Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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La processione del Monte: “Evento autentico” della Regione Liguria. 2 / Nel 1798 a Triora 9.133 abitanti, oggi 414. Il Comune più esteso della provincia. La fuga e il colera. 2 / Si vota a Briga Alta e Caprauna


Evento autentico della Regione Liguria, LA PROCESSIONE DEL “MONTE”. 2/Nel 1798, Triora aveva 9.133 abitanti. Oggi ne conta 414.

di Sandro Oddo 

Domenica 19 aprile 2026 si è adempiuto al voto del Parlamento dell’anno di grazia 1756. Centinaia di persone si sono dirette verso il monte delle Forche, il Carmo Furcarum, ben visibile nella settecentesca carta di Matteo Vinzoni. Sul finire di novembre di quell’anno venne stabilito lo svolgimento di una solenne processione, per ringraziare il Signore e la Madonna per aver liberato il territorio della podesteria dal flagello delle cavallette, che avevano distrutto tutti i raccolti.

Si è partiti dalla collegiata, dopo aver assistito alla celebrazione della santa messa solenne. Giovani e vecchi, uomini e donne, finanche bambini, dopo aver percorso alcuni carugi, si sono inerpicati lungo la scoscesa via che conduce al camposanto, pregando e cantando. Hanno seguito con animo devoto il bellissimo gruppo statuario della Madonna della Misericordia, la croce nera ed il tardotrecentesco Cristo ligneo. E’ mancato purtroppo il consueto accompagnamento delle campane, sia all’uscita dalla chiesa che durante il disagevole percorso. Non si sono sentiti i rintocchi delle vicine chiese di Corte, Andagna e Molini e sinceramente chi ha una certa età ha provato una grande tristezza e delusione.

I portatori, stringendo i denti, il sudore che lentamente colava dalla fronte, si sono sottoposti volentieri all’annuale fatica. Sono venuti da ogni frazione triorese, da Molini e dalle sue innumerevoli morghe, da Taggia, da Sanremo e da altre località costiere. Gli incappucciati, con il loro saio nero, qualcuno con il cappuccio in testa, i piedi rigorosamente scalzi, si sono dati il cambio per trasportare una croce nera, un po’ incurvata dal tempo, pesante oltre cinquanta chili. Poco più indietro era il Cristo, opera veramente commovente, magnificata dai critici. E’ un vero esercizio di equilibrismo quello in cui si cimentano i rari portatori. Diversamente dagli altri numerosi e doratissimi crocefissi, la croce non viene posta in un apposito contenitore di stoffa annodato attorno alla vita, bensì i piedi del Cristo sono posti sulle spalle dei volontari che, lungo l’erta via e la disagevole discesa, trasportano la croce con passi lenti ma decisi. Ogni anno viene a mancare qualche portatore, ma miracolosamente viene sostituito da qualche volontario, quasi fosse spinto da una forza soprannaturale.

Proprio quest’anno ci ha lasciati improvvisamente Sergio Giraudo, uno dei più affezionati portatori della croce nera; i suoi amici hanno voluto ricordarlo sostando per qualche attimo nella piazzuola davanti al camposanto, dove riposa per sempre, e recitando una preghiera.

Giunti davanti alla cappelletta del monte, debitamente infiorata dai nipoti di Mena e Luigi Oddo, i pellegrini domenica scorsa hanno sostato per qualche attimo, giusto il tempo di sorseggiare la limpida acqua che sgorgava copiosamente dalla vicina fontana. Sdraiati sul prato o seduti su uno spuntone di roccia, i visi arrossati ma felici, hanno pregato ed assistito alle invocazioni dei sacerdoti mentre recitavano le formule esorcistiche di rito.

Si è fatto quindi ritorno al centro del borgo, ed in particolare nella piazza della collegiata, dedicata al beato mons. Tommaso Reggio. Il gruppo statuario della Madonna, realizzato dal genovese Paolo Olivari ed il Cristo sono stati riportati nella chiesa principale, mentre la croce nera è stata riposta nel vicino oratorio. Uno scrosciante applauso ha sottolineato il rientro dei portatori della Madonna, stanchi ma visibilmente soddisfatti,

Un rinfresco è stato offerto dalla Confraternita della Buona Morte, che da anni si occupa dell’organizzazione dell’importante evento. E’ stata anche offerta la caratteristica pagnotta a due teste. Il presidente Fulvio Bianchi, unitamente al parroco, ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita della manifestazione religiosa fatto affiggere un manifestino mediante il quale ringraziano quanti – in ogni modo – hanno collaborato alla riuscita della manifestazione religiosa, facendo sì che la volontà degli antichi sia stata rispettata.

Sandro Oddo

2/Lo stesso borgo. Le stesse strade in pietra. Le stesse chiese. Solo che quasi nessuno ci vive più.
Triora è un paese medievale nell’entroterra di Imperia, aggrappato a una cresta ligure a 780 metri di quota. Un posto che esiste da prima del Medioevo, con resti neolitici, cinte murarie, cinque fortezze difensive.
Un posto costruito per duemila anni. Svuotato in duecento.
E qui arriva il bello.
Questo comune copre 68 km² di territorio: il più esteso di tutta la provincia di Imperia. Più grande di Sanremo. Più grande di Imperia stessa. Un’area quasi completamente deserta, abitata da poco più di quattrocento persone.
La matematica è brutale: un abitante ogni 0,16 km². Praticamente, nessuno.
Il crollo iniziò già a fine Settecento. Nel 1802, appena quattro anni dopo il censimento del 1798, la popolazione era già scesa a 5.828 unità. Epidemie, carestie, un territorio che non riusciva più a sfamare chi ci viveva.
Spoiler: andò peggio.
Nel 1856, il colera asiatico si abbatté su Triora. Nel censimento del 1861, il borgo registrava 3.306 abitanti: meno di un terzo rispetto a sessant’anni prima. Poi arrivò l’emigrazione, lenta e inesorabile, a svuotare ogni via rimasta.
Dati ISTAT e i censimenti pubblicati su Tuttitalia mostrano un declino lineare, senza rimbalzi, dai 3.306 del 1861 fino ai 414 di oggi.
Nessuna guerra. Nessun disastro naturale che abbia cancellato il paese.
Solo gente che è partita e non è tornata.
Le case in pietra sono ancora lì. Le strade strette, l’architettura ligure montana, le chiese: tutto intatto, come se la città stesse aspettando che qualcuno riprendesse da dove aveva lasciato.
Comunque.
Triora è famosa anche per un’altra storia: nel 1587-1589 fu teatro di uno dei più grandi processi alle streghe d’Italia. Ma quello è un altro capitolo.
Questo capitolo parla solo di spazio e di vuoto. Sessantotto chilometri quadrati. Quattrocentoquattordici persone. Un’architettura medievale che regge ancora, senza nessuno a cui fare da sfondo.
In breve:
Triora (IM) aveva 9.133 abitanti nel 1798. Oggi ne conta 414: un calo del 95% in 200 anni.
È il comune più esteso della provincia di Imperia con 68 km², praticamente deserti. Lo spopolamento iniziò con il colera del 1856, le carestie e l’emigrazione che svuotarono ogni via.
Federica Lanteri, classe 1968, si avvia al secondo mandato. Sarà la volta buona al completamento del traliccio di Cima Caplet per garantire una copertura totale delle telecomunicazioni.

3/AL VOTO I COMUNI CUNEESI DI BRIGA ALTA E CAPRAUNA. Sono ormai lontani i tempi in cui 40 elettori potevano votare scegliendo tra tre liste (Briga Alta). 

A CAPRAUNA UNICA LISTA E BIS DEL SINDACO RUARO
Il sindaco Ruaro in carica da 2020. E’ nato ad Albenga il 16 agosto 1965

A sostenere la sua candidatura i componenti della lista “Insieme per credere in un futuro” con:

Riccardo Rolando
Andrea Pesce
Bruno Cavallo
Mauro Ruaro
Giampaolo Ruaro
Enrica Ruaro
Mauro Galligani
Valentina Ruaro
Roberto Curletti
Moreno Manzini


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