Gian Luigi Taboga: “Nel mentre vi do il benvenuto ringrazio tutti per la partecipazione e , a nome degli organizzatori , faccio questa premessa onde evidenziare il tono costruttivo dell’incontro organizzato per riferire ed informare riguardo lo “Spostamento a monte della ferrovia a Ceriale”. Sta dilagando in ambienti ad alta responsabilità civile, politica ed economica del nostro Paese, dell’Europa e del resto del mondo, l’idea che a sostegno della facile governabilità sia meglio raffreddare la partecipazione popolare onde “ evitare la crisi della democrazia”. Tale corrente di pensiero, alla luce dei fatti più recenti, ha aggravato lo stato di salute di storiche e grandi democrazie , generando da un lato apatia e disillusione e dall’altro lato l’esplosione di proteste , spesso violente e incontrollabili, con l’impiego di una dura repressione da clima dittatoriale.
In un clima di tale portata non predomina più la ragione ma la forza, che determina spesso scelte di carattere utilitario a beneficio di classi sociali, politiche, economiche momentaneamente dominanti e guidate da un sincretismo dilagante, occulto e pericoloso. Alla luce dei fatti comunque una cosa accomuna tutte le forze in campo,vincitori e perdenti, ed è la componente dell’equivoco, e della disinformazione che travolge la verità e trasforma il tutto in una triste commedia umana.
La vicenda dello spostamento a monte della ferrovia ne é un esempio eclatante come “ a foa du bestenciu” che dura da lungo tempo – ha concluso l’ultimo testimone vivente del ‘progetto ferrovia’ Finale-Andora.
Tra i relatori anche il Presidente Provinciale della Coldiretti Marcello Grenna. Oltre a Gianni Taboga per AssoUtenti che ha aperto e chiuso la serata.
I relatori del Comitato Territoriale hanno spiegato in modo chiaro ed analitico, senza politichese, tutte le enormi criticità del progetto di spostamento a monte, su tutto il ponente savonese, ma concentrandosi particolarmente sul territorio di Ceriale. Come già accaduto nel finalese, un disastro annunciato soprattutto per le preziosissime falde acquifere, che alimentano i pozzi dell’acquedotto (sorgente Cuore), i tanti pozzi ad uso irriguo delle aziende agricole, il Parco acquatico ‘Le Caravelle‘, il più grande della Liguria, oltre all’attiguo Villaggio Turistico Il Paese di Ciribì.

POST DI Giancarlo Ponteprino (in merito all’incontro sul tema ferrovia che si è svolto a Borghhetto S. Spirito)– Al di la che, quando sento parlare della Scuderi, mi si alza l’autostima in quanto di una mediocrità politica incredibile e del fatto che la ditta Michelini potrebbe avere danni alla propria azienda, pertanto una difesa comprensibile. Come cittadino, senza particolari interessi se non per campanilismo, credo che tale progetto abbia conseguenze MOLTO pesanti su Borghetto. A cominciare dalle falde acquifere, già interessate con i piloni dell’autostrada (pozzi con portata ridotta); dalla agricoltura, che si vedrebbe depauperata di oltre 200.000 mq. tra stazione e linea ferroviaria di terreno fertile. Infine la galleria… “bucare” il monte Piccaro è molto rischioso. A parte le vene d’acqua che lo attraversano e che ricordo bene, nella ex cava Fazzari, con lo scoppio di una mina, si formò un lago grande come un campo di calcio, alto 4 metri al centro e sparito in due giorni a seguito di altre detonazioni. Poi i racconti di un mio ex collega (centralinista) che ai tempi della costruzione dell’autostrada, faceva il padroncino di un camion e da contratto con la società NON doveva dire cosa portavano via dalla galleria stalattiti enormi e meravigliose. Di probabili strati di alabastro o calcite, spariti in discarica senza poter proferire parola o gli avrebbero annullato il contratto. Ho molti dubbi sulla reale convenienza di questo spostamento, ma io sono molto campanilista.
