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Liguria e Basso Piemonte

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A 230 anni dalla cruenta battaglia di Dego. Massena fece 2 mila prigionieri


Pagine di storia della Battaglia di Dego. Il ricordo a 230 anni dal cruento evento.

La Battaglia di Dego è una importante data storica combattuta tra il 14 e 15 aprile 1796  durante la prima campagna d’Italia, vide le truppe francesi guidate da Napoleone Bonaparte scontrarsi con le forze congiunte austriache e piemontesi. Lo scontro si risolse con una vittoria decisiva per l’Armata d’Italia, aprendo la strada alla conquista del Piemonte.

14 Aprile (La conquista francese): Le truppe guidate dai generali Massena e Laharpe sferrarono un violento attacco frontale contro le posizioni austriache a Dego, espugnando la città dopo aspri combattimenti.

15 Aprile (Il contrattacco e l’esito finale): Una colonna austriaca in ritardo, guidata dal generale Vukassovich, riprese temporaneamente la città cogliendo i francesi di sorpresa. Tuttavia, Napoleone riorganizzò immediatamente le sue truppe e riconquistò Dego in giornata, costringendo gli austriaci alla ritirata.

La vittoria confermò il genio tattico di Bonaparte, permettendogli di separare l’esercito austriaco da quello piemontese e consolidando il controllo francese sulla Liguria e sul Basso Piemonte.

A partire dal 1796 e durante tutta l’epopea napoleonica, il k.k.I.R. 26 combatté ininterrottamente in Italia, dal Piemonte alla Lombardia, dal Veneto alla Liguria, dall’Emilia al Friuli. I suoi soldati versarono sudore, lacrime e sangue dalle assolate pianure padane ai freddi picchi innevati delle Alpi, un legame che – sarà un caso? – verrà in qualche modo sancito nel 1814, quanto il reggimento divenne “italiano”, cioè ebbe nelle città di Belluno e Udine il proprio deposito e nei territori delle due città le proprie reclute.

Il I° battaglione dello Schroder, inquadrato nella brigata Kerpen, è dislocato nella località Magliani. Si trattò di un battaglia in cui le forze austro-piemontesi, fortemente frammentate dopo la sconfitta di Cairo Montenotte, tentarono di arroccarsi in difesa di Dego contro preponderanti forze francesi.  Assaliti di fronte e minacciati alle spalle, gli austro-piemontesi si sbandarono in poco tempo. Alcuni corsero in avanti, verso la Bormida dove vennero decimati da reparti di cavalleria; i più si gettarono in disordine nella valle delle Cassinelle restando chiusi nella “sacca” preparata dai francesi.

Pochi furono i valorosi i quali, combattendo furiosamente, riuscirono a porsi in salvo verso nord. Alle cinque della sera Massena (con una forza tripla rispetto a quella del nemico) fu padrone di Dego catturando oltre duemila prigionieri ed un considerevole parco d’artiglieria. Le perdite non sono note: sappiamo solo che il III° battaglione cessò di esistere come unità indipendente: ciò che restava fu mandato a riorganizzarsi a Mantova.

Il generale Napoleone Bonaparte, su incarico ed anche su comando del governo nella piena Rivoluzione Francese anti-monarchica ed antinobiliare, antiaristocratica, aveva l’importante compito di separare ed anche di dividere il Regno di Piemonte e di Sardegna, governato dalla celebre dinastia Sabauda, dalla alleanza politico militare con l’Impero Asburgico dello antico Sacro romano Impero. Il regno di Piemonte e di Sardegna governato dalla dinastia della famiglia Savoia ed il Sacro Romano Impero governato dalla famiglia Asburgo erano alleati sia sul fronte politico ed in modo militare contro la Francia Rivoluzionaria per impedire che le idee illuministe si diffondessero in tutta Europa ed in tutto il continente europeo.

Il paese di Dego e le sue borgate si trovarono coinvolte in due giorni di violenza e di confusione e di grande paura. Dopo duri scontri militari e dopo tanta violenza e terrore, le truppe francesi rivoluzionario misero in fuga i militari austro- piemontesi. Anche l’Associazione Napoleonica d’Italia narra l’evento nel suo sito internet.

Giorgio Toso

(pranoterapeuta)


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