Scommessa riuscita: tre giorni attraverso l’intera Austria, oltre 1.500 km per 500 euro di spesa, di cui 200 per i biglietti ed il resto per due alberghi ed alcuni (ottimi) pasti.
di Massimo Ferrari
I prezzi mitteleuropei, che un tempo intimidivano il viaggiatore italiano, adesso sono allineati – ed in qualche caso inferiori – a quelli praticati a casa nostra. Perciò partiamo alle 8.25 con il regionale veloce (euro 12.75) alla volta di Verona. Siamo in sei da Milano e dintorni. A Verona funziona una biglietteria OBB (sigla delle Ferrovie Austriache), ma i biglietti li abbiamo già comprati on line. Un settimo compagno di viaggio, Elvezio, ci raggiunge nel capoluogo scaligero. E’ partito di buon mattino da Porto San Giorgio, nelle Marche meridionali. Alla stazione di Porta Nuova riesce a prendere al volo il nostro Railjet per Innsbruck (euro 19,70). A bordo c’è un bistrot per un pasto leggero.
Arriviamo nel capoluogo tirolese poco dopo le 14.30, sostanzialmente in orario. Nella vasta stazione di Innsbruck c’è un percorso dedicato alla galleria di base del Brennero, il cui diaframma è già stato forato e che nel 2032/34 diverrà il tunnel più lungo al Mondo (sempre che i cinesi, nel frattempo, non riescano a far di meglio). Una grande opera di cui in Italia non si parla molto, ma che concretizzerà il corridoio europeo tra il Mare del Nord ed il Mediterraneo, sperando di accrescere il traffico merci alla rotaia ed avvicinare per i viaggiatori la pianura Padana alla Baviera.

Nel pomeriggio, dopo un rapido giro in città, vorremmo provare la futuristica funicolare di Hungerburg, concepita dall’archistar Zaha Hadid, che parte in sotterranea e poi attraversa il fiume Inn fino a raggiungere un balcone panoramico. Ma siamo sfortunati: per quattro giorni l’impianto è fermo per lavori di manutenzione. Peccato. Lungo le strade di Innsbruck corrono silenziosi i nuovi tram Bombardier a scartamento di 900 mm. Un poco macchinoso l’acquisto dei biglietti, che non si può fare a bordo con la carta di credito, mentre alle fermate si devono inserire monete per euro 3.20 esatti, non essendo contemplata la possibilità di resto. Invece il deposito automatico dei bagagli in stazione (con box di varie misure, dalle dimensioni ridotte per una borsa a quelle extra large per un paio di sci) è super tecnologico e, quindi, non facilmente fruibile da noi, clienti non nativi digitali.
A parte questi inconvenienti, che ci costringeranno il mattino successivo a raggiungere il giardino del castello di Ambras con gli zaini in spalla, il servizio offerto appare di alta qualità. A tutte le fermate ci sono dispay luminosi con indicazioni sui passaggi dei mezzi di cronometrica precisione. Del resto, anche a bordo dei treni gli eventuali ritardi ed i minuti che separano dalla fermata successiva sono indicati da pannelli continuamente aggiornati. Nella Hauptbahnhof (la stazione principale) ci sono numerosi esercizi commerciali. Ottima la pulizia, nessun accenno di degrado. Non si nota la presenza di sbandati purtroppo spesso diffusa da noi.
Il piatto forte del viaggio è giovedì 23 aprile. Alle 12.20 prendiamo l’Eurocity “Transalpin” che arriva (puntuale) da Zurigo e prosegue per Graz. E’ dotato di una vettura panoramica svizzera e di un vero ristorante. Meno di 35 euro, in prima classe! Sono sei ore spettacolari attraverso le Alpi, ancora parzialmente innevate. La giornata è magnifica, senza una sola nube. Il Transalpin percorre una linea interna in territorio austriaco, mentre i treni più veloci per Vienna da Innsbruck passano sul suolo tedesco via Salisburgo. Noi tocchiamo rinomate località sciistiche, come Kitzbuel, o ridenti cittadine lacustri, come Zell am See, da cui si diparte la ferrovia a scartamento austroungarico (760 mm) per Krimml, dove si possono ammirare le cascate più alte d’Europa. Una vera chicca di turismo ferroviario.
In anni relativamente recenti sono stati proposti treni di lusso dalla Scozia all’Andalusia, senza citare le varie riedizioni dell’Orient Express tra Parigi e Venezia, o dell’Eastern Orient Express che percorre la penisola di Malacca da Bangkok alle porte di Singapore. Si tratta di itinerari spettacolari venduti, però, a prezzi esorbitanti per intercettare i gusti esigenti di una clientela danarosa. Naturalmente molti ormai conoscono il Trenino Rosso del Bernina, o le cremagliere che scalano l’Oberland Bernese, fino a raggiungere la Jungfrau a 3.400 metri di quota. Ma è davvero singolare incontrare ogni giorno un treno come il Transalpin che offre panorami altrettanto pittoreschi ad un prezzo decisamente abbordabile da tutte le tasche.
Oltretutto con la possibilità di consumare un pasto completo comodamente seduti in una vettura altrettanto panoramica. Anche qui a prezzi ragionevoli. Un comfort – quello dei vagoni ristorante – a cui non siamo più avvezzi lungo i binari italiani, dove, nel corso degli anni, questi servizi sono stati eliminati anche sulle tratte più lunghe. Offrendo, tuttalpiù, semplici snack, serviti al posto (in business class) o alle macchinette distributrici. Forse non è un caso se le OBB hanno preservato ed ampliato anche la loro rete di treni notturni, dotati di vagoni letto e cuccette, che raggiungono diverse capitali europee. Un’altra possibilità di viaggiare comodamente in treno, altrove sacrificata a criteri gestionali di tipo aereo, senza però poter offrire tempi di spostamento altrettanto rapidi. Una scelta da molti deprecata.
A Graz, capoluogo della Carinzia, si respira già un aria danubiana (partono treni per Szentgotthard in Ungheria o per Maribor, in Slovenia). Qualcuno vi percepisce addirittura tratti balcanici. D’altronde il Principe di Metternich era solito dire che “i Balcani cominciano al Rennweg”, ossia nella strada che dal centro di Vienna punta verso sud. Abbiamo la serata a disposizione e, dopo la cena, c’è il tempo di salire alla fortezza che domina la città. Con la funicolare panoramica che funziona fino a mezzanotte (euro 3.20). Dall’alto si contempla la valle illuminata del fiume Mur.

Giovedì 24 comincia il percorso di rientro, sfruttando la nuova linea Koralmbahn, inaugurata nello scorso mese di dicembre. Si tratta di un’altra grande opera di rilievo europeo, praticamente sconosciuta in Italia. Collega la Stiria e la Carinzia con una galleria di oltre 32 chilometri, approntata per velocità superiori ai 200 km orari. Prima per andare da Graz a Klagenfurt in treno bisognava effettuare la lunga ansa per Bruck an der Mur. Adesso la ferrovia è tornata competitiva rispetto all’autostrada. E, unitamente alla galleria di base del Semmering, in fase di costruzione, abbrevierà di molto il viaggio tra la capitale austriaca e Venezia, riducendolo a meno di sei ore.
Già ora le relazioni verso l’Italia si sono intensificate e sono molto frequentate. Potremmo prendere il Railjet delle 9.22 per Trieste, ma preferiamo salire su un Intercity che lo precede e poi viene superato a metà percorso. A differenza che da noi, i biglietti sono flessibili e consentono di utilizzare tutti i convogli che coprono lo stesso tragitto nell’arco di 48 ore. La prenotazione non è obbligatoria. Altra grande comodità che abbiamo dimenticato, dopo l’introduzione delle rigidità di utilizzo non solo tra compagnie diverse, ma persino sulla stessa rete Trenitalia. La maggiore flessibilità austriaca ci permette di effettuare una sosta a Klagenfurt di un paio d’ore scarse, ma sufficienti per una passeggiata nel centro del capoluogo della Carinzia.
Poi proseguiamo su un altro Railjet verso l’Italia. La frontiera a Tarvisio Boscoverde ci vede seduti al vagone ristorante, anche qui presente. Come al Brennero, passano pattuglie della polizia, ma senza controllare i documenti. E senza ritardare la tabella di marcia. A Mestre il nostro gruppo si scioglie. Alcuni proseguono subito verso Milano con un regionale, ma poi mancheranno la corrispondenza a Verona con l’omologo treno lombardo e giungeranno a destinazione un’ora dopo. Elvezio sale su Italo, che però cumula un certo ritardo che gli farà perdere l’Intercity prenotato a Bologna. Arriverà a destinazione a Porto San Giorgio con l’ultima corsa della sera.
Io ed altri due amici siamo stati più prudenti ed abbiamo prenotato Italo delle 17.57. Abbiamo così un paio d’ore buche che spendiamo scendendo fino alla stazione di Santa Lucia. Fuori ci sono i banchi per la vendita del biglietto d’accesso alla città, ma sono passate le 16.00 e non si paga più. Treni tutti pieni in Italia, nonostante le rigidità di fruizione dei convogli (e adesso anche delle città).
Un Paese sempre più regolamentato che, ciononostante, fa sempre presa sui turisti di tutto il Mondo.
Massimo Ferrari
