Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Il vescovo di Alba e il messaggio pasquale: “Chi viene qui per lavorare non trova casa. Non può essere una città per soli turisti”. Nella Riviera ligure è un vero dramma, eppure silenziato


Il vescovo di Alba Brunetti: “Sosteniamo il valore dell’accoglienza non solo ai connazionali, ai migranti, a chi lavora e cerca casa in affitto. Bussano alle nostre porte. La Caritas garante per i canoni d’affitto”

Il Papa e il vescovo Brunetti

Monsignor Marco Brunetti, ha affrontato ai microfoni di Radio Alba nell’abituale appuntamento del Venerdì Santo, ospite di Dieghito e del suo contenitore di informazione.

La Pasqua è il momento più giusto per invocare la pace – ha spiegato il vescovo – ma io credo che dobbiamo anche compiere dei piccoli gesti di pace quotidiani, perché noi non siamo al tavolo di chi può disporre delle grandi decisioni. La pace si costruisce giorno dopo giorno anche con piccoli gesti”.

Da qui l’appello di monsignor Brunetti“Anche nel nostro piccolo abbiamo bisogno in qualche modo di sostenere il valore dell’accoglienza e il valore anche delle persone che vengono ad Alba non solo per fare i turisti, ma anche magari per lavorare e normalmente non trovano casa. Ecco, il mio appello è quello di metterci tutti insieme e provare a mettere a disposizione anche eventuali alloggi sfitti. La Caritas diocesana si può far garante per il canone d’affitto in modo tale che tanti immigrati che trovano lavoro qui nelle nostre zone possano anche trovare un tetto dove poter fare una doccia, dove poter vivere pagando un equo canone come è giusto che sia, perché Alba non può essere una città per soli turisti”.

Forse c’è un po’ di paura – ha proseguito Brunetti –, magari non tutti si sentono così garantiti. Altri magari sanno che gli affitti brevi possono rendere molto di più, no, e quindi dare molte meno preoccupazioni (…). Cerchiamo però di aprirci anche a questo perché il problema è ingente. Non basta la primavera che sta arrivando, per pensare che non ci sia più il problema dell’emergenza freddo. Il nostro dormitorio della Caritas è sempre pieno, così pure quello messo a disposizione dal Comune con il quale si sta cercando di collaborare e si sta cercando di trovare anche delle soluzioni insieme anche col consorzio socioassistenziale, ma non basta. Cerchiamo di mettere tutto quello che abbiamo”.

Chi sono i destinatari di questo appello?, la domanda del conduttore. “Perlopiù coloro che hanno così la possibilità di mettere a disposizione degli alloggi e magari li tengono chiusi, sfitti perché non si sentano così garantiti. E però se noi pensiamo a questi lavoratori, questi soprattutto migranti che continuamente bussano alle nostre porte, credo che sia c’è da aprire il cuore, e in questo caso anche le porte. Noi come Diocesi abbiamo cercato di farlo, lo stiamo facendo, abbiamo già diverse canoniche che sono occupate, dove possiamo occupiamo, stiamo preparando anche nella canonica di San Cassiano altri alloggi, cioè cerchiamo di fare il possibile. Ecco, se tutti quanti facciamo un piccolo sforzo, io credo che Alba abbia tutte le capacità per rispondere e dare un significato anche a questo problema così importante per la nostra città che è l’emergenza abitativa”.

NOTA DI TRUCIOLI.IT – Un ricordo, a Loano, del compianto don Alessandro Ranoisio  (1940-2002). Il Comune gli ha intitolato un’area (giardino/largo). Primo parroco della chiesa di San Pio X, nel contesto del 50° anniversario della parrocchia nel 2023. Ranoisio, originario di Dolcedo, ha utilizzato la rivista Il Cupolone inviato ai capifamiglia della città in sintonia con la parrocchia San Giovanni, per scrivere ripetutamente articoli in cui denunciava e biasimava che nella Riviera presa d’assalto dalle seconde case stavano scomparendo gli alloggi in affitto per i residenti e le giovani coppie che non potevano permettersi l’acquisto. Don Ranoisio non si è perso d’animo. Ha graduato nel tempo, i suoi appelli. E’ stato intervistato più volte dal Secolo XIX – redattore Luciano Corrado, compagni di Seminario-. Nessun risultato concreto. Piccole eccezioni. Don Alessandro dopo un colloquio con il vescovo di allora si è ‘dimissionato’ dalla parrocchia per un’altra. La sua battaglia aveva indispettito più di un sindaco, di un politico, di un imprenditore (‘Noi diamo lavoro a tanti operai, produciamo sviluppo e benessere e lui ci critica, ma non è colpa nostra se i Comuni non condividono per motivi loro l’edilizia popolare negli strumenti urbanistici e, dove è prevista, ignorano’). Non abbiamo molte certezze, per quanto si legge sui media e social, che il problema affrontato nel messaggio Pasquale dal vescovo di Albenga, abbia avuto analoga sensibilità. E sia tema nelle omelie domenicali o festive dei parroci, dei sacerdoti. Parliamo dell’edilizia per residenti, per quanti non devono lasciare la città per aree più lontane. Unitamente ai connazionali non si può discriminare con gli stranieri che hanno un lavoro stabile e spesso la residenza.


Avatar

Trucioli

Torna in alto