L’assessore Marco Scajola ha reso noto che per la stagione estiva: “Otto treni in più, aumento del personale d’assistenza e fermate aggiuntive per cittadini e turisti. Inoltre le fermate degli Intercity: 653, 659, 675, 681, sulla relazione Ventimiglia-Milano, hanno l’aggiunta di Diano Marina e Taggia Arma, 505 (Ventimiglia-Roma)”. Ma Loano nessuna fermata. Resta solo l’Intercity 681 che ferma sabato e festivi.
di Luciano Corrado
Piccola curiosità. Sulla pagina Facebook di Marco Scajola, tra i commenti, all’annuncio di nuovi treni, il savonese Alessandro Panizza, origini a Balestrino, capostazione con laurea, già militante (e con un breve ruolo provinciale), ai tempi della Lega di Bossi, ha scritto: “Non sapevo che ci fosse di nuovo la stazione a Diano Marina“. Spieghiamo, la stazione di Diano Marina è stata trasferita nell’entroterra, a oltre 3 km dal centro, a cavallo tra i comuni di Diano San Pietro e Diano Castello. Attualmente la ‘fermata‘ è denominata semplicemente Stazione di Diano. C’è chi rivendica che la denominazione porti il nome del Comune dove c’è realmente la ‘fermata’ ovvero retrocessa da ‘stazione’.

Consultando sito: https://www.e656.net/orario/index.html nessuno dei 4 intercity citati ferma alla stazione di Loano. Forse un inizio di ‘collaudo‘ alla scomparsa della storica stazione che sarà trasferita, come semplice ‘fermata’ a Borghetto Santo Spirito (a 6 km) con la piena condivisione – documento atti e dichiarazioni pubbliche- della giunta di centro destra-destra, della maggioranza e la stessa minoranza che può annoverare un neo esponente di Fratelli d’Italia, l’imprenditore edile Giovanni Tognini.
Sono contrari i al progetto ‘binari a monte’ e soppressione stazioni i rappresentanti locali del neo partito di Vannacci, Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), la Sinistra Ingauna, la Coldiretti provinciale e regionale. Oltre al primo promotore: “Comitato Territoriale” del Ponente Ligure.
Una rinuncia alla stazione che per il sindaco leghista Lettieri (da 22 anni in sella a Palazzo Doria) libera finalmente la città dai sei passaggi a livello (come non essere d’accordo su questo aspetto, peccato che già da 30 anni si sia sempre rinunciato ad ampliare e realizzare nuovi sottopassi veicolari con finanziamenti delle stesse FS e Anas). Per Lettieri sindaco si valorizzerà il tessuto immobiliare (palazzi) realizzati sui confini a monte e a mare del tracciato ferroviario. Edifici sorti dagli anni ‘50 in poi per le esigenze dei residenti, ma non solo.
Si può aggiungere- tenendo conto dei persistenti silenzi- che i fautori dei binari a monte (c’è chi, Gianluigi Taboga, di Assoutenti, da anni propone un progetto alternativo, senza passaggi a livello, mai preso in seria considerazione dall’Amministrazione comunale se non dall’ex assessore di FI prof. Pietro Oliva) possono contare sulla condivisione di una solida maggioranza di cittadini di ogni ceto sociale. Comprese le categorie che beneficiano di un’economia che si regge soprattutto sul turismo. Tutti convinti, stando così le cose, che turisti giovani e anziani, famiglie, studenti e lavoratori pendolari, accolgano di buon grado il trasferimento della stazione (solo ‘fermata’) a Borghetto, ai confini con Toirano. Le debolissime associazioni di categoria sono: Confcommercio, Confesertcenti, Confartigianato Imprese, CNA . Entusiasmo dagli agenti immobiliari (74 agenzie), dai Bagni Marini (80), dagli artigiani e imprese edili. Quasi un brindisi che va di pari passo con il pieno sostegno, a livello regionale e provinciale, dei tre maggiori sindacati CGIL, CISL, UIL: “Le opere daranno lavoro ad almeno 500 maestranze per 5-6 anni e ne beneficerà l’intera economia locale e provinciale”. Si giustifica anche come un ‘piccolo sacrificio’ per ospiti e residenti. La voce dell’UGL:“Il sindacato ha espresso preoccupazione per il mantenimento dei servizi di mobilità e la sicurezza sul territorio, sollecitando interventi infrastrutturali concreti nel savonese e denunciando le ripercussioni negative sulla vocazione turistica del litorale“ Il sindacato di orientamento di destra e centro-destra. Nata nel 1996 dalle ceneri della CISNAL (storicamente legata al Movimento Sociale Italiano). Infine il portavoce del Movimento Indipendenza (confluito in Futuro Nazionale di Vannacci), Fabrizio Marabello, “si oppone fortemente allo spostamento a monte della ferrovia”.
Quale ulteriore dato di fatto. Si nasconde ai concittadini che milione di tonnellate di materiale di scavo dovrà essere trasportato da decine di camion che percorreranno le maggiori strade della città, diretti alle discariche che quasi nessuno comune si dichiara disposto ad accettare, a meno che Loano, per la sua parte di territorio interamente in tunnel, non ritenga di far ricorso al ripascimento dell’arenile. Loano, a suo tempo, ha cantato vittoria, perchè i binari corrono in sotterranea dopo che l’ex sindaco, ex presidente della Provincia Angelo Vaccarezza, FI, con il sostegno dell’allora ministro Claudio Scajola, da DC a FI, sono riusciti in una ‘benedetta’ notte a far modificare l’originario progetto delle Ferrovie. Salvaguardando di fatto terreni, allora coltivati, in gran parte abbandonati dall’agricoltura e con una ‘vocazione‘ edilizia grazie al prossimo Puc promesso e ripromesso in campagna elettorale, da oltre un decennio, sia nei due mandati del sindaco Pignocca (FI) e ora da Lettieri (da AN a Lega di Salvini). Assessore all’urbanistica, da tre mandati, il geom. Vittorio Burastero, indipendente e tecnico essendo anche dirigente del settore urbanistico a Pietra Ligure.
Loano conta attualmente 10.689 residenti. Negli ultimi decenni la popolazione è rimasta relativamente stabile; colmando sfratti e emigrazione di loanesi nel retroterra con chi elude l’IMU e maggiorazione dei servizi, con la residenza di un familiare nella seconda casa. Gli Nel corso dell’anno la città subisce una massiccia espansione demografica, arrivando a sfiorare le 100.000 presenze nei periodi di alta stagione turistica. Su Loano gravita Boissano, 2.598 abitanti, 606 le seconde case (dati Istat), costituiscono il 35,5% dell’intero patrimonio immobiliare del paese, che comprende in totale 1.708 abitazioni (di cui 1.102 sono le prime case e gli alloggi stabilmente occupati dai residenti). Pare ovvio che quella comunità e turisti contribuiscono anche a pesare sulla viabilità e parcheggi pubblici di Loano già alle prese con un consistente divario tra fabbisogno e afflusso di automezzi. Non ci stanchiamo di ricordare che l’attraversamento dell’Aurelia a Loano, in particolare dopo l’abolizione dei semafori, è tra i più ingolfati della Riviera.
Una città che dall’alto in basso, da destra e da sinistra, dimostra ancora una volta che le scelte strategiche (e non solo) siano arrechino concreti vantaggi per la comunità. Fatta eccezione per qualche voce isolata e ‘emarginata’. Non ci sentiamo invece emarginati come umile blog senza obblighi di riconoscenza e con modestia, coerenza. continuiamo a testimoniare una realtà socio-economica-turistica attraverso l’umile bagaglio di 60 anni di professione giornalistica. E speriamo almeno di meritare chi ci riconosce di essere senza ‘bavaglio’.
Ma saremmo ‘cattivi maestri’ del mestiere, se dimenticassimo l’impegno cristallino del loaese ing. Filippo Bonfiglietti, 91 anni, dirigente d’azienda in pensione, esperienze internazionali, scrittore (vedi Trucioli.it). Per anni si è battuto, nell’indifferenza dei suoi concittadini, sollecitando pure articoli in cronaca nazionale del Secolo XIX, affinché Loano non perda il tesoro della sua stazione in centro città. Ha proposto e documentato cosa rappresenti ai fini turistici e sociali una città che rinuncia alla sua stazione ferroviaria inaugurata, con due giorni di festa, nel 1872. L’attuale fabbricato viaggiatori fu inaugurato il 10 agosto 1936, in concomitanza con l’apertura all’esercizio del raddoppio della linea ferroviaria nel tratto tra Loano e Albenga. Peccato che servizi della RAI regionale, di altre Tv, di organi di stampa e social, dichiarazioni di politici regionali e nazionali, ripetano che tra Finale e Albenga la ferrovia corra su un solo binario. Non saremo più tra i comuni mortali quando avverrà e se le pagine di storia due secoli fa esultavano, sarà ancora la storia a fare ‘giustizia’. Non potremo neppure più assistere all’impennata del traffico, già ora infernale lungo l’Aurelia, per chi deve raggiungere la stazione di Borghetto e non si illuda i cittadini che si saranno servizi navetta che rispetteranno gli orari di arrivo e partenza dei treni? Suvvia…!
Loano poteva scegliere di diventare la perla della Riviera se avesse mantenuto linee guida di “città a misura d’uomo, le sue originarie sembianze. Un modello di urbanistica (da località di mare) che si può ammirare in altre realtà in Italia (poche) o all’estero (molte). Senza andare lontano Camoglie, Vernazza, Castiglione della Pescaia, Sperlonga, Acciaroli (Cilento), Peschici (Gargano), Polignano a Mare, Cefalù, San Vito Lo Capo, Carloforte (Isola di San Pietro), Bosa (Oristano). E località della Costa Azzurra: Il litorale del Var e le Isole, Porquerolles e Port-Cros (Isole di Hyères , Sanary-sur-Mer, Le Lavandou (e Bormes-les-Mimosas), Rayol-Canadel-sur-Mer, Villefranche-sur-Mer, Cap d’Ail & Saint-Jean-Cap-Ferrat, Théoule-sur-Mer.
Non eravamo molti, quando a furor di popolo, si bocciò il Piano Regalatore Renacco (1965-’66) che proponeva un’ Eco-città (o Green City): Modello urbano progettato per bilanciare lo sviluppo economico e sociale con la tutela e il rispetto dell’ambiente originario. Uno sviluppo urbanistico non da talebani semmai un modelli di crescita da turismo di qualità. Invece milioni di metri cubi di cemento hanno avuto come risultato il turismo di massa (non abbiamo gli spazi della costa romagnola) che più massa di così non può essere. Ha causato la ‘morte’ di un centinaio di attività alberghiere tradizionali e di conseguenza almeno due mila posti di lavoro non occasionali. Le famiglie più agiate che avevano acquistato una seconda casa o l’hanno venduta o l’affittano a turisti ‘mordi e fuggi’ (una settimane, due). Le ville dalla fascia costiera alla periferia trasformata in bilocali e trilocali. Chi ne ha tratto vantaggio?
Luciano Corrado
15 GIUGNO 2026- TRASPORTI, AL VIA L’ORARIO FERROVIARIO ESTIVO. ASSESSORE REGIONALE SCAJOLA: “OTTO TRENI IN PIÙ, AUMENTO DEL PERSONALE D’ASSISTENZA E FERMATE AGGIUNTIVE PER CITTADINI E TURISTI”
GENOVA. “Abbiamo potenziato il servizio nelle fasce serali e notturne e aggiunto fermate in varie località andando così incontro alle esigenze di cittadini e turisti che, durante la bella stagione, si muoveranno per la nostra Liguria”. Così l’assessore regionale ai Trasporti Marco Scajola nel commentare il nuovo orario ferroviario estivo entrato ufficialmente in vigore e valido fino al 27 settembre.
In totale saranno otto i convogli aggiuntivi per ogni weekend con un significativo aumento delle possibilità di muoversi durante la notte tra Sestri Levante e La Spezia Migliarina, Recco e Sestri Levante, Savona e Ventimiglia e viceversa.
Verranno inoltre aggiunte fermate a Genova Vesima, 19 dal lunedì al venerdì, 27 il sabato e 39 i festivi, e Cavi di Lavagna, 25 dal lunedì al venerdì, 37 il sabato e 37 i festivi. Diventerà strutturale l’introduzione della fermata di Sori al treno regionale in partenza alle 7:54 da Recco direzione Genova Voltri e verranno aggiunti due treni il sabato e la domenica mattina rispettivamente in partenza da Genova Piazza Principe alle 9:58 (direzione Sestri Levante) e alle 9:14 (direzione Savona). Trenitalia aumenterà le fermate degli Intercity: 653, 659, 675, 681 sulla relazione Ventimiglia-Milano con l’aggiunta di Diano Marina e Taggia Arma, 505 (Ventimiglia-Roma) e 510 (Salerno-Torino) fermeranno anche nella stazione di Monterosso. Dalla stessa azienda verrà potenziata, infine, l’assistenza nelle principali stazioni con 25 impiegati aggiuntivi e la disponibilità di bus nei fine settimana utilizzabili in caso di necessità.
“Otto treni in più e una serie di fermate aggiuntive, dei regionali e di alcuni intercity, testimoniano il riguardo costante posto dalla Regione Liguria nei confronti di chi sceglie il treno come mezzo per spostarsi – prosegue l’assessore Scajola -. Insieme a Trenitalia abbiamo predisposto un piano che potesse integrarsi al meglio con i fondamentali treni del mare, 39 ogni weekend da aprile, e con i Cinque Terre Express, partiti a marzo, con nove nuovi prolungamenti fino a Sestri Levante. Grande attenzione verrà data anche all’assistenza con 25 risorse aggiuntive impiegate dall’azienda ferroviaria nelle principali stazioni e la predisposizione di bus nei fine settimana per sopperire a eventuali carenze. Ai grandi lavori infrastrutturali in corso che, da ponente a levante, stanno cambiando e cambieranno le ferrovie liguri, affianchiamo una programmazione attenta e il più vicina possibile alle esigenze delle persone. A testimonianza di ciò, in chiave di mobilità e turismo, stiamo anche continuando a implementare il nostro supporto, con treni extra, nei confronti dei Comuni che organizzano manifestazioni dal forte richiamo di pubblico e lo faremo durante tutto il corso dell’estate”.
COMMENTO AL POST ANNUNCIO DELL’ASSESSORE SCAJOLA

IL 6 GENNAIO SCORSO TRUCIOLI.IT AVEVA PUBBLICATO
Benvenga il treno serale da Milano Centrale a Ventimiglia ma mi preme ricordare che questo treno c’è sempre stato (si chiamava 2198) almeno fino alla fine degli anni novanta e, nonostante allora la linea fosse tutta a binario unico, era in servizio tutti i giorni della settimana. Oggi, con tutti i milioni spesi in tecnologia e raddoppi vari, spacciare come conquista un treno per Ventimiglia che circola solo due sere alla settimana mi sa tanto di presa in giro.
Rimane inaffrontato invece il problema) più volte segnalato dai vari comitati) delle fermate alternate ai regionali lenti: con la riduzione del numero complessivo delle stazioni e la loro conseguente rarefazione, questi treni dovrebbero fermarsi in tutte le località in modo da permettere anche agli utenti di quei luoghi di avere un servizio realmente fruibile.
L’esempio più evidente lo abbiamo a Borghetto e Ceriale dove i treni si fermano alternativamente, col risultato che se parto da Ceriale per Savona non è detto che al ritorno fermi di nuovo lì e non a Borghetto. Con l’attuale sistema il servizio nelle piccole fermate e di un treno ogni due ore per ogni senso di marcia. Non è un gran servizio oggettivamente.
Resta anche irrisolto il problema del rientro serale da Genova per i lavoratori: il treno 3380 da Brignole (ore 17:35) a Ventimiglia (20:03) è sempre strapieno almeno fino a Savona. Visto che con i nuovi materiali il numero di posti è fisso, occorrerebbe un ulteriore servizio in quella fascia oraria. Queste sono le cose di buon senso che chiedono coloro i quali usano quotidianamente il treno per spostarsi, spesso inascoltati dalla politica delle inaugurazioni e del taglio nastri.
Ebbene Trucioli.it ha seguito eventuali sviluppi. Ovvero se alle Ferrovie i sindaci, consiglieri provinciali e regionali, forze politiche e sindacali- dalle stesse località più penalizzate- si fossero fatti portavoce, parte diligente. Zero, zero, zero. Anche questa è la politica dei nostri politici che ci chiedono il voto per ‘sacrificarsi’ a vantaggio della comunità savonese.
