
2/IL FATTO QUOTIDIANO- Contro Francesca Albanese e Nicola Gratteri le manipolazioni di chi si affida alla falsità
di Fabio Marcelli giurista internazionale- Nella sua catastrofica fase finale, il capitalismo imperiale a centralità statunitense tende con intensità crescente a occultare ovvero manipolare la realtà delle cose, per impedire alle masse oppresse, sfruttate ed alienate di prenderne coscienza. Un esempio di occultamento è costituito dalla scandalosa vicenda degli Epstein files, sui quali continua ad esercitarsi la censura di Trump, cosicché conosciamo solo piccola parte del mostruoso sistema di ricatto, corruzione e stupro sistematico di migliaia di giovani vittime, che faceva perno su Epstein, ma anche su altri personaggi che permangono tuttora nell’ombra, e che concentrava in sé la crema delle élite occidentali.
Oltre ad occultare, il sistema mistifica e manipola la realtà e le affermazioni altrui. Pronte a tutto pur di mantenere il potere di cui sta abusando da tempo per alimentare corruzione, riarmo, guerre e genocidi, le oligarchie al potere in Occidente turlupinano in modo sfacciato il popolo, facendo strame impunemente della verità, su cui si basano in ogni ordinamento civile la fiducia reciproca, la coesione sociale, una sana e corretta competizione politica e in ultima analisi la stessa democrazia.
Vari sono gli esempi offerti ogni giorno dalla cronaca. Qui mi soffermo su due che ritengo significativi, proprio perché riguardano due persone fra loro molto differenti, anche se a mio avviso entrambe apprezzabili, e due materie anch’esse notevolmente diverse.
Il primo caso è quello di Francesca Albanese, la valorosa Relatrice delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati, un cui recente intervento è stato spudoratamente manipolato e distorto dal ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, ispirato dalla famigerata organizzazione filoisraeliana UN Watch, specializzata nata per spargere fianco su chiunque sostenga i diritti dei Palestinesi, per chiederne le dimissioni. A Barrot, denunciato da un’associazione di avvocati francesi per diffusione di notizie false e tendenziose, si sono prontamente accodati gli omologhi di vari Paesi occidentali complici del genocidio, tra i quali ovviamente il “nostro” Tajani. L’inaccettabile manipolazione operata da Barrot e rilanciata dai suoi colleghi è consistita nel riferire a Israele la qualifica di “nemico dell’umanità” che Francesca Albanese aveva invece giustamente affibbiato al sistema internazionale che oggi consente e promuove il genocidio del popolo palestinese. Come si vede, una grossolana manipolazione del pensiero degna della Santa Inquisizione.
Il secondo caso è quello dell’altrettanto valoroso magistrato Nicola Gratteri, nemico giurato delle mafie e della corruzione e attualmente procuratore della Repubblica di Napoli, il quale ha affermato una cosa inoppugnabile, e cioè che al prossimo referendum in materia di giustizia voteranno sicuramente sì “indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere”, sollevando alti lai ipocriti e la canea sfrenata dei pretoriani del sì, con in testa il presidente del Senato Ignazio Benito La Russa, i quali hanno manipolato il contenuto delle dichiarazioni di Gratteri, sostenendo che avrebbe affermato che tutti coloro che votassero sì il 22 e 23 marzo dovrebbero necessariamente rientrare nelle scarsamente onorevoli categorie che ha citato. Gratteri ha giustamente puntualizzato che chi interpreta artatamente le sue parole per distorcerne il testo è in malafede e vuole alzare il livello di scontro, nell’illusione, aggiungo io, che in tal modo potranno rovesciare le sorti di un referendum che si stanno avviando a perdere e ne sono terrorizzati, come chiaramente dimostrato da queste ed altre reazioni sempre più inconsulte e scomposte.
Ulteriore elemento interessante è la parcellizzazione dei discorsi e l’astrazione dal contesto di singole frasi o addirittura singole parole, processo di privazione di senso che avviene, a ben vedere, anche su scala ben più ampia, come nei casi dell’Ucraina o della Palestina, le cui storie sembrerebbero, secondo i media dominanti, essere cominciate, rispettivamente, il 22 febbraio 2022 e il 7 ottobre 2023.
