Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Valbormida, la parola d’ordine: “connettere” è la chiave


Il dibattito sulla riconversione industriale della Valbormida ruota attorno al contrasto tra l’eredità dei vecchi poli produttivi, la difesa dei posti di lavoro locali e la spinta verso un nuovo modello di sviluppo territoriale:

di Paolo Forzano

  • I siti storici e l’eredità ambientale: La valle è stata uno dei più importanti poli chimici, siderurgici e manifatturieri del Nord Italia, attraversando poi una fase di crisi e riconversione. Tra gli insediamenti al centro delle discussioni figurano l’ex ACNA di Cengio (chiusa per il grave inquinamento del fiume Bormida e oggi sito ad elevato rischio ambientale), la Ferrania a Cairo Montenotte (diventata area di archeologia industriale e progetti di rigenerazione) e la Italcoke.
  • Polo produttivo regionale contro comitati locali: La Regione Liguria vede la Valbormida come una risorsa strategica per nuovi insediamenti produttivi, data la grande disponibilità di spazi rispetto alla fascia costiera. Tuttavia, si registra una forte opposizione dei comitati locali contro progetti impattanti, in particolare l’ipotesi di realizzare un termovalorizzatore regionale in aree industriali dismesse o esistenti (come ex ACNA, Ferrania o Italcoke).
  • Il dilemma dell’occupazione: Il dibattito evidenzia una forte tensione sociale: molte famiglie dipendono strettamente dal lavoro industriale locale. Si discute quindi se sia opportuno riconvertire impianti esistenti (ad esempio sostituire l’Italcoke con un termovalorizzatore) pur di preservare l’occupazione.
  • Superamento del modello “chiuso”: Una parte del territorio sostiene la necessità di superare la sola logica della fabbrica locale per trasformare la Valbormida in un polo a vocazione turistica e residenziale. In questa prospettiva, la valle diventerebbe un luogo attraente in cui vivere, consentendo ai residenti di pendolare verso i grandi centri urbani (come Torino o Savona) grazie a trasporti moderni

La transizione industriale e ambientale della Valbormida, un’area storicamente legata a poli chimici e siderurgici oggi affronta le ultime sfide legate alla riconversione dei siti inquinati.

Esiste un problema assai “frenante”: gli abitanti e le istituzioni si trovano divisi tra la necessità di mantenere i livelli occupazionali, attraverso nuovi impianti come i termovalorizzatori, e l’aspirazione a una nuova identità turistica e residenziale e di industria pulita.

E’ assai poco evidenziato come il  superamento di questa crisi dipende in modo cruciale dal potenziamento delle infrastrutture stradali autostradali e ferroviarie, attualmente obsolete e inefficienti: “CONNETTERE” la Valbormida è la PAROLA CHIAVE”!

Paolo Forzano


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P. Forzano

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