In Consiglio regionale il voto sui fondi per celebrare Pertini. Vaccarezza esce dall’aula: è (ancora) polemica. Il Pd all’attacco: “Comportamento disgustoso, lesivo dell’autorevolezza del Consiglio”. Lui segue il dibattito seduto in sala stampa. Poi torna col sacchetto: “Sono uscito per prendermi da mangiare”. Vaccarezza che non tradisce l’obiettivo di una destra divisiva.
L’ARTICOLO DI IVG.IT DEL GIORNALISTA FABIO CANESSA (tra quelli pubblicati, ASSAI POCHI, suI web) è il più completo anche se dopo poche ore era finito già negli ‘arretrati‘. Sempre meglio del Secolo XIX dove non si trova traccia.

IVG 27 LUGLIO 2026, ORE 18.50 – In Regione si vota un provvedimento su Sandro Pertini e il consigliere Angelo Vaccarezza esce dall’aula. La polemica va in scena durante la sessione estiva di bilancio e ancora una volta vede protagonisti il compianto presidente della Repubblica – al quale peraltro è intitolata la sala di via Fieschi – e l’esponente di Forza Italia che – oltre ad essere fresco di nomina a capogruppo – è anche segretario d’aula e quindi componente dell’ufficio di presidenza.
Il provvedimento in questione è un emendamento all’assestamento di bilancio presentato da Roberto Arboscello (Pd) per finanziare con 30mila euro l’organizzazione di eventi per celebrare i 130 anni di Sandro Pertini, “figura molto amata per la sua integrità, la sua coerenza e il forte e continuo richiamo ai valori della Costituzione, soprattutto negli anni difficili della lotta al terrorismo”.
L’emendamento ha ricevuto il parere favorevole della giunta Bucci ed è stato approvato a larghissima maggioranza (astenuta solo Veronica Russo di Fratelli d’Italia). Ma l’assenza di Vaccarezza non è passata inosservata e ha infiammato gli interventi dell’opposizione.
“Sono incazzato nero“, ha esordito il consigliere Dem Simone D’Angelo definendo “disgustoso” il comportamento di Vaccarezza e accusando il presidente dell’assemblea Stefano Balleari per non averlo censurato. “Una lesione dell’autorevolezza di questo consiglio regionale” secondo l’ex ministro Andrea Orlando (Pd).
Tra le fila del centrodestra è intervenuto Alessandro Bozzano (Noi Moderati) con una presa di posizione netta su Pertini: “Un esempio fulgido di persona seria, come seri dovremmo essere tutti noi che sediamo in posti importanti e dobbiamo dedicare tutti noi stessi al bene pubblico della nostra Liguria”. Poi una frecciata indiretta chiamando in causa la capogruppo di Forza Italia in Senato: “Se oggi ci fosse l’onorevole Stefania Craxi non avrebbe avuto certamente esitazione nel votare questo emendamento”.
Durante tutto il dibattito Vaccarezza è rimasto seduto nella saletta dedicata alla stampa, adiacente all’aula del Consiglio regionale. Poi è rientrato in aula con un sacchetto, spiegando che era uscito per prendere da mangiare.
Per il consigliere azzurro non è il primo “caso Pertini”. Lo scorso febbraio era scoppiata una polemica proprio nell’aula di via Fieschi perché, durante la votazione di un ordine del giorno, ha fatto una battuta fuori microfono dicendo che avrebbe telefonato al defunto presidente della Repubblica. Parole che erano state stigmatizzate proprio da Alessandro Bozzano nei giorni dello strappo con la lista civica Vince Liguria”.
2/ Il racconto di un Angelo solo contro tutti è una stupidaggine. Ripetuto da chi non legge abbastanza, non approfondisce oltre la lettura e soprattutto non segue ‘l’istruttiva, esemplare cronaca facebook di “Vaccarezza in Regione” dalla quale emerge un crescendo di ‘incontri fotografici istituzionali e di partito’. Una ‘corte’ (?) che non teme di far conoscere e condividere il ruolo e le fatiche in Consiglio regionale, nell’istituzione Regione, di un ‘superman’ da 38 anni folgorato sulla ‘via di Damasco’: Discorsi in ogni occasione utile, post immancabile a coronazione di eventi, il ruolo di ‘battitore’, la ‘corsa’ alle foto ad uso e consumo della personalità? L’attrazione, lo sfoggio. Immagini ‘personali’ dove stringe la mano a figure e servitori dello Stato di primo piano: generali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, dell’esercito italiano, prefetti e questori della provincia di Savona, ufficiali e sottufficiali sempre in divisa così come i loro superiori. Un’attrazione particolare verso gli Alpini, i loro comandanti, di ieri e di oggi. Fedele alle loro sfilate e celebrazioni, sia in città che nei paesi dell’entroterra. E ancora Vescovi, parroci, suore.
Una delle ‘specialità di Vaccarezza politico e pubblico amministratore, con incarichi anche istituzionali (vedi la fascia regionale che indossa ormai abitualmente a simbolo delle sue funzioni e di chi rappresenta) è una vera e propria ‘attrazione nel mondo del gentil sesso’ che ruota attorno sia alla vita pubblica, sia politica, ma anche di natura personale. Che siano tutte ammiratrici e seguaci non si può sostenere, sta di fatto che più di lui nessun altro politico della Liguria può esibire tanta grazia femminile.
Un ‘medagliere’ con miglia di immagini. Verrebbe da dire che “Manca solo un Papa, il Papa“, a meno che Angelo non abbia scelto l’autocensura.
LOANO ‘CITTA’ DI VACCAREZZA- Uno e trino, rispettato e temuto (manco a dirlo quanto a potere, entrature e leader).
Sono molto lontani i tempi in cui Angelo querelava due esponenti del Pd loanese (uno consigliere regionale, l’altro consigliere della minoranza). Sono lontani i tempi del battagliero dott. Maurizio Strada, personaggio della destra liberale. Tra i suoi slogan : “Loano dipendente del sistema dei Vaccarezza”. Si potrebbero aggiungere gli articoli, quasi sempre in chiave ironica, che gli riservava su Trucioli.it il loanese ‘Bellamigo’. Leggi l’avvocato Ezechiele Carrara Sutour, unico parlamentare nella storia cittadina e unico vice sindaco per poco più di un anno, nella giunta e maggioranza del sindaco Felice Elice, ex Dc. Ben presto disarcionati da tre ‘pentiti’ della lista La Palma vittoriosa alle amministrative del 1967. Dopo Elice tornò primo cittadino l’avv. Mario Rembado. Naufragò per sempre ogni velleità di dare a Loano una salutare alternanza democratica di donne e uomini, anziani con esperienza e giovani.
Loano che è tra le città della Riviera Ligure dove ha sempre governato la destra (?) e da qualche anno è sempre più forte la ‘destra destra’. Lettieri e Vaccarezza possono ‘giocarsi’ chi è il meno moderato. Basterebbe seguire le condivisioni e commenti social dei fans. Un assai recente sondaggio – di cui taciamo per correttezza la fonte- suggerisce che alle prossime comunali con l’attuale squadra al comando, la destra supererebbe il 70%. Che il Pd, nonostante viaggia sui 700 voti alle ‘politiche’ e ‘regionali’, farebbe una pessima figura. L’alternativa logica pare una lista civica di centro sinistra? Chi è disposto ad immolarsi ai ‘mattatori’ della destra destra?
Una soluzione radicale, uno scossone, ci sarebbe. Lasciare che trionfino i ‘soliti noti’ con l’unica lista di opposizione (e dunque la rappresentanza nella minoranza del parlamentino locale) messa in campo dal neo costituito ‘Comitato’ di Futuro Nazionale (Vannaccia) che potrebbe candidare sindaco il dott. Mario Oliva, famiglia loanese, e che stando ad indiscrezioni i fans che si avvicinano sono in costante crescita.
Il centro sinistra moderato di cui non si sente la mancanza con l’attuale minoranza, rinunci a presentarsi alle comunali.
Un segnale ‘chiassoso‘ (leggi mass media e mondo politico) alla comunità savonese e ligure. Si lasci che continui ad imperversare, come da decenni, la solidissima industria speculativa del cemento (senza pensar male). Alti profitti per chi può approfittare: Spa e Srl in buona parte di fuori regione come trucioli.it ha documentato. Passaporto garantito per il ‘circolo bengodi’ di una manciata di professionisti. Il ‘pieno’ di ‘seconde case’. Vuoto assoluto per i senza casa, gli sfrattati, il popolo dei meno abbienti, di chi non si è arricchito, ormai di vecchia memoria l’edilizia sociale. Più bilocali e trilocali dal centro alla periferia. Più arrivi e presenze per il consolidamento del ‘turismo di massa’, Bagni Marini affollati, lunghe file davanti a panetterie-focaccerie-pizzerie, incremento di agenzie immobiliari. Una generale convivenza con il divario tra rete stradale cittadina, parcheggi, traffico e il carico abitativo su cui incide Boissano e la frazione Verzi. Loano che può permettersi di attrarre – a beneficio della sua avvenieristica economia- il ‘turismo di Borghetto’ con quel detto “qui dormano a Loano spendono”.
Di fronte ad una corazzata di destra solo a ‘tinta liberale’, l’unica vera antagonista è la ‘destra sociale’. Per la storia dell’Italia indica una componente peculiare, complessa e radicata nel Movimento Sociale Italiano (MSI) e in correnti di pensiero che affondavano le proprie radici nel corporativismo fascista (in particolare nella Repubblica Sociale Italiana e nel Manifesto di Verona del 1943), ma che nel dopoguerra si svilupparono in una chiave critica sia nei confronti del capitalismo sfrenato, sia del collettivismo comunista. Chi ha governato Loano e la sua economia, il futuro per quel che resta tra le mura ( e non emigra per professione, impiego, lavoro) delle giovani generazioni, ha perseguito l’ideale dell’abusato in politica ‘bene comune’. Chi ha ‘baciato’ quella che viene impropriamente definita una ‘saggia politica del benessere”. Quel benessere collettivo, aggiungiamo, che con un’esperienza prossima ai 60 anni da cronisti non riusciamo a confermare da osservatori anche delle fasce meno fortunate (dal lavoro, dall’impiego, da non poche attività commerciali, alberghiere e ricettive). Viene in mente quella quarta generazione di splendidi albergatori loanesi che con coerenza hanno potenziato la professionalità dei genitori e dei nonni. Una clientela fidelizzata ma limitata a pochi mesi. Alla fine hanno scelto di rinunciare al servizio di pensione completa, poi ripiegato alla mezza pensione, ingine camera e colazione, peraltro come centinaia di colleghi del ponente ligure. Viene in mente quell’hotel 4 stelle inaugurato nel 1968, costato 8 miliardi di lire. Depotenziato a camere e colazione, apertura 4 mesi. Dagli allori dei 54 dipendenti, un’apertura annuale, si è ripiegato ai 5 dipendenti in stagione estiva. Ecco una nuova strategia di rilancio potrebbero suggerirà da esperi Angelo e Luca.
Lo scriviamo solo per nostalgia, sono discorsi superati e perfino noiosi per le nuove generazioni di cittadini savonesi. Che hanno almeno la dote di non lasciarsi attrarre da movimenti estremistici e di abituarsi alla mancanza di centri culturali che non è certamente ‘Loano che legge”. Città ricca di cultura e laureati che mettono a frutto per il bene comune. Altre eccellenze preferiscono il basso profilo rifugiandosi in siti web in salsa dialettale. Mettono in mostra Loano ieri e non già le delizie cementificazione di oggi. Non perché opportunisti semmai per innata modestia.
Angelo Vaccarezza, sommo rappresentante di una cultura tutt’altro che sociale e moderata, a Loano, nella sua provincia, in Regione, tra i partiti, è falsamente rappresentato “uno contro tutti”. Altro che ‘ cane sciolto ‘ che agisce in autonomia, rifiutando vincoli di partito, gerarchie o la disciplina di gruppo.
Il recente ‘caso Pertini’ in consiglio regionale e non è la prima volta, rappresenta l’habitat, l’humus, da più autorevole rappresentante locale della politica e delle sue istituzioni (Comune, Provincia, Regione, affiliazione in Parlamento.
Vaccarezza leader di Forza Italia non è isolato, emarginato, osteggiato, circondato da avversari nel proprio partito. Loano lo vede, non da oggi, come un esponente ‘del fare’, delle ‘decisioni alla luce del sole’, capace e libero di condurre le sue battaglie. Su alcuni fronti con rigorosa coerenza: difesa a oltranza dei titolari di Bagni Marini, difensore del turismo di seconde case, ‘cacciatore’ di ‘compagni comunisti’ e eredi che “si nascondono, travestiti, nel Pd“. Implacabile nei giudizi sui crimini dei ‘partigiani rossi‘.
Il primo fautore di un progetto, poi accolto, dell’attraversamento del territorio di Loano con binari in galleria e rinuncia alla storica stazione ferroviaria che era ai primi posti quanto a incassi in provincia di Savona. Nel parlamentino regionale si distingue nella ‘verve’ polemica contro gli oppositori “mi sembra di ascoltare dei bambini…” Oppure “non si ceda alle provocazioni della sinistra, quella dell’odio ..” (Anche della legalità?) “L’opposizione conosce solo l’ostruzionismo…”. Con quale aderenza alla realtà si può sostenere che Angelo ha perduto la sua egemonia?
Chi altro se non lui “sfida la storia” del “presidente partigiano più amato dagli italiani, rinchiuso nelle carceri del regime fascista. Già senza dimenticare che l’Italia ha vissuto un periodo storico dove ‘quasi tutti’, dai bambini in ‘divisa’ agli adulti, volenti o nolenti, c’era una vasta adesione popolare, al conformismo di massa e al profondo consenso (spesso opportunistico o fondato sul carisma del Duce) di cui il regime godette durante il ventennio fascista, prima che la catastrofe della Seconda guerra mondiale disgregasse tale fronte.
Oggi non c’è più la guerra, la strage dei nostri soldati al ‘fronte’. Oggi la presidente del Consiglio aveva proposto, non sottotraccia, il ‘Nobel per la Pace’ a Trump. E, dal ‘pianeta social loanese‘ non pochi condividevano, non da carbonari. Altri preferivano non prendere le distanze. Anche questa è Loano del terzo secolo e che lasciamo ai posteri.
Luciano Corrado


