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Referendum / Pelosi: perché voto No. I problemi reali della giustizia sono altri. Landolfi: perché voto Sì. L’ordinamento giudiziario risale al 1941 con il regime fascista. 2 / Confronto magistrati-avvocati a Spotorno


Enrico Bellavia editorialista de l’Espresso scrive: il “che fai mi cacci” dell’allora presidente della Camera Gianfranco Fini al premier Silvio Berlusconi fu tutto fuorché un tradimento. Fu orgoglioso atto di insubordinazione contro chi pretendeva di piegare le ragioni di un’alleanza a una campagna personale contro la magistratura”.Ultimoarticolosettimana.

“…Libera anche  dalle necessità giudiziarie. Libera di imporre la separazione delle carriere dei magistrati. Fini pagò  con la propria rovina politica cui seguì il fuoco amico che lo impallinò per la storia della casa di Montecarlo. Si giocò tutto. Il partito e il futuro. I colonnelli furono lesti a scegliere e a riparare sotto il munifico ombrello berlusconiano”.

L’ex PM Landolfi – “Ma tuttora l’ordinamento giudiziario è quello del 1941, diretta espressione del regime fascista per il quale la separazione delle carriere era qualcosa di inaccettabile. Ci troviamo quindi di fronte a un autentico paradosso zenoniano: coloro che oggi temono una deriva autoritaria fascista si trovano pienamente d’accordo con uno dei principi fondanti del fascismo riguardante la magistratura, cioè l’unitarietà delle loro carriere, mentre la maggioranza che viene accusata di tendere verso una piega dispotica ha una posizione nettamente contraria al vecchio principio fascista. Ma oggi il nuovo articolo 104 è di una chiarezza incontestabile e stabilisce che tutti i magistrati, siano essi giudici o pubblici ministeri, “costituiscono un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”.

2/IL MAGISTRATO “RE DI MANI PULITE” CHE AVEVA SCELTO DI LASCIARE LA TOGA E SCENDERE IN POLITICA ANCHE DA MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI. ORA CORRE PER IL ‘Sì’ AL REFENDUM A SOSTEGNO DEL COLLEGA E MINISTRO NORDIO E DEL GOVERNO MELONI, SALVINI E TAJANI.

SPOTORNO REFERENDUM GIUSTIZIA: A CONFRONTO IL SI E IL NO CON L’EX PRESIDENTE DEL TRIBUNALE FRASCARELLI- Il sostituto procuratore della Repubblica Bolla, gli avvocati Farina e Trucco.


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