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Liguria e Basso Piemonte

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Ceriale si risveglia e “boccia” il progetto che la priva della stazione, mette a rischio le risorse idriche e Le Caravelle


Ferrovia a monte: Ceriale si mobilita contro il progetto. Sala gremita per l’incontro con esperti e associazioni per l’incontro organizzato da ASSOUTENTI SAVONA in collaborazione con il Comitato Territoriale e il Comune, presenti Sindaco, Vice Sindaco, consiglieri di maggioranza e opposizione.

Gian Luigi Taboga: “Nel mentre vi do il  benvenuto ringrazio tutti per la partecipazione e , a nome degli organizzatori , faccio questa  premessa onde evidenziare il tono costruttivo dell’incontro organizzato per riferire ed informare riguardo lo “Spostamento a monte della ferrovia a Ceriale”. Sta dilagando in ambienti ad alta responsabilità civile, politica ed economica del nostro Paese, dell’Europa e del resto del mondo, l’idea che a sostegno della facile governabilità sia meglio raffreddare la partecipazione popolare onde “ evitare la crisi della democrazia”. Tale corrente di pensiero, alla luce dei fatti più recenti, ha aggravato lo stato di salute di storiche e grandi democrazie , generando da un lato apatia e  disillusione e dall’altro lato l’esplosione di proteste , spesso violente e incontrollabili, con l’impiego di una dura repressione da clima dittatoriale.

In un clima di tale portata non predomina più la ragione  ma la forza, che determina spesso scelte di carattere utilitario a beneficio di classi sociali, politiche, economiche momentaneamente dominanti e guidate da un sincretismo dilagante, occulto e pericoloso. Alla luce dei fatti comunque una cosa accomuna tutte le forze in campo,vincitori e perdenti, ed è la componente dell’equivoco,  e della disinformazione  che travolge la verità e trasforma il tutto in una triste commedia umana.

La vicenda dello spostamento a monte della ferrovia ne é un esempio eclatante come “ a foa du bestenciu” che dura da lungo tempo – ha concluso l’ultimo testimone vivente del ‘progetto ferrovia’ Finale-Andora.

Tra i relatori anche il Presidente Provinciale della Coldiretti Marcello Grenna. Oltre a Gianni Taboga per AssoUtenti che ha aperto e chiuso la serata.
Gianni Taboga, Davide Michelini e Franco Stalla

I relatori del Comitato Territoriale hanno spiegato in modo chiaro ed analitico, senza politichese, tutte le enormi criticità del progetto di spostamento a monte, su tutto il ponente savonese, ma concentrandosi particolarmente sul territorio di Ceriale. Come già accaduto nel finalese, un disastro annunciato soprattutto per le preziosissime falde acquifere, che alimentano i pozzi dell’acquedotto (sorgente Cuore), i tanti pozzi ad uso irriguo delle aziende agricole, il Parco acquatico ‘Le Caravelle‘, il più grande della Liguria, oltre all’attiguo Villaggio Turistico Il Paese di Ciribì.

Davide Michelini, imprenditore agricolo di Borghetto S. Spirito, ha illustrato punto per punto le criticità del progetto, secondo lui, spostare la linea a monte significherebbe privare la costa delle stazioni e allontanare i treni dai centri abitati, costringendo pendolari e turisti a spostamenti più lunghi e scomodi. “Dove la ferrovia è già stata portata lontano dal mare – ha ricordato – i passeggeri sono diminuiti e il treno è diventato meno competitivo rispetto all’auto”.
Per agricoltura, cittadini e turismo, la depauperazione delle falde e la loro contaminazione da PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) potrebbe rappresentare un danno irreparabile, una catastrofe ambientale e con ripercussioni sul turismo.
Gli organizzatori hanno poi sottolineato il fallimento di questo progetto da un punto di vista trasportistico : “Perdere la stazione ferroviaria per Ceriale vorrà dire renderla più isolata, difficile da raggiungere senza il mezzo privato, la ferrovia rappresenta un’alternativa alla statale Aurelia, soprattutto verso levante, cosa succederebbe con una frana su Capo Santo Spirito?
La ferrovia con la sua massicciata, dall’abitato fino ad Albenga, rappresenta una fondamentale difesa della costa, delle strutture ricettive, della piana agricola da mareggiate ed erosione. Oggi RFI si occupa della sua onerosa manutenzione ottimamente, domani chi dovrà provvedere? Il Comune?
“Un paese senza STAZIONE FERROVIARIA – incalza Gianni Taboga- è un paese più povero, più isolato, più congestionato dal traffico.
La prevista fermata comprensoriale di Ceriale -Borghetto – Loano che verrà posizionata nella pianura fertile borghettina, quasi a Toirano, non convince nessuno “
Marcello Grenna ha parlato dei “300 ettari di suolo fertile perduto, con danni gravi o chiusura per oltre 100 aziende agricole, con conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro. Il distretto produttivo agricolo più importante della Liguria, la piana Ingauna, non si può permettere ciò”
Tutti i consiglieri comunali presenti in sala, fino alla fine della serata informativa, hanno ascoltato con attenzione, anche il vice sindaco di Ceriale, Piercarlo Nervo,  ha dichiarato che farà tutto il possibile per non perdere la stazione assai utilizzata nel periodo estivo.
Molti gli interventi in sala, grande interesse dei cittadini. Intervenuto anche il consigliere comunale di maggioranza di destra a Finale Ligure, avv. Luca Battaglieri che ha fatto un’ ottima analisi delle false narrazioni di chi sostiene il progetto, e delle verità devastanti per il territorio che in realtà prevede l’ opera.
Dopo oltre 2 ore di informazione, dopo aver rimarcato le possibili alternative per eliminare finalmente i passaggi a livello come è stato fatto in tutto il levante ligure, si è chiusa la serata Cerialese.
“Questo progetto su cui pendono ricorsi in Italia e in Europa non s’ha da fare”, rimarca Franco Stalla, padre storico del Comitato Territoriale.

POST DI Giancarlo Ponteprino (in merito all’incontro sul tema ferrovia che si è svolto a Borghhetto S. Spirito) Al di la che, quando sento parlare della Scuderi, mi si alza l’autostima in quanto di una mediocrità politica incredibile e del fatto che la ditta Michelini potrebbe avere danni alla propria azienda, pertanto una difesa comprensibile. Come cittadino, senza particolari interessi se non per campanilismo, credo che tale progetto abbia conseguenze MOLTO pesanti su Borghetto. A cominciare dalle falde acquifere, già interessate con i piloni dell’autostrada (pozzi con portata ridotta); dalla agricoltura, che si vedrebbe depauperata di oltre 200.000 mq. tra stazione e linea ferroviaria di terreno fertile. Infine la galleria… “bucare” il monte Piccaro è molto rischioso. A parte le vene d’acqua che lo attraversano e che ricordo bene, nella ex cava Fazzari, con lo scoppio di una mina, si formò un lago grande come un campo di calcio, alto 4 metri al centro e sparito in due giorni a seguito di altre detonazioni. Poi i racconti di un mio ex collega (centralinista) che ai tempi della costruzione dell’autostrada, faceva il padroncino di un camion e da contratto con la società NON doveva dire cosa portavano via dalla galleria stalattiti enormi e meravigliose. Di probabili strati di alabastro o calcite, spariti in discarica senza poter proferire parola o gli avrebbero annullato il contratto. Ho molti dubbi sulla reale convenienza di questo spostamento, ma io sono molto campanilista.


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