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L’acuto – Cronache teatrali. La Giovine orchestra genovese. L’”altro” Carlo Felice nel segno di Beethoven. Nel cartellone della GOG spicca la monumentale “Missa solemnis” del genio di Bonn


Nessuna stagione concertistica lo può mai ignorare, figuriamoci nel bicentenario della morte, avvenuta a Vienna nel 2027.

di Angelo Magnano

Frieder Bernius.

Naturale, perciò, che il  nome di Ludwig van Beethoven compaia in almeno sette concerti che la Giovine orchestra genovese ha messo in calendario per il 2026/27 nella consueta sede del teatro Carlo Felice, alle ore 20,30 del lunedì. “Almeno” perché non è stato ufficializzato ancora il programma delle serate di due mostri sacri del pianismo come Sokolov e Schiff e della Stuttgart Philarmonic Orchestra, che potrebbero far salire a dieci gli omaggi al sommo compositore.

Comunque sia, non può non spiccare fin d’ora la chicca della stagione, la grandiosa “Missa solemnis” opera 123, una delle creazioni beethoveniane più ardite e tremendamente impegnative per l’organico che richiede: l’8 marzo a cimentarsi nell’impresa saranno la Stuttgart Hofkapelle e il Kammerchor diretti da Frieder Bernius.
La Missa solemnis rientra fra i sei concerti di fascia A, vale a dire i più prestigiosi e i più costosi della rassegna. Gli altri cinque vedranno esibirsi sul palcoscenico del teatro genovese i sopra citati Grigory Sokolov, presenza fissa della GOG (3 maggio) ed András Schiff (22 febbraio), la prestigiosa Akademie für Alte Musik di Berlino nel concerto inaugurale del 19 ottobre con i Brandeburghesi di Johann Sebastian Bach, la Festival Strings Lucerne diretta da Daniel Dodds, con l’arpista Xavier De Maistre (9 novembre, su pagine di Händel, Dowland, Boieldieu e Čajkovskij) e la Stuttgart Philarmonic Orchestra diretta da Ymar Caguing con il violino solista di Simon Zhu (15 marzo). Con astuta mossa commerciale, la Gog ha da quest’anno limitato il numero dei concerti di fascia A a quanti optano per gli abbonamenti liberi da cinque, otto o dodici concerti: chi vuole ascoltarne di più si compri il biglietto, che oscilla fra i 50 e i 30 euro.

Ettore Pagano – Maximilian Kromer

Nelle altre diciotto serate in cartellone, quelle di fascia B per intenderci, gli omaggi a Beethoven spaziano dalle Sonate per violino e pianoforte, che vedranno esibirsi Ilya Gringolts al violino e  Peter Laul al piano in due appuntamenti (1° febbraio e 10 maggio), alle sonate per violoncello e pianoforte proposte dal duo Ettore Pagano – Maximilian Kromer insieme a una sonata di Schubert (18 gennaio), per finire con altri due virtuosi degli ottantotto tasti: Nelson Goerner (25 gennaio, con pagine anche di Schumann e Janáček) e il giovane italiano Alexander Gadjiev, che il 22 marzo affiancherà a Beethoven Debussy, Liszt e Takemitsu.

La città della Lanterna non può dimenticare uno dei suoi figli più talentuosi, Niccolò Paganini, i cui celebri ventiquattro capricci per violino solo saranno affidati a Giuseppe Gibboni, vincitore del 56° Premio Paganini (26 ottobre). Tra le formazioni cameristiche che saliranno sul palco del Carlo Felice vanno segnalati il Wanderer Trio, con pagine di Mendelssohn, Liszt e Ravel (16 novembre), il Fauré Quartet, impegnato con il contrabbassista Janne Salsala in brani di Schumann, Schubert e Kirchner (23 novembre) e l’Alinde Quintet, che il 26 aprile opterà per una serata di ascolto impegnativo con opere di Ligeti, Reicha e Schönberg.

Nel cartellone figurano anche giovani e talentuosi pianisti, come il francese Lucas Debargue (30 novembre, pagine di Gershwin, Musorgskij e dello stesso Debargue), la russa Alexandra Dovgan (21 dicembre, brani di Bach, Schubert, Chopin e Rachmaninov) e l’americano Clayton Stephenson, che il 12 aprile impaginerà opere di Ravel, Simone, Schumann, Albeniz, Peterson e Gershwin. Gli amanti dei Lieder potranno gustare il concerto del basso Günther Groissböck che, insieme al pianista Julius Drake, proporrà i Liederkreis di Schumann (8 febbraio).

Mireranno ad attirare un pubblico più eterogeneo, infine, i concerti dedicati al genio di Ennio Morricone (14 dicembre, con il pianista Enrico Pieranunzi, il contrabbassista Luca Burgarelli e il batterista Mauro Beggio), ai virtuosismi vocali dell’ensemble VOCES8 (Give me your stars, 19 aprile), alla “notte irlandese” (17 maggio, i Birkin Tree, in tandem con Caitlin Nic Gabhann, Aoife Ni Bhriain e Derek Hickey) e alle originali escursioni musicali del quartettoBrooklyn Riderche, nel concerto conclusivo del 24 maggio, partirà dalla terra di Franz Joseph Haydn, attraverserà le lande di Matana Roberts, Gabriel Kahane e Bob Dylan ed approderà – indovinate un po’? – nel reame del sommo Ludwig: le ultime note della stagione 2026/27 saranno quelle del Quartetto op. 59 n. 3. Non poteva che finire così.

Angelo Magnano

 


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