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Alassio ora promuove outdoor e parapendio. Le rovine di San Bernardo (terremoto del 1887). Il pittore Alberto Beniscelli propose un progetto di ricostruzione sulle antiche fondamenta


Alassio non solo Mare: destinazione outdoor tutto l’anno. Nuovi sentieri, percorsi bike ed esperienze tra natura, sport e benessere.

Alassio lo sport del parapendio, ma attenti a non planare tra le case fitte nate come i funghi
La torre di Vegliasco quanto verde! La leggenda vuole che qui abbia trovato rifugio la principessa Adelasia, figlia dell’imperatore Ottone, da cui Alassio prende il nome, dopo la fuga d’amore con Aleramo. La torre risale in realtà al XV/XVI secolo e fa parte del sistema di avvistamento e difesa fatto erigere dalla Repubblica di Genova. Nota anche come “Torre di Adelasia”
La chiesa di San Bernardo venne riedificata dalli massari Pietro Gio Bonorino e Bernardo Gastaldo e Gio Francesco Airaldo negli anni 1614-1620“. L’edificio apparteneva alla tipologia delle chiese campestri con la tradizionale loggia, il portico innestato alla facciata, con le due finestrelle aperte riparate da inferriate permettevano al viandante l’accesso visivo dell’interno e di compiere un atto di devozione. La chiesa di San Bernardo è situata infatti sulla dorsale dove transitava l’unica strada che congiungeva Alassio con la valle di Andora. Via di intensi commerci e di scambi di prodotti con le valli andorine. La struttura della chiesa, della quale restano i ruderi dei muri perimetrali, risultava di modeste proporzioni ma assai capiente per una chiesa campestre: ad una sola navata, con l’abside rivolto a monte; l’entrata verso il mare riparata dal portico. In alto sotto lo spiovente del tetto si apriva una finestra a mezzaluna e altre due finestre rettangolari sui muri perimetrali, oltre le due finestrelle ad inferriata della loggia davano luce all’interno. Una cornice aggettante correva lungo le pareti a segnare l’incurvatura della volta a botte. L’altare centrale in materia, costruito con calce e mattoni, era sormontato da una nicchia dove era collocata la statua di San Bernardo. Nell’unico altare laterale addossato alla parete sinistra era incastrato in una cornice di gesso un quadro raffigurante la Madonna con il bambino. La sacrestia era situata sul lato destro, un corpo esterno addossato al muro perimetrale. Al sommo di questa stessa parete facente angolo con la facciata svettava il campaniletto a vela con la sua campanella. Il terremoto del 23 febbraio 1887 causò danni considerevoli alla chiesa; parzialmente ripristinata, senza tuttavia sanare le ferite in profondità, in pochi decenni, divenne un cumulo di rovine. Furono ritirati gli arredi sacri e custoditi nella Parrocchiale di Sant’Ambrogio; la campana passò in uso alla banda che se ne servì nei concerti. Nel 1935 alcuni proprietari della zona si accordarono per promuovere la ristrutturazione e il pittore Alberto Beniscelli propose un progetto di ricostruzione fedele sulle antiche fondamenta con l’aggiunta di elementi decorativi; il progetto non venne realizzato a causa delle guerre. Nel 1991-1992 venne ricostruito il muro di contenimento intorno al rudere. Nel 1995 venne autorizzato dalla Soprintendenza, margine di una proposta di ricostruzione, il solo consolidamento ed il restauro dei ruderi.
La chiesa, orientata a sud-est, ha una pianta rettangolare con tracce di protiro addossato alla facciata principale e due vani secondari contigui di forma rettangolare posti sul lato nord-est (un tempo adibiti a sacrestia). Il protiro, la copertura, il campanile a vela e la parete perimetrale posta a nord-est risultano quasi interamente distrutti; una loro descrizione sommarla è possibile attualmente solo ricorrendo alle fonti bibliografiche e pittoriche disponibili. La struttura portante è costituita da una muratura mista In pietra e laterizio Intonacata sia internamente che esternamente (la presenza dell’intonaco all’esterno è testimoniata da alcune tracce visibili alla base delle murature); la copertura, completamente crollata, era a due falde con colmo della zona del presbiterio più elevato rispetto a quello della navata centrale e manto In lastre di pietra (ciappe). L’interno si compone di una navata unica, coperta con volta a botte e dl un presbiterio di larghezza leggermente inferiore appena absidato nella parte terminale dotato di nicchie. I resti della Chiesa di San Bernardo costituiscono un interessante testimonianza di edificio di culto del primo ventennio del XVII secolo (danneggiato dal terremoto del 1687) nonché delle vicende storiche e del sentimento religioso della popolazione di Alassio.
Alassio la mulattiera della frazione Solva

COMUNICATO STAMPA- Alassio rafforza la propria vocazione outdoor e si presenta sempre più come una destinazione ideale per chi ama vivere il territorio tra natura, sport e benessere. Escursioni a piedi, itinerari per bikers, marcia acquatica, parapendio e progetti come “Siediti un attimo” contribuiscono ad arricchire un’offerta turistica in continua evoluzione.

In questo contesto, grazie alla sinergia tra l’Amministrazione Comunale, la Rete di Destinazine Alassio con le risorse dell’imposta di soggiorno destinata dal Comitato Locale del Turismo (CLT) e l’impegno della società partecipata Gesco, si inserisce l’ampliamento della rete verde dell’anfiteatro collinare, con tre nuovi sentieri dedicati al trekking e altrettanti nuovi percorsi pensati per gli appassionati di mountain bike.
Il piano di sviluppo prosegue parallelamente con la manutenzione e la valorizzazione delle storiche mulattiere, elementi identitari del paesaggio locale. Gli interventi di manutenzione, articolati in tre fasi e programmati fino a novembre, hanno già interessato il sentiero di San Bernardo e coinvolgeranno progressivamente anche gli altri tracciati, a partire dal sentiero del Rosmarino.
Tra le iniziative più recenti messe in campo spicca anche il progetto “Siediti un attimo”, ideato da Monica Cecchin e promosso dall’Assessorato al Turismo. Si tratta di una vera e propria galleria a cielo aperto: dodici sedie, realizzate da diversi artisti, sono state installate in punti panoramici delle colline alassine, lungo il sentiero dell’Onda e sul Monte Castellaro. L’iniziativa invita a rallentare, fermarsi e contemplare il paesaggio, trasformando l’escursione in un’esperienza di bellezza e riflessione.
Grande attenzione è riservata anche alla fruibilità: tutti i nuovi percorsi saranno disponibili sul portale VisitAlassio, oltre che su cartine aggiornate e pannelli informativi lungo la rete sentieristica.
Alassio è anche città dell’enduro

Tra i progetti in lavorazione vi è anche la realizzazione di una nuova mappa dedicata ai percorsi di bici su strada, che comprenderà numerosi percorsi su tutto il territorio da Albenga a Sanremo. Maggiori dettagli e le tracce gpx sono già scaricabili nella sezione “Alassio in bicicletta” dello stesso portale VisitAlassio.

Nella mappa trekking verranno anche valorizzati i sentieri dell’Adelasia e degli inglesi: uno è il percorso alla scoperta della storia della città che dal centro di Alassio conduce alla Torre di Vegliasco, l’altro è il percorso cittadino dedicato alla storia degli inglesi. Collega il passaggio degli anglosassoni con tappe alla Biblioteca Richard West, ex Chiesa Anglicana (quella più piccola e antica), quella attuale, e ancora Villa della Pergola, Villa Fabian (Villa Eugenia), l’Hanbury Tennis Club, la stazione ferroviaria e Villa Fiske. Gli itinerari dedicati ad Adelasia e agli inglesi saranno ulteriormente valorizzati dal progetto di audio guide per conoscere in dettaglio la storia della colonia britannica che 150 anni fa scelse Alassio come luogo di residenza, e la leggenda della principessa Adelasia.
Con questa strategia e le molteplici azioni messe in campo – dichiara il vicesindaco di Alassio con delega al Turismo, Angelo Galtieri – la nostra città consolida la propria identità di destinazione attiva e sostenibile, capace di offrire esperienze di grande fascino tra mare, collina e cultura, puntando su un turismo esperienziale e di qualità in ogni stagione dell’anno”.
I nuovi itinerari trekking – spiegano da Gesco comprendono i percorsi di San Bernardo, il sentiero del Rosmarino alle spalle dell’ex Capannina e il sentiero del Belvedere a Santa Croce. A questi si affiancano tre nuovi tracciati biker, pensati per offrire esperienze diversificate tra sport e natura”.

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