Un sindaco che da anni si trova nel mirino di un consigliere comunale di opposizione. Claudio Scajola, il ‘gigante’, contro il ‘nano osso duro’ Ivan Bracco, un ex “detective’ della Polizia che soprattutto in consiglio comunale marcia, lancia in reste, non da ieri, del primo cittadino che per la sua storia potrebbe essere definito il più ‘potente d’Italia’.
All’annuncio del dossier querela ha fatto seguito un duro confronto-scontro, e abuso di polemica, con un interrogativo: ha sbagliato il primo cittadino che si sente mitragliato (a suo dire pretestuosamente e falsamente) da dichiarazioni ‘proiettili’ a ritenere che il ‘rivale’ sia incorso in diffamazione aggravata, ovvero anche attraverso articoli di stampa. Non è difficile ipotizzare che oltre a Bracco possa finire indagato, si vedrà se imputati a giudizio. Si dovrà forse attendere un difficile tentativo di conciliazione? di rettifiche concordate con l’ausilio di reciproci difensori?
E’ davvero un errore destinare lo ‘scontro politico’ e presunto diffamatorio, in un’aula giudiziaria. Riteniamo di no. La democrazia prevede e non vieta. Anche troppe volte si dimentica che la verità giudiziaria non sempre è quella reale. Il big nazionale (ormai unico imperiese in questa veste) ricorre ad un suo diritto. Basta leggere le cronache quotidiane. Querela il presidente del Consiglio, il ministro, il parlamentare. A scendere presidente di Regione, di Provincia, sindaco, assessore, consigliere comunale. Querele con mxi richieste di risarcimento.
Perchè il sindaco Scajola dovrebbe rinunciare alla querela che costituisce a tutti gli effetti l’esercizio di un vero e proprio diritto di querela, riconosciuto e disciplinato dall’Articolo 120 del Codice Penale italiano. Si potrebbe obiettare che il consiglio comunale è anche la sede del confronto-scontro politico quando tratta argomenti di pubblico interesse. Scajola sostiene, in particolare, che siamo soprattutto di fronte a pubbliche e (gratuite?) illazioni. Un fardello di presunte illazioni si traducono in una presunta diffamazione aggravata?
L’unica cosa certa è che ‘Sciaboletta’ non deporrà facilmente la sciabola. Ed altrettanto certa la ‘lancia in resta’ dell’ex poliziotto. Gli imperiesi hanno fino ad oggi sempre premiato il ‘loro Claudio‘ che finora ha praticamente conosciuto una sola ‘professione’: politico a vita. Nonostante il lungo percorso, gli anni che avanzano e pesano, si sente ancora ‘unto dal signore’ e ci sarà pure una regione se è premiato, senza il fucile puntato, dagli elettori. Si mettano il cuore in pace. Scajola senior in plancia di comando, ieri, oggi e salute permettendo domani. Il Pd, gli antagonisti del ‘sistema Scajola’ dimostrino che è possibile abbattere il ‘sistema’.
IL SINDACO SCAJOLA – Mai avrei immaginato, nella mia vita, dopo aver ricoperto il ruolo di consigliere comunale sia di maggioranza che di opposizione, essere stato eletto sindaco per quattro mandati e aver svolto quattro legislature in Parlamento, di trovarmi costretto, con profonda amarezza, dopo tre anni di continue illazioni, a presentare una denuncia per diffamazione aggravata a mezzo stampa e attraverso i social media. Ho denunciato tutto ciò che è stato affermato nei miei confronti da un consigliere comunale. Si è trattato di una decisione sofferta, assunta non per spirito di vendetta, ma come ultimo estremo tentativo di ristabilire il rispetto delle regole e riportare il dibattito politico sui temi e sui contenuti che interessano i cittadini. L’ignoranza non può essere più essere tollerata“.
La goccia che può aver fatto traboccare il vaso, è il dibattito sull’acquisto, da parte del Comune, di una porzione della palazzina in costruzione in via San Pio da Pietrelcina, destinata a ospitare il punto cottura pasti della Seris. Nel suo intervento il consigliere del Partito Democratico, Ivan Bracco, durante il dibattito della scorsa settimana, aveva definito l’acquisto “una marchetta “, riferendosi all’operazione illustrata dall’assessora alle Finanze Monica Gatti. Un’espressione che aveva provocato l’immediata e dura reazione della maggioranza.

“L’unico commento che mi sento di fare è questo: quando un sindaco arriva a prendere la parola in consiglio comunale per annunciare una denuncia nei confronti di un consigliere di opposizione, ritengo che vi sia un problema sul piano democratico e politico. Il Consiglio è il luogo in cui si discutono i problemi dei cittadini, si confrontano idee e si assumono decisioni nell’interesse della comunità. Dovrebbe essere questo il centro del dibattito, non le vicende personali. A mio avviso, questa scelta evidenzia una grande debolezza, non solo politica ma anche umana, maturata probabilmente dopo tre anni di un’opposizione seria, rigorosa e determinata”, ha dichiarato Ivan Bracco.


3/ANTONELLO RAINESE consigliere di maggioranza attacca l’opposizione e difende la scelta del sindaco Scajola di denunciare Bracco: “Anni di attacchi alla sua persona, legittimo che si tuteli”

“Ebbene, voglio qui sottolineare, perché evidentemente molti lo dimenticano o fingono di dimenticarlo, che in democrazia governa chi è eletto dal popolo e che l’unico potere è quello che deriva dal consenso liberamente espresso – prosegue Ranise -. Il Sindaco Scajola, nell’ultima consultazione elettorale, ha ottenuto un risultato storico con una maggioranza plebiscitaria, al contrario di una minoranza mai così ridotta ai minimi termini. È quindi dovere del Sindaco e della sua maggioranza rispettare il patto con gli elettori e attuare il programma votato dai cittadini. La minoranza si è invece distinta subito, al primo consiglio comunale, per chiedere le dimissioni del Sindaco per una presunta incompatibilità. Alla faccia di un confronto politico sereno e costruttivo come da molti sbandierato.
Da qui poi un susseguirsi di denunce, esposti, delazioni, insinuazioni e sospetti a tutti i livelli, nel tentativo di delegittimare il consenso di Scajola e della sua maggioranza. Proposte concrete invece, reali proposte costruttive, salvo rare eccezioni, se ne ricordano poche. Addirittura ora si arriva a una pseudoanalisi a sfondo psicologico davvero imbarazzante, con espressioni grottesche come “ atteggiamento maniacale di controllo” ed altre amenità atte a dipingere un Sindaco isolato circondato da una maggioranza divisa e litigiosa. A questo gioco io non ci sto.
E se proprio vogliamo parlare di divisioni, ricordo che ieri in consiglio comunale il PD si è diviso su due pratiche all’ordine del giorno. Dopo anni di attacchi continui alla sua persona, all’istituzione che rappresenta, e alla maggioranza che lo sostiene, il Sindaco ha deciso di ricorrere, per la prima volta, all’autorità giudiziaria per dirimere se le accuse che gli sono state rivolte con livore configurino un danno alla sua reputazione e abbiano un intento diffamatorio. Credo che a fronte di tutto ciò tutelarsi sia più che legittimo”
