Ai giovani dell’entroterra, in particolare quello montano del Ponente ligure, quali prospettive di vita, lavoro e futuro? Se fino ad oggi, da 20-30 anni, non si è riusciti a frenare lo spopolamento, cosa propone ‘Orientamenti Summer’ della Regione Liguria? Trucioli.it, da 13 anni, non ha mai cessato di denunciare la crisi ‘sistemica’ e sostenere l’urgenza di programmare e pianificare interventi draconiano dello Stato e della Regione, in particolare.
di Luciano Corrado
“Contro lo spopolamento serve una nuova legge nazionale per rilanciare la montagna”. Si legge in studi di Università.
Per affrontare il ‘tracollo endemico‘ abbiamo sostenuto, per anni sul Secolo XIX e Gazzetta del Lunedì, che i paesi montani si stavano avvitando su un “declino demografico” che avrebbe comportato anche l’abbandono del patrimonio immobiliare (oggi, ci ripetiamo) il 70–80 per cento di case -edifici famigliari sono vuoti e sempre più fatiscenti).
E solo la dichiarazione dello ‘stato di crisi‘ – una sorte di piano Marshall- avrebbe rappresentato quantomeno un freno alla fuga migratoria e alla necessità di attrarre investimenti strutturali, dunque occupazione e forza lavoro, anche attraverso forti incentivi al trasferimento di aziende e nuove attività imprenditoriali.
Chi se non la classe politica e quella al potere a livello nazionale e regionale, provinciale, dovevano scongiurare il ‘baratro”? Non si è corsi ai ripari anche per interessi elettorali. Un’intera vallata non ‘possiede’ elettori quanto un solo quartiere di una città. Così ha sempre prevalso la terapia ad ‘Aspirine’, la miopia, di fronte ad una realtà, purtroppo, di diffusa rassegnazione popolare, ma anche carente sensibilizzazione da parte dei media liguri e nazionale, dalle Tv, ai quotidiani con pagine di cronaca ligure, agli stessi web provinciali.
Sostegno con una costante politica strategica e non affidata, nella realizzazione, ai politici di turno, a molti incompetenti, bravissimi a elargire o pontificare ‘mance’ ed esibizioni auto-promozionali per tornaconto elettorale che consente indennità mensili ed annuali che pochi altri mestieri e professioni possono garantire. Ma l’aspetto economico- finanziamenti pubblici capaci di attivare investimenti privati- non sarebbe una dissipazione di risorse pubbliche se fossero propedeutiche al rilancio dei paesi e borghi del nostro territorio montano. I risultati con fuga verso le città dei giovani, a picco i residenti, di conseguenza nuova edilizia e ristrutturazioni al palo, bilanci comunali sempre più in difficoltà e risicati.
Da una vallata all’altra, abbiano un rete di strade provinciali e comunali che risalgono ai primi anni del secolo scorso, i tracciati risalgono all’ ‘800. Un altro esempio significativo non lontano nel tempo. Il governo della Regione, con Toti prima e Bucci ora, ha erogato finanziamenti a singoli Comuni della fascia costiera -con bilanci in attivo per milioni- somme che equivalgono, se va bene, ai cifre erogate a tutti i comuni montani di ogni singola provincia: Savona e Imperia.

Trucioli.it ha citato il caso, non unico, del Comune di Pietra Ligure che ha ottenuto dalla Regione per progetti vari 13.651.197 euro (circa 13,6 milioni) in un periodo di 5 anni. La città che solo di multe,da autovelox, ha incassa 1,3 milioni di euro. E ancora, non un caso unico, l’avanzo di bilancio per quasi 8 milioni. Non tutto l’avanzo è utilizzabile liberamente: una parte deve essere accantonata per legge (es. per il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità) e può essere sbloccata solo se si verificano le condizioni specifiche per cui era stata accantonata. Tutti gli enti comunali, in queste condizioni, utilizzano, si direbbe gli ‘spiccioli’, per elargire somme a pioggia ad associazioni, eventi, feste, ricorrenze, persino all’Arma dei carabinieri (stazioni locali) che dipendono dal ministero della Difesa.
Va ancora meglio per i parcheggi pubblici a pagamento (solo a Andora sono gratuiti ). Un altro esempio? I park, ad Alassio, generano un giro d’affari annuo di circa 1,3 milioni di euro. C’è chi calcola che nella Riviera di Ponente la somma si aggiri sui 50-55 milioni di €.
Un confronto? Il bilancio di previsione finanziario del Comune di Aquila d’Arroscia – ‘baciato’ da erogazioni regionali e provinciali per opere pubbliche e il più leghista alle votazioni- ammonta complessivamente a un pareggio di competenza di circa 1,5 – 2 milioni di euro per annualità, comprendente le spese correnti per i servizi essenziali e quelle per gli investimenti sul territorio. Il bilancio di Pieve di Teco ‘capitale’ della Valle Arrocia, si aggira sui 2 milioni di euro per la gestione delle spese correnti e degli investimenti dell’ente.
La Regione Liguria ha attivato diverse misure a sostegno di chi apre nuove attività nei borghi e nelle aree interne. Il pacchetto di incentivi, gestito tramite la rete di Camere di Commercio e FILSE, prevede contributi a fondo perduto fino a 3.600 euro annui (300 euro al mese) per una durata massima di 5 anni. Un sostegno che si basa su quali analisi socio-economiche? Su quali studi previsionali? Ci sono altre regioni d’Italia che hanno già adottato questa strategia e con quali risultati?
Conosciamo i risultati positivi, sotto ogni aspetto socio-economico, della Provincia Autonoma di Bolzano che persegue lo sviluppo della montagna attraverso un’ampia autonomia legislativa, puntando sul sostegno all’agricoltura di montagna (tramite il Programma di Sviluppo Rurale), sulla pianificazione dei servizi e del territorio, sulla tutela dei masi chiusi e su massicci investimenti nelle infrastrutture turistiche e di mobilità.
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- Sostegno ai masi chiusi (geschlossener Hof): Un’istituzione storica fondamentale per evitare la frammentazione dei terreni agricoli, tutelando l’unità indivisibile del maso montano e garantendo il ricambio generazionale.
- Programmi di Sviluppo Rurale (PSR): Sfruttando i fondi europei, la Provincia eroga contributi mirati per compensare gli svantaggi naturali degli agricoltori che operano in alta quota, favorendo la cura del paesaggio e la zootecnia.
- riclassificazione come Comuni Montani: Il Governo italiano ha riconosciuto tutti i 116 comuni altoatesini come ufficialmente montani, garantendo l’accesso ad agevolazioni strutturali per investimenti, attività produttive e agricoltura.
- Programmi di Sviluppo Comunale: Istituiti per combattere lo spopolamento, permettono ai (es. colpiccoli comuni di fare rete per creare infrastrutture adeguate e rilanciare i servizi essenziali.
Si dirà, l’Alto Adige gode di uno statuto speciale. Ma la Lega, quasi sempre al governo nazionale, dopo la seconda Repubblica, non ha sempre sostenuto più autonomia per Regioni e province? Non ha urlato a ‘Roma ladrona‘? Non ha promesso che tra gli obiettivi primari c’era il sostegno alle comunità montanare? Cosa è cambiato, per la montagna, con il governo più duraturo dal dopoguerra? Dal 1945 a oggi si sono succeduti 68 governi guidati da 31 diversi Presidenti del Consiglio.
Eppure il periodo di massimo boom e crescita dell’Italia si colloca storicamente tra il 1958 e il 1963, un’era nota come il “Miracolo Economico”. In questo breve lasso di tempo, l’Italia si trasformò radicalmente da Paese prevalentemente agricolo in una moderna potenza industriale, oggi in pesante sofferenza anche a causa del libero mercato. L’agricoltura, dalla piana alle montagne, è la più penalizzata.
Allora, sviluppo e benessere, governati da esponenti della Democrazia Cristiana (DC), nonostante abbiano dato vita a ben 5 governi diversi durante la Terza Legislatura. Presidenti del Consiglio, in successione, Fanfani, Segni e Tambroni.
La successiva ‘transizione’ è avvenuta non solo attraverso le elezioni, ma soprattutto con continue ricomposizioni interne ai partiti e alle coalizioni, cambi di casacca di deputati e senatori.
Non abbiamo idea di quanti telespettatori seguono la 7, unica televisione nazionale finora rimasta indipendente dagli interessi di partito e potentati economici. Ebbene in prima serata, negli approfondimenti giornalistici, mette a confronto le promesse elettorali e non, gli impegni assunti, dal dicastero Meloni e dai vari schieramenti della maggioranza e la coerenza. Idem per quella dei partiti all’opposizione.
Emerge un pagella di gran lunga deludente, dall’economia all’ordine pubblico, dalla giustizia al continuo varo di nuove leggi: dal depotenziamento del controllo della Corte dei Conti, ai vuoti in organico di giudici e pubblici ministeri, ai vuoti del personale amministrativo ed apicale, sempre della Giustizia, per arrivare ai vuoti negli Ispettorati del Lavoro (altro che polemiche sui morti). Persino ad una provincia, Savona, unica in Italia, senza carcere da dieci anni. Carceri sovraffollate e a zero nuova edilizia carceraria, con i giudici che mettono in libertà condannati o arrestati per reati minori perché gli istituti di pena sono esauriti.
La RAI del governo, le TV di Berlusconi, i quotidiani di destra, hanno ignorato la notizia che a causa di un pesante sottodimensionamento della pianta organica, l’ufficio dei Giudici per le Indagini Preliminari di Napoli, con ampie zone sotto il dominio della Camorra, ha accumulato un enorme arretrato, lasciando inevase oltre mille richieste di misure cautelari e rendendo difficoltoso procedere speditamente con gli arresti. Sicuramente senza precedenti in Europa.
L’Italia primatista europea nell’evasione fiscale (dati ufficiali: lavoratori dipendenti e pensionati versano circa l’80-83% dell’intero gettito IRPEF nazionale. Come non bastasse in quattro anni la maggioranza che sostiene il governo Meloni ha introdotto circa una ventina di provvedimenti ascrivibili all’ambito dei condoni, sanatorie e tregue fiscali tra la fine del 2022 e i successivi anni della legislatura. Si tratta di misure che hanno spaziato dalla depenalizzazione di reati tributari minori, agli sconti per le controversie con il Fisco. Un’evasione oggi valutata in 117 miliardi (in crescita con il centro destra) ai danni dei finanziamenti alla Sanità Pubblica, al mondo della scuola e ricerca, alla carenza di 20-22 mila vuoti nelle Forze dell’Ordine, agli aiuti alle fasce deboli della società.
Nessuna persona che abbia memoria ed interesse può sostenere che le cose andavano meglio con i governi di centro sinistra e da ultimo quelli con M5S, Lega, Pd alleati. Semmai ci si attendeva una salutare svolta con la destra solida nella maggioranza e con quasi 5 anni di potere. Nessuna lotta serie al cancro dell’evasione fiscale, nessun provvedimento efficace sul fronte della sicurezza e dell’immigrazione illegale. La lotta alla corruzione del governo Meloni è stata ritenuta disincentivata da enti come Transparency International e da diverse Procure attraverso specifiche riforme legislative e interventi di depenalizzazione. Vedi abolizione dell’abuso d’ufficio (spesso primo gradino per scoprire reati ben più gravi). Limite alle intercettazioni che ha ridotto le potenzialità investigative per i reati contro la Pubblica Amministrazione. Revisione del Codice degli Appalti: innalzamento delle soglie per gli affidamenti diretti e la semplificazione delle procedure. Riduzione dei controlli: Misure volte a circoscrivere l’intervento e i poteri di controllo della Corte dei Conti sulla responsabilità erariale e sulla gestione dei fondi.
La provincia di Imperia presenta una situazione di forte vulnerabilità sociale ed economica. I dati evidenziano un’economia fragile caratterizzata dal reddito disponibile più basso della Liguria, una diffusa disuguaglianza e criticità occupazionali. La popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale, è passata dal 13,8% del 2024 al 19,7% del 2025, mentre la media nazionale è scesa dal 23,1% al 22,6%.
Nel Savonese il rischio povertà ed esclusione sociale era ferma al 13,8%. Ma nel 2025 il dato è salito al 19,7%: in un anno è stato registrato un incremento del 5,9%. Lo mettono in evidenza i dati Istat, fotografando una situazione da allarme sociale, circa il 19% della popolazione vive con l’angoscia di finire in povertà o esclusione sociale.
Luciano Corrado
COMUNICATO STAMPA DELLA REGIONE-12 GIUGNO 2026- REGIONE LIGURIA LANCIA L’EDIZIONE 2026 DI ORIENTAMENTI SUMMER. FERRO E SCAJOLA: “9 TAPPE DALLA COSTA ALL’ENTROTERRA PER SUPPORTARE I RAGAZZI NELLA SCELTA POST SCUOLA MEDIA”
GENOVA. Scegliere il percorso dopo la scuola media è uno dei momenti più importanti nella crescita di un ragazzo e coinvolge direttamente anche le famiglie. Per accompagnare studenti e genitori in questa decisione, dal 17 giugno al 15 luglio torna Orientamenti Summer, il ciclo di incontri gratuiti promosso dalla Regione Liguria nell’ambito di Orientamenti – #Progettiamocilfuturo.
L’iniziativa prevede 9 tappe distribuite in tutta la Liguria, dai capoluoghi alle aree interne, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti per orientarsi tra i percorsi di studio e formazione disponibili e affrontare con maggiore consapevolezza una scelta cruciale per il futuro scolastico e professionale di ciascuno.
Dopo aver coinvolto oltre 3.000 studenti e genitori nell’edizione 2025, Orientamenti Summer confermerà la propria presenza capillare sul territorio, raggiungendo non solo i principali centri urbani ma anche realtà dell’entroterra, per garantire pari opportunità di accesso ai servizi di orientamento.
“L’orientamento è una leva strategica per contrastare la dispersione scolastica e aiutare i giovani a costruire percorsi coerenti con le proprie aspirazioni – dichiarano il vicepresidente e assessore regionale alla Formazione Simona Ferro e l’assessore regionale alla Programmazione del Fondo Sociale Europeo Marco Scajola -. Con Orientamenti Summer portiamo questo servizio non solo nei capoluoghi, ma anche nelle aree interne della Liguria, perché crediamo che ogni ragazzo debba poter accedere alle stesse opportunità di informazione e supporto, indipendentemente dal territorio in cui vive. I dati delle passate edizioni confermano quanto le famiglie sentano il bisogno di strumenti e occasioni di confronto su questi temi. Grazie alle risorse FSE continuiamo a investire in iniziative gratuite e diffuse su tutto il territorio regionale, affinché ogni ragazzo possa costruire il proprio percorso partendo da una scelta consapevole e informata”.
Gli incontri saranno condotti da specialisti ed esperti e prevedranno momenti dedicati sia ai ragazzi sia alle famiglie. Per gli studenti sarà l’occasione per approfondire interessi, attitudini e opportunità formative; per i genitori, un momento di confronto utile per comprendere come accompagnare i propri figli in una scelta delicata ma fondamentale, offrendo ascolto, supporto e informazioni corrette sui percorsi disponibili.
Questo il calendario completo, con inizio di ogni appuntamento previsto alle ore 18:
• 17 giugno – Masone (GE)
• 22 giugno – Genova
• 25 giugno – Savona
• 29 giugno – La Spezia
• 1 luglio – Imperia
• 1 luglio – Beverino (SP)
• 6 luglio – Cairo Montenotte (SV)
• 8 luglio – Chiavari (GE)
• 15 luglio – Dolceacqua (IM)
Le iscrizioni sono aperte sul sito di Orientamenti. La partecipazione è gratuita. www.orientamenti.regione.liguria.it
LA STATISTICA PUBBLICATA DAL SECOLO XIX NON TIENE CONTO DI DUE FATTORI QUANTOMENO NELLE PROVINCE DI SAVONA E IMPERIA. ORMAI NELLE CITTA’ STANNO RAGGIUNGENDO PERCENTUALI RECORD L’ASSENZA DI ALLOGGI IN AFFITTO AI RESIDENTI. SOLO SECONDE CASE E AFFITTI STAGIONALI O BREVI. SIA PER LE GIOVANI COPPIE, SIA PER LE FAMIGLIE E GLI STESSI ANZIANI. DA QUI LA NECESSITA’ DI TROVARE SBOCCO NELL’ENTROTERRA. C’E’ POI LA REALTA DEI CITTADINI STRANIERI RESIDENTI.
In provincia di Savona sono 23.905 cittadini stranieri residenti, che rappresentano l’8,9% dell’intera popolazione provinciale (267.064) abitanti. Si calcola che oltre l’85 per cento abitino nell’entroterra. Ci sono scuole elementari dove su una classe gli scolari italiani siano due, tre, quatro.
In provincia di Imperia risiedono circa 30.457 cittadini stranieri. Rappresentano il 14,5% dell’intera popolazione provinciale (210 mila) la percentuale più alta registrata in tutta la Liguria, con una divisione di genere quasi perfettamente bilanciata. Si calcola che oltre l’75-78 per cento abitino nell’entroterra. Anche in questo caso le scuole elementari dove su una classe gli scolari italiani siano due, tre, quattro.

C’è un fenomeno che cresce da anni in Liguria, quello del ritorno dei residenti (o dei loro discendenti) sulla montagna della regione e che fa il paio con la crescita del turismo. Non solo spiagge, non solo coste, ma anche l’entroterra, anche quando è più impervio e isolato.
