L’Italia registra, ogni anno, mancate entrate per circa 146 miliardi di €, posizionandosi nella UE ai vertici per evasione complessiva e batte Romania, Bulgaria, Ungheria. Il Bel Paese UE ha il più alto tasso di evasione IVA (Vat Gap), con un divario del 36,7%. E’ finito presto nel dimenticato Mauro Casale, sindaco di Vasia (un piccolo comune nell’entroterra di Imperia di 350 abitanti), definito un “campione d’Italia” nella lotta all’evasione fiscale per il 2024, avendo recuperato oltre 20.000 euro. Una cifra significativa proporzionata alla dimensione del comune.
I comuni italiani che combattono attivamente l’evasione fiscale beneficiano principalmente di un incremento delle proprie entrate di bilancio, derivante dalla quota di tributi erariali recuperati e dalla riscossione di tributi locali evasi (come IMU, TARI, addizionale IRPEF).Lo Stato riconosce ai Comuni una quota del 50% delle maggiori somme riscosse a titolo definitivo grazie alle segnalazioni qualificate inviate all’Agenzia delle Entrate. In precedenza, questa quota era del 100%, ma a partire dal 2022-2024 è stata stabilizzata al 50%. E’ molto significativo che nel ponente ligure nessuna notizie- o comunicato stampa- informi dell’impegno di un comune seguendo l’esempio del sindaco di Vasia. Chi paga le tasse sembra distratto e rassegnato, chi paga poco rispetto al suo reddito finisce per ringraziare. Negli Stati Uniti l’evasore è additato al pubblico ‘ludibrio’, la pena è il carcere. In Germania 2023, i detenuti per “reati economici-finanziari” (che includono l’evasione fiscale) erano 4.604, un numero paragonabile a quello dei detenuti per spaccio di droga.
L’Italia detiene il primato per il maggior mancato gettito fiscale in termini assoluti tra i principali paesi europei, spesso citata invano come maglia nera nell’eldorado degli evasori. L’IRPEF da lavoro autonomo e d’impresa registra tassi di evasione vicini al 60% già dal 2022. L’economia sommersa, secondo [dati Istat 2023], supera i 217 miliardi di euro (10,2% del PIL), confermando il sommerso come la causa principale della sotto-dichiarazione. Ci si chiede, non da oggi, quali siano i partiti politici che beneficiano dei voti degli ‘infedeli’, compresi quelli che eludono persino la dichiarazione dei redditi. I nostri politici locali preferiscono ignorare, sorvolare. Un solo sindaco in Liguria, I sondaggi documentano che ‘il partito degli evasori‘ si concentra soprattutto a destra. Il presidente Meloni, in Sicilia, ha definito “pizzo di Stato” l’accanimento fiscale contro i piccoli commercianti. Il suo governo ha già introdotto numerose misure di tregua fiscale, rottamazioni e sanatorie, con stime che variano dai 12 ai quasi 20 provvedimenti in meno di due anni (inclusi nel periodo 2023-2024), con un ritmo definito “un condono al mese” ). Il centro sinistra al governo non si fa mancare nulla per non essere additato come ‘nemico’ di chi evade. Nella storia del centro-sinistra, il ministro che più di tutti è associato alla lotta all’evasione fiscale è Vincenzo Visco. È stato Ministro delle Finanze dal 1996 al 2000 (governi Prodi I, D’Alema I e II) e in seguito Vice Ministro dell’Economia con delega alle Finanze nel governo Prodi II (2006-2008). È ricordato per aver introdotto strumenti moderni di contrasto all’evasione, come il fisco telematico, gli studi di settore e la dichiarazione dei redditi unificata, puntando su un approccio tecnico e strutturale. Solo l’estrema sinistra non teme di perdere voti non indossando la maglia nera di chi ruba al fisco, ovvero allo Stato. Pochi quelli che si preoccupano delle continue variazioni ed innovazioni burocratiche nelle denunce dei redditi, anziché semplificare le linee guida.
- Critiche alle priorità governative: la Gruber a La 7 ha sottolineato come i numerosi “mini condoni” (citati in numero di 12 o più) non indichino una priorità nella lotta all’evasione, nonostante i tentativi dichiarati dal governo.
- Recupero Record (2025): Dei 36,2 miliardi recuperati, 29 miliardi arrivano dalle attività di contrasto all’evasione, mentre oltre 7 miliardi provengono da altre attività.
- Contesto Economico (Istat): Nel 2023, l’economia non osservata (sommerso + attività illegali) è cresciuta, superando i 217 miliardi di euro, pari al 10,2% del PIL.
- Stime Evasione: La Relazione 2025 (riferita al 2021) indicava una lieve riduzione del tax gap, ma il totale continua ad aggirarsi intorno ai 100 miliardi di euro.
- Pressione Fiscale: Nel 2025, la pressione fiscale è salita al 43,1% del PIL, massimo da undici anni.
Istat +4
LA CLASSIFICA- Redditi nella provincia di Savona, Bergeggi è da anni il Comune più ricco. Sei Comuni savonesi nelle prime 20 posizioni in Liguria. Il capoluogo è ottavo in provincia. Erli in fondo alla graduatoria.
Redditi medi in Liguria, in provincia di Genova Portofino è da record. Alla Spezia e a Savona spiccano Portovenere e Bergeggi: Imperia la più povera della Regione
Savona – I “paperoni” della provincia di Savona vivono a Bergeggi. Su 862 contribuenti, il reddito medio dichiarato è pari a 33.608 euro. Ma Bergeggi non spicca solo nel Savonese. Nella classifica assoluta della Liguria si posiziona al terzo posto. Subito dopo Portofino, prima città in Italia (il reddito medio è di 90.610 euro) e dopo Pieve Ligure (35.256 euro). Erli è il Comune più povero (14.012 euro di reddito medio, al 228° posto in regione). Mentre il capoluogo di provincia, Savona, conta un reddito medio pari a 23.096 euro (44.987 i contribuenti): è all’ottavo posto assoluto in provincia, ventitreesimo in Liguria. Si trova dietro a Genova (18° posto in Liguria con 23.659 euro), ma davanti a La Spezia (27° posto con 22.900) e a Imperia (68° posto con 21.178 euro).
Riservano non poche sorprese i dati relativi ai redditi medi dei Comuni italiani, pubblicati dal Ministero dell’economia e della finanze (il riferimento è sul 2022). La provincia di Savona, nel complesso, si difende bene nonostante le note crisi industriali e le problematiche occupazionali che frenano l’economia. Nonostante tutto, è al secondo posto per redditi più alti in Liguria, dopo Genova. Ultimo posto spetta a Imperia.
Le zone con reddito inferiore sono concentrate nell’Albenganese. Albenga stessa si ferma al 49 posto in provincia con 18.704 euro (18.061 i contribuenti). Sotto i 17 mila, sempre nell’entroterra ingauno, ci sono Vendone (16.730 euro), Arnasco (16.692 euro ), Casanova Lerrone (16.122 euro), Onzo (15.383 euro ), Castelvecchio (14.786 euro).
IN PROVINCIA DI SAVONA (reddito medio 24.468,9). Rispetto al 2015 + 1,5. La provincia di Genova (reddito medio 26.655,0), graduatoria nella crescita rispetto al 2015 (0,3). Provincia di La Spezia: reddito medio 25.530,4 (crescita rispetto al 2015, 3,3). La Provincia di Cuneo: 24.912,8 (crescita 4,3). La Provincia di Asti: 24.302,2 (4,2). La Provincia di Alessandria: 25.142,9 (crescita 3,4)

IN PROVINCIA DI IMPERIA (reddito medio 2024 pari a 21.487,5)- Costarainera primo in classifica, Baiardo ultimo. Non brilla la stessa del Festival superata dalla città capoluogo.

