Carlo: Il dovere di scrivere. Non sempre riuscivo a seguire in tutti i dettagli il Comandante Carlo Gambetta quando nelle sue appassionate telefonate mi illustrava i vari problemi che affliggono la cara Noli.
di Massimo Germano
Cercavo di afferrare le complicate questioni amministrative e tecniche, ma confesso che alle volte mi perdevo. Io amo Noli, ma sono un foresto, e per capire realmente i problemi di un luogo, immedesimarsi nella sua realtà più profonda, bisogna esserci nati, averne le
radici, non basta averci passato tante bellissime estati.
Ci capivamo invece alla perfezione quando il discorso girava sui ricordi. Gli era piaciuto il mio pezzo su Trucioli.it riguardante Piazza Chiappella, quella vecchia, quando ancora il treno a Noli la faceva da padrone. Entrambi avevamo giocato lì al pallone da bambini, e certe cose non si dimenticano.
Andava fiero delle sua bella riqualificazione fatta da Sindaco con esemplare efficienza ed economia, il modo in cui riuscì a fare sinergia. Ne raccontò i dettagli su Trucioli.it,77, anno XIII, quando morì Ino Beiso: ”Ricordo lucidamente quella mattina in cui, assieme ad altri colleghi di maggioranza, stavamo discutendo sul futuro urbanistico della zona a seguito della demolizione del rilevato ferroviario. Era quasi mezzogiorno: mi trovavo in piedi vicino alla finestra dell’ufficio del Sindaco che guarda sulla piazza, quando vedo passare Ino. Lo faccio salire per avere un suo parere…..Scriveva bene Carlo.
Attento ai vari aspetti della vita di Noli, al suo clima, vedi Trucioli.it, 8, anno VIII, dove ne illustra in dettaglio le particolarità. Dedica molti interventi alla pesca, questa grande dimenticata, impossibile ricordarli tutti. Su Trucioli.it 74, anno XIII pubblica ”Noli per
non dimenticare: i mestieri e le poste dei nostri pescatori”. Nell’ultima telefonata m’aveva promesso che avrebbe parlato delle ”mire”, quei punti di riferimento, torri, alberi, case, che permettono di tornare esattamente in un luogo di pesca. Oggi c’è il GPS, ma un tempo erano fondamentali, spesso gelosamente custoditi.
Sarà per un’altra volta. Bellissima la lettera ai nipoti, pubblicata su Trucioli.it 21, anno XIV. ”Non smettete mai di imparare, di sognare, di amare, di scoprire perché solo così la vita avrà un senso. E ogni tanto sappiate anche emozionarvi come lo sono io scrivendo questa semplice letterina. Che non vuole essere un addio…..”
Personalmente credo che il motivo vero di avere dei figli sia poi quello di avere dei nipoti. Penso a mio nonno, alle passeggiate sulla spiaggia,
alle salite verso il Semaforo. I figli sono una consolazione, ma forse per capirsi realmente una generazione non basta, ce ne vogliono almeno due.
Puntuale sempre, alla fine di ogni suo pezzo, il ricordo dei morti. ”Si `e spenta a 89 anni ……., a 86 anni ha lasciato i suoi due figli.….” Informazioni preziose per mia moglie e me, che viviamo lontano, spesso ricordo di persone che abbiamo conosciuto e con le quali abbiamo condiviso momenti della nostra vita. Tristi, ma nell’ordine delle cose quando riguardano persone anziane che concludono in serenità la loro esistenza. Profondamente dolorose quando riguardano vite giovani, spezzate anzi tempo dagli incidenti o dalle malattie.
E a far da tramite il giornalista Luciano Corrado, editore-coordinatore volontario di Trucioli.it, quello che ha fatto in modo che ci conoscessimo più profondamente.
Carlo gli dedica i racconti di una vita trascorsa in mare, da un porto all’altro del pianeta, su Trucioli.it 12, anno XI: ”Al caro amico Luciano che mi ha fatto conoscere, seppure in tarda età, l’utilità della comunicazione. Riconoscente Carlo”. Senza di lui la nostra conoscenza sarebbe rimasta confinata alle nostre telefonate e alle nostre confidenze, pura verbalità.
Perché poi in fondo quello che più conta è il dovere di scrivere, indipendentemente dai like, dalle impressioni e dagli indici di gradimento, e questo è forse l’ultimo insegnamento che Carlo ci ha lasciato. Ave atque vale. Porgo alla sua Famiglia, alle Figlie, al Figlio e ai Nipoti le mie più sincere, affettuose e commosse condoglianze.
Massimo Germano
ARTICOLO DI CARLO GAMBETTA 2005
2/Inedita testimonianza dell’ex sindaco Dc colpevole pure di “mancata omertà”
<Perché siamo arrivati alle crepe nei palazzi
Perché Noli ha perso il suo primo tesoro>
di Carlo Gambetta

Ho letto l’articolo su Trucioli Savonesi, n. 224 (vedi…) a firma di Luciano Coorado: “Crepe nei palazzi. A Noli timori e silenzi”. La situazione descritta si è venuta a creare non molto tempo fa e logicamente preoccupa tutti, Amministrazione Comunale compresa, per quel che mi è dato sapere.
E però….se rifacciamo la storia….proviamo a fare come fa la Magistratura: apre una inchiesta, verifica, trae conclusioni.
Anno 1975, la ferrovia cambia tracciato, trasloca in galleria tra Spotorno e Finale. L’Amministrazione Comunale che ho presieduto, dal giugno 1975, blocca qualsiasi iniziativa urbanistica su quest’area, anzi il Piano Regolatore Generale, adottato nel 1979, approvato nel 1982 dalla Regione Liguria, vincola l’intera area ad uso pubblico, inclusa lo spazio circostante la Chiesa di S.Paragorio monumento nazionale, vincolata, in prima istanza, dalle Sovrintendenze Archeologica e Belle Arti. Fissa d’ufficio una cifra (uniteralmente e bassa) per l’acquisto della stessa area onde proseguire nell’iter dell’abbattimento delle strutture Ferroviarie (tutto il rilevato nel centro storico e a ponente di Noli, il magazzino merci; rendere l’area utilizzabile per parcheggi, viabilità ecc.)
La gente di Noli spero sappia,(perché facilmente si dimentica) che l’area del centro storico ex F.S. è stata disegnata su mia richiesta, da Ino Beiso.
La proposta è stata trasformata in progetto esecutivo dal Geom. Rissone ed approvata in Consiglio Comunale. Area compresa tra la galleria F.S. di levante ed il fiume attuata così come è ancora oggi. Ino Beiso, consigliere comunale di maggioranza; G. Rissone, geometra del Comune di Noli. Niente parcelle a Ino, normale stipendio a Rissone. Cioè costo zero!!!
Oggi colgo l’occasione per portarle a conoscenza di chi non lo ha mai saputo. Inoltre, approfitto per ricordare la vera storia dell’area ex F.S. quella che interessa la zona tra il Rio Mazzeno ed il fiume S.Antonio.
Negli anni 80 iniziarono i primi scavi attorno a San Paragorio e si hanno i primi risultati di interesse archeologico, area ferroviaria inclusa (anche se in minima parte). In quel tempo personalmente vedo da un punto di vista turistico/culturale per Noli un futuro interessante sull’area.
Nel contempo è ora di definire il futuro della ex fabbrica refrattari.
Io termino il mio mandato da Sindaco dopo 15 anni, nel Maggio 1990. Attenzione, tra due anni c’è da rivedere il P.R.G.(1982- 1992). La D.C. provinciale e locale è in fibrillazione perché conoscendo le idee di uno che considera la salvaguardia del territorio come scelta prioritaria, Gambetta appunto, non va bene, forse troppo scomodo, per gestire eventuali ssviluppi (speculativi) futuri.
A cominciare dalla battaglia contro il “Vertigo“, la discoteca di Via Monastero con tutta la sua storia di investimenti miliardari.
Ragion per cui vengo sfiduciato, vigliaccamente, dal partito, non sono “idoneo” a ripresentarmi alle elezioni. A fine 1989, poco prima di aver adottato il Piano Particolareggiato del Centro Storico (maggio 1990) mi ero premurato di lasciare alla prossima Amministrazione, chiunque fosse, l’ipotesi di progetto per il riutilizzo dell’ex area fabbrica refrattari. Piano concordato in linea di massima con la proprietà: 18 mila metri cubi di residenziale e servizi utili, equivalente alla volumetria esistente, possibilità di costruire autosilo nella zona più a monte.
Ipotesi conosciuta tra gli altri, da due miei assessori: prof. Fois (sindaco Liberale dal 1990 al 1995), Dott. Niccoli (sindaco ex D.C. dal 1995 al 2005) e ad un membro di minoranza, Giuliano Moggio (ex P.C.I.) eletto e nominato Assessore nel 1990 con il sindaco Fois. Quel che è successo è sotto gli occhi di tutti, i volumi da 18 mila sono passati a 24 mila, poi a 26 mila, oneri di urbanizzazione non tutti onorati, autosilo niente.
Il Sindaco Repetto (ex D.C.) con la sua nuova giunta del 2005 formata da un DS, due di Rifondazione Comunista ed un indipendente, oltre al capogruppo DS, su mia specifica richiesta, non ha ritenuto di verificare eventuali anomalie nella conduzione urbanistico/amministrativa della giunta Niccoli.
Ricordiamoci che nel 2005 l’ultimo fabbricato di una quarantina di appartamenti non era ancora iniziato.
Perché accettare come corretto sotto tutti gli aspetti l’operazione economica/amministrativa conclusa con l’Immobiliare Liguria 17 ? Qualche mormorio c’è già stato. Chissà che qualcos’altro non faccia capolino nel futuro: il tempo è galantuomo, ci hanno insegnato i nostri inimitabili avi.
Noli, da sempre, ha riscontrato necessità di attuare parcheggi, garages. Gravi carenze non percepite nel boom edilizio dagli anni 50 in avanti.
Perché non approfittare di un sito, quello a monte della fabbrica refrattari per realizzare autosilo con garages necessari per il centro della cittadina? Perché voler invece utilizzare l’ex area FS per costruire garages su due e tre piani? Optare per un’operazione immobiliare che cancella per sempre una zona archeologica.
Forse che Noli non merita, non ha le caratteristiche di una località di interesse archeologico? Interesse che vuol dire cultura oltre che indotto turistico, senza nulla sottrarre a quanto descritto in precedenza. Un qualcosa da offrire in più alla zona del Castello da rivitalizzare.
Non solo far rivivere con l’immaginazione il “Tesoro nascosto”, il libro scritto dalla dottoressa Frondoni della Sovrintendenza Archeologica. Tesoro nascosto da una costruzione cresciuta in un terreno dei Padri Barnabiti: il porto di epoca romana, testimoniato dalle monete datate ritrovate. Noli, un tesoro nascosto che ha subito, dall’inizio degli anni 2000, scelte indirizzate al terremoto della speculazione invece di quello parsimonioso del recupero della storia: almeno per quella parte che tende a favorire la cultura che ci appartiene per eredità storica. Da tramandare alla future generazioni, ad iniziare dai figli, dai nipoti. A ricordo perenne di suole dire.
Al contrario, si sceglie di favorire seconde case da 40/50 m.c., nessuna delle quali acquistate da residenti ma che, in ultima analisi, hanno dato un colpo di grazia alle proprietà private esistenti, creando inflazione di appartamenti con tutte le negatività collegate.
Concludendo: è risaputo che, in questo caso un’Amministrazione Comunale, viene valutata “dopo, col passare del tempo” in base alle scelte politiche programmate ed attuate sul territorio, e se queste hanno portato benefici, benessere alla comunità tutta, ad iniziare dalle fasce più deboli.
Quel che vedo e constato oggi è che ciò che avevo programmato da Sindaco con l’assenso (più o meno sincero, posso affermare oggi a ragion veduta) di tutti i componenti dell’Amministrazione comunale 1985/1990 (maggioranza e minoranza) era “fit” termine inglese che significa “idoneo”.
Avremmo l’attrattiva di scavi archeologici non risultati pericolosi nel passato, autosilo già attuati a minore costo e soprattutto nessun pericolo per le abitazioni di via Belvedere. Una situazione, che stando alla realtà attuale, non favorisce un futuro tranquillo sotto tutti gli aspetti. Tra l’altro, esperienza ci dice che chi paga è sempre chi subisce danno, non chi lo crea. Considerazioni amare al termine dell”indagine” incontestabili, inconfutabili che mi sono sentito in dovere di testimoniare. Accetto la sfida, solo per amore del nostro paese, il rispetto che dobbiamo alla memoria di tanti valorosi nolesi. Mi smentiscano se hanno elementi ed il coraggio!
Commento di Luciano Corrado- Ci sarebbe poco da aggiungere al “testamento” olografo del comandante Gambetta. Già primo cittadino. La sua rettitudine, la tenacia, la franchezza non hanno bisogno della nostra testimonianza in questa provincia. Solo l’amarezza e la constatazione che i personaggi Gambetta sono fuori moda, scomodi e di intralcio. Peccato che, per esperienza diretta, Gambetta abbia constatato il ruolo ormai subalterno dell’informazione locale.
Le sue lettere-testimonianza inviate ai giornali, a volte su temi scottanti, erano diventate un ingombro, da rinviare, da tagliare, per “mancanza di spazio”. Lo stesso sindaco Gambetta che, per anni, ha portato notizie in redazione anche quando erano contro di lui, ad iniziare da inchieste giudiziarie. Gambetta ha sempre avuto un grosso difetto: non essere omertoso e troppo indipendente; orgoglioso del ruolo in nome e per conto dei cittadini che l’avevano eletto.
