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Liguria e Basso Piemonte

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Lettera / Riforma Sanità in Liguria. Il direttore Prioli deve sottostare a Bordon che risponde a Nicolò sottomesso a Bucci


A Trucioli.it in merito ai risultati delle riforma sanitaria in Liguria. Tutti i sindaci del centro destra in provincia di Savona restano silenti (per chi è all’opposizione quasi quasi è come non ci fosse, salvo rari esempi).

Leggo invece che in provincia di Imperia il Pd si è mobilitato. Ignoro se nel nostro savonese il Pd abbia un segretario. Chi è, dove vive? All’estero?

Gli effetti negativi della centralizzazione stanno dimostrando, se si ascoltano gli operatori, più danni che benefici. Si pensava che la nuova figura di coordinatore di area servisse per avere un rapporto più diretto con chi lavora sul campo, invece leggo che non avrebbe alcun potere decisionale. Decide il direttore dell’Ats (Marco Damonte Prioli, ex dg di Asl 1, ndr), che a sua volta deve sottostare alle decisioni del direttore generale di Area salute e Servizi sociali della Regione, Paolo Bordon che però è sottomesso alle scelte dell’assessore competente, ma soprattutto l’ultima parola spetta a Bucci. E alla fine chi decide davvero non conosce le fragilità del territorio.
Da una parte la popolazione sempre più anziana e l’assenza di infrastrutture, infatti quelle private, ad iniziare dagli ambulatori, non hanno mai lavorato tanto come ai nostri giorni con orari quasi no stop. Dall’altra le ormai croniche carenze di personale e burocrazia. Con i concorsi che verranno fatti a Genova, e sarà ancora più difficile di oggi che qualcuno voglia venire a lavorare nel Ponente. C’è l’esempio del Saint Charles di Bordighera. Mentre alla ex Asl 1 vengono diminuiti i fondi, con il forte taglio per le prestazioni aggiuntive, il gestore privato dell’ospedale ha ottenuto quasi il doppio delle risorse.
L’obiettivo della riforma è quello di riorganizzare per fare finta che si faccia qualcosa, pensando che sia il modo per migliorare la situazione dei cittadini. In realtà non c’è alcuna evidenza che riorganizzare e soprattutto accentrare riesca a risolvere problemi che sono emergenziali: persone che non si curano, che non hanno soldi per curarsi, e operatori sempre più demotivati e in difficoltà a svolgere il loro lavoro al servizio della comunità. Ma visto il silenzio dei sindaci e della politica savonese, non sarà mica che nell’estremo ponente va male e i cugini di Savona siano più fortunati?
Carla Savastano

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