Referendum Sì/No. Confronto. Due ex Pm a Savona, un giudice, un ex vice ministro PD già PCI, un ex onorevole savonese, modera un giornalista di Ivg.it. C’è chi prevede che il ritorno di Gianfranco Fini passa da Savona. Torna in auge l’avvocato (con l’età della pensione si è cancellato dall’ordine) e già onorevole berlusconiano per 4 legislature Enrico Nan?
REFERENDUM GIUSTIZIA: IL 27 FEBBRAIO A SAVONA UNA TAVOLA ROTONDA CON MAGISTRATI, AVVOCATI E GIURISTI

Parlano gli esperti: un confronto qualificato per capire le ragioni del sì e del no. Appuntamento alle 20.30 presso la Sala Nassiriya del Palazzo della Provincia di Savona.
È in programma venerdì 27 febbraio, alle ore 20.30, a Savona una serata di confronto pubblico dedicata al referendum sulla giustizia, in vista del voto previsto per domenica 22 e lunedì 23 marzo. L’incontro si terrà presso la Sala Espositiva “Caduti di Nassiriya”, all’interno del Palazzo della Provincia di Savona (Palazzo Nervi).
L’iniziativa, organizzata dalla Fondazione Farefuturo con la collaborazione dell’associazione “Amici della libertà”, nasce con l’obiettivo di offrire ai cittadini strumenti utili per orientarsi in vista del voto, attraverso l’ascolto di ragioni e punti di vista diversi. Una vera tavola rotonda, pensata non come un comizio, ma come un momento di dialogo e approfondimento, in cui le posizioni del sì e del no potranno confrontarsi apertamente.
La serata sarà introdotta da Enrico Nan, avvocato e già parlamentare, che presenterà la Fondazione promotrice dell’iniziativa.
Il confronto entrerà nel vivo con gli interventi di Felice Giuffrè, componente del Consiglio Superiore della Magistratura, Alberto Landolfi, già magistrato, Emilio Gatti, già Procuratore aggiunto di Torino (ex sostituto procuratore a Savona con la ‘procurina?, gia giudice a Genova ndr)e, Enrico Morando, in rappresentanza del comitato “Sinistra per il Sì”, e Riccardo Crucioli, giudice penale del Tribunale di Genova. Voci diverse, esperienze istituzionali e politiche differenti, chiamate a discutere i temi più dibattuti della riforma della giustizia che sarà sottoposta a referendum.
A moderare il confronto sarà il giornalista Nicola Seppone, della redazione di IVG.it.
“Questa iniziativa nasce dalla convinzione che su un tema delicato come la giustizia sia fondamentale fermarsi, ascoltare e capire. L’obiettivo è quello di favorire un confronto vero tra posizioni diverse, mettendo al centro i contenuti e le ragioni di ciascuna parte, per aiutare i cittadini a farsi un’idea consapevole prima di votare”, spiega Enrico Nan.
NOTA- Enrico Morando è stato senatore della Repubblica dal 15 aprile 1994 al 14 marzo 2013 per il PDS, DS e PD, ricoprendo vari incarichi parlamentari tra cui nella 5ª Commissione Bilancio del Senato, e viceministro dell’economia e delle finanze dal 24 febbraio 2014 al 1º giugno 2018 nei governi Renzi e Gentiloni.
Nato ad Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria, fatto il servizio militare nella Brigata meccanizzata “Sassari”, si è laureato in filosofia all’Università degli Studi di Genova.
Nel 1976, a soli 26 anni, viene eletto segretario provinciale di Alessandria del Partito Comunista Italiano (PCI), dopo una breve esperienza di giornalista a L’Unità. Membro della segreteria regionale del PCI in Piemonte tra il 1983 e il 1991, è l’estensore – con Rinaldo Bontempi – del Manifesto regionalista dei comunisti piemontesi.[3] Nel 1985 viene eletto consigliere regionale in Piemonte.
Esponente della corrente migliorista del PCI, nel 1986, durante la riunione del Comitato centrale del PCI che prepara le tesi per il congresso di quell’anno, propone due emendamenti: uno che chiede di stabilire «rapporti anche organizzativi con i partiti dell’Internazionale Socialista», l’altro che propone il superamento del centralismo democratico; entrambi gli emendamenti furono respinti a larga maggioranza, ma furono accolti nei fatti pochi anni dopo, con la svolta della Bolognina nel 1989 e la nascita del Partito Democratico della Sinistra (PDS) nel 1991.
2/UOMINI LIBERI (Politica Savonese)– ANNUNCIA: Il ritorno di Gianfranco Fini passa da Savona? I segnali dietro l’incontro di venerdì

Venerdì, nella sala della Provincia, andrà in scena un incontro sul referendum sulla giustizia. Un appuntamento che, sulla carta, si presenta come un confronto pluralista: relatori per il Sì e per il No, interventi tecnici, spiegazioni di voto. Il tutto promosso dall’ex onorevole Enrico Nan, con la collaborazione di un’associazione finora poco nota ai più, “Amici della Libertà”.
Fin qui, tutto regolare. Ma a leggere bene il volantino (a fondo pagina) spunta un dettaglio tutt’altro che secondario: il logo richiama l’associazione culturale Farefuturo, fondata nel 2007 da Gianfranco Fini. Un marchio che non passa inosservato e che riaccende voci che circolano da mesi su una possibile nuova “discesa in campo” dell’ex leader di Alleanza Nazionale.
Coincidenze? Forse. Ma in politica le coincidenze raramente sono casuali.
Altro segnale, questa volta tutto savonese: l’incontro è presentato proprio da Enrico Nan che, insieme al suo storico alleato Filippo Marino, sembrava aver archiviato definitivamente l’esperienza in Fratelli d’Italia dopo il congresso perso. E invece eccoli di nuovo in movimento.
Non è un dettaglio che sia Nan sia Marino abbiano già fatto parte di Futuro e Libertà per l’Italia, il partito fondato proprio da Fini nel 2010. Un precedente che oggi assume un sapore diverso.
Sta forse nascendo un nuovo soggetto politico di destra moderata, con Fini regista e Savona come laboratorio? Le voci si moltiplicano. Le smentite, per ora, latitano.
In Fratelli d’Italia ufficialmente si tace. Ma tra gli iscritti le domande si fanno insistenti: che ne sarà del circolo che faceva capo a Filippo Marino? E soprattutto, quale sarà la scelta di Massimo Arecco, oggi tra i nomi più quotati per la candidatura a sindaco? Seguirà il duo Nan-Marino nella nuova avventura o tenterà una ricucitura con il segretario Matteo Debenedetti dopo le frizioni congressuali?
Nel centrodestra savonese il clima è tutt’altro che soporifero. Dopo la nascita del movimento legato al generale Roberto Vannacci, potrebbe ora affacciarsi un nuovo tassello nello scacchiere della destra italiana.Savona laboratorio politico o anticamera di una resa dei conti? Per ora sono solo segnali. Ma quando i segnali si moltiplicano, spesso la partita è già cominciata. (autore-redattore anonimo)
2/Il quotidiano Il Foglio è di proprietà di Musa Comunicazione, società a sua volta controllata da Tiberiade Holding e riconducibile a Valter Mainetti che, attraverso il gruppo Sorgente, ha acquisito la maggioranza del quotidiano nel 2016. La testata è pubblicata da Foglio Edizioni. Il Foglio, a diffusione nazionale, fondato il 30 gennaio 1996 da Giuliano Ferrara, che ne è stato direttore responsabile per diciannove anni. Dal 28 gennaio 2015 è diretto da Claudio Cerasa. Il Foglioè un quotidiano italiano d’élite noto per un orientamento liberale, spesso definito “neoconservatore” o di “destra liberale“. Si distingue per una linea indipendente, talvolta anticonformista, posizionandosi in un’area di centro, libera dai vincoli dei partiti
Valter Mainetti, azionista di riferimento e Amministratore Delegato di Sorgente Group, insignito del titolo di professore ad honorem nell’ambito Economico aziendale, per la disciplina “Finanza aziendale e immobiliare”

SAVONA- IL POST DELL’AVVOCATO MAURO CERULLI
SENZA TESSERA DI PARTITO E GIA’ DOCENTE

Io sono un modestissimo giurista che ha avuto la fortuna di studiare con Lucifredi, Acquarone, Uckmar, Bessone, Mandrioli, Amelotti, Celesti, Canepa, Baldaro Verde e mi spiace di essermi perso Rodotà per poco. Mi è stato insegnato a stimare i grandi giuristi come Calamandrei, Mortati, Carnelutti, tanto per fare qualche nome conosciuto.
