L’antica Liguria: uomini, donne, attività. «È la Liguria terra leggiadra»
di Teodora
Così scriveva Vincenzo Cardarelli e proseguiva: «il sasso ardente, l’argilla polita» … ma nell’immaginario antico, e nella realtà, proprio leggiadra non era; sassosa, però, sì, su questo gli autori concordano e insistono: i Liguri faticavano e lottavano per ricavare un magro raccolto:
«Abitano una terra sassosa e del tutto sterile e trascorrono un’esistenza faticosa ed infelice per gli sforzi e le vessazioni sostenute nel lavoro. E dal momento che la terra è coperta d’alberi, alcuni di costoro, per l’intera giornata, abbattono gli alberi, forniti di scuri affilate e pesanti, altri, avendo l’incarico di lavorare la terra, per la maggior parte non fanno altro che estrarre pietre […]; infatti con gli arnesi non sollevano nessuna zolla che non contenga almeno una pietra. Ed essendo una tale fatica nei loro lavori, con la costanza hanno la meglio sulla natura, anche se, avendo faticato parecchio, ne ricavano pochi frutti».
L’autore –Diodoro Siculo, I sec. a.C.– prosegue fornendo un lusinghiero ritratto dei Liguri antichi, vigorosi e frugali, aiutati da donne altrettanto valide: «A causa del continuo lavoro fisico e della scarsezza di cibo, si mantengono nel corpo forti e vigorosi. In queste fatiche hanno le donne come aiuto, abituate a lavorare nel medesimo modo degli uomini».
Non cresceva il grano il Liguria e a quel tempo non si coltivava ancora l’ulivo, ben poco la vite: il geografo Strabone (60 a.C. – 24 d.C. circa) definisce il vino ligure «scarso, resinato e aspro» e racconta: «I Liguri vivono per lo più di carne ovina, di latte e di una bevanda d’orzo».
Ancora più sconfortanti le notizie che ci tramanda Diodoro:
«Vanno continuamente a caccia, con la cui pratica, catturando molti animali, controbilanciano la penuria di frutti. Alcuni per la scarsezza dei frutti della terra non bevono altro che acqua, mangiano carne di bestie sia domestiche sia selvagge, e si nutrono delle erbe che crescono nella regione».
Tuttavia, i Liguri portavano all’emporio di Genova animali, pelli, miele, legname abbondante e ottimo per la costruzione di navi, e ricevevano in cambio olio di oliva e vino provenienti dall’Italia.

Oltre che esperti marinai, capaci di spingersi verso il Mare di Sardegna e il Mar Libico (come mercanti ma anche come insidiosi pirati che assaltavano le navi cariche di beni preziosi dirette verso Μασσαλία, l’attuale Marsiglia), erano abili nei combattimenti: «talvolta un Gallo grande e grosso, avendo combattuto da solo per sfida con un Ligure assai esile, venne da questo battuto» (Diodoro).
E che dire dell’abilità con la fionda?
«Alcuni Liguri tirano con la fionda così bene che, quando vedono parecchi uccelli, stabiliscono tra di loro quale ciascuno debba prepararsi a colpire, perché sono convinti di colpirli facilmente tutti» (ps. Aristotele, III sec. a.C.).
E ancora a proposito delle donne liguri: «le donne partoriscono mentre lavorano e, dopo aver lavato con l’acqua il bambino, subito zappano, scavano e fanno gli altri lavori che avrebbero dovuto fare anche se non avessero partorito» (ps. Aristotele).
A conferma, un episodio narrato da Diodoro: «Lavorando uomini e donne a giornata, fianco a fianco, accadeva ad una donna un fatto particolare e paradossale secondo la nostra mentalità. Infatti, essendo incinta, presa dalle doglie raggiunse alcuni cespugli senza turbarsi; in questi diede alla luce il figlio e, avendolo avvolto con fronde, lo nascose lì, mentre lei, riunitasi a quelli che continuavano a lavorare, sopportò con essi la medesima fatica, senza accennare nulla dell’accaduto. Divenuto il fatto noto per il pianto del bimbo, in nessun modo il sovrintendente la poteva convincere a sospendere il lavoro; né lei desistette dalla faticosa occupazione finché il datore di lavoro, preso da pietà, le diede il compenso pattuito e la esonerò dal lavoro».
Non vi strappa un sorriso questa donna che, con spirito ostinato, pratico e disperato, continua a lavorare (se no, come potrebbe mantenere il figlio?) e da brava Ligure smette solo dopo aver incassato la paga?
Insomma, è tutto d’oro il ritratto degli antichi Liguri? Non proprio: qualcuno spietatamente lì definì inliterati mendacesque
incolti e bugiardi… ma questo alla prossima puntata.
