Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Quando Elisabetta Farnese, promessa sposa a Filippo V di Spagna, scelse la Riviera di Ponente per godere la vista marina, le campagne e i villaggi. E a Torino è esposta la riproduzione della corona di Carlo III


Elisabetta Farnese viaggiatrice in Liguria. A Torino è in mostra la Corona fatta costruire per il figlio Carlo III di Borbone, quando diventa Regina di Spagna.

 di Ezio Marinoni 

Torino riproduzione della Corona dei Borbone esposta al Museo Accorsi – Ometto

Il fascino della Riviera, del suo mare e delle colline, di paesaggi quasi fatati, sia sotto lo scintillare del sole che al chiarore della luna, ha incantato viaggiatori illustri nel corso del tempo. Nel 1714, un’ospite eccezionale visita tutto il Ponente ligure: Elisabetta Farnese.
Promessa sposa a Filippo V di Spagna, dopo lo spostamento da Parma a Genova, inizia il suo viaggio verso la Spagna, dove avrebbe finalmente incontrato lo sposo, se non che Elisabetta non vuole viaggiare per mare.
Pur essendole stato consigliato di spostarsi in nave dai dignitari della Corte spagnola, in preda a viva preoccupazione per le insidie di un così lungo viaggio (forse al mal di mare), Elisabetta è ferma nel suo proposito di attraversare tutti i paesi costieri della Riviera con il suo seguito, per godere della vista di marine, campagne e villaggi.
La Repubblica di Genova, per renderle l’esperienza meno disagiata, invia a tutti i podestà l’invito a far “accomodare” quanto più possibile la strada usata dalla futura sovrana.

Elisabetta è l’ultima dei Farnese, con lei finisce la dinastia che ha dominato e fatta grande Parma per secoli, aprendo il varco, per via di matrimonio, a dominazioni straniere in Italia.

Il suo primogenito è Carlo (20 gennaio 1716 – 14 dicembre 1788), che sarà brevemente Duca di Parma per quattro anni con il nome di Carlo I, poi Re di Napoli e di Sicilia con il nome di Carlo di Borbone. Da ultimo, Carlo ascende al trono di Spagna con il nome di Carlo III, dopo che il fratellastro Ferdinando VI muore senza figli. Carlo si sposerà con la Principessa Maria Amalia di Sassonia.

Molti paesi liguri ricordano il mitico viaggio di Elisabetta Farnese, che meriterebbe una nuova ricognizione e narrazione: qui e là, lapidi e palazzi ricordano la augusta permanenza, più o meno come accadrà un secolo dopo con il viaggio di papa Pio VII, quasi in senso del tutto inverso, di rientro dalla Franca in Italia (come abbiamo raccontato su Trucioli il 12 febbraio 2026 (Anno XIV Numero 26):

https://trucioli.it/2026/02/12/papa-pio-vii-a-spotorno-cronaca-di-un-avvenimento-straordinario-e-inatteso-lapide-a-memoria/

Torino- Vassoio in tartaruga esposto al museo

A valle di questa storia, a Torino, il Museo Accorsi – Ometto espone in mostra la Corona regale di Carlo III di Borbone, dal 21 febbraio al 22 marzo 2026. La Corona dei Borbone esposta è la riproduzione dell’originaria, commissionata nel 1732 dalla Regina di Spagna, chiamata Isabella, a un gruppo di orefici fiorentini.

Con questa corona Carlo di Borbone viene incoronato sovrano di Sicilia il 3 luglio 1735, nel Duomo di Palermo; divenuta simbolo dei regni di Carlo III e di Ferdinando IV di Borbone, se ne perdono le tracce nel 1799, quando viene imbarcata sulla nave Vanguard, ammiraglia della flotta di Horatio Nelson che trasporta preziosi da Napoli a Palermo.

Una storia tanto affascinante, con i suoi misteri e i personaggi che vi ruotano intorno, al punto da essere stata raccontata in un giallo: L’enigma della corona. Carlo III di Borbone e i diamanti Farnese di Annamaria Barbato Ricci e Ciro Paolillo (Gangemi Editore, 2023).

Il prezioso oggetto esposto al Museo Accorsi – Ometto è stato realizzato dal Centro Orafo Il Tarì, da sempre impegnato nell’organizzazione di eventi culturali e di mostre nell’ambito del gioiello e dell’oreficeria, con particolare attenzione alle tecniche lavorative susseguitesi nel corso dei secoli. La sua riproduzione è in argento dorato e pesa 1405 grammi; il diametro di base è di 20 cm, la sua altezza è di 19 cm; è decorata da oltre 300 pietre bianche cubic zirconia e da una grande ametista di taglio antico, che sostituisce l’originale “diamante viola Farnese” di 42 carati.

Torino i doppieri esposti al museo

Riguardo all’incoronazione regale, è bene ricordare che questo rito risale all’epoca delle monarchie sacrali (pensiamo al Sacro Romano Impero); quando una dinastia che aveva diritto di utilizzare tale cerimonia si estingueva (come accaduto ai Medici a Firenze), la titolarità non andava in successione dinastica. Ecco spiegato il mistero della perduta corona del Granducato di Toscana, che si credeva perduta ed è stata ritrovata durante una ricognizione nel sepolcro di Gian Gastone, ultimo esponente della casata, che si era fatto seppellire con essa. Anche in questo caso, la mostra al Museo Accorsi – Ometto recupera il senso della storia.

Il Direttore del Museo Accorsi – Ometto, Luca Mana, ha dichiarato, all’apertura della mostra:« Esporre la riproduzione della corona di Carlo III rientra pienamente tra le competenze del nostro Museo, il cui compito statutario è fare cultura a tutto tondo e raccontare anche quello che non riguarda strettamente la storia e il panorama figurativo locale, piemontese. I visitatori avranno così modo di farsi un’idea dell’eccezionale livello raggiunto dagli artisti di corte della Napoli del Settecento, che seppero comunicare in una maniera del tutto unica l’avvento di una nuova dinastia, quella dei Borbone, dopo secoli di amministrazione spagnola e austriaca. »

Per il suo significato e valore simbolico, la corona dei Borbone, dopo esser stata esposta alla Reggia di Caserta nel 2023, e ora al Museo Accorsi – Ometto di Torino, entrerà a far parte del Tesoro di San Gennaro.

Si ringrazia il Museo Accorsi – Ometto per la gentile concessione delle foto.

Ezio Marinoni

Inf@ per il pubblico MUSEO DI ARTI DECORATIVE ACCORSI-OMETTO

Via Po 55  – Torino – Tel. +39 011 837 688 int. 3

info@fondazioneaccorsi-ometto.it

www.fondazioneaccorsi-ometto.it

Orari di apertura (escluso il lunedì): Da martedì a venerdì 10-18; sabato e domenica 10-19. La biglietteria chiude mezz’ora prima. È possibile ammirare la corona di Re Carlo III di Borbone con il biglietto d’ingresso del Museo (intero € 10,00/ridotto € 8,00 dagli 11 ai 26 anni, over 65, convenzioni). Per i possessori dell’Abbonamento Musei l’ingresso è gratuito.Inf@ per la stampa

Cristina Giusio – Ufficio Stampa | 011 837 688 int. 5

c.giusio@fondazioneaccorsi-ometto.it

 


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