Trucioli.it ha una grave colpa professionale. Dopo aver pubblicato (vedi a fondo pagina) la lettera-denuncia del presidente della commissione Zarrillo, la brutta vicenda è finita nel dimenticatoio. Poco importa se siamo in buona compagnia, ovvero tutto tace anche tra gli altri media. No, il sano giornalismo deve essere il primo cane da guardia della politica e di chi amministra le nostre città e paesi.
E lo scandalo politico-amministrativo di una commissione che viene meno ai suoi doveri morali – oltre che di garanzia – non farà mai onore visto il prolungato silenzio. A chi ha giovato ? Quale credibilità verso i cittadini che non usano i paraocchi? Che non si girano dall’altra parte? Nonostante, ci ripetiamo, Boissano ha una vivacità social, sui problemi del paese, che la rende unica. Ognuno interviene con le proprie capacità e conoscenze, non si dica per partito preso o per delegittimare. E ci riferiamo al ‘mostro antenna in paese’, tra le case, che è indifendibile moralmente.
Leggiamo e concludiamo con le concrete riflessioni di un boissanese. “Curiosa la tempistica: per quattro anni l’inattività della Commissione d’inchiesta non ha rappresentato un problema. Ora che una sentenza del Consiglio di Stato mette il Comune di fronte a precise criticità e la Commissione avrebbe finalmente elementi concreti su cui indagare, arrivano le dimissioni. Proprio adesso dopo aver cercato più volte di accelerarne la chiusura. Inoltre, se oggi si evocano possibili forti risarcimenti, viene spontaneo chiedersi da dove nascano questi rischi: dal progetto “perso”, dalla delibera del Piano “persa”, dal Piano stesso “perso”, dalle interpretazioni rivelatesi sbagliate e da due giudizi persi proprio su questi punti?
2/SAVONANEWS – 10 agosto 2026, 18:51- Boissano, il consigliere di maggioranza, Garrone, lascia la Commissione d’Inchiesta sull’antenna: “Mai convocata in quattro anni, rispetto per i cittadini”. Una scelta di trasparenza e rispetto per le istituzioni”. E invita a distinguere il ruolo della Commissione dai procedimenti davanti a TAR e Consiglio di Stato.

“Istituire un organo di controllo e poi lasciarlo fermo su carta per quattro anni non è corretto verso i cittadini che attendono risposte. Per questo ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dalla Commissione d’Inchiesta sull’antenna di via Zurmagli“.
Ad annunciarlo è il consigliere comunale di maggioranza, Fabrizio Garrone, che fa chiarezza sulla propria posizione dopo le recenti polemiche e interpellanze sul caso del ripetitore.
“La mia vuole essere una scelta di trasparenza e rispetto per le istituzioni – spiega il consigliere –. In quattro anni la Commissione non è mai stata convocata neppure una volta dalla presidenza. Rimanere a ricoprire un incarico unicamente formale, che nei fatti non è mai stato messo nelle condizioni di lavorare, non ha più senso. Preferisco fare un passo indietro e cedere il mio posto a chiunque ritenga di volerlo occupare”.
Il consigliere ci tiene però a fare una distinzione fondamentale, per evitare di generare confusione tra la cittadinanza: “Bisogna scindere i due piani della vicenda. Da un lato c’è la Giustizia Amministrativa (Consiglio di Stato e TAR), che valuta la legittimità formale dei provvedimenti. Dall’altro c’era la Commissione d’Inchiesta, il cui scopo doveva essere quello di verificare l’operato interno e le procedure amministrative svolte a suo tempo dagli uffici”.
“Purtroppo – prosegue – noto che spesso si fa molta confusione sugli atti e sui contenuti delle sentenze, trasformando questioni amministrative complesse in slogan politici che rischiano solo di disorientare i boissanesi. L’Amministrazione Devincenzi ha ereditato una gestione delicata dal passato e si sta muovendo con un unico scopo: tutelare l’Ente e la comunità da pesanti rischi economici e risarcitori, agendo con la massima responsabilità”.
“Confermo la mia totale fiducia nell’operato del Sindaco e della maggioranza – conclude il consigliere –. Continuerò a lavorare con impegno per il nostro paese dai banchi del Consiglio Comunale, basandomi sui fatti e sugli atti ufficiali, per il bene esclusivo della collettività”.
3/Il geometra Massimo Zarillo scriveva a Trucioli.it il 20 luglio 2023: “Commissione d’inchiesta voluta da me e spesso ostacolata con metodi che vado a descrivere meglio nella mia lettera…. che a oggi non è mai stata convocata ed è di fatto servita a dare un contentino temporaneo a migliaia di cittadini…Richiesta con Pec 26 agosto 2022 di inserimento all’ordine del giorno relativamente al caso del ripetitore telefonico di n. 2 interrogazioni alla Giunta, n. 2 Interpellanze al Sindaco e n. 2 Mozioni con Proposta di Delibera per istituire una Commissione d’inchiesta sul caso ‘palo antenna via Zurmagli’. Tutte respinte con più giustificazioni per il Consiglio del 6 settembre.’“Vedi ……..
IVG. del 6 maggio 2017 di Luca Berto (ufficio stampa del Comune di Loano)
Boissano 2017, Paola Devincenzi “volto nuovo” per il centro-destra.
Novità. E’ questa la parola d’ordine del centro-destra di Boissano, che in vista delle amministrative del prossimo 11 giugno ha deciso di candidare alla carica di sindaco l’avvocato quarantenne Paola Devincenzi. Dopo l’annuncio di metà aprile, questo pomeriggio è arrivata l’investitura ufficiale alla presenza del governatore della Regione Giovanni Toti e dell’assessore della Lega Nord Stefano Mai, che nell’ex sala consiliare di Palazzo Pietracaprina hanno presentato la lista che sosterrà la candidatura di Paola Devincenzi.
Insieme a loro c’erano il segretario provinciale del Carroccio, Roberto Sasso del Verme, ed il coordinatore provinciale di Forza Italia, Santiago Vacca. Ad accompagnarli il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Angelo Vaccarezza.
“Paola si propone come volto nuovo nell’orizzonte boissanese, in contatto costante con i cittadini e con progetti volti al necessario rinnovamento e alla valorizzazione delle potenzialità che Boissano offre – dicono le segreterie locali di Lega Nord e Forza Italia – Una ventata di novità che ha come obiettivo un rapporto diretto, continuo e duraturo con chi la realtà di Boissano la vive tutti i giorni e con l’entusiasmo di chi le cose le vuole fare seriamente e bene”.
L’avvocato boissanese se la dovrà vedere con Rita Olivari, sindaco uscente che nonostante i due mandati alle spalle ha deciso di presentarsi nuovamente alle urne per tentare il tris.
4/IVG (articolo non firmato)Caso antenna di via Zurmagli a Boissano, il Comune replica all’opposizione: “Nessun ordine di rimozione dal Consiglio di Stato”. Tensione dopo l’interrogazione del consigliere Mattiauda. L’amministrazione: “Procedimento ereditato nel 2021, agiamo per tutelare l’ente da ricorsi milionari”.
Boissano. “Ancora una volta la vicenda dell’antenna di Via Zurmagli viene utilizzata per alimentare una polemica politica che poco ha a che fare con il reale contenuto delle sentenze e molto con la volontà di creare confusione tra i cittadini”.

Inizia così la dura replica dell’amministrazione di Boissano a Davide Mattiauda, consigliere comunale del Gruppo Misto di Boissano, che nei giorni scorsi ha depositato “una formale e dettagliata interrogazione consiliare, con contestuale richiesta di accesso agli atti, per fare piena luce sulla gestione amministrativa ed economica del contenzioso legato alla stazione radio base”.
“L’interrogazione presentata dal consigliere Davide Mattiauda contiene infatti una ricostruzione che non trova riscontro negli atti amministrativi, né nelle pronunce del Consiglio di Stato, dimostrando come la stessa nel suo contenuto non sia stata letta, hanno proseguito dall’amministrazione. – Se davvero il Consiglio di Stato avesse ordinato la demolizione dell’antenna, come sostenuto dal consigliere, il Comune avrebbe già provveduto ad avviare il procedimento previsto dalla legge. La verità è un’altra”.
“Il Consiglio di Stato non ha disposto la rimozione dell’antenna, non ha accolto integralmente il ricorso dei cittadini e non ha confermato la piena applicabilità del Piano Antenne comunale. La sentenza afferma esattamente il contrario di quanto sostenuto nell’interrogazione: accoglie uno solo dei motivi di appello, limita l’applicabilità del Piano Antenne ad alcuni articoli e ordina al Comune di riesaminare il procedimento autorizzativo e, soprattutto, non ha attribuito al Comune il potere di anticipare decisioni che potranno essere assunte solo al termine dell’istruttoria. Questi sono i fatti. Il resto sono interpretazioni”.
“È singolare che chi rivendica con forza il proprio ruolo di controllo, non abbia ritenuto opportuno confrontare le proprie dichiarazioni con gli atti amministrativi e con il testo integrale della sentenza,prima di diffondere ricostruzioni che non corrispondono al loro effettivo contenuto e che non trovano alcun fondamento giuridico”.

“Un consigliere comunale ha il diritto di criticare l’operato della maggioranza, ma ha anche il dovere di informare correttamente i cittadini. L’Amministrazione, invece, ha il dovere di operare nel rispetto delle norme, anche quando questo richiede prudenza, rigore e tempi che il Consigliere Mattiauda preferisce liquidare come ‘lungaggini burocratiche’. La critica politica è legittima ed è parte integrante della vita democratica. Diverso è trasformare una complessa vicenda amministrativa in uno strumento di propaganda, sacrificando l’esattezza dei fatti per ottenere un facile consenso”.
“Chi oggi invita il Comune a disporre immediatamente la rimozione dell’impianto, dovrebbe assumersi la responsabilità di quanto sostiene e, soprattutto, spiegare ai cittadini chi pagherebbe le conseguenze di un eventuale ricorso della società Iliad, qualora venisse disposto lo smantellamento dell’impianto senza un valido presupposto giuridico. La risposta è semplice: sarebbe il Comune a pagare e, quindi, sarebbero i cittadini”.
“Quando si riportano i fatti occorre, inoltre, ricordare un fatto che troppo spesso viene omesso:l’attuale Amministrazione non ha autorizzato l’installazione dell’antenna. Il procedimento si è concluso nel 2021, prima dell’insediamento dell’Amministrazione Devincenzi, attraverso un meccanismo di silenzio-assenso, fonte ddi tutte le odierne contestazioni, maturato nell’ambito della gestione associata dello SUAP tra il Comune di Boissano e quello di Pietra Ligure, che tra le altre cose non ha coinvolto, né coinvolge l’organo politico né attuale, né precedente”.
“Si è trovata a gestire una situazione già esistente, generata da un procedimento ‘fallato’ conclusosi prima del proprio insediamento e, successivammente, oggetto di una complessa vicenda giudiziaria caratterizzata da decisioni contrastanti tra TAR e Consiglio di Stato”.
“Da quel momento il Comune ha fatto una sola cosa: eseguire, una dopo l’altra, tutte le decisioni dei giudici amministrativi, anche quando queste si sono rivelate tra loro profondamente diverse, riesaminando i procedimenti, quando ordinato e difendendo l’Ente quando necessario. Non ha scelto il contenzioso, ma vi è stato coinvolto e ha avuto il dovere di difendere l’Ente e le risorse della collettività. È questo il compito di un’amministrazione responsabile. La serietà amministrativa non si misura dal numero delle interrogazioni presentate o dei comunicati diffusi, ma dalla capacità di assumere decisioni corrette, anche quando sono complesse e soprattutto impopolari”.

Ritengo opportuno fare un appunto al consigliere Garrone, dimissionario dalla commissione di inchiesta sulla antenna.

Caro consigliere Garrone e maggioranza tutta, dovevate, quando vi siete resi conto dell’errore e dell’incongruenza col ritrovato piano antenne, schierarvi coi cittadini ricorrenti e lavorare attivamente per favorire lo spostamento dell’antenna su un’area congrua e comunale a beneficio di tutti.
