Quando scrivo una articoletto per Trucioli Blog mi avvicino al computer come per fare una deposizione giurata patafisica.
di Bruno Chiarlone Debenedetti
Senza che l’interlocutore o il destinatario della deposizione mi abbia posto nessuna domanda specifica nè generica. Si tratta quindi di una dichiarazione spontanea su quanto ho visto, su cosa ho fatto, com’è iniziato l’episodio in questione, cose di questo tipo.Ovviamente dichiaro che tutto quello che scrivo risponde al vero e se qualcuno mi chiedesse maggiori particolari su quello che dichiaro li potrei fornire senza la minima difficoltà.
Ma rimane la linea da seguire nella dichiarazione del mio racconto libero, oltre all’argomento principale che mi accingo ad approfondire.
Si potrebbe trattare di una confessione poetica in cui le ammissioni di colpevolezza sono circoscritte alla sfera della fantasia o una deposizione artistica sulla natura antiestetica e distruttiva nella realizzazione di un’opera nuova.
In questi casi richiedo la complicità di chi legge la confessione e la presa di coscienza dell’atto creativo o distruttivo dell’opera stessa.
La mia deposizione giurata attira nei suoi meandri prensili la responsbilità del pensiero altrui e lo spinge a percorrere un labirinto immaginario per niente conosciuto e mai pensato.
La dichiarazione stessa si proietta senza paracadute nel futuro prossimo, descrivendo, come già avvenuti, una serie di fatti distinti e precisi a cui nessun testimone può mettere bocca.
Nel caso in cui si tratti di un progetto per la stratificazione di un’opera che dovrà rimanere sconosciuta, dovrei dichiarare le coordinate geografiche e le previsioni atmosferiche.
Omettendo ogni descrizione dell’opera e ogni durata della stessa comprese le misure e ogni suono possibile, nel caso si tratti di un’opera musicale.
La sorpresa dovrebbe essere la dimensione specifica dell’opera, il suo progetto e lo scopo.
In questi casi richiedo la complicità di chi legge la confessione e la presa di coscienza dell’atto creativo o distruttivo dell’opera stessa.
La mia deposizione giurata attira nei suoi meandri prensili la responsbilità del pensiero altrui e lo spinge a percorrere un labirinto immaginario per niente conosciuto e mai pensato.
La dichiarazione stessa si proietta senza paracadute nel futuro prossimo, descrivendo, come già avvenuti, una serie di fatti distinti e precisi a cui nessun testimone può mettere bocca.
Nel caso in cui si tratti di un progetto per la stratificazione di un’opera che dovrà rimanere sconosciuta, dovrei dichiarare le coordinate geografiche e le previsioni atmosferiche.
Omettendo ogni descrizione dell’opera e ogni durata della stessa comprese le misure e ogni suono possibile, nel caso si tratti di un’opera musicale.
La sorpresa dovrebbe essere la dimensione specifica dell’opera, il suo progetto e lo scopo.
Bruno Chiarlone Debenedetti


