Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga attende il ”regolamento movida“. Il sindaco promise: ”movida sicura“. Un avvocato: ”Io provvedo telefonando all’esercente“. E in altre città della Riviera?


Albenga, parte il controllo di vicinato, pubblicava La Stampa il 26 ottobre 2019. I quattro coordinatori saranno formati attraverso specifici incontri con le forze dell’ordine che li metteranno in condizione di poter fornire informazioni utili. Ora la proposta di un Comitato a Vadino. Ma il Comune di Albenga si è dotato di un regolamento per la movida?

Il 26 aprile 2026 Trucioli.it titolava. Albenga, bentornata movida: tra risse, coltelli, denunce e assenze eccellenti nella prevenzione. Il sindaco: “Urge presidio serrato del territorio per una buona movida”. Articolo a firma di Eraldo Ciangherotti, già consigliere comunale e assessore di FI. L’Intelligenza Artificiale a domanda risponde: Su Trucioli.it la movida di Albenga viene spesso descritta come un fenomeno problematico. Gli articoli denunciano una movida violenta e fuori controllo, caratterizzata da risse, uso di coltelli, un forte incremento di accessi al 118 per intossicazioni alcoliche tra i giovani e problemi legati al degrado del centro storico

Leggiamo: Le proteste ad Albenga per la movida riguardano i disagi legati al disturbo della quiete pubblica, al degrado e agli episodi di violenza notturna, concentrati soprattutto nel centro storico e nella zona di Vadino. Le principali criticità e risposte istituzionali? La Questura e le forze dell’ordine hanno disposto la chiusura temporanea di alcuni locali e bar della movida. Nei mesi scorsi, gli abitanti della zona di Vadino e del centro hanno segnalato notti insonni, schiamazzi, risse e atti di vandalismo, minacciando esposti formali alle autorità.

Un professionista che vive nel centro storico osserva: “Non capisco perchè Albenga non si sia Iancora dotata di un ‘regolamento della movida‘. Io ho adottato una personale e finora efficace strategia a . A mezzanotte e mezza o l’una, tra musica super decibel e  vociferare ad alta voce nel dehor, l’impossibilità di prendere sonno, telefono al titolare e con una tacito accordo provvede. Come si legge dalle cronache il problema investe altri abitanti e altre zone sempre per la presenza di esercizi pubblici che grazie alla movida possono fare cassa. Purtroppo a pagarne le conseguenze è il riposo e la qualità di vita dei cittadini, di chi al mattino deve alzarsi per lavoro, spesso di buon’ora. Da qui l’esigenza  di un regolamento, anche se ammetto che l’amministrazione Tomatis  non brilla nella buona amministrazione e mi riferisco soprattutto ai piccoli interventi che comportano solo una maggiore efficienza e presenza fisica sul territorio. Il sindaco lo incontri solo quando si reca in Comune, con il cellulare all’orecchio. E non dimentica la presenza agli eventi. Ormai è invalso l’abitudine immancabile dei ringraziamenti e degli auspici…”.

Albenga: Regolamenta la movida tramite specifiche Ordinanze per il Centro Storico e Viale Pontelungo, con divieti di vendita d’asporto di alcolici in orari serali.

Savona: Ha un Regolamento della Convivenza Civile e un Regolamento per la Tutela del Centro Storico, che impongono limiti sonori (solitamente 70 decibel) e stop alla musica.

Finale Ligure: Ha un Regolamento per la Limitazione delle Immissioni Sonore che vieta la musica amplificata nei dehor dopo la mezzanotte.

Varazze: Disciplina gli orari dei locali, l’inquinamento acustico e il decoro tramite il Regolamento di Polizia Urbana, che include sanzioni severe per chi circola in costume o a torso nudo nelle vie del centro.

Dalle cronache ingaune si apprende che “per mitigare i conflitti”, il Sindaco ha promosso incontri istituzionali con i residenti e i gestori dei locali notturni. L’obiettivo è definire regole condivise per lamovida sicura“, che includono l’impegno ad aumentare il personale di sicurezza privato e a migliorare l’ordine pubblico. L’opposizione di destra ha più volte sollecitato le istituzioni ad aumentare i controlli e a potenziare gli organici delle forze dell’ordine per arginare risse e spaccio.

Il 22 febbraio 2021 —  IVG.i /Albenga. Il controllo di vicinato arriva anche a San Fedele e Lusignano, dove è stato costituito un nuovo comitato che, come quelli già presenti sul territorio: (Pontelungo e Campochiesa), si è dotato di referenti (la signora Gea Lombardi e Antonio Bianchi detto Mariano) e di un gruppo Whatsapp sul quale effettuare segnalazioni utili attraverso un canale diretto con le Forze dell’Ordine. L’assessore Vannucci: “Il nostro obiettivo è quello di riuscire a coprire quasi tutto il territorio cittadino”-

Alla presenza del sindaco Riccardo Tomatis, dell’assessore Mauro Vannucci, del consigliere Raiko Radiuk, dei referenti del comitato Gea Lombardi e Antonio Bianchi, del referente del comitato di controllo di vicinato di Pontelungo Angelo Pallaro e di quello di Campochiesa Gerardo Ruggiero, sono stati scoperti i cartelli che sottolineano la presenza di cittadini attivi sul territorio già posizionati nei giorni scorsi.

Grande soddisfazione per l’assessore alla sicurezza Mauro Vannucci: “La presenza sul territorio cittadino dei comitati di controllo del vicinato garantisce un osservatorio continuo contro i malintenzionati che così possono essere segnalati in tempo reale alle forze dell’ordine – afferma -. Il nostro obiettivo è quello di riuscire a coprire quasi tutto il territorio cittadino poiché, in questo modo, sarà un po’ come avere cinquantamila occhi che potranno porsi al servizio delle forze dell’ordine al fine di garantire sempre più la sicurezza di ogni singolo. Voglio inoltre ringraziare i comitati già attivi da tempo che con il loro supporto hanno contribuito più volte alla cattura di vari malfattori.”

Aggiunge il sindaco Riccardo Tomatis: “L’iniziativa, forte del senso civico, di appartenenza e partecipazione alla comunità, consente di rafforzare la presenza fattiva sul territorio di persone che lo vivono e che hanno come obiettivo quello di renderlo sempre più sicuro e protetto. I cartelli che sono stati posizionati, inoltre, avranno una funzione deterrente. Ricordiamo che il Controllo del Vicinato non ha funzioni repressive, ma è un progetto di prevenzione e segnalazione attraverso un canale diretto tra i cittadini e i referenti delle Forze dell’Ordine che ringraziamo per il costante impegno sul territorio” conclude il primo cittadino ingauno.”

Dal quel giorno nessuna notizia di nuovi ‘Comitati’, nessun cenno della loro utilità  e quindi creare nuovi ‘Comitati’ in altri quartieri (Centro Sorico soprattutto) da parte dei media locali. Forse si ‘marcia’ con estrema lentezza.

COMUNICATO STAMPA – A VADINO UN INCONTRO PUBBLICO

PER COSTITUIRE IL COMITATO DI CONTROLLO DI VICINATO

Barbara Vullo consigliera ‘delegata a Vadino’, eletta nella lista Insieme per il Futuro – Tomatis Sindaco. Ha raggiunto 109 preferenze
Lunedì 29 giugno alle ore 20.30, presso il Chiostro di San Bernardino a Vadino, si terrà un incontro pubblico finalizzato alla costituzione di un Comitato di Controllo di Vicinato nel quartiere.

L’iniziativa è promossa dall’Amministrazione comunale e, in particolare, dalla consigliera delegata al quartiere Vadino Barbara Vullo, con l’obiettivo di favorire la partecipazione attiva dei cittadini nella tutela del territorio e nel rafforzamento della sicurezza percepita attraverso la collaborazione tra residenti, istituzioni e forze dell’ordine.

All’incontro prenderanno parte rappresentanti dell’Amministrazione comunale, della Polizia Locale di Albenga e del Comitato di Quartiere di Campochiesa, realtà che negli anni ha sviluppato un efficace modello di Controllo di Vicinato, diventando un esempio virtuoso di collaborazione tra cittadini e istituzioni.

Nel corso della serata saranno illustrate le strategie adottate a Campochiesa, tra cui l’implementazione di sistemi di videosorveglianza, il posizionamento della cartellonistica dedicata al Controllo di Vicinato, la creazione di gruppi WhatsApp attivi per segnalazioni puntuali e tempestive e l’organizzazione di momenti periodici di confronto con l’Amministrazione comunale e le forze dell’ordine. Afferma la consigliera delegata a Vadino Barbara Vullo: “Desidero ringraziare il Comitato di Quartiere di Campochiesa per la disponibilità e la collaborazione dimostrate nel condividere la propria esperienza con Vadino. Campochiesa rappresenta un esempio concreto di come il Controllo di Vicinato possa diventare uno strumento efficace di partecipazione e collaborazione tra cittadini e istituzioni. Siamo consapevoli che le realtà di Campochiesa e Vadino presentano caratteristiche differenti e che, proprio per questo motivo, sarà necessario valutare insieme soluzioni calibrate sulle specifiche esigenze del nostro quartiere. Tuttavia, il supporto e l’esperienza maturata dal Comitato di Campochiesa costituiscono un punto di riferimento prezioso per avviare questo percorso. L’auspicio è che l’incontro del 29 giugno possa registrare una partecipazione numerosa da parte dei residenti, perché il Controllo di Vicinato può funzionare al meglio solo attraverso il coinvolgimento attivo della comunità e la collaborazione tra cittadini, Amministrazione comunale e forze dell’ordine”. La cittadinanza è invitata a partecipare.

A Loano è attivo un capillare sistema di “Controllo del Vicinato” che conta 19 gruppi di sorveglianza partecipata: 14 gruppi formati da residenti e 5 gruppi costituiti da commercianti. In totale, sono coinvolti quasi 400 volontari attivi. La città non ha il ‘problema movida’? Che non significa necessariamente solo “musica e baccano’ da parte dei giovani protagonisti di un divertimento serale con le conseguenze che saltuariamente descrivono. Nessuno conosce invece – non solo a Loano– il numero di telefonate, nella notte, alle Forze dell’ordine da chi resta sveglio per la ‘lunga e chiassosa movida‘.

A Loano ormai in pochi ricordano che l’allora Maxi Discoteca ai Pozzi – la più ampia, 5 mila posti, tre piste da ballo, 4 bar, un ristorante, una pizzeria,  la più e frequentata della Liguria da residenti e turisti anche da fuori regione- con  attrazioni e serate con la presenza di cantanti di livello nazionale e internazionale (le serate di Beppe Grillo erano baciate da risate crepacuore e tutto esaurito). Aperta da giugno a settembre con punte di 45-50 dipendenti, compreso il ‘servizio d’ordine’ che sorvegliava anche il parcheggio. Il titolare decise di affittare per la pioggia di denunce da parte della locale stazione dei carabinieri (ai tempi dei marescialli Pantè e Chiola) che non infierivano, ma non potevano ignorare. Numerosi i controlli di tecnici sul rispetto dei decibel e richiesti da proprietari ed inquilini di edifici della zona, in gran parte sorti proprio in quegli anni. Raccolta firme di protesta, esposti. Il Piano regolatore non teneva conto della mega area del divertimento notturno e cosa rappresentava per Loano sul fronte economico e della promozione turistica. I frequentatori non erano ‘da movida’ dei nostri giorni, appartenevano soprattutto ad uno strato sociale medio alto. All’epoca il biglietto di ingresso variava, a seconda degli spettacoli, da 1o- 15- 35 mila lire. 

Sta di fatto che alle denunce seguivano ‘decreti penali’ (oltre una decina) e i rischi conseguenti, con spese regali. Il proprietario decise di dare in affitto la struttura. Al neo esercente di Pietra Ligure non andò meglio quanto a grane giudiziarie e ‘ordinanze di chiusura’ della questura. In due casi nella settimana di Ferragosto. Nonostante si trattasse di un imprenditore più che solvibile chiuse sotto il rischio fallimentare anche perchè una scelta al risparmio fece venire meno l’attrattiva. Una miscela depotenziante il bilancio annuale. 

Dopo la chiusura l’imprenditore loanese scelse di creare un complesso alberghiero (tre pazzi suddivisi tra hotel tradizionale, residence ed appartamenti, con una piscina di mille mq.   e molti confort. Le previsioni di incassi e spese non tennero conto degli interessi dei mutui spinti dallo staff dirigenti (uno in particolare) del ponente ligure della Carige. I cambi di proprietà della banca, i primi scossoni giudiziari, non consentirono una transazione. Da qui il ‘concordato che si concluse con la vendita, da parte Carige, al solido gruppo imprenditoriale di Trento che ha acquisito la proprietà attraverso un accordo approvato dal Tribunale e dal creditore (la banca). Lo stesso gruppo ha acquisito e forse ‘salvato’ Loano 2 Village l’altra mega struttura vanto, da anni, della ricettività cittadina anche se bisognosa, data l’età, di robusti interventi di riqualificazione dei locali-alloggi più datati.

C’è stato il periodo che il turismo ligure (Regione ed enti provinciali del settore, associazioni di categoria) puntava alla degestionalizzazione (accade anche oggi seppure piuttosto taciuto), con la potenzialità del ‘turismo congressuale’. Loano 2 Village, unica in Liguria per la capienza (360 camere) e spazi per convegni e congressi. Ovvio da La Spezia a Ventimiglia non c’era solo Loano. Da qualche anno, anche dopo, la ‘scomparsa del turismo invernale” (Loano e Bordighe guidavano la classifica).

Provate a fare una ricerca internet Regione Liguria e ‘turismo congressuale’. Prima ‘risposta’: “L’obiettivo strategico dell’ente è destagionalizzare i flussi turistici e qualificare l’offerta dell’intera Riviera, da Levante a Ponente” . Provate a fare una ricerca su Loano.   ” Il turismo congressuale si concentra principalmente nel Loano 2 Village, la struttura più grande della Liguria per spazi congressuali e capacità ricettiva. Offre un polo specializzato per meeting, convention e viaggi ‘incentive’ situato strategicamente nella Riviera Ligure di Ponente“. E il numero annuale dei congressi è in crescendo o in costante diminuzione?  (L.Cor.) 

 


L.Corrado

L.Corrado

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