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“La mia crociera intorno al mondo da pensionata. Ho speso… per 4 mesi pieni di storie. È successo di tutto”


Anna Riccardi si è imbarcata da Bari a 22 novembre  2025 ed è tornata in Puglia solo pochi giorni fa: “E’ successo di tutto, ma oltre i luoghi che ho visitato mi ha stupito l’umanità a bordo”. La bellezza delle piccole isole della Polinesia sparse nell’oceano, l’enorme divario tra ville di lusso e bambini a piedi nudi. Una coppia milanese occupava due cabine, una per loro e l’altra per 27 valigie al seguito.

Da la Repubblica di Marianna Colasanto – “Ho sempre amato viaggiare, è una passione conoscere nuove culture e persone, sono anche partita da sola con la formula di Viaggi e avventure nel mondo. La crociera non rappresenta la mia vacanza ideale perché dà un assaggio delle tappe, ma questa che ha fatto il giro del mondo mi ha permesso di visitare luoghi remoti che difficilmente avrei potuto raggiungere, come l’isola di Pasqua, un puntino nel mezzo dell’oceano Pacifico del sud e l’isola di Papua Nuova Guinea, ma l’esperienza è stata soprattutto umana: nei quattro mesi a bordo ho vissuto in un microcosmo fatto di una varietà umana eccezionale”.

Anna Riccardi è originaria di Matera, personifica appieno il concetto di godersi la pensione, raggiunta, ha 71 anni e circa un anno e mezzo fa ha pianificato questa lunga vacanza che afferma: “considerata la tipologia di viaggio l’ho pagato trentamila euro più cinquemila tra escursioni ed extra, una cifra conveniente rispetto ad altri passeggeri che ne hanno spesi diecimila in più. Probabilmente – continua – avendo pagato con largo anticipo ho avuto la possibilità di avere i loro stessi comfort, come la cabina con balconata”.

Riccardi fa parte dei circa 1.600 croceristi che sono partiti da Bari con la nave Costa il 22 novembre e scesi il 10 aprile, che ha salpato i mari di tutti i continenti. “Noi italiani eravamo in minoranza, circa duecento, la maggior parte era francese c’erano anche tedeschi e spagnoli. Dopo aver lasciato l’Europa – racconta – abbiamo toccato il Marocco, le Canarie e da lì la nave ha navigato in pieno Oceano Atlantico, alla volta del centro e sud America come Colombia, Costa Rica e Cile, qui abbiamo attraversato il Canale di Panama, è stata un’esperienza emozionante. Sono rimasta sul pontile tutto il giorno per ammirare la tecnologia navale che ha permesso questo tipo di navigazione: è un canale artificiale – spiega– e il livello di mare è diverso a seconda dei tratti e la nave si solleva e si abbassa in base alla profondità delle acque”.

Ma l’umanità a bordo è il ricordo di questo lungo viaggio maggiormente impresso nella mente di Anna. In termini di tempo e costi l’età dei croceristi era piuttosto alta. Con sana ironia dichiara: “Sembrava una Rsa in vacanza, è stata la prima impressione. Ma poi mi sono ricreduta perché conoscere questa varietà umana ha rappresentato una delle parti più emozionanti del viaggio. A bordo non tutto è filato liscio: appena partiti un passeggero si è tuffato in piscina ed è morto d’infarto, ci sono stati altri deceduti e c’è stato chi ha dovuto scendere prima per infortuni o perché lo stato di salute non permetteva di proseguire la navigazione. Nel periodo di Natale – prosegue – c’è stato un picco di bronchite a bordo e il comandante emanava avvisi che ricordavano il periodo del Covid. Per fortuna non mi sono ammalata perché mi sono preparata per questo viaggio anche immunizzandomi con le vaccinazioni”.

Ma oltre alla fragilità che ha caratterizzato i passeggeri, non sono mancati aneddoti interessanti. “Un signore di origine tedesca disabile in carrozzina durante un’escursione ha litigato con la moglie – racconta – andandosene è rimasto disperso, la nave è partita due ore in ritardo una volta ritrovato, due auto della polizia l’hanno scortato mentre risaliva a bordo. Mi ha colpito, poi, una coppia milanese che ha prenotato due cabine una per loro e l’altra per le 27 valigie da utilizzare per un sofisticato shopping in giro per il mondo”.

Durante le lunghe ore di navigazione diverse sono le attività per intrattenere i croceristi: tornei di burraco, bridge, corsi di canto, lingue, ballo, creatività o lettura. In questo contesto nascono le amicizie si stringono o si tagliano i legami. “Ho visto nascere storie d’amore e e coppie di lunga data che si sono lasciate – dice Anna -, sono diventata amica di una signora tedesca che conosceva La Martella, un piccolo borgo vicino a Matera. Ma tra le tante storie – prosegue -, quella più originale riguarda una dottoranda albanese che lavorava per l’università di Bonn, che le ha pagato il viaggio, ed era a bordo per scrivere una tesi in antropologia culturale studiando il comportamento degli esseri umani che viaggiano per quattro mesi su una nave, un periodo e un contesto che mettono alla prova, dove si sclera e può succedere di tutto, come un grande fratello sulle acque”.

Se a bordo le avventure non sono mancate anche in mare ce ne sono state e di stretta attualità. “Abbiamo imbarcato persone in vacanze e poi bloccate alle Maldive – racconta – a causa della chiusura dello spazio aereo su Dubai, scalo per rientrare in Italia. Sono scesi a Durban e Cape Town e da lì hanno preso un volo per Francoforte”.

La bellezza delle piccole isole della Polinesia sparse nel grande oceano, l’enorme divario economico tra ville di lusso e bambini a piedi nudi in Namibia, la tecnologia e un futuristico sistema di trasporti a Hong Kong e Singapore, sono tanti i ricordi di questa incredibile esperienza e sono tante le storie che hanno riempito il cuore e la mente di Anna Riccardi, che da vera viaggiatrice ha già pianificato il prossimo viaggio. “Dopo questa esperienza – conclude – ho rivalutato la crociera, per il prossimo anno ne ho prenotate due a marzo ai Caraibi e a luglio in Islanda”.

 


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