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“Terra Emozioni Colore”: il libro di Vittorio Bolla dedicato a Finale, Calice, Rialto e Boissano. Originalità fotografica


Presentata a Finalborgo, Sabato 19 settembre, il secondo volume di “Terra Emozioni Colore”, di Vittorio Bolla, dedicato a Calice Ligure, Finale Ligure, Rialto, Boissano, il primo era dedicato ad Albisola. 

di Federico Marzinot

A Finalborgo, nel suggestivo, ampio ambiente dell’Auditorium  Destefanis, é stato presentato il secondo volume di “Terra Emozioni Colore” di Vittorio Bolla, dedicato alla vicenda artistica, di respiro internazionale, svoltasi negli anni Sessanta-Ottanta del secolo scorso a Calice Ligure, Finale Ligure e dintorni, Boissano.

Vittorio Bolla e Riccardo Pampararo con il libro “Terra Emozioni Colore

Essa ha avuto come protagonisti Emilio Scanavino, il “Branco” degli artisti da lui richiamati ed il Centro culturale di Boissano. Recando il saluto ed il patrocinio del proprio Comune all’incontro sono intervenuti, in varia maniera. Luciano Doglio, consigliere comunale di Rialto, Angelisa Marengo, consigliere comunale di Boissano, Riccardo Pampararo, vice sindaco di Calice Ligure, Giuseppe Testa, presidente del Consiglio comunale di Finale Ligure.

Il primo volume di “Terra Emozioni Colore”, era stato dedicato da Vittorio Bolla alle attività svolte ad Albisola nel campo della ceramica dall’inizio del Novecento in avanti e presentato in questo biennio ad Albisola Superiore e ad Albissola Marina, con il patrocinio dei rispettivi Comuni. Nato a Genova da una famiglia di Calice Ligure, residente da oltre sessant’anni ad Albisola, manager d’azienda, poeta, Vittorio Bolla é autore di numerose pubblicazioni, tra cui un libro sulla “gente” di Calice Ligure e del Finalese ed uno sui soprannomi del circondario del Finalese.

L’incontro  dell’auditorium é stato aperto, come in altre presentazioni di libri di Vittorio Bolla, dalle note della chitarra classica di Riccardo Pampararo; é stato seguito dall’indirizzo di saluto da parte di Vittorio Bolla, da quello introduttivo di Graziella Frasca, della “Gazzetta di Loano”, e dalla presentazione del libro ad opera di Roberto Fiaschi, delle “Librerie Paoline” di Savona.

Sono stati poi rievocati, di volta in volta, con una sequenza di diapositive – tanti, efficaci quadri – e di momenti salienti di interviste da parte di Bolla, gli altri protagonisti del suo libro, i tanti scambi epistolari di notizie con loro, il vero e proprio viaggio dell’autore in una comunità a lui cara, con l’aiuto del gallerista Umberto Rotelli, protagonista di due dei filmati proposti nell’incontro all’Auditorium.

Emilio Scanavito, Serigrafia

Cascuno di tali quadri é stato poi ripercorso con dei versi dalle poesie di Bolla, letti dal nipote Ludovico e commentati dalle coinvolgenti note della chitarra di Pampararo. Si sono proposti nell’incontro la scelta di Calice Ligure nei primi anni Sessanta da parte di Emilio Scanavino, artista ormai affermato, con genitori calicesi.

Con l’intervista a Nicolò Scarabicchi, primo giovane assistente di Scanavino, sono stati rievocati “anni molto piacevoli, in un ambiente effervescente”, con l’inaugurazione a Calice Ligure, su consiglio di Scanavino, della prima galleria d’arte in Viale delle Palme. Numerose pagine vengono dedicate al rapporto tra il “Branco” e gli artisti di Albisola. Con immagini vengono pure rievocate le tre partite di calcio nel 1975 tra gli artisti di Calice e quellidi Albisola, organizzate da Pino Gastaldelli e Adriano Bocca. Un ruolo importante ebbe in quegli anni per il decollo dell’arte a Calice Ligure pure il gallerista torinese Remo Pastori. Un altro importante protagonista della stagione artistica del territorio narrata da Bolla é stato il “Centro internazionale di sperimentazione artistica “ della gallerista svizzera Marie Louise Jeanneret – Maria Luisa Montanaro, di Cherasco, prima delle nozze – con la proposta dal 1974 alla metà degli anni Otttanta, di mostre di quarata artisti, tra cui lo statunistense Andy Warhol, e di iniziative musicali e di balletti.

All’uscita dell’Auditorium alcuni giovani locali hanno espresso apprezzamento per le  numerose novità apprese circa la storia del proprio territorio. Il progetto dell’opera si segnala, in particolare, per l’ampio apparato fotografico – frutto anch’esso della approfondita ricerca sul campo da parte di Bolla – e per l’originalità nella proposta di alcuni dati: é il caso, ad esempio, delle piantine dedicate a ciascuna delle località, con indicazione degli “insediamenti non attivi” e degli “insediamenti attivi”.

Federico Marzinot


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