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Varazze, la piaga dei camper posteggiati “alla selvaggia”, caos e liti furibonde. Da oltre 20 anni senza aree attrezzate


In un precedente articolo (Trucioli.it , 30.10.2025) mi ero occupato del contenzioso fra amministrazione comunale e gestori di parcheggio su strisce blu, sulla relativa autorizzazione e sulla ripartizione degli incassi.

di Tiziano Franzi

Ma il precoce caldo estivo di giugno, con punte che hanno sfiorato quelle di agosto, ha riproposto a Varazze (e non solo) l’annoso problema della sosta dei camper.

Il numero delle famiglie che sceglie di trascorrere le vacanze estive in camper è statisticamente aumentato negli ultimi anni. Certo, per chi ha spirito di avventura e di adattamento, ha sostituito (o alternato) il campeggio in tenda con il soggiorno in camper: maggiore comodità, sicurezza di una sistemazione più sicura, servizi di cucina e igienici a disposizione senza dovere uscire dall’automezzo, possibilità di fermarsi in aree urbane anche centrali ecc. Ma è proprio quest’ultimo punto che crea i maggiori problemi agli abitanti della località che è stata scelta dal camperista per la propria vacanza.

Durante i “ponti” festivi di Giugno in riviera si sono visti camper sostare dovunque e per molti giorni, anche (soprattutto) in aree non consentite per il parcheggio di autoveicoli.

Camper come seconde case- In molte situazioni sono stati segnalati (anche alle autorità competenti) camper che occupano un posteggio a strisce bianche (quindi senza pedaggio) in modo fisso e continuativo. Per mesi, per intere stagioni.

Molti proprietari, infatti, lasciano il proprio veicolo cabinato a Varazze anche per lunghi periodi, soprattutto nelle aree vicine alla stazione ferroviaria, tornando a casa la domenica sera comodamente in treno. Il camper resta lì, in sosta gratuita, pronto a essere riutilizzato il fine settimana successivo. Una pratica che va avanti da anni, ma che evidenzia un problema ben più strutturale. La radice della questione è chiara: Varazze non ha mai avuto un’area attrezzata per i camper. Una lacuna che permette, in assenza di divieti espliciti, la sosta ovunque. È un vuoto logistico che ha spalancato la porta a un utilizzo del territorio cittadino non regolamentato e sempre più spesso criticato e male tollerato dai residenti.

A nulla sono serviti i tentativi di porre rimedio. Emblematico il progetto – ormai abortito – per la realizzazione di un’area camper nella zona del Salice: un’iniziativa rimasta incompiuta, simbolo dell’incapacità cronica di trovare una soluzione strutturata al problema. Per anni, in modo quantomeno provvisorio, fu il campo sportivo “Pino Ferro” a fungere da parcheggio non ufficiale per i camper. Una soluzione di ripiego che oggi appare quasi surreale, ma che ha rappresentato, per lungo tempo, l’unica alternativa reale a disposizione. La chiusura definitiva di quell’area a tale utilizzo, per ovvi motivi strutturali e di buon senso, ha lasciato la città senza alcuna opzione.

Il codice della strada- Il problema non è di facile soluzione, perché spesso la polizia locale non può sanzionare con una multa tale comportamento, nè tantomeno provvedere alla rimozione del veicolo, se regolarmente posteggiato entro zone adibite alla sosta di veicoli.

Diverso è il caso di camper (ma anche veicoli) posteggiati “alla pene di segugio”, perché in tali circostanze sia la sanzione amministrativa (multa) sia la rimozione sono consentite dalla legge.

L’articolo 185 del Codice della Strada disciplina il pernottamento in camper, consentendolo se:

  • il camper poggia sulle ruote e non su supporti esterni;
  • non produce deflussi diversi da quelli del motore;
  • non occupa spazio oltre il proprio ingombro.
  • Parcheggiare il camper in un’area privata è vietato, a meno che non sia specificamente destinata a questo scopo.
  • In città, bisogna rispettare le regole generali di parcheggio e le eventuali restrizioni comunali su dimensioni, orari e pernottamento.
  • Le sanzioni per la sosta vietata vanno da 87 a 344 euro, e possono aumentare fino a 660 euro se si occupa uno spazio riservato ai disabili.
    Il su citato articolo pur consentendo, entro certi limiti, la sosta del proprio camper, presenta un’interpretazione lacunosa per quanto riguarda, ad esempio, la questione di dormire in camper.

    Il camper è un mezzo equiparato ai normali autoveicoli. Premesso ciò, la legge non vieta espressamente la possibilità di dormire nel proprio veicolo regolarmente parcheggiato.

    Dunque, stando a quanto dice l’articolo 185 del Cdssi può dormire in camper per strada a patto che l’autocaravan sia regolarmente in sosta e purché tale sosta non costituisca campeggio o attendamento

    Quindi, la legge vieta ogni comportamento che possa ricondursi al “campeggiare”. Tuttavia, come appare evidente, non chiarisce esplicitamente se si possa o meno dormire nel camper in sosta regolare e, dunque, l’interpretazione al riguardo è soggettiva, oltre che molto lacunosa.

    Le aree di sosta attrezzate: inesistenti- Il problema centrale è che Varazze (e non solo) non si è mai dotata di aree di sosta attrezzate per camper e caravan, con la adeguata fornitura di servizi (carico di acqua potabile e zone di scarico delle acque reflue, eventuale allaccio alla rete elettrica ) a fronte del pagamento di un adeguato ticket.

    Ma a Varazze non ci sono aree di sosta così attrezzate. Proprio in una città che non ha neppure silos per il parcheggio o ampie zone ad esso dedicate.

    E allora? Il caos più totale e perfino liti furibonde fra chi aspira allo stesso posteggio, che talvolta sfociano in vere e proprie risse, come accaduto recentemente.

    Oggi, come sempre,all’inizio della stagione estiva, Varazze si presenta dunque come un grande parcheggio libero per camper, privo di una regolamentazione efficace e di un piano d’accoglienza degno di una località turistica moderna.

    Da oltre vent’anni infatti non si è mai riusciti a creare un’area attrezzata per camperisti, un servizio ormai doveroso per una città che vive anche (e soprattutto) di turismo.

    Tiziano Franzi


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T.Franzi

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