I panificio Raddi di Borgo Castello ha una storia che arriva da lontano. Per decenni e decenni si immedesimava in un cognome tutto loanese. Tassara, i due fratelli panettieri.


Il mondo, la civiltà, gli immigrati. Chi avrebbe mai immaginato che un giorno ai Tassara, agli ultimi eredi, sarebbero subentrati Andrea Raddi e Ciro,padre e genero. Ciro in realtà si chiama Cuevas Carrasco Reno Alexis, 29 anni.
Trucioli.it il primo marzo 2018 titolava: Loano, panetteria Tassara: dopo 117 anni nuovo gestore… L’ultima Tassara era stata Graziella, 61 anni, strappata alla vita da un male crudele (vedi…….) aveva visto l’ingresso del marito Gigi Crippa, origini a Bergeggi. Anche lui ha lasciato questa terra, la figlia, i nipoti.
Chi poteva immaginare che in quel forno storico, forse il più amato e frequentato da generazioni loanesi e simbolo della loanesità, si sarebbe fatto onore nel mondo dell’artigianato un giovane venuto da molto lontano. Andrea e Ciro cultori di produzione il cui primo obiettivo è la qualità. Negli acquisti della materia prima (farina e lieviti), nei tempi e ‘segreti’ di lavorazione e lievitazione del pane. Il panificio prediletto da chi ancora è in grado di apprezzare le caratteristiche del buon pane, genuino e sano. E dei vari derivati. Persino delle piccola pasticceria secca. Ormai siamo alla ‘modernità’, all’acquirente della massa. Davanti ai panifici, nei centri storici, si fa la coda, si prende il numero-prenotazione. C’è la corsa della massa, giovani, famiglie, alla focaccia, a porzioni di pizza. Il pranzo a buona mercato nella spesa giornaliera e della vacanza.
Andrea e Ciro panettieri come una cugina a Borghetto S. Spirito e Cairo Montenotte, hanno scelto la qualità alla quantità, ma per fortuna non sono gli unici. Anche se si contano sulle dita di una mano. Curiosa la testimonianza di un ristoratore di lunga data di Ranzi di Pietra Ligure. Ha scelto di raggiungere la panetteria di Borgo Castello perchè non ho trovato altri del settore che mi rilasciano la fattura; la ricevuta fiscale non la posso utilizzare.
C’è un altro aspetto che distingue la panetteria Raddi. Almeno nel comprensorio loanese, ma pensiamo ben oltre nella stessa provincia di Savona e non solo. Ogni mattina, per circa 4 ore, il figlio Ciro provvede a portare il pane a 35-40 clienti, attività commerciali ed alberghiere, a privati consumatori, ad anziani autosufficiente ma che abitano lontano da una panetteria. Un servizio unico per un comprensorio.
Quando si dice i giovani, gli immigrati. Ciro come suocera e moglie originari di Santo Domingo: papà di due bambine con tratti somatici dominicani. Santo Domingo la città più antica del Nuovo Mondo, la Zona Colonial protetta dall’UNESCO e la vivace capitale della Repubblica Dominicana.
Un angolo di Santo Domingo nell’antica Città dei Doria. Due famiglie italo dominicane. C’è la giovane Sasha Raddi, c’è la mamma e nonna di due nipotine. C’è Ciro che inizia la sua giornata di lavoro in prima serata per terminarla nella tarda mattina dopo aver provveduto, alla guida di un furgone, al ‘porta a porta’. E’ proprio vero che sono i cittadini stranieri, anche con una maggiore posizione sociale, a svolgere lavori che gli italiani hanno abbandonato da anni.
2/ LOANO- Addio a chi custodiva tradizioni, il dialetto, la storia di una comunità che sta scomparendo (le quasi centenarie loanesi con buona memoria parrebbe siano rimaste in due). Una di queste, che fino ad un paio di anni fa era tra le ‘memorie storiche’ di Loano di un tempo e delle famiglie di sangue loanese, era Luigina Carrara ved. Tornavacca. Per chi l’ha conosciuta il suo carisma era quello di ‘donna semplice, casa e famiglia, fede e rettitudine’. Una cittadina loanese che poteva esibire cosa rappresentava il ruolo delle famiglie che hanno vissuto di lavoro onesto e che non potevano ostentare ricchezze, ma pur sempre i risultati del lavoro, dei sacrifici, dei risparmi. Per Luigina la gioia di una figlia e due figli all’onore del mondo. Luigina che ha potuto gioire dell’orto di famiglia, tra i pochi rimasti e lavorati. Luigina, che come le famiglie di un tempo, ha vissuto potendo contare sulla presenza, nello stesso edificio, del figlio Angelo e negli ultimi anni del nipote Davide, neo papà, una gioventù di lavoro (Doria Nuoto) studio, laurea, percorso di abilitazione a commercialista. Una mosca bianca tra i giovani loanesi.
Ai funerali di Luigina quanti erano i loanesi? Oltre ai famigliari, tra essi il nipote don Giuseppe Tornavacca parroco di Balestrino, dalle stesse immagini della benedizione del feretro in piazza, possiamo indicare 7-8 concittadini. C’è da meravigliarsi che una delle ultime rappresentanti di una comunità storica non abbia mosso le coscienze di chi proprio verso i loanesi, le loro origini, meritava una presenza umana e morale. Un esempio alla nuove generazioni, per non dimenticare. Per un/una credente possiamo concludere che l’umile sapienza di Luigina saprà perdonare i cattivi/e maestri. Il celebrante don Anonello Dani potrebbe ricordarci che a Viozene paese natio quando si celebrazioni un funerale nessuno vuole mancare. La neo civiltà di Loano non coltiva solo la corsa all’apparire, all’edonismo, all’esibizionismo senza freni inibitori. Siamo passati dal benemerito e dimentica Cencin De Francesco che non perdeva un funerale, poveri o ricchi, e non per mettersi in mostra alla ricerca di vana gloria, ai concittadini senza memoria.




LOANO- LE SUORE DELLA VISITAZIONE DI CORSO EUROPA SONO RIMASTE SENZA L’UNICA CONSORELLA ITALIA. ERA LA DECANA. IL SUO IMPEGNO AL SERVIZIO SERVIZIO DELLA COMUNITA’ CONDIVISO NEL MANIFESTO FUNEBRE DAL VESCOVO BORGHETTI

